Chi la fa l’aspetti

Per chi non sapesse dei retroscena politici di queste ore faccio un riassuntino semplice semplice:

da quando esiste la repubblica le elezioni sono state un momento di frode e di illegalità straordinarie. E’ il momento in cui l’Homo politicus italicus dà il meglio di sé. Da decenni i Radicali denunciano queste illegalità che vengono ignorate senza ritegno alcuno. Le firme vengono prese dagli scagnozzi di partito in modo illegale, senza timbri o vidimazione degli ufficiali (facendo firmare anche i morti come è successo a Padova); chi decide di rimanere nella legalità non riesce a far autentificare le firme per le liste (quello che è successo oggi in Lombardia dove Radicali e La destra non sono riusciti a raccoglierle); i furbi del quartierino, come Formigoni, invece se le inventano; i manifesti abusivi coprono qualsiasi centimetro libero delle città; spesso i manifesti, anche se nel posto corretto, non recano il timbro per il permesso; la notte poi, entrano in servizio gli scagnozzi di partito e strappano quelli dei concorrenti mettendo sopra i propri; non ho bisogno di entrare nel dettaglio per quanto riguarda la par condicio all’interno del servizio pubblico della RAI.

Per chi non lo sapesse Formigoni ha anche un’altra denuncia per queste elezioni. Infatti il capo di CL in Lombardia si sta candidando per la quarta volta alla Regione quando per legge poteva farlo solo due volte! Oggi dice, sapendo di mentire, di essere “un candidato regolare”.

Oltre a tutto questo i buffoni del PdL chiedono un ulteriore violazione di legge chiedendo una qualche leggina ad listam, perché loro sono sopra la legge; per poi magari chiedere ad altri partiti il rispetto di quelle stesse regole infrante per le prossime elezioni.

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32 commenti

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32 risposte a “Chi la fa l’aspetti

  1. paopasc

    (facendo firmare anche i morti…)
    Il buon vecchio Gogol l’aveva previsto più di cento anni fa! Ma dico io, lo vogliamo fare o no, una buona volta, un bello sciopero elettorale, per far capire che l’aria la vogliamo cambiare!

  2. Sciopero? Gli AK-47 ci vorrebbero!! A vagonate.

    Paopasc ma che fine ha fatto il tuo blog? E’ da giorni che cerco di entrarvi ma mi dice che non esiste più!

  3. “f) previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto, sulla base della normativa regionale adottata in materia” Questo lo hai letto, ora mi manca la normativa regionale che, immagino nel frattempo sia stata modificata ad hoc…

  4. Sono curiosa di sapere come andrà a finire a Roma. Oggi pomeriggio sono passata al sit-in in Piazza in Lucina. Mi sono intrufolata tra i pochi presenti e sono rimasta inorridita dalle parole degli oratori. Stanno cercando di far credere che ci sia stata violenza ai loro danni per sperare in una sospensiva del TAR.

  5. paopasc

    adesso ritorno, Fabri.
    Comunque rinnovo: è l’unico modo che abbiamo, qui la gente gioca sporco, da ogni parte, la politica fa gola, è una fonte di potere e danaro, non ci vedo nulla di buono, da qualunque parte guardi.
    Occorrono persone come nel dopoguerra, gente che andava in Parlamento con il tram, che pagava il biglietto di tasca sua.
    Non vedo altre vie. Il potere in democrazia è accettabile solo se si accompagna con il dolore del suo esercizio.

  6. Per Gians

    Ne ho accennato nel post. Ti riferisci a Formigoni?

    Per Paopasc

    Democrazia? E’ una parola vuota, ormai.

  7. Per Efesto

    Benvenuta. Lo fanno per spostare l’attenzione sulle loro responsabilità. Quello che è successo è frutto della stupidità e mediocrità di poche persone e invece trovano il capo espiatorio nella burocrazia, nei giudici, nei radicali. Fra un po’ diranno che è colpa della jella pur di non ammettere la loro stupidità.

  8. Esatto, sono andato a leggere la Legge 2 luglio 2004, n. 165, ti chiedevo se conoscessi le norme regionali in materia, io non le ho ancora trovate.

  9. Non lo so. So per certo però che Formigoni non può ripresentarsi a queste elezioni.

  10. z3ruel

    Per il Semprevergine sarebbe la terza di fila da quando c’è la legge sui limiti della rielezione e la legge elettorale con l’elezione diretta del presidente. Anyway, basta ed avanza per la non candidabilità. Idem con patate per Errani. Che un cagotto fulminante li colpisca entrambi mentre passeggiano in un campo d’ortiche.

