Le radici hanno bisogno di esser nutrite con le menzogne

Questa storia delle radici giudaico-cristiane sta diventando ridicola. Non tanto per la pretesa che un riferimento ad una confessione religiosa possa rappresentare in toto l’identita’ europea (e gia’ questo e’ ridicolo visto che l’Europa ha ben alt(r)e radici ben piu’ nobili e fondative nel mondo greco-romano), ma per questa associazione forzosa e forzata tra giudaismo e cristianesimo. Un concetto, badate bene, nato da poco e frutto della political correctness degli ultimi tempi. Un Pio XII cinquanta anni fa ci si sarebbe pulito il culo, per dire. E tuttora la parte piu’ conservatrice cattolica rabbrividisce a sentire l’associazione delle due religioni. Non possiamo biasimarli di certo: essendo conservatori e rifacendosi alla tradizione non possono che essere d’accordo con la ghettizzazione ebraica perpetuata per secoli dalla Chiesa Cattolica. Ma cosa non si farebbe pur di mettere queste benedette radici nelle costituzioni e nelle istituzioni! Pure a fare i patti con gli ebrei cristocidi.

E ora una vecchia proposta Radicale, quella di far entrare Israele in UE, viene fatta passare con la scusante delle comuni radici giudaico-cristiane. Chissa’ cosa avranno da dire i superstiti della Shoah di questa nuova Santa Alleanza. Dovrebbe essere una bella Sindrome di Stoccolma collettiva quella che vorrebbe gli ebrei rivendicare un mitico legame di amicizia coi propri millenari carnefici.

E mettetele queste radici, va bene, ma mettetele intrise di sangue: sangue degli ebrei per prima cosa, degli eretici, dei non credenti, dei protestanti, dei cattolici, dei musulmani, dei pagani, dei catari. Sangue, sangue, sangue. Quanto saranno rosse queste radici? Che tonalita’ di porpora potrebbero avere radici cosi’ intrise di morte, sofferenza e menzogna? Forse un porpora cosi’ forte da virare al nero piu’ cupo.

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26 commenti

Archiviato in anticlericalismo

26 risposte a “Le radici hanno bisogno di esser nutrite con le menzogne

  1. “Romolo e Remolo” quindi erano cristiano-giudaici senza saperlo.

  2. ….senza “saperlolo”, prego. 😀

  3. Pingback: Le radici dell’Europa e la moussaka « Snow Crash

  4. Quindici minuti di applausi, amico mio. 😉
    Sottoscrivo in toto.

  5. Paolo

    Se entra Israele nell’Ue per par condicio farei entrare pure l’Iran.

  6. Ciao Fabri.
    Dovrebbe essere una bella Sindone di Stoccolma collettiva il risultato di tutto questo spargimento “d’Amore”. 😉
    Ma non usate l’omino rosso per pulirla mi raccomando!. 😉
    Ciao da LucaF.

  7. Per Illaicista

    Esagerato!

    Per Paolo

    Uguali uguali proprio.

    Per Luca

    L’omino rosso è Babbo Natale?

    Per Emax

    Sì ho visto. Interessante ma non farò due ore di fila per questo come quella volta al museo! 😀

  8. Sono poche le attività umane, del passato per quanto riguarda l’intero globo, e del presente per quanto riguarda alcune parti + calde, in cui non si sia espressa violenza. Non fa eccezione il cristianesimo. Ma non penso sia quella la chiave di lettura. Occorre comprendere da quale necessità scaturisce la richiesta di porre questa tradizione come radice della cultura e dello sviluppo dell’occidente. Forse si fa un calcolo ponderato, in cui alla fine il cristianesimo, pur non presentando coerenza assoluta, magari ne ha più che altre filosofie sulle quali fondare un corpus normativo comune. Personalmente citare in un preambolo l’apporto dell’etica cristiana non mi tocca affatto, come per la questione dei crocifissi alle pareti pubbliche. Mi interessa invece un aspetto essenziale: il punto di vista di un certo laicismo (ma anche clericalismo) illuminato che consente ciò che è consentibile ma non lo impone, e lascia alla norma non scritta di qualsiasi matrice, la possibilità di indirizzare le scelte individuali. Il cristianesimo non è certo il male assoluto, ma neppure il bene assoluto, solo che la sua refrattarietà alla modifica può renderlo incapace di comprendere esigenze non previste dal suo credo. Non voglio fare il suo stesso errore.

