Archivi del mese: dicembre 2009

Italia: un mondo a parte

Avatar, 9, Pandorum, District 9, Moon, The fourth Kind. Sono solo alcuni dei titoli fantascientifici del 2009 che in Italia sono stati trasmessi mesi dopo rispetto al resto del globo terracqueo o forse non usciranno mai. Misteri della distribuzione cinematografica italiana. Ne parlo su Fantascienza.com.

5 commenti

Archiviato in fantascienza.com, Italia provinciale, tristezze

Pandorum- recensione

Pandorum è un horror-fantascientifico appena uscito nei cinema e diretto da un regista tedesco, tale Christian Alvart. Il titolo potrebbe innescare risate incontrollabili in Italia, soprattutto nel periodo natalizio, quindi mi aspetto un titolo inventato che non c’entra niente oppure un titolo spoiler (Non ho ancora capito se questo film è uscito in Italia oppure no. E se non è uscito quando uscirà? Misteri della distribuzione italiana. Vedi anche qua.) Ma veniamo al dunque.

Una delle cose positive quando qualcuno ti parla male di un film è che le tue aspettative sono basse e te lo godi molto di più. Sono state dette varie cose su questo film, positive e negative, forse più negative, soprattutto oltreoceano. Questa volta però non riesco davvero a capire dove le critiche negative vogliano andare a parare. Si dice che questo film prenda a piene mani da Alien, Event Horizon e Dead Space, ed è vero. Ma è sempre un fatto negativo rifarsi a film seminali quando si gira un film? E soprattutto, si sarebbe potuto fare altrimenti? Voglio dire, Alien ha già detto tutto sull’horror-fantascientifico ambientato nello spazio. Non si può non fare i conti con Alien quando ci troviamo di fronte ad un incubo nello spazio. Così come Alien non poteva fare a meno di rifarsi a Lovecraft (oddio davvero esistono pellicole o libri fantascientifici che non possono fare a meno dei padri fondatori del proprio genere?). Non solo ma è anche una questione basilare: la nave spaziale ha quegli spazi angusti, ha quei problemi (motori, ibernazione, traiettorie, equipaggio ecc.), lo spazio tra le stelle non può essere rappresentato in modo diverso. Insomma gli elementi sono pochi e sono sempre gli stessi. E il fatto che li abbia usati Alien non significa che altri non lo possano fare in futuro.

Detto questo, il film parla di un risveglio dall’ipersonno di un paio di membri dell’equipaggio della Esylium, una nave colonica diretta verso un nuovo pianeta. A causa del sonno durato più di 900 anni i loro ricordi affiorano lentamente e i protagonisti riescono a ricostruire la storia lungo tutto il film. Una sorta di viaggio interiore fino al gran finale dove tutti i pezzi del puzzle trovano il loro posto. Ma ora veniamo all’incubo: qualcosa è successo durante la traversata dello spazio. Delle creature antropomorfe si aggirano per la nave uccidendo e mangiando i membri dell’equipaggio che mano a mano si risvegliano dall’ipersonno. I protagonisti devono fuggire dalla morte e allo stesso tempo ritrovare le chiavi del loro passato.

Ci sono alcune ingenuità e alcuni cliché, ma nel complesso il film è strutturato bene, è credibile e sta molte spanne al di sopra di qualsiasi film medio hollywoodiano. Si sente e si vede che c’è un regista europeo dietro la cinepresa: non ci sono esplosioni né scene di sesso infatti. E’ un film horror-fantascientifico godibile e soprattutto senza pretese. Una nota particolare è rivolta alle ambientazioni veramente eccezionali. Un lavoro certosino di artigiani e artisti che hanno concepito centinaia di metri quadri di interni senza alcun uso di CGI. Ambientazioni che non si vedevano dai tempi di Alien (appunto). E ben vengano film che sappiano risuscitare quelle atmosfere claustrofobiche, quei ritmi serrati, quei momenti di silenzio che abbiamo perso negli ultimi anni con usi massicci di CGI, esplosioni e macho-men.

Un consiglio: leggetevi tutte le recensioni negative, guardatevelo con spirito costruttivo e lasciatevi trasportare dentro l’incubo. Non ne rimarrete delusi.

