L’informazione che questo paese si merita

E’ brutta l’ignoranza ma ancor più brutta la malafede. La malafede che imperversa nei giornali soprattutto può rendere una notizia completamente differente.

Oggi si è parlato tantissimo dei Radicali complici di aiutare Berlusconi; di imbavagliare la TV libera; di censura del governo, legge liberticida ecc. ecc. Vediamo come sono andati i fatti così come ce li racconta Marco Beltrandi (ascoltate quello che dice e fatevi una idea indipendente della situazione e di quelle merde del PD), il promotore del decreto sulla Par Condicio:

1. è stata votata una proposta Radicale sulla par condicio, per cui nei 30 giorni prima delle elezioni le trasmissioni del servizio pubblico dovranno rispettare la legge sulle tribune elettorali. Tempi uguali ai candidati e ai partiti secondo la legge. Bruno Vespa, Santoro e Floris hanno sempre fatto le trasmissioni fuori legge perché non invitavano mai i partiti piccoli privilegiando solo i grandi partiti.

2. le trasmissioni non sono state oscurate! Andranno in onda come sempre, ma se non rispetteranno la par condicio allora dovranno essere interrotte e al loro posto andranno le tribune elettorali.

3. la questione della legalità e della par condicio in RAI è sempre stata una battaglia Radicale.

4. per anni e anni la legge sulla par condicio è stata un cavallo di battaglia della sinistra. Oggi che finalmente la legge verrà rispettata tutti che gridano alla censura governativa.

5. il fatto che il PdL e l’UDC abbiano votato insieme a Beltrandi, non vuol dire che Beltrandi si è improvvisamente alleato alla destra. Vuol dire che al PD interessa la par condicio solo quando va bene a loro e al PDL andava bene perché Santoro e Floris avrebbero sicuramente usato le loro trasmissioni contro il premier.

6. se non capite la parola legalità lasciate perdere questo discorso.

7. al Parlamento si fanno e si votano le leggi per il bene pubblico, non solo per andare contro Berlusconi.

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14 commenti

Archiviato in giornalismo di merda

14 risposte a “L’informazione che questo paese si merita

  1. Rolando

    tale e tanta è la melma che ha invaso i mezzi di comunicazione che oggi assistiamo all’utilizzo di qualunque leva per sollevare i propri interessi al di sopra di quelli pubblici.
    per questo l’unico punto che mi trova in disaccordo con te è il numero 7.

  2. Che da Santoro, Floris e Vespa i partiti piccoli non siano mai stati invitati è una verità innegabile. La mia preoccupazione per questa vicenda è che Beltrandi sia l'”utile idiota” per gli interessi di Mr. B.: si sa che le tribune politiche non le guarda nessuno, mentre i sopra citati un po’ di audience la fanno e spesso i servi del padrone (Bondi, Gasparri, Cicchitto, ecc.) fanno delle figure di cacca.

  3. Per Rolando

    Quindi dopo le leggi ad personam per migliorare la nostra democrazia facciamo pure le leggi contra personam?

    Per Popinga

    Capisco Popinga. Ma è anche vero che nessuno (tantomeno Beltrandi) poteva immaginare che il Pdl avrebbe votato per quella proposta. Ricordo che proprio Berlusconi anni fa diceva che la par condicio era sbagliata e che i partiti piccoli proprio perché piccoli avrebbero dovuto avere una copertura mediatica proporzionale ai voti! Me lo ricordo benissimo. La teoria berlusconiana era: più voti, più visibilità. E con qeusta teoria eano d’accordo pure quelli del PD.
    Non so perché questa votla ha votato così. Forse dai sondaggi si è reso conto che quelle trasmissioni stanno avendo un effetto negativo sulla sua campagna elettorale.

  4. oggi è giorno paro, quindi sì ,è il giorno della legalità domani è dispari, quindi è quello della disobbedienza civile.

  5. C’è anche un fatto che nel precedente commento non avevo valutato: il provvedimento non riguarda le reti Mediaset. Come dire: a casa mia faccio ciò che voglio. In questa prospettiva, Beltrandi è doppiamente utile, doppiamente idiota.

  6. Aspetta Popinga. Proprio oggi mi è arrivata una e-mail da Beltrandi che dice (tra le altre cose):

    “Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

    No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.”

  7. Anzi la posto completa va:

    Fabrizio

    in queste ore sono volate dichiarazioni di condanna da ogni parte nei confronti del regolamento sulla par condicio che ho proposto e fatto approvare dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai. Questo testo rappresenta una conquista storica per il movimento radicale, e per le battaglie condotte sul fronte dell’informazione degli ultimi 40 anni.

