La Grecia è vicina

Credo di essere stato uno dei pochi ieri a notare quei lanci di agenzie sul PIL e sull’OCSE. E invece meno male che alcuni blogger li hanno letti. Solo i blogger però, non gli italiani.

“Ieri il capo del governo italiano in un’agitata conferenza stampa ha urlato contro l’attentato alla democrazia per l’esclusione delle liste del PdL nella provincia di Roma, ricevendo l’attenzione dell’intero mondo mediatico e politico. E intanto l’Istat ha comunicato i dati definitivi del Pil italiano per il 2009. Negli ultimi 3 mesi dell’anno appena concluso, mentre negli USA il Pil è cresciuto dell’1,4%, in Giappone dell’1,1%, in Francia dello 0,6% e in Gran Bretagna dello 0,3%, in Italia si è ridotto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

In un anno, il tonfo è stato del -5,1%, il peggior dato da quando esistono le serie storiche sul Pil. Sono diminuiti dell’1,8% i consumi delle famiglie, sono crollati gli investimenti delle imprese del 12,2%. Insomma la crisi ha picchiato da noi peggio che negli altri paesi, al contrario di quello che racconta il governo. Senza contare che nel 2008 il resto del mondo reggeva e in qualche caso cresceva, mentre noi eravamo già in caduta libera: il Pil calava dell’1,3% rispetto al 2007, i consumi delle famiglie scendevano di quasi un punto, e gli investimenti delle imprese erano già in calo del 4%.

Ieri, mentre Berlusconi ha invitato il popolo ad una grande manifestazione di piazza a sostegno del governo del fare, tra selve di microfoni,  l’Ocse nel rapporto “Obiettivo crescita” 2010 ha messo l’Italia tra i paesi per i quali la crisi lascerà segni più profondi e duraturi, assieme a Spagna, Irlanda e Polonia. Con un dato tra tutti: la produttività italiana, già agli ultimi posti nei 30 paesi più ricchi, in questi ultimi 18 mesi si è ulteriormente e molto pesantemente allontanata dalla media. Sono dati che arrivano dopo altre analisi impietose sulla gravità della crisi italiana. Che seguono i dati funerei dell’Istat sull’occupazione e l’ennesimo record delle richieste di cassa integrazione.”

Da Giornalettismo.

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21 commenti

Archiviato in Italia provinciale, tristezze

21 risposte a “La Grecia è vicina

  1. Ma il nostro premier ha la ricetta vincente. Ancora oggi ha detto che la crisi si vince con l’ottimismo!!!!

  2. “Solo i blogger però, non gli italiani.”

    tzè… è che tu non frequenti gli ambienti socialisti :-p

  3. z3ruel

    Veramente la Grecia è in fondo allo scivolo sul quale siam destinati a scorrere tutti. Il Regno Unito non rischia certo meno. Noi folli libertari lo diciamo da sempre, che non si può spendere quel che non hai. Lo sa anche la mia nonna, solo che la gente quando pensa all’economia degli stati non riesce a capire che fondamentalmente funziona come quella domestica.

    Il fatto che gli stati possano fallire sembra non essere possibile per il cittadino medio. Al massimo si pensa solo che possa succedere a paesi “arretrati” come l’Argentina. E naturalmente, grazie all’ignoranza economica si da la colpa agli speculatori brutti e cattivi. Quando governare in deficit è la norma, la catastrofe è inevitabile.

    PS Naturalmente parlare di previsioni precise sarebbe un vero atto di superbia. Nessuno può individuare il quando. Altrimenti sarei potuto diventare ricco prevedendo la caduta greca.

  4. Pingback: La Grecia è vicina- Rivistaeuropea

  5. Certo,
    e a tutta risposta di questa mancanza di informazione, non ci sono più trasmissioni di approfondimento politico.

  6. Stefano

    There is, in fact, no law or government at all [in Italy]; and it is wonderful how well things go on without them.
    Lord Byron quotes (English Romantic poet and satirist, 1788-1824)

    OT devo presentare una copia della mia laurea tradotta e certificata alla segreteria dell’universita’ UK dove andro’ a fare il PhD ma non mi e’ chiaro un particolare. E’ il traduttore a certificarla o consolato/British Council/..?

  7. Caro Stefano non so rispondere alla tua domanda. Io faccio il dottorato in inghilterra e sto scrivendo la tesi in inglese. Dovresti cheidere all’università dove hai fatto domanda.

