Che succede nella blogosfera?

In genere questa moria di blog e di internet è da imputare alle feste. Succede sempre così quando si avvicinano le vacanze. Internet muore, i blog smettono di funzionare, si torna alla vita reale e la vita virtuale si svuota. Ecco, quello che sta succedendo da due mesi (e lentamente da più di uno-due anni a questa parte) è proprio questo: i blog sono andati in vacanza quando non c’è alcuna vacanza. Decine di blog chiusi; decine di blog che postano uno-due post al mese; niente più commenti, battaglie dialettiche, aggregatori. Niente. Nulla. Se un marziano dovesse scendere ora sulla Terra penserebbe che il fenomeno BLOG non ci sia mai stato. I social network? Può darsi. La noia? Possibile. Si è detto già tutto? Anche questo molto probabile. O forse un mix di tutt’e tre.

C’è stata anche una progressiva migrazione su altri strumenti come i tumblr. I quali però hanno target e modalità diverse rispetto ai blog: nessuna possibilità di intervento per gli esterni, ridondanza estrema (gli stessi post ripetuti come in una casa di specchi migliaia di volte), poca inventiva (spesso ci si limita a ripostare cose scritte da altri.

Sì c’è ancora quel nocciolo duro di bloggers che continuano a scrivere ogni giorno da anni, ma la blosgosfera era solo questo, scrivere? No. Era partecipazione, discussione, a volte anche accesa, infuocata. Era un numero enorme di voci che ci parlavano, una Babele di persone che volevano discutere sui temi più disparati. Ora ci sono pochi big blogs, e la gente si limita a guardarli passivamente, come un tempo si faceva in quel vecchio media che si chiamava TV. Guardare e basta.

Ogni giorno vago tra i miei link preferiti e vedo sempre meno gente attiva: è un deserto. Di post, di menti, di idee. E’ arrivata quindi la morte definitiva dei blog?

Annunci

37 commenti

Archiviato in tristezze

37 risposte a “Che succede nella blogosfera?

  1. Inizialmente c’era il blog, poi è venuto facebook.
    Il blog è ormai troppo impegnativo, lento, la scrittura e il commento impongono riflessione e tempo.
    E’ più facile lasciare un “mi piace”, asettico, che non impone neanche la lettura o la visione.
    Lentamente, anche lo zoccolo duro si sta ammorbidendo.

  2. Non credo alla morte definitiva, credo piuttosto che i Social network e i tumblr, dove si posta e si riposta passivamente, siano una bella scorciatoia ed un grande affare. Il gusto ed il giusto del blog è la discussione che scatena ed io apprezzo molto i commenti dello small-world network che si crea attorno ad un blog. Il web rischia effettivamente di diventare come la tivvì, soprattutto quando questi due mezzi di comunicazione (?) saranno integrati sullo stesso supporto tecnologico. La pubblicità ha bisogno di un pubblico vasto, i blog sono la riserva indiana …

  3. Non credo. Credo si tratti di una “naturale selezione” 🙂
    Comunque, la tua riflessione richiede tempo ché offre numerosi stimoli a scrivere post metabloggologici.

    Provo a buttar giù un incipit: «Il blogger è uno che pensa, che legge, che vede e che ha trovato un piccolo spazio pubblico nel quale esprimere pensieri, letture, visioni….»

  4. In questa settimana di ferie ho provato lo stesso sconforto, non faccio il mio elenco personale di bloggers che oramai hanno appeso il mouse al chiodo, o che almeno leggono, ma poi si diradano, senza lasciare traccia. Solo che oramai molti blogger, si ritagliano degli spazi elitari, rispondono quasi sempre agli stessi e soliti commentatori, emarginandone di altri che magari si affacciano per la prima volta a questa sfera, così facendo il rischio è quello di chiudersi a riccio, e diventare degli snob della rete.

  5. non so, magari è fisiologico. prima un boom per la novità, ma quelli che hanno davvero capito cos’è un blog non sono tutti. dopo un po’ la gente migra alla nuova novità, e rimangono solo alcuni. però poi si riparte, si trovano nuovi lettori, gente che partecipa. ciclicamente.

    poi dipende anche dai blog. ci sono blog difficili da commentare, perché trattano argomenti che non sono alla portata del discorso comune. e penso a tutti quelli che leggo, compreso il tuo (e il mio). sono blog che offrono spunti, e mi trovo a pensare. come dice Luca, ci viene voglia di ragionarci su prima di dire qualcosa. però, bisogna ammettere con noi stessi, una volta perso il momento di commentare subito, siamo fregati. perché passa l’attualità. arriva un post nuovo. arriva un blog nuovo.