  9. “Forse si fa un calcolo ponderato, in cui alla fine il cristianesimo, pur non presentando coerenza assoluta, magari ne ha più che altre filosofie sulle quali fondare un corpus normativo comune.”

    Si capisco ma alcune questioni della dottrina e filosofia del cristianesimo sono contrarie allo stesso concetto di democrazia (penso alla discriminazione di donne, gay ecc). Basti pensare che Il Sillabo di papa Pio “n” metteva alla berlina la libera stampa, i libero culto ecc. Quindi risulta sono una lettura parziale della cultura europea ma il cristianeismo non detiene i valori fondanti della UE.

    Poi e’ ovvio che non e’ il male assoluto ma da qui a farlo passare come fondante l’UE ce ne vuole…

  10. Paolo

    Meglio che mettano le radici cristiane piuttosto che le reali radici dell’Ue: capitalismo affaristico criminale, banche, signoraggio ecc..

  11. Paolo ma proprio tu mi viene a dire queste cose da terzomondista sessantottino? Allora è proprio vero che gli estremi non sono poi così diversi. 😀
    Sul signoraggio (che non esiste) ti rimando a questi due:
    http://www.giornalettismo.com/archives/21976/signoraggisti-di-lotta-e-di-governo/
    http://www.giornalettismo.com/archives/49822/110-e-lode/

  12. bah, purchè ci entrino … per quanto mi riguarda possono anche richiarmarsi a raz degan .

    qui

    “Dovrebbe essere una bella Sindrome di Stoccolma collettiva quella che vorrebbe gli ebrei rivendicare un mitico legame di amicizia coi propri millenari carnefici”

    stai anche tu richiamandoti a collettivi e radici.
    da quando non uccidi un ebreo ? 😉
    e stai confondendo Israele con ebrei, l’ingresso in Europa dovrebbe servire(nonostante il pensiero pannelliano) soprattutto per il 50% a dare piena integrazione ai cittadini non ebrei di israele e confinanti palestinesi/libanesi martoriati.

  13. Filomeno, non sto confondendo alcunché. E conosco bene la proposta pannelliana.
    Sto criticando proprio il fatto che Berlusconi voglia fare entrare Israele con la scusante delle radici giudaico-cristiane, quando invece è una questione puramente politica e strategica.

  14. @ Fabri
    Si il bamboccio con il camauro fuori stagione,

    Praticamente il nuovo idolo pop della sinistra (leggasi palazzo della politica) in materia di lavoro e welfare.
    Ciao da LucaF.

  15. Ormai a sinistra (ovviamente non il PD) stanno entrando nella schizofrenia più estrema. Da una parte criticano il papa per i diritti civili e l’appoggio a Berlusca, dall’altra non possono che appoggiare il papa per le politiche del welfare (in pratica la dottrina sociale cattolica è identica a quella socialista).

  16. ma saranno stracazzacci degli ebrei se vogliono essere accomunati oppure no non pensi?