    Tutte le opinioni sono legittime, purché basate sui fatti. Per questo è bene chiarire che la norma approvata non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”.

    Per chiarire le ragioni per cui abbiamo proposto questo regolamento, alcuni compagnio hanno realizzato queste domande & risposte che spero troverai utili.

    Se così sarà ti chiediamo di aiutarci a chiarire la questione, condividendo questa email con i tuoi contatti o pubblicando! la su Facebook.

    Il regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza su proposta del parlamentare radicale Marco Beltrandi sopprime i talk show politici?

    No, devono solo rispettare le regole che la legge prevede, e cioè dare parità di spazio ai diversi candidati presidente ed ai diversi partiti. Potranno organizzare i faccia a faccia tra i candidati Presidenti di Regione; i confronti tra i partiti; le interviste dei leader. L’unica cosa vietata è favorire un partito (invitandolo più volte di altri) o un candidato (organizzando una puntata solo per lui)

    Il regolamento è un ennesimo attacco alla libertà di informazione, a favore di Berlusconi?

    Il regolamento stabilisce soltanto che le trasmissioni di maggiore ascolto non potranno invitare solo chi vogliono loro, dando più spazi ad un partito/leader o ad un altro a seconda dell’orientamento di ciascuna, il motivo per cui finora sono state condannate in ogni campagna elettorale, per decine di volte. I dibattiti tv delle presidenziali americane, le trasmissioni politiche più seguite al mondo, sono regolati nei minimi dettagli: dalla posizione che assumono i candidati (sul podio o seduti intorno a un tavolo), al tempo di risposta dopo ogni domanda, alla possibilità o meno di ribattere alle risposte del contendente, agli argomenti dei vari dibattiti. In occasione delle primarie, quando i candidati arrivano ad essere anche più di 6 o 7, sono invitati tutti su un piano di parità.

    Le trasmissioni saranno ingestibili, con decine di partiti e partitini?

    No, perché sono ammessi a livello nazionale solo i candidati Presidente ed i partiti che saranno presenti in un numero di Regioni che rappresentano almeno dell’elettorato coinvolto. I partiti non devono essere presenti tutti insieme ma anche distribuiti in più puntate.

    Report, Che tempo che fa, Domenica In dovranno chiudere?

    No. Come da sempre accade in periodo elettorale, semplicemente non potranno ospitare politici. Se lo fanno, devono dare spazio uguale a tutti

    Si vuole cancellare l’audience dei talk show?

    Falso. Quando si fecero i faccia a faccia all’americana, ad esempio tra Prodi e Berlusconi, con Mentana e con Minum moderatore, furono seguiti dai più di dieci milioni di persone.

    Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

    No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.

    Cosa potrebbe accadere

    * Porta a Porta: 4 trasmissioni settimanali, adatte per i confronti tra partiti (4 a puntata ad esempio). Possibili anche (come già fatto alle elezioni Regionali del 2000) che si tengano all’interno della stessa puntata due o tre sessioni, ciascuna con un faccia a faccia tra i candidati Presidente di una Regione
    * Annozero e Ballaro: mantenendo una sola puntata a settimana (quindi 4 ciascuna nei 30 giorni finali), potrebbero organizzare confronti tra partiti, 4 esponenti per puntate ad es. (come già fa Ballaro). Con due puntate settimanali ciascuna, potrebbero anche dedicarsi ai faccia a faccia tra Presidenti Regioni
    * Vespa, Santoro, Floris: potrebbero anche condurre le interviste ai leaders previste per gli ultimi 15 giorni, in spazi ad hoc