  8. mate

    Per Stefano:
    la traduzione dev’essere certificata da un ‘traduttore ufficiale’. In pratica la puoi fare anche tu, ma dev’essere firmata e timbrata da un traduttore iscritto ad uno specifico albo (e c’e’ un costo da pagare). Credo che la lista dei traduttori si possa chiedere in tribunale o al consolato…o, come ho fatto io -molto italicamente, tramite passaparola fra amici e conoscenti 🙂
    buona fortuna!

    per Fabry:
    parlavamo di Grecia e Italia di recente a pranzo con altri profughi italiani, e ci si chiedeva: ma se l’Italia va in bancarotta, se la compra il Berlusca? sara’ tutto un piano??? 😉
    btw, in bocca al lupo con la scrittura della tesi!

    cheers,
    mary da montreal

  9. Stefano

    Grazie Fabristol/Mate.
    Speravo di poter fare tutto qui in Inghilterra (lavoro qui dal 2006). Come immaginavo dovro’ contattare qualcuno in Italia. Ho trovato un paio di nomi online e chiesto qualche quote, vedremo!

  10. Per Mate,

    grazie! Ho quasi finito! 😀

  11. Pingback: La Grecia è vicina « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative

  12. Vedo che anche tu ti sei messo ad armare la mano comunista delle toghe nerazzurre. E noto anche lo scappellamento, naturalmente a sinistra, con supercazzola per due.

  13. Pingback: Tutto ben madama la marchesa « Anellidifum0's Blog

  14. eugenio

    In Europa ci sono 21,5 milioni di disoccupati.
    In Italia ce ne sono 1,5 milioni.
    Ne restano 20 milioni.

    Uno come me, che ci mette sempre la malizia, potrebbe commentare che di governanti “unfit” a guidare i loro paesi, almeno in Europa (lasciamo perdere in Africa, Asia, America Latina), ce ne siano piu’ d’uno.

    Per esempio:

    l’Inghilterra socialista di T. Blair e di G. Brown, in 13 anni di sviluppo fondato sulla carta di credito ed autorizzando il capitale finanziario a comportarsi in modo rapace su modello protocapitalistico, ha finto di illudere i sudditi della Regina che i tristi ricordi dei saggi governi conservatori erano, appunto, solo brutti ricordi. La realta’ e’ che oggi il Regno dis-Unito si trova con la merdina al collo e ci restera’ per almeno tre generazioni, costringendo i prossimi governi ad imporre tagli radicali ed enormi sacrifici subito dopo la prossima tornata elettorale di Maggio. (Ed e’ probabile che ne farai le spese anche tu)

    Che furbi posporre i sacrifici a dopo le elezioni!
    Paradossalmente, infatti, c’e’ la fondata possibilita’che in molti votino ancora i socialisti che li hanno portati alla miseria economica, sociale e civile, e quindi confermando quei criminali economici al governo, per non correre il rischio che i Conservatori si rivelino, nei risparmi e nei sacrifici, piu’ duri e micidiali degli allegri socialisti: quelli che, per tradizione, colpiscono sempre il ceto medio raccontando balle al ceto medio-basso e popolare e portando tutti alla “miseria di sinistra”.

    Tu che sei in Inghilterra, tra l’altro, a parlare in modo critico del governo Berlusconi, fai un po’ la figura del minchione: e lo dico senza offesa.

    Tutti sanno che l’Inghilterra socialista ha accumulato errori politici (guerre illegali etc), scandali ed colossali errori economici al cui confronto quelli del governo Berlusconi appaiono ordinaria buona amministrazione.
    E lo sai anche tu.

    Cordialmente
    Eugenio

  15. Certo, toghe nerazzurre. Non ho capito, il Sultano può sparare le sue cazzate tutti i giorni e io no?

  16. martino

    Bello il tuo ultimo post su “Il Posto” di Ermanno Olmi, caro Anelli di Fumo.

    Chissa’ com’era Toronto nel 1960?
    Scommetto che era com’e’ oggi: una citta’ futurista che guarda al futuro; una citta’ dove …”nessuno ti fermava per strada se correvi chiedendoti la ragione della tua corsa, ed apprendendo che eri in ritardo ti rampognava di alzarti prima…”
    Queste cose succedevano solo in Italia, negli Anni Sessanta.
    Ecco perche’ poi e’ esplosa la ribellione giovanile contro gli schemi e l’autoritarismo e sono arrivati i Beatles, i Rolling Stones e i Figli dei Fiori e poi la contestazione giovanile, gli autunni caldi, il movimento femminista, quello ambientalista, il pacifismo e tante altre cosette che il cretinello di Sciltian Gastaldi crede siano nate a Toronto perche’ Toronto e’ una citta’ futurista che guarda al futuro.
    Ai Torontolesi, poi, del posto fisso, nel 1960, non gliene importava una sega. Solo a Milano era un’ossessione, perche’ Milano, a differenza di Toronto, era una citta’ italiana del caxxo in un’Italia “ESTREMAMENTE più semplice, buona, ingenua, provicinale, accogliente, illusa e affabile…..”

    Pero’ tu, Gastaldi, il posto fisso lo stai cercando, eh?
    Ma come sei provincialotto!

  17. mario martino

    A proposito dell “uomo nero” nel condominio bianco di Milano.

