Il grande governo liberale

Si critica tanto la Svezia come paese socialdemocratico ma guardate cosa propone un ministro del Popolo delle (il)libertà: prendere i soldi dalle pensioni di anzianità per darle ai bamboccioni (già il fatto che un ministro possa insultare un’intera categoria di cittadini fa capire a che livelli di stato etico siamo; adesso divideranno i cittadini in individui produttivi e non-produttivi, individui antisociali e sociali ecc.) per andarsene via di casa. Aumentare il numero di parassiti statali, diminuire le pensioni di anzianità degli altri cittadini che hanno versato i contributi anni prima, abituare i giovani a chiedere l’elemosina dallo stato piuttosto che a trovarsi un buon lavoro; tutto questo con una sola proposta politica. E poi sappiamo come andrà: i ragazzi vivranno in un appartamento beccandosi l’assegno statale per poi andare ogni giorno a mangiare a casa di mamma o a portare i bustoni di mutande e calze da lavare. E quei soldi li useranno per la Playstation.

In Svezia esistono politiche simili per cui un ragazzo riceve dallo stato una pensione di sostentamento con la quale può vivere fuori di casa già a 18 anni, ma è un prestito, non un regalo a fondo perduto. Quando incomincerà a lavorare lo svedese che ha preso questa pensioncina dovrà restituire tutti i soldi allo stato con gli interessi. Una politica per niente affatto socialista, anzi. Lo stato svedese si comporta come una banca prestando soldi importanti per le nuove generazioni. In questo modo le nuove generazioni non vengono a pesare sul welfare e allo stesso tempo sia i ragazzi che lo stato ci guadagnano. E la Svezia viene considerato un paese socialdemocratico, figurati allora cosa dovrebbe essere l’Italia.

La colpa “non è dei giovani ma dell’egoismo e della miopia dei genitori, che sono iperprotetti dal welfare e lasciano pochissimo spazio di lavoro e garanzie ai giovani, e in cambio se li tengono in casa” è una frase da incorniciare, ma in definitiva, caro Brunetta, sono affari dei singoli cittadini. Sono i singoli individui a decidere i rapporti interpersonali, il posto dove vivere, con chi vivere e come vivere. Lo stato dopo essere entrato sotto le lenzuola con la legge 40 vuole anche entrare nel merito dei rapporti genitori-figli? E poi Brunetta si lamenta dell’iperprotezione del welfare: ma perché ministro, da dove li tiriamo fuori questi soldi a fondo perduto se non dal welfare (di tutti e soprattutto dei ceti più poveri)? E cosa sono questi soldi se non welfare? Se incominciamo ad abituare i giovani a parassitare il Welfare fin dalla giovane età che mostri produrremo quando saranno anziani? Spesso nei parchi naturali c’è scritto: “non dare da mangiare agli animali selvatici” per il semplice motivo che se abitui gli animali a ricevere cibo gratis questi continueranno a chiederne sempre di più e smetteranno di cercarne in modo autonomo.

I giovani vanno via di casa quando trovano un buon lavoro che gli possa permettere di vivere in una casa senza l’aiuto finanziario dei genitori. E sappiamo che di questi tempi è difficile trovare un lavoro a tempo indeterminato soprattutto con l’oppressione fiscale che ci ritroviamo in Italia. Ecco cosa fare ministro: togliere o diminuire le tasse agli studenti che vivono da soli come si fa in UK. Non sono le elemosine (pagate dagli altri cittadini) a creare benessere. Sono il lavoro, le condizioni sociali, la bassa tassazione e un governo che non decida delle sorti dei propri cittadini.

Ovviamente non se ne farà niente, ma il fatto stesso che i ministri di questo governo abbiano queste idee di controllo totale della società fa venire i brividi.

