Playa del Carmen, Quintana Roo

E con Palenque il viaggio in Messico è purtroppo finito. Ora mi trovo a Playa del Carmen, una colonia turistica americana lontana anni luce dal Messico. Se siete stati a Cancun o Playa del Carmen e non siete andati oltre il vostro hotel sulla spiaggia non siete andati in Messico. Playa del Carmen è stata costruita in dieci anni su una delle spiagge più belle dei Caraibi per compiacere i turisti americani. Larghe strade pulite senza nome ma con numeri, nessuna piazza, una chiesetta per accontentare i camerieri autoctoni, centinaia di negozi di moda, occhiali, gioiellerie e tanti McDonalds, KFC, Burger King. C’è pure un Wal-Mart, poi un centro commerciale con multisala e la noosfera qui si assottiglia abbastanza. Si parla inglese, anzi no, un americano volgare e ignorante e i messicani che vivono qui sono arroganti, presuntuosi, ingordi e mungono il turista dalle mammelle d’oro.

Qui di Messico non ce n’è ombra. Dove sono i taxi strombazzanti, i collectivos pieni all’inverosimile, i lustrascarpe, i bambini dappertutto, i venditori ambulanti di cianfrusaglie, di pannocchie bollite o di enchiladas, i ristoranti ambulanti sopra biciclette o carrellini, i veri mariachi sui bus o sulla metro, i mercati pieni di colori e di odori esotici?

Al posto di tutto questo una umanità “civilizzata” che se ne va in giro per la città a piedi scalzi, senza maglietta, con la birra sempre in mano e il più delle volte ubriaca, a spendere migliaia di dollari in una serata con cocktails e musica house. Affianco, oltre la carrettera federal i dormitori dei lavoratori Maya che a malapena arrivano a fine giornata.

Non mi sono sentito così “out of place” in vita mia come il primo giorno a Playa del Carmen. Un senso di disgusto, di nausea mi ha pervaso l’intero tratto digestivo. Davvero non pensavo di dover affrontare una specie umana del genere. Oltre agli americani migliaia di italiani, da non crederci quanti. E l’ho girato il mondo e ne ho visti italiani all’estero, ma così tanti mai. Così integrati poi col posto, molti vivono lì, altri ci fanno affari, altri vanno lì a scopare e a bere principalmente. Vi descrivo i tipi: c’erano i Fabrizio Corona con catenina d’oro al collo, pantaloni bianchi e mutande D&G con tatutaggi improponibili; poi c’era il classico italiano con camicia rosa sotto ad una La Coste arancione, pantaloni bianchi o rossi, scarpe sportive-eleganti, occhialoni da sole tipo vespa e orologio e catenina d’oro; poi il classico Cristian de Sica o Carlo Verdone, famiglia di romanacci a seguito con bambini che si lamentano perché vogliono l’hamburger anche loro. Comunque sia gli italiani erano perfettamente riconoscibili da lontanissimo, tant’è che i messicani gli parlavano in italiano, mica in inglese appena li incontravano.

Sapevo che la Riviera Maya era un posto turistico ma non fino a questo punto, davvero. A parte il mare che era meraviglioso, la natura selvaggia (ho anche visto e quasi toccato una tartaruga marina mentre nuotavo), gli scenari bellissimi, è stata la parte della vacanza che ho apprezzato di meno. La prossima volta starò di più nella foresta o mi visiterò i deserti del nord. Bye bye Messico. Ci rivedremo in futuro, te lo prometto. Ora mi aspettano 36 ore di viaggio ininterrotto e la neve dell’Inghilterra.

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9 commenti

Archiviato in viaggi

9 risposte a “Playa del Carmen, Quintana Roo

  1. vincenzol

    ahaha e’ impressionante come gli italiani riescano a riconoscersi per il loro stile variopinto anche cosi’ lontano da casa.
    take care fabri

  2. Penso siano i posti tipici dello “spring break” degli studenti americani. Gli italiani invece hanno conquistato un po’ tutto il Messico (a Puerto Escondido, mi si dice, c’è più o meno un ristorante italiano per abitante).

    Mi è piaciuto il tuo reportage… tra l’altro io sono nato in Messico (ho anche la doppia cittadinanza, di cui un po’ mi vergogno visto che praticamente non parlo lo spagnolo e che ci sono andato solo una volta nella vita da quando i miei sono partiti da lì che avevo 6 mesi) da genitori italiani lì per motivi di studio/bighellonaggio (hai presenti gli hippie europei che hai visto a Palenque? Ecco, loro :)).

  3. Bellissimi questi post sul Messico!

    Sai che sono andato in Messico per il mio viaggio di nozze? Il mio percorso è stato quasi uguale al tuo: abbiamo prenotato gli hotel, gli aerei interni e le macchine dall’Italia, e abbiamo fatto tutto da soli da Città del Messico a Tulum. Mi è rimasto tutto nel cuore, il Messico è meraviglioso. La regione che mi è piaciuta di più è stata Oaxaca.

    Ma tu l’hai mangiato il “pollo asado al carbon con jalapenos” comprato per strada? Noi sì!
    (Al diavolo le malattie, e infatti mi sono preso la maledizione di Montezuma e ho dovuto ricorrere al Pepto Bismol…)
    Saluti carissimi!

  4. Per Vincenzo

    Ciao Vincenzo! Buon anno!

    Per Cachorro

    Sì sapevo della tua doppia cittadinanza. Non ti immagini quanto i locali prendessero per il culo i tuoi genit… ehm gli hippies! 😀
    In realtà davvero un tocco di originalità al posto, i templi, la foresta, e poi il rastafariano che chiede monetine. 😉

    Per Knulp

    Wow davvero? Una meta insolita per un viaggio di nozze. No non ho mangiato niente per strada e infatti non ho beccato nessun Montezuma. Tiè!
    Devo dire però che ero molto tentato, i profumi erano così invitanti. Quella della macchina è un’idea molto bella. Ma non sapevo che le strade erano buone se no l’avrei fatto anch’io. La prossima volta.

  5. Io a Playa del carmen ero stato dieci anni fa, si capiva che sarebbe diventato come Cancun, ma era ancora agli inizi, concordo in pieno che è le zone di mare (da Acapulco a puerto escondido e così via) sono la parte meno messicana del Messico.. Però come hai detto tu il caribe è il caribe. Per Montezuma, sembra che nella maggior parte dei casi sia dovuto al cibo che si mangiasull’aereo che ti porta , congelato e scongelato più volte.
    Comunque il Messico è un posto che merita assolutamente, secondo me.

  6. Emanuele

    Ora che l’hai visto di persona, che differenza c’è tra il Messico “vero” dal vero rispetto a come viene rappresentato nei film e telefilm americani?
    Considerando che in Italia è conosciuto per quelli più che per il film di Salvatores.

  7. Penso che se visitassi Playa del Carmen potrei poi rifondare le Brigate Rosse e cominciare la rivoluzione direttamente da Playa del Carmen.

  8. L’Italia è piena di Playa del Carmen, infatti è piena di italiani. (Non è una battuta)

  9. La prima cosa che ci chiese una connazionale (del genere da te descritto) incontrata per caso a Merida fu se anche noi, come lei, eravamo diretti a “Playa del Carmine”…

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