    e anche i blogger cambiano. chi scrive ha esigenze di farsi ascoltare, chi più chi meno. abbiamo voglia di dire cose, abbiamo voglia che la gente ci risponda. ci piace il dialogo. però, un blog ci impegna a mettere le cose in modo che siano capite perché il dialogo non è simultaneo. c’è una distanza fisica e temporale tra quello che diciamo e le risposte. non siamo al bar con i colleghi e gli amici, non c’è il face to face. e allora si genera nel blogger anche l’esigenza di spendere meno energie su quel che scrive. a volte si ha voglia di dire qualcosa di veloce, di dare proprio uno spunto, un suggerimento. twitter e tumblr servono (secondo me, che ho “scoperto” il tumblr l’anno scorso ma ho iniziato a usarlo solo ieri) a questo (anche se c’è chi usa tumblr per scriverci interi post, lo usa come un blog). e allora si cambia lo stile del dialogo. il reblog del tumblr è un modo di dire “ok, ho raccolto il tuo suggerimento e ci ho pensato”, così come il retweet. su questo sono più positivo: non mi sembrano solo il gioco di specchi di chi non vuole impegnarsi. uno che ritwitta o reblogga molto spesso ci ha pensato, e comunica il suo assenso, il suo averci pensato su.

  6. Alex, vorrei che questo punto fosse chiaro. A me piacciono i tumblr. Ho una decina di tumblr da leggere ogni giorno (tra l’altro di ex-blogger 😀 ). Solo che, ocme dico nel post e come ripeti tu nel commento, sono strumenti diversi. Non necessariamente inferiori. Solo diversi. Mi piacerebbe anche a me averne uno, ma come strumento parallelo al mio blog.

  7. Grande successo in questa settimana per il blog Popinga, in controtendenza rispetto a quanto dici. Dai 120-150 contatti giornalieri sono passato ai 900-1000. Che cosa è successo? Invece dei soliti e pallosi articoli su scienza e letteratura, sabato scorso ho scritto un articolo sulla canzoncina per bambini usata dalla Audi per una sua pubblicità. E The cat came back ha fatto di me una star. Ho trovato il segreto: essere saprofiti della televisione.

  8. Fabristol, i blog sono impegnativi, dannazione.
    E la vita in Italia è sempre più noiosa.

  9. juhan

    A me il tuo blog sembra vivo e lo leggo sempre con molto piacere. Se vuoi aumentare gli hit metti un po’ di ghinazzate principesche per battere Popinga, ma francamente tirerei dritto così.
    Poi che ci sia una selezione naturale non è una novità, o no?

  10. quoto GIANS, io leggo e frequanto anche chi mi insulta. 😉

  11. io ora sto scrivendo poco perché sono stato e sono oberato di impegni familiari/lavorativi/partitici ma tra un po’ torno a pieno regime, non preoccuparti! 😀

  12. playwords

    Personalmente più di un certo numero di letture al giorno non riesco a svolgerle. Spesso non ho tempo e stimolo per commentare, tranne se si tratta proprio di una cosa che mi rivolta interiormente. Ma vado a periodi, e questo è un periodo in cui devo concentrarmi su altro per forza di cose. Comunque Liferea è sempre attivo. Vedo tutto.

    Parlando da blogger, invece, non sono mai stato un “quotidiano”, raramente settimanale, più mensile direi, ma il mio blog è un personale laboratorio di scrittura, nato e poi morto e rimorto alcune volte, con l’intento di sondare l’opinione relativa ai miei scritti. E’ volutamente un po’ di nicchia e raramente uso tag accattivanti. In sostanza me ne frega poco. Se qualcuno mi raggiunge è per questioni lontane dalla realtà quotidiana in un certo senso.

    Poi gli amici che ho conosciuto attraverso il blog sono persone speciali e sono contento che siano pochi ma costanti nel seguirmi.

    Poi qualcosa di personale e quotidiano l’ho scritto, naturale per me eccedere dai limiti che mi impongo, che senso avrebbe imporli altrimenti? ;-P

    Inoltre il blog è un esperimento nascosto di ciò che vorrei diventasse un giorno, e che diventerà quando vorrò che sia un po’ meno nascosto. Iddio mi fulmini se così non fosse! Sempre che esista ovviamente.

