Il barbiere biologico

(nella foto: un barbiere inorganico è pronto a tagliare la testa ad un bambino)

Ebbene sì. Dopo l’acqua biologica mi è capitato di vedere qui in UK il parrucchiere biologico (organic hairdresser). La prima cosa che ho pensato è stata: “Chissà come sarebbe un parrucchiere non organico, cioè inorganico!?” Beh, la risposta potrebbe essere nella foto qua sopra. Chi è che non preferirebbe un parrucchiere in carne e ossa? 😀

Giusto l’altro giorno sono entrato in un Organic Shop o negozio biologico. Quella parola, organico, era ripetuta ad nauseam dappertutto. Qualsiasi prodotto, perfino il sale da cucina (un ossimoro chimico!)! I prezzi erano esorbitanti ovviamente. Prodotti riservati alla casta più ricca che si fa abbindolare da quella parolina magica, biologico, che ormai è sinonimo di buono, sano, naturale, OGM free, etico, giusto ecc. Ma poi, mi chiedo, come può il cliente davvero fidarsi ciecamente della “naturalezza” di un prodotto? Nel senso che chiunque, perfino la McDonalds fra un po’ scriverà organic dapertutto. Che garanzie può avere un cliente della buona fede dei produttori?

Nel reparto parafarmacia (molto para direi) c’era una pseudofarmacista che spiegava ad una donna che un estratto di erbe di cui non ricordo il nome, riconosceva le cellule cattive da quelle buone del corpo. In una boccettina con estratti di erbe c’era il Premio Nobel per la cura contro il cancro!

Per chi come me è molto sensibile alle questioni ambientali ma allo stesso tempo si occupa di scienza, quel negozio faceva venire i brividi.

Le uniche note positive sono state: il detersivo liquido con i refillers, cioé per non inquinare con milioni di bottiglie di plastica la gente può usare sempre la stessa bottiglia e comprare il detersivo “alla spina”. Un’ottima idea. E alla cassa non esistevano buste di plastica ma ti davano le scatole di cartone dei loro ordini che sarebbero state buttate comunque. Delle ottime idee sicuramente da applicare dappertutto, non solo in questi organic shops.

Insomma, esiste un mo(n)do di occuparsi di ambiente in modo scientifico e razionale?

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24 commenti

Archiviato in da ridere, scienza, tristezze

24 risposte a “Il barbiere biologico

  1. totentanz

    Qui in Germania ci sono due catene di supermercati biologici. Io ci faccio la spesa per due motivi:
    1. I tedeschi sono notoriamente spilorci, quindi questi supermercati biologici non riescono a sfruttare questa specie di religione del biologico per vendere a prezzi astronomici come ho visto in UK, perciò i prezzi tutto sommato sono simili a quelli dei supermercati ordinari.
    2. I prodotti, soprattutto quelli industriali, sono di ottima qualità, perché “biologico” non significa solo che la zucchina o la mela sono cresciute senza pesticidi, ma anche che negli altri prodotti non ci sono additivi. A parità di prezzo (ma anche spendendo qualcosa in più, onestamente), preferisco magnare uno yogurt alla fragola in cui c’è davvero la fragola, e non un aroma più il colorante carminio (che fa schifo solo a pensare a come viene prodotto).
    Poi è ovvio, quando vedo il peperone biologico a sei euro al chilo passo avanti e me lo vado a comprare nel supermercato ordinario con tutti i pesticidi sopra.
    Io credo che l’offerta alimentare bio sia una buona opportunità per cibarsi in maniera un po’ più genuina. Non dico salutare, ma proprio genuina.
    Trasformare la mania del bio in religione comunque è una cosa che fa girare le palle anche a me.

  2. Il termine “organic” è ancora più stupido del nostro “biologico”, perchè anche la plastica è organica.

  3. purtroppo anche le buone idee finiscono nel pentolone del business abbindolacitrulli. e a noi, come sempre, resta il faticoso compito di imparare a distinguere

  4. Ah mi sono dimenticato questa chicca: lo smalto per unghie VEGAN.

  5. quello lo hai comprato voglio sperare!