 

27 commenti

Archiviato in recensione

Una nuova tecnica per combattere la criminalità

Interessante.

Ora vorremmo sapere quanti criminali avete nel mirino ma aspettate un processo contro Berlusconi per tirarli fuori al momento giusto.

Che so, se accusiamo Berlusconi dell’attentato alle Torri Gemelle il giorno dopo arrestate Bin Laden? Son sicuro che ne sareste capaci.

31 commenti

Archiviato in Italia provinciale, tristezze

Quando gli embrioni sono più intelligenti dei Gasparri

We don’t believe in credibility,

because we know we are fucking incredible.

[…] We don’t like to kill our unborn

we need them to grow and fight our wars.

Marilyn Manson

Non c’è  più limite al peggio. Quando parlai della possibilità di usare le forze dell’ordine per l’ospitalizzazione forzata delle donne che usano la Ru486 non stavo scherzando. Gasparri oggi dice chiaramente che se una donna non rimane in ospedale verrà portata in tribunale. Denuncia, Carabinieri, tribunale, carcere. Gasparri, che dovrebbe essere equiparato ad un embrione, in fase di gastrulazione prima della formazione del neuroblasto, è anche promotore di un disegno di legge che prevede l’equiparazione giuridica tra embrione (sì dal minuto dopo che lo spermatozoo è entrato nell’ovulo) e bambino. Esatto avete capito bene. La fusione tra uno spermatozoo ed un ovulo potrà avere i diritti assegnati dallo stato italiano ai minori, tra cui la possibilità di ereditare beni. La Convenzione sui diritti dei minori (ONU) poi, oltre al diritto di nascere e crescere in modo sano prevede la promozione del bambino come cittadino quali il diritto all’espressione, alla partecipazione, alla libertà di pensiero e associazione.

Ma oltre a queste aberrazioni giuridiche e logiche c’è un problema di fondo. Chi abortisce è ovviamente un assassino come ci ha ricordato il simpatico Barragàn giusto l’altro giorno (che coincidenza vero? lo vedete nella foto, non l’ho modificata, è veramente così). Quindi la 194 è da abolire. Non solo, ma se l’embrione ha gli stessi diritti di un bambino lo stato si impegna a proteggerlo fin dal concepimento. Per ogni aborto naturale potrebbe arrivare una denuncia e una inchiesta degli organi competenti: “Signora, lei quel giorno ha corso più del dovuto e questo potrebbe aver causato l’omicidio di suo figlio.” “Lei non ha mangiato abbastanza vitamine.” Trattasi di omicidio involontario.

Lo stato poi si farà garante delle condizioni di vita ottimali della famiglia e potrebbe decidere di togliere l’affidamento del bambino alla donna già prima del concepimento. Questo voglio proprio vedere come lo fanno. L’unico modo sarebbe il sequestro dell’incubatric…ops donna.

Interessanti dal punto di vista giuridico questi due casi: 1) la mola vescicolare o idatiforme, cioé quando l’embrione diventa un tumore e può trasmettersi alla madre. Cosa facciamo se un bambino diventa un tumore che attenta alla vita della madre? 2) I 70.000 embrioni congelati nelle cliniche italiane sono da considerare un esercito di minori abbandonati. Medici e donatori di gameti sono da considerare passibili di abbandono di minore e quindi denunciabili. E’ poi loro diritto di nascere, quindi bisogna trovare incubatric… donne disponibili ad accoglierli. Faranno anche una campagna “Adotta un embrione congelato. Dagli il calore del tuo utero.” Con tanto di finanziamenti statali e bonus embrione a chi vorrà adottarlo. Soldi alle cliniche cattoliche che si prenderanno l’onere e l’onore di ospitare i deep freezer. Interviste alle suore carmelitane che diranno “Ci prenderemo cura noi di queste creaturine. Pregheremo ogni giorno perché non soffrano.”

Insomma ci aspetta un futuro da George Orwell. Benvenuti nella teocrazia assoluta.

Vedrete che passerà. Vedrete che non c’è mai limite al peggio. Vedrete.