  11. E’ ufficiale che i Radicali in Lombardia non hanno la loro lista Cappato autonoma?.
    Sarebbe un peccato visto anche il loro sostegno per Fidenato…
    Anche se Formigoni non sarà presente con la sua lista in ogni provincia e area metropolitana ha già vinto lo stesso mica qualcuno crede che ciò basti per far vincere il PD?. 🙂
    Ciao da LucaF.

  12. Rat

    in realtà si tratta di una decisione presa ai massimi livelli,
    il pdl vuole rassicurare i suoi elettori:
    delle regole noi ce ne sbattiamo le palle, perchè siamo il governo del fare come cazzo ci pare,
    state tranquilli, votate per noi e potrete continuare a sbatternevene anche voi delle regole.

  13. Sì LucaF.. Niente lista Cappato. Non sono riusciti ad autenticare le firme. Non hanno avuto il coraggio di svegliare i morti.

  14. Per Rat

    Il governo del fare…come cazzo ci pare 😀

  15. Luigi

    L’astensione dal voto è una buona idea. Al di là dei moralismi sul dovere al voto, che guarda caso sono sostenuti e diffusi dalla classe dirigente, l’astensione può essere utile nella misura in cui contribuisce a creare un vuoto elettorale, dunque una domanda politica alternativa, che stimola la creazione di offerte politiche alternative. Forse, in alcune circostanze, si ha il dovere di non andare a votare.

  16. paopasc

    Concordo con Luigi. Mi fa impazzire il fatto che, nonostante tutto, abbiamo noi cittadini in mano la possibilità di cambiare. Solo che si presentasse qualcuno degno…

  17. Questa dello sciopero del voto è un’idea che eternamente ritorna ogni volta che in democrazia qualcosa non va bene. In realtà è un’idea sbagliatissima per un semplice, banale motivo: anche se tu non voti, o la maggioranza delle persone di questo paese non vota, fosse anche il 99%, ci sarà sempre quella minoranza che deciderà col proprio voto della tua sorte, fosse solo l’1%.
    Non esiste un quorum come nei referendum. Chi ha più voti decide, il 99% o l’1% della popolazione.

  18. Almeno non si partecipa al massacro,. Se non si vota in molti si lancia un segnale. Non é che votando il meno peggio sia meglio, anzi.

  19. Luigi

    Due considerazioni:
    1) l’astensione al voto non è qualcosa che sbocci d’improvviso. È preparata e registrata dai sondaggi. Dunque, quel vuoto elettorale è rilevato prima della sua concreta manifestazione nelle urne, con la conseguenza che quella domanda politica alternativa e quello stimolo ad una offerta politica alternativa si producono anticipatamente.
    2) Qualora invece si verificasse che la minoranza dei votanti decida, ciò comporterà comunque una corsa da parte dei partiti già esistenti o futuri ad accaparrarsi quel vuoto cercando di interpretarne i desideri.

  20. non è vero neppure questo Z3ruel, perché i politici se ne fottono dei tuoi segnali. Loro mandano a votare i propri amici, familiari e conoscenti e il gioco è fatto. E poi ci sono democrazie che vanno avanti con percentuali di votanti ridicole. In UK per dire alle elezioni si presenta solo il 25-30% dei votanti!! Da noi abbiamo cifre da dopoguerra tra il 65 e il 75%.

  21. Luigi, vuoi sapere perché in Italia ci sono precentuali così alte di votanti rispetto ad altre democrazie?
    Il motivo è questo: gli italiani vivono di politica, di favori, di posti di lavoro e in definitiva di elezioni.
    Non potrai mai convincere 45 milioni di aventi diritto a non votare perché ci perderebbero economicamente. E’ un magna-magna continuo. E questo i grandi partiti lo sanno distribuendo favori, concessioni e leggine. Stiamo parlando anche di un esercito di dipendenti pubblici, militari, funzionari e burocratici che vivono di tutto questo.

  22. In democrazia, contrariamente alla vulgata che la vuole come il govenro del popolo, vige la legge della lobby del più forte. La lobby, il gruppo o la tribù più forte si prende tutto il bottino e se lo spartisce tra gli appartenenti.