  13. una volta perso il momento di commentare subito, siamo fregati. perché passa l’attualità
    E’ il grosso limite dei blog. Usa e getta. Certi argomenti sarebbero da scavare sino in fondo, finché non se n’è detto proprio tutto. Invece, dopo un po’, la gente si stufa e t’accorgi che le parole spese sino a quel momento sono state gettate al vento, come il seme di Onan, superate dall’argomento successivo e sparpagliate nelle maglie della rete.
    Inoltre, c’è anche da dire che molti blogger amano parlarsi addosso, si compiacciono di se stessi all’inverosimile, adorano il proprio io oltre il ragionevole, totalmente incuranti di ciò che dicono gli altri; e, così, comprendi che non è un dialogo quello a cui partecipi, bensì un monologo. Infine ti stufi, perché mica tutti, poi, sono degli Indro Montanelli in potenza, anche se molti si comportano come tali.

  14. Dalle reazioni che stai ricevendo mi pare che poi tanto morti ‘sti blog non lo siano 😉

  15. Io non uso social network, ho un blog che non ha da dire ma a cui piace ascoltare e giro nella blogosfera da appena due mesi. Quindi forse non ho voce in capitolo per difetto di esperienza. Ma di blog ormai ne ho visti un po’ e quello che mi piace è proprio quello scambio, quell’intendersi e quello scontrarsi, quel creare dei crocicchi attorno a un argomento, per poi disperderli e magari ritrovarli altrove. Quelli che continuano ad apprezzare questo aspetto resteranno tra i bloggers, forse al netto di quelli che hanno bisogno di forme di comunicazione diverse, ma almeno realmente affezionati a questo modo di confrontarsi.

  16. Per Popinga

    Più che di contatti parlavo di dibattiti. Se devo essere sincero non considero il numero di contatti un buon metro per considerare un blog interessante o meno. Sono i commenti e i commentatori a fare la differenza.

    Per Tommy

    Mah non direi. Di cosa parlano i blogger non italiani? Adesso pensa se il paese Italia fosse un bel paese senza problemi politici e sociali. I blogs di cosa parlerebbero? 😀

    Per Juhan

    Il mio sì è vivo. E per questo che mi lamentavo. 😉

    Per yoshi

    Lo so lo so. E poi c’è anche QUELLA cosa che sta per arrivare… 😉 metà marzo o aprile? Non mi ricordo più.

    Per Playwords

    per un attimo ho pensato che Liferea fosse un nome di un blog, poi ho aperto Wiki…

    Per Juhan

    Sì è vero quello che dici però un tempo non era così. Un tempo i bloggers scrivevano come matti, e se ne davano di santa ragione (verbalmente).

    Per Peppe

    Lo zoccolo duro!!!

    Per metropollegendo

    Sono più o meno sei anni in giro per la blogosfera e non ho mai visto un periodo così inattivo.

  17. fine aprile. sudori freddi 😀

  18. A Fabrì, ma io stavo a ‘ddi le stesse cose tua…

  19. Sembra si sia perso l’entusiasmo, come dici giustamente si discute poco, pochissimo rispetto a tre o quattro anni fa.
    In parte, forse, davvero ci si è detti tutto e perciò ormai chi dissente tace o non ti legge più; alla fine si finisce per dirsi sempre le stesse cose, a meno che non si decida di approfondire le questioni.

    E’ quel che sto cercando di fare da un po’ di mesi a questa parte: scrivere sull’attualità è complicato (devi farlo immediatamente) e non permette di approfondire, parlare d’altro che non sia il fatto del giorno attrae meno il lettore, ma può essere più interessante.
    Scrivo poco e spesso roba non mia, ma mi preparo per scrivere qualcosa di interessante, non troppo scontato e un po’ più approfondito. Almeno spero 🙂
    Ma per far questo, bisogna (o almeno il sottoscritto deve) leggere di più e scrivere meno.

  20. Tace chi ha nulla da dire: a me pare che sia una cosa buona.

  21. Anche a me pare cosa buona.

    Comunque, in 5 giorni di congresso ho accumulato quasi 200 post da leggere tra le mie 29 sottoscrizioni a google reader. Non mi sembrano pochi.

  22. Per Malvino

    Mmh non so. Spesso si tace perché si ha l’attenzione spostata verso altro, oppure come si è detto più sopra ci si annoia perché si è detto già tutto.