  6. Ovviamente! Insieme alla carte igienica di farina integrale e con solo il 3% di grassi!

  7. beh dai meglio che la carta igienica all’ortica…

  8. Ma se l’ortica è biologica è naturale. Quindi fa bene. 😀

  9. ilferrista

    ah, è per quello che gli oled costano un fottìo!

  10. “Insomma, esiste un mo(n)do di occuparsi di ambiente in modo scientifico e razionale?”

    Mah, Bardi se lo sta chiedendo da tempo e non è che stia trovando delle risposte incoraggianti…

    Credo che siamo arrivati a un punto di rottura nel rapporto fra scienza e società. I prossimi anni decideranno se gli scienziati faranno la fine di Cassandra; ovvero saranno demonizzati e marginalizzati (e forse fisicamente eliminati). In questo caso, è probabile che la nostra civiltà faccia la fine di Troia al tempo di Cassandra; però non potremo dire di non essercela cercata.

  11. Vi ricordate quando vent’anni o più fa si parlava di Medioevo prossimo venturo? Ebbene, ci sarà: avrà la faccia di Giacobbo diventato papa che predicherà la scienza esoterica bevendo acqua biologica.

  12. Cartoni all’uscita e detersivi alla spina si trovano anche da Lidl e Conad. E comunque è tutta colpa della fine della guerra fredda.

  13. Per Weissbach

    non conoscevo il signor Ugo Bardi.

    Per Popinga

    No Giacobbo papa no!! 😀

    Per Meristemi

    Manco molto dall’ITalia e non sono mai andato alla Lidl.
    In che senso è colpa della fine della guerra fredda?

  14. L cosa sarebbe da ridere se non fosse che alcune persone vengono davvero raggirate, io mi limito ai pomodori del mio orto, quelli sono certo siano biologici, a patto però che il mio vicino non dia qualche spruzzata di disinfestante. 😉 Dimenticavo, il mio barbiere Dino, non lo scambio per nessuno. Salut!

  15. No, tranquilli Giacobbo non è nero e forse manco de’Roma. 😉
    Il fatto che l’ecologismo venga trattato come forma di business sul mercato resta una contraddizione evidente dentro la mentalità sociologica del sinistrato progressista.
    Evidentemente la moda radical chic hollywoodiana ormai si è affermata come paradigma (propaganda for consumer), questo per certi versi non è detto che alla lunga risulti deleterio e friendly per la loro causa.
    Deleterio sarà se a ciò si accompagneranno leggi statali e politiche di matrice ecofondamentalista e protezionista o nazisalutista.
    La questione OGM e Zaia di queste settimane è indicativa, così come l’obbligo per la grande M di comprare e vendere in Italia solo prodotti a denominazione d”origine italico-padana.
    Ecco con tale strada politicante e dirigista, il pericolo fondamentalista ecologista (e con esso tutto il resto del caravanserraglio di procurato allarme ambientale) rischia di produrre il crash di sistema culturale.
    Finchè la scienza verrà pagata dalla politica, visti anche i politici in circolazione, sarà di fatto in calo di consensi e sempre meno attenta alle ragioni dell’empirismo scientifico e del dubbio.
    Ma d’altronde in Vaticano sono pronti al ritorno dell’Evo e anche in questo caso il discredito di un scientismo irrazionale è parte di tale effetto collaterale voluto.
    Comunque c’è anche un lato positivo nel mercato delle patacche biologiche ed ecologiche, il loro essere antieconomici nei prezzi indurrà la gente automaticamente ad andare verso il prodotto non ecogreenpiro (con tutto ciò che ne consegue) 🙂 .
    Perchè alla fine è sempre l’individuo che compra a fare la differenza e ovviamente a meno di controlli centralisti di stampo sovietico (comunque inflazionisti) i prezzi di tali prodotti viste le loro tecniche di produzione e la loro marginalità di prodotto disponibile, saranno destinati a rimanere forma di elité e di consumo limitata da perdersi nel tempo, come tutte le mode fetish, kitsch e trash.
    Ciao da LucaF.