  17. nabhubbard

    Devo far notare che in questi due articoli c’è una pecca. Prima di tutto però, devo dire che la mia posizione a proposito è sospesa fra l’esistenza o meno del signoraggio, in quanto non essendo assolutamente un economista, non ho mai approfondito più di tanto, quindi questa nota non è contro gli autori degli articoli, ma solo un problema che ho riscontrato. Ovvero nessuno può impedire alle banche di creare denaro per un valore di mercato superiore a quello di tutte le merci disponibili al consumo. Mentre nel secondo articolo l’autore scrive che una banca per generare denaro porta un “certificato” sul valore della banconota che vuole produrre alla banca centrale e su questo valore nominale paga degli interessi al tesoro (e già qui avrei dei dubbi sulla funzionalità di questo metodo e su chi veramente favorisca fra le due) e nel primo è dimostrato come il signoraggio non sarebbe la differenza fra valore di produzione della valuta e il suo valore nominale perché il denaro è soggetto a leggi di mercato, nessuno impedisce ad una banca di creare tutto il denaro che essa vuole e quindi di generare dei fenomeni di inflazione rilevanti, oppure nessuno impedisce alle banche di creare meno denaro quando di esso c’è più bisogno e modulare così la legge della domanda e dell’offerta a propria discrezione, insomma, se ovviamente il signoraggio è nella sua etimologia complotti un concetto veramente ingenuo (per non dire infantile), gli autori degli articoli hanno un po’ perso il punto della situazione (anche se il loro scopo era solo quello di dimostrare l’inessenza del signoraggio). Ovviamente la risposta sarebbe che facendo questo le banche diminuiscono il potere di altre banche (e quindi il complotto non sarebbe proprio una motivazione a tutto questo) e che ovviamente dovrebbero pagare gli interessi su tutto il denaro che esse producono, ma se potessero riguadagnarlo alzando i tassi di interesse sarebbe per loro una condizione ottimale (anche perché molte persone pagano alle banche gli interessi su quello che esse stesse producono). Mi sembra che questo porti a lungo termine al consumismo. Ovvero il denaro viene creato in virtù della disponibilità di merci da consumare (o meglio, da alienare) e quindi il mondo economico non è più regolato da capitale accumulato (la cui importanza è ridotta grazie ai tassi d’interesse) ma da quanto un individuo riesce a consumare e certo questa non è una delle basi della libertà, in quanto limita gli uomini nella loro capacità di agire. L’autore libertyfirst fa poi lo sbaglio di dire che se non ci fossero tassi d’interesse, molti sarebbero invogliati a rischiare e quindi a creare situazioni di hazard nel mercato che potrebbero sfavorire indirettamente anche altri, ma se lui è un liberista (ed essa viene per prima), dovrebbe accettare che un uomo possa regolare il suo denaro in modo da assumerne il profitto migliore, soprattutto quando anche senza l’abolizione dell’interesse questo già succede. Questo suo modo di esprimersi, “se non ci fosse questo evento allora le persone potrebbero avere l’opportunità di…” per quanto queste “opportunità” possano potenzialmente essere pericolose, mi ha proprio dato fastidio. Se poi la risposta sarebbe che il liberismo è fondato sul fatto che una persona non danneggi le altre nel suo completo agire, posso benissimo rispondere che un sistema non è perturbato (o va in crisi) solo grazie all’investimento di grosse somme di denaro da parte di singoli sciolti, anzi molto più spesso esso cade dai propri equilibri nel momento in cui le parti in causa si rimpiccioliscono e la forza globale dipende da fattori multipli e molto più difficili da prevedere. Consiglio di leggere un libro di fanta-economia di Heinlein, “A noi vivi” (ovviamente l’economia non è inventata, è solo descritto il mondo di una economia diversa, il capitalismo privato).

  18. Ho risposto al tuo commento all’articolo di Giordano Bruno Guerri, non tutto mi torna.
    Ciao

  19. eliA

    il colore di quel sangue sangue? rosso porpora.

  20. @ Fabri.
    Ovviamente.
    Ecco perchè non sono cattolico (nè credente in ambito fideistico trascendente). 😉
    Ciao da LucaF.

  21. Per LucaF.

    E in ambito fideistico immanente?