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15 commenti

Archiviato in libertarismo, politica

15 risposte a “Il grande governo liberale

  1. Alberto

    Argomento molto, molto controverso. Io per esempio sarei d’accordo con tutto il post. Ma quando si parla di pensioni di anzianità non posso ignorare il vero e proprio furto fatto dalle generazioni precedenti a danno dei giovani di oggi.

    Forse le baby-pensioni ce le siamo sognate? E perchè dovremmo pagare solo noi i disastri che hanno fatto i nostri nonni?

    Riassumo il mio pensiero: più meritocrazia e impegno e responsabilità, sì. Farsi il culo mentre il nonno si gode i risultati delle truffe operate dai sindacati, no.

    La democrazia serve ad assumersi la responsabilità dell’operato del proprio governo. Altrimenti andiamo in debito anche noi, tanto ci penseranno i nostri nipoti.

    Al nonno toglieranno qualcosa per darla a qualche ventenne perdigiorno? Chissenefrega, scusate la brutalità. Perchè, invece i nostri nonni hanno lavorato?

    In famiglia abbiamo discusso parecchio, e fatto molti calcoli concreti. Negli ultimi 10 anni mia nonna, ottantenne, semianalfabeta, grazie a una reversibilità (da un impiego pubblico!) è riuscita a guadagnare 3 volte più di me, che ho lavorato a progetto, in ambito informatico, nel privato, in condizioni spesso molto pesanti. E, confrontandomi con i miei coetanei, devo dire che sono stato anche fortunato. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo. E’ una bomba ad orologeria che non si può ignorare.

  2. Caro Alberto ti capisco benissimo, ma sono problemi impliciti allo stato sociale. Prima i poi i nodi arrivano al pettine e qualche generazione dovrà pagare i conti. Si è pensato di poter dare il welfare a tutti senza pensare al futuro. Come diceva Weissbach nel post precedente è un sistema che funziona in società con crescita geometrica, cioè un modello innaturale di crescita delle popolazioni.

    https://fabristol.wordpress.com/2010/01/22/pensionamenti/#comment-5701

    Lo stato sociale del dopoguerra è stato un fallimento perché ci ha mangiato solo il primo paio di generazioni poi gli altri hanno dovuto pagare e pagheranno il magna magna precedente.

  3. Così come è formulata, questa proposta mi è sommamente antipatica perché nasce da un paternalismo di Stato. Come tutte le leggi che limitano l’individuo (penso al divieto di fumo) a volte basterebbe invece un sano buon senso.

  4. Condivido così tanto i contenuti di questo post che l’unica critica che posso muovere non è a te, bensì a quei giornalisti che stanno sempre lì ad abboccare alle dichiarazioni “esca” dei Brunetta come dei pesci d’allevamento.
    Riguardo alle pensioni d’anzianità: Alberto dice bene riguardo alle pensioni baby; dissento invece riguardo a quello di chi le ha cominciate a percepire dopo i 60 (donne) o i 65 (uomini). E poi, eventuali tagli di sistema dovrebbero essere operati a partire dall’«alto» non dal «basso» ché il pesce puzza sempre dalla testa.

  5. Corrado

    Personalmente l’unica speranza è stoppare qua il sistema pensionistico statale… smettere di dare pensioni a chiunque e richiedere soldi per questo scopo.
    In questa maniera da qua a 50 anni forse il problema sarà risolto…
    Poi spetterà ad ognuno preoccuparsi di una polizza integrativa, se lo ritiene opportuno!
    Io lo sto già facendo.

  6. Non mi preoccuperei troppo di Brunetta. Vuole diventare sindaco di Venezia ma non ha fatto i conti con l’acqua alta …

  7. Per Corrado

    Per me andrebbe bene come dicevo nel post precedente. Per quanto riguarda gli indigenti le risorse esistono e si ottengono dai tagli all’amministraione pubblica (province, stipendi di amministratori e privilegi varii) e da altre forme di entrata fiscale o addirittura se si usasse il metodo svedese si avrebbe denaro dagli interessi dei prestiti dati ai giovani.
    E’ una cazzata dire che non esistono le risorse. Le risorse sono ingenti ma vengono usate dallo stato per autosostenere se stesso.