  23. Luigi

    hai colto nel segno! Ma lo dici a me? Penso che il principale compito degli intellettuali onesti in Italia sia quello di depoliticizzare tutto ciò che è depoliticizzabile, dal mercato dei pomodori a quello delle idee. Fare per così dire la teoria (e l’apologia) della depoliticizzazione. Non c’è che dire, sono d’accordo con il tuo ultimo commento, se ha senso essere d’accordo sui fatti.

  24. paopasc

    Sarebbe il segnale Fabri, significherebbe che una quota di elettori si riconosce in quel rifiuto dell’esistente, è come parlare istantaneamente a tutti quelli che aderiscono, con una cosa così piccola come disertare il voto, significa creare una complicità, aspirare a qualcosa di nuovo, pulito.
    Lo so che se vota anche uno solo vale ugualmente. Miravo a unire nel rifiuto.

  25. il voto è composto da uno zoccolo di tifosi sostanzialmente equivalente ai due estremi.
    a sx han digerito candidati democristiani, teodem, laqualunque purché contro mr.B.
    a dx va bene laqualunque purché plauda mr.B.

    prendono tutto sommato percentuali costanti, risultato algebrico vicino allo zero.

    la variabile determinante è quella piccola frazione volatile che determina la vittoria oggi di uno schieramento domani dell’altro.

    ogni prostituzione e raggiro è lecito pur di accaparrarsene la simpatia ed il voto.

    ecco. riuscire a far emergere questa identità di elettori come la massa di nauseati disposti al falò delle schede elettorali sarebbe l’unico strategemma in grado di dare una qualche utilità allo sciopero del voto.

    gli zoccoli duri del tifo contrapposto si possono largamente identificare nei sopravvissuti dell’era DC/PCI, quella grande fetta di popolazione over 60.

  26. “‘Mi auguro e tifo fortemente che, nel rispetto delle regole, possa essere garantito il diritto sacrosanto di voto, previsto dalla Costituzione, a tutti i cittadini”

    appunto, dicevamo?

  27. Kirbmarc

    “gli zoccoli duri del tifo contrapposto si possono largamente identificare nei sopravvissuti dell’era DC/PCI, quella grande fetta di popolazione over 60.”

    E negli under25, che non sanno nemmeno che cosa voglia dire democrazia ma votano mr. B “perchè è trendy”, la Lega (al Nord) per “mandare a casa gli immigrati” o il PD se sono “alternativi”. (Per non parlare dei grillini…)

    “In democrazia, contrariamente alla vulgata che la vuole come il govenro del popolo, vige la legge della lobby del più forte. La lobby, il gruppo o la tribù più forte si prende tutto il bottino e se lo spartisce tra gli appartenenti.”

    Il problema sta tutto in una parola di cinque lettere: Stato.

    Lo Stato è un meccanismo criminale che si mantiene tramite estorsioni e corruzioni. I problemi dello Stato non nascono dagli individui al potere, ma sono una diretta conseguenza del furto legalizzato (leggi tasse).

  28. Concordo con il ferrista e con kirbmark per quanot riguarda l’analisi dell curve sud… ehm dei votanti.

    Per Kirbmarc

    Però porca miseria esistono anche diversi tipi di democrazie e diversi tipi di stati! A noi ci è capitato il peggiore!

  29. Pingback: Chi la fa l’aspetti « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative

  30. c.d.

    “riuscire a far emergere questa identità di elettori come la massa di nauseati disposti al falò delle schede elettorali sarebbe l’unico strategemma in grado di dare una qualche utilità allo sciopero del voto.”

    proposta di legge in un sistema elettorale proporzionale: se il 30% degli aventi diritto non si reca alle urne o annulla il voto allora il 30% dei seggi (piu eventuale premio di maggioranza) deve restare vuoto. cosi l’astensionismo diventa politicamente visibile, e si realizza anche la fantomatica riduzione dei parlamentari e dei costi della politica.

  31. Luigi

    L’idea di stabilire proporzioni tra seggi e percentuale di votanti è un’idea intelligente. Al di là dei problemi pratici per la sua realizzazione, un eventuale effetto collaterale in Italia che secondo me bisogna valutare, anche solo in linea teorica, riguarda un possibile rafforzamento dei legami clientelari tra politica e corporazioni su cui ha attirato fabristol in un precedente commento.

  32. Il link sui firmatari zombie di Padova non funziona.

    Forse volevi linkare questo articolo:

    http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=93001&sez=NORDEST

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