  22. Tutti sanno che Berlusconi, tra le tante da cui è afflitto, soffre della sindrome di Zelig. Pertanto è filorusso con Putin, filoamericano con Bush e anche con l’abbronzato Obama, filoarabo con Gheddafi. In fondo è un politico che viene dal marketing. Con Abu Mazen avrà smentito, quando andrà in Iran metterà il chador alla Carfagna (peccato) e alla Gelmini (ottima cosa).

  23. @ Fabristol:
    Tu credi che esista un fideistico immanente?.
    Ovviamente non esiste in quanto sarebbe a mio parere una contraddizione.
    (Ovviamente i socialisti e i comunisti, i clericali, i collettivisti, gli statalisti direbbero il contrario data la loro necessità di rifugiarsi al di là del loro vuoto trascendente verso una mera necessità di concreto dominio e coercizione nei confronti del prossimo.)
    Qualcun altro potrebbe dire in buona fede il mercato, la libertà, ma ciò sarebbe solo una tipica forma di riduzionismo escatologico degna di qualche filisteo socialista pidiellino che in pieno delirio si mette ad invocare ed inveire in favore di ciò che egli stesso nega in-consapevolmente col proprio essere.
    Il mercato e la libertà non sono nè dei fini, nè dei mezzi, sono condizioni immanenti oggettive del nostro agire.
    Sono macro-condizioni non fideistiche in quanto non determinate a priori, proprio perchè non controllabili, nè preventivabili nella loro dinamica dal singolo (o dallo Stato), ma risultanti logiche dal libero scambio e dalle micro-scelte razionali differenti dei singoli.
    Ora a meno di credere che l’agire o la dinamica delle cose sia determinata in chiave scolastica italico-medievale da angeli, pianeti, stelle e santi, il macro non viene definito se non dalle singole volontà (micro).
    E tali volontà sono le più differenti e variegate possibili.
    La libertà è una dimensione ontologicamente legata al proprio io individuale, ma come sappiamo dire l’io come essere/presenza equivale a livello universale a dire una condizione transitoria di esserci tra un nulla e un nulla.
    L’essere è quindi la condizione transitoria del nulla.
    (Ovviamente dedurre la materia dall’antimateria sarebbe da materialisti.)
    La libertà allora non è solo volere essere, ma anche volere non essere, il nulla nella nostra transitorietà è solo la condizione naturale di scelta e realizzazione tra le infinità di scelte e di possibilità realizzabili.
    L’individuo allora è colui che decide di essere o non essere, ovvero colui che si assume una responsabilità compiendo delle scelte frutto solo della propria volontà.
    Ciao da LucaF.

  24. Esistono molte fedi immanenti Luca: il buddismo non prevede entità trascendenti; i raeliani e i scientologisti neppure; un certo panteismo paganeggiante; il neopaganesimo e il wikka ecc.
    Poi ci sono le vie di mezzo: tutte le religioni che hanno Avatara presentano una dualità trascendente/immanente (Gesù è immanente e trascendente allo stesso tempo; così come gli avatara hindù e delle religioni classiche).
    Sono tutte fedi che hanno fede in entità o filosofie immanenti, cioè presenti nell’Essere e contrarie alla trascendenza.

  25. @ Fabristol:
    Ciao, ok il buddismo non è trascendente ma immanente, però il buddismo non è una religione in quanto non prevede un Deus ex machina all’origine delle cose.
    Quindi risulta essere fuori dalla categoria dell’idealismo che fideizza l’immanente.
    I panteisti (o gli ecologisti greenpiri fondamentalisti) non sono come i buddisti in quanto sono dei fideisti immanenti (con Gaia come divinità da adorare ab origine).
    I raeliani e scientology mi paiono degli innatisti, il che li fa entrare nel club degli idealisti e dei fideisti trascendenti.
    Ovviamente nelle religioni ci sono le vie di mezzo e in particolare le interpretazioni (confessioni o versioni) più o meno nefaste del loro manifestarsi.
    Ciao da LucaF.

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