    Per Peppe

    Dici che ce lo leviamo di torno alla prima marea che passa a Venezia? 😀

  8. prima o poi noi si dovrà fare un lungo discorso sul termine “socialismo” e “socialdemocrazia” :-p

  9. Ha perfettamente ragione Luca Massaro quando dice che “l’unica critica che posso muovere non è a te, bensì a quei giornalisti che stanno sempre lì ad abboccare alle dichiarazioni “esca” dei Brunetta come dei pesci d’allevamento”. Siamo sotto elezioni (regionali + sindaco di Venezia) e i politici fanno a gara a chi la spara più grossa. Purtroppo, così facendo, qualcuno che dia loro credito, magari tra i più disperati, lo trovano sempre e loro ne sono perfettamente consci. Ormai dovremmo esserci abituati, no? Se i giornalisti cominciassero a titolare i loro pezzi su questi argomenti con frasi del tipo: “Nuova stronzata del ministro Tal dei tali …”; “Ennesima idiozia del noto senatore Pinco Palla ..”; “L’onorevole Tizio Caio questa volta l’ha detta proprio grossa …”, ecc., in poco tempo, dopo qualche iniziale protesta da parte degli interessati, ci sarebbe la pulizia generale che tutti auspichiamo. Purtroppo, per criticare gli altri, bisogna per prima cosa essere autorevoli e credibili noi stessi e i media italiani non brillano certo per questa qualità.

  10. Corrado

    E non dimentichiamoci di tassare gli edifici non di culto di proprietà della Chiesa Cattolica.

  11. Socialista eretico, sì so benissimo la differenza tra le due cose. Ma è indubbio il fatto che le politiche sociali svedesi siano quelle con il welfare più massiccio e vengano prese come metro di paragone in questi casi.

  12. Pingback: Il grande governo liberale « Fabristol

  13. Silvio

    Mi rifiuto di credere a ministri che parlano a vanvera e ho la sensazione che “ci sia del metodo” nella “follia” del Brunetta.
    Premesso che:
    1) un rappresentante del governo non può ignorare come la pensione non sia una graziosa regalia assistenziale del sistema statale ma la restituzione posticipata (e tassata) di una parte consistente dello stipendio percepito da un lavoratore durante l’intera vita lavorativa (cfr. il tuo post precedente).
    2) l’eventuale demenziale elemosina di 500 euro mensili non risolverebbe il drammatico problema della disoccupazione giovanile.
    Come sempre accade la realtà supera qualsiasi invenzione della fantasia.
    Questo soggetto, scelto in quanto incarnazione del topos letterario di un Ego smisurato e rancoroso compresso in una statura fisica breve, sembra si sia volenterosamente assunto il compito di spargere veleno e dividere il gregge dei sudditi rincitrulliti dai media additando alla pubblica opinione “nemici” successivamente diversi cui imputare le colpe del presente marasma (ora i bamboccioni, ora gli insegnanti o i medici, o gli impiegati dello Stato e così via), mettendo gli uni contro gli altri allo scopo di allontanare il giusto risentimento popolare verso un potere politico inetto e corrotto. Altro fino ad ora non ha fatto: quale migliore occasione di innescare una bella lotta tra gli ormai inutili e ingombranti baby-boomers e i ventenni di oggi ? Si aprono scenari da fantascienza….

  14. Fabri, non confondere vocazioni totalitarie e pura e semplice imbecillità.

  15. Per Silvio

    Secondo me c’è metodo, nel senso che una cazzata viene data in pasto ai giornali poi amplificata e alla fine anche se non se ne fa niente si crea “il caso”. L’importante è che se ne parli. Ne sanno qualcosa i leghisti.

    Per Popinga

    Anche tu hai ragione. Spesso sottovalutiamo la stupidità, che forse è il primo motore del mondo.

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