  8. Il dato reale di questa vicenda è che i Radicali hanno ragione pur perseguendo in sostanza una linea differente dalla maggioranza.
    La cosa è bizzarra e surreale solo in apparenza, dato che i Radicali hanno ragione e sono oggettivi nella loro linea, mentre il PDL cerca di arrampicarsi sullo specchietto delle pari condizioni, per promuovere in realtà l’esatto contrario.
    C’è da rilevare per lo meno una certa macchiavellicità ormai assente nel catatonico e patetico PD.
    I Radicali, vittime del sistema, pur avendo ragione passano per quelli più stupidi solo perchè il PDL vuole far credere di approvare una nuova legge sulla par condicio (seeehh come noooo!) utile solo a togliere Santoro e Floris (ma forse pure Vespa, Gaasp! 🙂 ) nonostante questi gli procurino una badilata di voti.
    Teoricamente questo andrebbe a vantaggio del PD che potrebbe fare la vittima con le vittime del remake dell’editto bulgaro.
    Se non fosse che al PD gli va benone fermarsi alla finta-attuale legge sulla par condicio che di fatto favorisce la lottizzazione della maggioranza e di chi comanda a scapito di tutti gli altri.
    I radicali ovviamente continuerebbero a non essere ospitati, anche se sono i candidati del centrosinistra! (vedi Lazio).
    Comunque considerando il calo enorme del PD nei gradimenti, tra un pò si ritrovano pure loro tra i minicespugli, e allora voglio proprio vedere come la mettono…
    Il PD vuole salvarsi in corner, salvando il salvabile, all’interno della solita spartizione dei palinsesti e delle reti in stile prima repubblica, e ovviamente vuole far decidere ai suoi uomini (ma non è solo Floris dei loro?) imponendo di fatto la censura a tutti i mini partitini e ai volti a esso poco graditi.
    Ovviamente al contempo pensano di creare nuove coalizioni con verdi e comunisti nonostante non gli diano spazi politici in tv; per la serie la coerenza…..
    Ma quel che penso di più è che il PD ha paura dei Radicali e della loro fuga in solitario da terzisti per le regionali (Lazio a parte, dove però può darsi che la Bonino voglia fare di testa sua senza ascoltare il caminetto romano) rischiano di rubare voti da entrambe le parti.
    Quindi i Radicali hanno tutto l’interesse a proporre il superamento dell’attuale par condicio.
    Ma la domanda vera è: per cos’altro?.
    Berlusconi e il PDL non vogliono le tribune politiche cronometrate (il cavaliere ha pure perso l’ultima volta con Mortadella! e con poco tempo non rende a livello comunicativo), ma semmai vogliono più spazi pubblicitari legati al peso del partito, il che favorirebbe loro a scapito del PD e degli altri (anche se il PD si difenderebbe abbastanza dato l’ultimo risultato elettorale, beneficiando anche nonostante il voto già perduto).
    Ovvio che Berlusconi non vuole solo una riforma di liberalizzazione degli spazi pubblicitari (ci sono già i tg), nè favorire le trasmissioni delle sue reti (sono tutte e 6 sue!), ma semmai ridurre gli spazi politici di intervento delle altre forze politiche (Lega compresa che però naturalmente non comprende la cosa!).
    Cosa ne salta fuori alla fine?.
    Che sia il PD che il PDL non vogliono dare spazio alle altre forze politiche (Radicali in primis, data la loro particolare natura transpartitica) fuori e dentro il parlamento.
    Che il PDL a differenza del PD è più furbo e pseudoriformista (non a caso sono socialisti!) e cerca di porsi in chiave pseudoecumenica con la democrazia e il pluralismo salvo poi fregare tutti con una prossima legge porcata che favorisca il PDL.
    Il PD invece è l’ossimoro di questa, e come al solito il più ortodosso esplicito promotore della dittatura della maggioranza e preferisce mantenere lo status quo (nella utopica speranza di poter beneficiare in futuro delle prebende del potere statale), favorendo una legge che di fatto attualmente non solo lo penalizza, ma si rivelerà controproducente in chiave coalizioni e d’immagine (visto che la motivazione è chiaramente antidemocratica).
    Il PD ovviamente spera di danneggiare di più gli altri a sinistra.
    Gli unici che ci possono al contempo perdere o guadagnare sono i Radiali.
    Possono guadagnare se riusciranno a smascherare l’ennesimo teatrino scaricabarile di Palazzo, e se riusciranno a promuovere una seria visione di par condicio all’interno di una proposta di legge di privatizzazione della Rai.
    Rischiano di perderci se il PDL ascolterà o verrà incontro (anche indirettamente) al PD con un sistema riveduto di lottizzazione ed equilibri di potere in viale Mazzini, se rimangono nel e col PD pur sapendo che tale legge attuale o in via di “miglioramento” li potrà solo danneggiare come numero di presenze e come ipotesi concretamente terzista.
    Ciao da LucaF.