  23. laperfidanera

    Sono d’accordo con Lector. Da lettrice posso confermare che molte volte non commento (a parte la mancanza di tempo, ovvio) perché seguo molti blogs e spesso leggo con tanto ritardo che il commento che volevo fare è già stato scritto, o mi pare sia troppo tardi, si è già passati ad altro, o semplicemente perché mi rendo conto che direi solo ovvietà :-D.
    Comunque sto “sfoltendo” il numero di blogs da seguire, passato il primo entusiasmo e l’ubriacatura iniziale (ho iniziato circa un anno fa) ora ho deciso cosa mi piace veramente e sento a me consonante, gli altri blogs li “mollerò” ;-D

  24. carmen

    sto aspettando la tua recensione del film “ALICE” 😉 ….io mi sono avvicinata al tuo blog da quando ho visto la tua recensione di “AVATAR”, oltre a questo trovo il tuo blog mooolto interessante.

  25. Uh! Grazie! 😉

    Alice vado a vederlo questo weekend.

  26. Il fatto che il web è troppo veloce. Accidenti , io mi sono preso sta passione del blog e se mi dici che già sta morendo sono fregato. Va bè che io in fondo scrivo per me stesso e non riesco neanche ad arrivare a 80 contatti/giorno. Mi dirai, bravo, dipende dall’interesse delle cose che scrivi. D’accordo ma mica tutti hanno la testa di Popinga, lo credo che la gente legge quello che scrive e aspetta con curiosità i suoi post. (Però accidenti 1000 al giorno son mica pochi!)

  27. Il 2006 fu sicruamente uno degli anni più prolifici della blogosfera. Mi ricordo che nascevano blog come funghi. Le discussioni erano infuocate e si scrivevano post su post di risposta creando una discussione che attraversava un buon numero di blogs. Poi gli aggregatori! Nascevano aggregatori dalla mattina alla sera. L’hype è finito, ma forse è fisiologico.

  28. z3ruel

    Stessa gente spalmata su più media, che in effetti, come dici tu, sono molto meno adatti al confronto. Personalmente non ho mai intervalli di tempo abbastanza lunghi da essere adatti allo scrivere come si deve o a star dietro a scambi intelligenti su blog di amici. E’ da un sacco che non vado nemmeno a fare incazzare la gente su blog di persone che detesto, non a caso le incursioni di blogger da far finire nella gogna latitano. Anche se… l’altro giorno avevo proprio voglia di andare a piantar zizzania da Adinolfi (^_^)

    Sono un fan delle giornate da 30 ore. 24 non bastano 😉

  29. a volte manca persino il tempo per leggere
    figurati il tempo per scrivere quando si ha la mala pretesa di scrivere decentemente un qualcosa che abbia un senso ed una parvenza di dignità di pubblicazione.

    mica si nasce tutti dottori 😉
    gli umili ferristi vanno presto in debito d’ossigeno, soprattutto quando c’è così tanto da imparare leggendo, quando la curiosità di gran lunga soverchia la giusta ambizione di lasciare traccia del proprio rimuginare tanto per sé quanto per il beneficio altrui.

  30. Io ho un sacco di idee in serbo per i post che scriverò quando andrò in pensione.
    Ci siamo capiti, insomma.

  31. socialista eretico

    invece io ho riaperto:
    http://maschileindividuale.wordpress.com/

    ( o meglio mi hanno costretto a riaprire per il disgusto )

  32. Per il ferrista

    Non sono ancora dottore 😉

    Per Weissbach

    Fra quanto vai in pensione? 😀

    Per Socialista

    Curioso nome per il nuovo blog. Significato?

  33. tu sei martziano!
    per dottore intendevo il nostro malvino 😉

  34. socialista eretico

    beh quell’eretico al fianco di socialista sta per alcune battaglie politiche sostenute in questi anni.

    una di questa è contro il femminismo e contro la sua versione della realtà “donna vittima vs maschio oppressore” .

    quell’ individuale sottolinea il fatto che privilegio l’individuo alla divisione in categorie stile impostazione marxiana (categoria oppresso vs categoria oppressore)

    il maschile sta per un punto di vista maschile .

    fa un po’ il verso a “maschile plurale” dei “maschipentiti” komunisti

    (a dire il vero, trovo un po’ limitante e noioso parlare solo di questione di genere quindi in realtà sto divagando parecchio e penso di divagare sempre di più… )

  35. per quanto mi riguarda, non posso non darti ragione. Una volta scrivevo più spesso (anche se scrivevo cose che a leggerle oggi inorridisco), leggevo più blog e, soprattutto, li commentavo e partecipavo. E’ un’abitudine che devo riprendere!

  36. Pingback: Weissbach » Langsam

  37. ennò
    adesso che ricomincio io partono i lamenti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...