22 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, tristezze

Quando la parodia è più sensata dell’originale…

15 commenti

Archiviato in da ridere, Italia provinciale

Dall’altra parte II

Ecco, ora voglio parlarvi di questa cosa qui. Finalmente in Germania, e ora spero nel resto d’Europa, la domenica non si potrà più lavorare. Ed è giusto così, nella giornata del Signore nessuno dovrebbe lavorare. E’ una tradizione che ci portiamo dietro da migliaia e migliaia di anni e ora a causa dell’era del consumismo, del relativismo e del nichilismo è stata tolta. Come il crocifisso! La gente non dovrebbe lavorare la domenica così si può andare a messa e stare con la famiglia a casa. Non nei centri commerciali a mangiare patatine. E non me ne importa niente di chi cristiano non è. Siamo in Europa e l’Europa è cristiana. A chi non è d’accordo: fuori! Andate in Arabia e vedete cosa vi succede se lavorate il venerdì che per loro è santo come per noi la domenica. Vi tagliano le mani, vi tagliano. Loro sì che sanno come mantenere le tradizioni, non come questi comunisti laicisti che vogliono un’Europa atea. E fa benissimo a ribadirlo anche qui in Italia Monsignor Fasani della diocesi di Verona quando dice che i negozi dovrebbero essere chiusi il giorno di Natale: “significa cancellare la nostra identità culturale. E mi sembra poco rispettoso verso quelle persone che non potranno passare l’intera giornata con la loro famiglia perché devono recarsi sul posto di lavoro.”

Ha ragione il Monsignore e da vendere! E’ come col crocifisso. L’Europa comunista e giacobina vuole scardinare i valori della famiglia e della tradizione. E non me ne frega niente della libertà dei commercianti di aprire i loro negozi quando vogliono. Non esiste la libertà assoluta, lo vogliamo capire? Noi viviamo in una società e la libertà deve essere limitata perché ognuno ha dei doveri nei confronti degli altri. Per giunta questo è un paese cattolico. Quindi se non vi va bene ve ne andate. Capito? Ve ne andate.

16 commenti

Archiviato in dall'altra parte

Dall’altra parte

Ad essere sinceri ultimamente mi sono rotto un po’ gli zebedei di combattere contro tutte le stupidaggini dei clericali di turno, chierici o laici che siano. Tanto ormai è come nuotare contro uno tsunami (di merda) incontrastabile. Allora mi è venuta una idea: mi faccio trasportare dalla merda e divento merda anch’io. Magari a vedere tutta questa merda la gente si stancherà. Proviamo con la notizia di ieri: i falli di Malcometto in Svizzera e la croce nella bandiera.

Ecco, io non capisco di cosa si lamentano questi laicisti di casa nostra! La croce è il simbolo della nostra storia e come tale va difeso, anzi messo in ogni dove per far capire a questi musulmani che siamo padroni a casa nostra. Il crocifisso è simbolo di laicità, pace e tolleranza e a chi lo toglie dalle nostre scuole gli stacchiamo le mani. Come la legge del taglione di un tempo. Mi pare giusto: se la maggior parte degli italiani è cattolico allora ne deriva che tutto il paese è cattolico e gli altri si devono adattare. Altrimenti fuori! Se ne possono anche andare in Arabia. I laicisti e i collaborazionisti protestanti sono il ventre molle di quest’Europa senza più identità. Perché non andate in Arabia e vediamo se riuscite a dire le stesse cose contro il pedofilo Maometto! Vediamo se avete le palle di farlo lì. Loro sì che si fanno rispettare a casa loro. Non come qua in Europa dove ognuno può dire qualsiasi cosa contro la Santa Romana Chiesa o il Santo Padre.

Sì, sì siamo tutti razzisti e xenofobi come no! Poi voglio vedere te con tua figlia stuprata! E quando vengono a rubare a casa tua i rumeni! E poi i loro figli si fanno esplodere nelle nostre città. Sono troppi e si riproducono come conigli, fra vent’anni saranno più di noi e ci obbligheranno alla Sharia, e le nostre donne dovranno andare in giro col burqa. L’unico modo per contrastarli è erigere croci dappertutto e affidarci al Santo Padre. Bisogna fare come in Polonia è eleggere Gesù “Cristo Re della Repubblica italiana”. E a chi protesta e collabora con gli islamici o se ne va o ne paga le conseguenze!

7 commenti

Archiviato in dall'altra parte