Basta dargli la clorpromazina

“Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».

Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.”

Da qui.

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9 commenti

Archiviato in da ridere, politica, tristezze

9 risposte a “Basta dargli la clorpromazina

  1. è semplice se quelle che si dicono non sono idee proprie (e come potrebbe averne in materia di politica estera?) ma cose scritte da altri: se scritte bene si finisce sempre con il crederci. e lui poverino ci casca…

  2. Ma soprattutto come fa a maledire l’Iran quando l’Italia è il primo partner commerciale dell’Iran.
    Gli abbiamo anche aiutati a mandare sullo spazio un satellite:

    http://carlettodarwin.blogspot.com/2010/02/iran.html

  3. Scaroni ringrazia per la patata bollente, infatti. Ma nessuno dubita che sarà ricompensato per il disguido.

  4. Se qualche impresario, negli anni 60, l’avesse scritturato e garantito un carriera di successo come cantante e cabarettista, la storia italiana, forse, avrebbe preso un’altra piega.

  5. Abbiamo a che fare con il gran visir dei venditori da pianerottolo.

  6. A Betlemme ha visitato il suo luogo natale.

  7. Emanuele

    Se Berlusconi è quello che scrivi maledice l’Iran perché non è in Iran. Il giorno che incontrerà un iraniano ricorderà i legami economici politici e culturali con l’Iran.
    O forse maledice l’Iran perché a breve verrà discusso negli USA l’Iran Refined Petroleum Sanctions Act.
    O forse perché il premio nobel per la pace Obama ha già deciso che ci sarà un attacco militare. Del resto basta seguire gli ultimi mesi di trattative sul nucleare per vedere chi è che non vuole un accordo.

  8. Ma questa è Realpolitik all’opera, baby!

  9. Non oso pensare Berlusca in una visita a Teheran:
    “Le nostre comuni radici euro-persiane… L’Irana dovrebbe entrare in UE.”
    “La Persia è sempre stata amica dell’Italia.”
    “La sapete quella dell’ebreo, il napoletano e il persiano?”
    E lì tutti a ridere.

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