  9. Il rischio quindi è che con tale legge, si giunga più o meno volontariamente al “veltrusconi bis” dell’anno scorso, ovvero alla definizione comunque bipartitica (80% PDL, 20% PD tanto per intederci) della torta mediatica.
    Sappiamo come Bersani nonostante tutto sia anch’egli attento a quel che propone Silvio per regolare il sistema sui due forni.
    Non a caso immunità e altre proposte sono condivise.
    Ovviamente la lite è al momento solo sulle cifre e sul metodo, non sul merito di fondo tra i due contenitori.
    Ovvio che se Berlusconi parla di abolizione della par condicio, vuol dire che si vuole disfare di Lega e UDC facendoli confluire nel PDL.
    La proporzionalità degli spazi per i voti è cosa che mi pare non esista in UK (dato che intervistano pure il BNP sulle reti nazionali).
    Quindi all’estero presumibilmente esisteranno delle quote, ma più equilibrate di quel che sta pensando Silvio.
    Tanto più che i partitini hanno possibilità di erodere i bacini dei grandi partiti (vedi i libdem UK sul labour e i verdi sui socialisti e SPD in Francia e Germania recentemente).
    D’altronde quello che vuole fare concretamente Silvio appare più che altro come un dare i seggi in parlamento in relazione non ai voti presi ma in funzione degli italiani nel loro complesso (in particolare dopo il porcellum che di fatto è già una 1° barriera selettiva).
    Di fatto il PDL non farebbe altro che aumentare la soglia psicologica del voto utile per essere votati.
    Ovviamente il sistema della proporzionalità non di partenza, ma nella sua destinazione è tipica di una democrazia bloccata a quote, un pò come nella malata prima repubblica.
    D’altronde non vedo alcun beneficio o merito acquisito in un voto liberamente dato e scelto (ammesso che il risultato finale sia il riflesso di tutto ciò) ogni volta.
    E comunque così facendo come vuole Silvo si arriva al sistema malato, corporativo e consociativo americano, denunciato da Tocqueville e tutt’ora presente tra GOP e Democrats.
    Dove tutto cambia perchè nulla cambi.
    E dove il LP e tanti altri partitini non hanno voce in capitolo perchè la coerenza (anche la più discutibile), non trova più spazio a Washingtion D.C.
    Ciao.

  10. Sì ma Luca, io davvero non riesco a capire questa mossa del Cavaliere. Fino a pochi mesi fa diceva che le tribune politiche dovevano essere proporzionali ai voti. Una bestemmia in una democrazia!
    E poi, tutt’ad un tratto cambia idea completamente. C’è qualcosa sotto, è incomprensibile. Forse lo ha fatto prevedendo scintille tra PD e Radicali. Ma lo farei troppo furbo. C’è qualcos’altro che non ho ancora capito.
    Io credo che perfino i radicali siano rimasti sorpresi da questa decisione. Ci hanno sempre provato a far rispettare quella legge ma hanno sempre avuto i voti contrari di PD e Pdl.

  11. z3ruel

    Quando ho un po’ più di tempo, magari domani ne parlerò pure io. Le reazioni del PD sono quelle di una parte della combriccola dei furfanti che vede mirata la quota di RAI al proprio servizio. “Tu chiamale se vuoi lottizzazioni”.

  12. Appunto Silvio usa la neolingua e chiama “proporzionalismo della tribuna elettorale” ciò che è il peso percentuale ottenuto alle urne dal partito, non libera partecipazione al video con eventualmente una ovvia presenza dei big con le neoproposte (parlo sanremese ma d’altronde la politica è tutto un festival e festino 😉 ).
    Questo come scritto comporta inevitabilmente una forma di strisciante bipartitismo politico.
    Ovviamente con un PD del genere che da prova di berlusconismo più del re (Silvio ovviamente), prova a immaginare quanti partiti rimangono realmente all’opposizione e con sufficiente peso elettorale.
    Ecco a cosa punta Silvio.
    Ciao da LucaF.

  13. No, Fabri, Beltrandi ha sbagliato. Ne ho parlato da me. I radicali spesso non considerano il contesto entro cui si muovono. E approvare una legge di questo genere che si applica solo alle reti RAI, quando un partito politico è proprietario di 3 reti tv private, è davvero un grosso errore politico. Per non dire del fatto che se hai Emma Bonino candidata nel Lazio e il PD, che ti ha portato in Parlamento, addirittura esce dall’aula, opportunità vuole che tu eviti di votare una legge – quand’anche fosse giusta, e secondo me non lo era – assieme a PDL e Lega.

    Questo voto ha danneggiato Emma nel Lazio, mi pare grave anche questo.

  14. Sciltian, quello che è successo alla Vigilanza RAI non era prevedibile. Più volte i radicali hanno cercato di farla passare ma era sempre stata votata contro dalle destre.
    Sì ma come può la sinsitra conciliare anni e anni di battaglie PER la par condicio e ora che Berlusconi è PER la par condicio ci dicono che sono CONTRO? Ci dicevano che era un atto illiberale non averla e ora che l’abbiamo (finalmente! saranno le prime elezioni in cui in RAI compariranno partiti piccoli) ci dicono che illiberale.
    Ecco, io credo che Silvio lo abbia fatto apposta proprio per mettere zizzania tra le fila della sinistra.

    Per quanto riguarda la TV privata, in virtù del fatto che è privata, non ci dovrebbe essere nessuna direttiva o legge che ne regoli il palinsesto politico.

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