  16. Un’ampia fetta di popolazione un tempo sedata dal conflitto ideologico ha dovuto cercare consolazione altrove. Il mercato della salute e del benessere li ha accolti a braccia aperte. Detto questo, io in genere mi comporto come Totentanz, paro paro.

  17. Per Meristemi

    Io ho una teoria simile ma invece di mettere in mezzo la guerra fredda metterai la religione. Nel senso che una parte della popolazione si è secolarizzata e ha abbandonato il conforto (o effetto placebo) della religione. Non è un caso che l’ecologismo vada di pari passo con religioni e culti new age. Difficilmente troverete un ecologista fondamentalista che è anche cattolico.

  18. nabhubbard

    Non vorrei commettere un errore, ma ti trovi molto in linea con un movimento per il quale simpatizzo apertamente:
    http://www.vhemt.org/

  19. nabhubbard

    Se quel ”???” era per me, mi riferivo alle parti del sito:
    -Biology and Breeding
    -Ecology.
    E non sembra una risposta così estranea ai tuoi interrogativi sull’ambiente.

  20. Cioè, per risolvere i problemi dell’ambiente dobbiamo esitnguerci?
    O è un riferimento alle persone stupide che non dovrebbero riprodursi?

  21. nabhubbard

    Non proprio, il movimento per l’autoestinzione umana è radicato nella necessità di fare meno fgli per non sovrappopolare il pianeta (come se adesso i camaleonti non fossero già sui cartoni del latte).
    Chiama in causa la bibbia come stereotipo religioso induttivo del “crescete e moltiplicatevi” e consiglia a chi visita il sito di estraniarsi (oppure, meglio, astenersi) dal fare i figli, affinché l’umanità possa ritrovare il suo equilibrio con la natura attraverso una selezione temporale del numero di persone sul pianeta.
    Per quanto riguarda le persone stupide, il sito ha invece proprio un parere contrario al tuo, dovresti leggerlo nella prima parte del sito.

  22. Ah, ok non avevo capito. Comunque esistono anche altri modi per diminuire il peso della popolazione sul pianeta:
    1) fare uno/due figli.
    2) farli molto tardi.
    3) colonizzare il sistema solare!!!

  23. nabhubbard

    La terza strada rappresenta per me un ideale sulla soglia della fattibilità come forse lo rappresentavano solo le grandi (ma non esimie) ideologie del ‘900.
    Però, se permetti, avrei due critiche da muovere.
    -La prima:
    anche se fosse possibile terraformare Marte (o anche Venere, ma preferirei un pianeta lontano dal sole e con un moto di rotazione che non mi faccia venire lo shuttle lag) vi sarebbe un rischio che non possiamo assolutamente (o non posso) accettare:
    il fenomeno “may flower”:
    Sappiamo che sarebbe possibile destinare questo spazio vitale (ti farà salire un brivido forse, ma a questo punto la terminologia non mi sembra più adatta) a popoli del II mondo o del III, permettendo una ulteriore divisione politica ed etnica del pianeta e questo non farebbe altro che accentuare i conflitti preesistenti sulla Terra.
    In secondo luogo, veramente, non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo assolutamente permettere che movimenti glorificatori di “cuius mundo eius utopia” possano indicare il nuovo pianeta come loro destinazione riservata, facendo scattare conflitti pericolosissimi. Se prima non si sistemano tutte le religioni e sette criminali che non ottengono lo strapotere solo perché la velocità dell’informazione predilige un reciproco confinarsi fra di loro, queste potrebbero ben approfittarsi della situazione favorevole e vedere nel nuovo pianeta la “terra promessa” (almeno sistemeremmo il problema del medio oriente).
    -Secondo:
    se non sbaglio, mi sembra di aver letto che tu prediligi un sistema liberale microcomunitario (il termine esatto mi sfugge), ma questo mi sembra non ottimale se si vuole raggiungere il sogno colonizzatore, dividendo i gruppi umani si crea la visione del contingente rispetto all’immanente (come già è del resto), mentre io credo che alcuni tipi di contingenze (anche dell’informazione) “distraggano” con l’egoismo le persone e le impediscono di concepire quella che è la necessità globale di nuovo spazio.

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