    Guardi, Ivan Scalfarotto, che nelle societa’ multirazziali del futuro, il colore degli individui assumera’ sempre piu’ importanza. E’ un fatto inevitabile anche se capisco che alla Sinistra, quella preistorica, politicamente corretta e buonista che Lei rappresenta e che continua a perdere le elezioni, questo dia un po’ di fastidio.
    Il colore, l’abbigliamento e perfino il comportamento sono caratteristiche che servono alla societa’ moderna per garantirsi tranquillita’ e sicurezza e per memorizzare situazioni che, in caso di necessita’, potrebbero essere utili per risolvere crimini come lo stupro, la rapina, la pedofilia, lo sfruttamento della prostituzione eccetera.
    Quando si dice “colore” si intende anche quello bianco, ovviamente. E per abbigliamento ci si puo’ riferire al burka, alla caratteristica “camiza” islamica, al tipico copricapo nigeriano, alla gonna multicolore e svolazzante della zingara, al doppiopetto scuro e distinto del pedofilo, al biondo ossigenato innaturale del viados in minigonna, al vestitino succinto della D’Addario che passeggia, al taglio di capelli alla “marine” del fascistello picchiatore… fino al collanone d’oro massiccio del magnaccione meridionale.
    Lei capisce che se si descrive un individuo di colore nero, si esclude che sia bianco, giallo, rossiccio, abbronzato o marrone. E questo puo’ semplificare le cose, quando necessario.
    E mi sembra giusto ricordare che quando si spedisce una domanda di qualsiasi genere alle pubbliche autorita’ dei cosiddetti paesi civili, esiste sempre la colonnina in cui ti si chiede se sei frocio, ambidestro o…”naturale”, se sei bianco, nero o viola. Se credi in Dio o se invece te ne sbatti. E se credi in Dio che Dio e’? Quello bianco cristiano, quello marroncino islamico del Medio Oriente, quello giallino con la panzetta e gli occhi a mandorla dell’Estremo Oriente e via dicendo. Dicono che serve per le rivelazioni statistiche e per far girare meglio le moderne societa’ multirazziali.

    Perche’ la Sinistra continua a dare importanza alle scemenze, come questa dell'”uomo nero” sospetto nel condominio di Milano, invece di fare intelligente campagna di opposizione? Mistero.

    Per quanto riguardo il comunicato interno di quel condominio, per evitare “malintesi di sinistra” IO l’AVREI SCRITTO COSI, considerando che ci sono un sacco di cre-tini che vogliono metterci la malizia anche dove non c’e’.

    “Distinti e Cari Condomini,
    Un individuo, sconosciuto ad altri condomini che lo hanno descritto “di colore nero”, e’ stato visto uscire dagli scantinati del condominio. Non risultando a noi, amministratori del condominio, che nessuno dei presenti condomini puo’ essere descritto “di colore nero” e non risultando che nessun lavoro di manutenzione sia stato di recente commissionato ad “esterni”, ricordiamo a tutti di usare la massima attenzione e di segnalare, per la tranquillita’ di tutti, l’eventuale presenza nel condominio di ospiti di colore nero onde identificare quella presenza come perfettamente legittima e, naturalmente, sempre gradita. L’individuo di “colore nero” ha suscitato qualche sospetto per avere guadagnato accesso, apparentemente senza motivo, negli scantinati del nostro condominio.
    Purtroppo, cari condomini, vivamo tempi difficili e la prudenza non e’ mai troppa. Il dettaglio del colore, nella descrizione dello sconosciuto, emerge proprio perche’ nel nostro condominio non vivono persone che possano essere identificate come “di colore” (come si usa ancor oggi informalmente descriverli negli stati ex-razzisti del Canada, dell’America e del Regno Unito, oggi molto progressisti), ed e’ proprio per questo motivo che lo sconosciuto di colore nero che usciva dagli scantinati ha sollevato una certa perplessita’.
    Noi amministratori di questo condominio, tra parentesi, vorremmo inoltre ricordare ai nostri cari condomini ad “alta sensibilita’ razziale”, che nei paesi cosiddetti “civili”, quelli cioe’ che hanno impiegato duecento anni per sbarazzarsi della legislazione razzista che discriminava su coloro che un tempo venivano chiamati “negroes” e che venivano impiegati come schiavi nelle piantagioni di cotone pur essendo investiti di diritti ritenuti fondamentali nelle “bianchissime” Carte Costituzionali di quegli stessi Paesi, diritti che per secoli non furono mai riconosciuti se non, di recente, con un Presidente “di colore nero” di nome Barak Obama, in questi “civilissimi” paesi, si diceva, esistono schemi/progetti di reciproca sorveglianza e sicurezza che vengono chiamati (anche nel Canada di Anelli di Fumo (Sciltian Gastaldi) e negli altri paesi ex razzisti di lingua anglosassone) :

    “NEIGHBOURHOOD WATCHING SCHEMES”.

    Tradotto in Italiano per italiani un po’ idioti e politicamente corretti vuol dire:

    “Progetti di reciproca sorveglianza nel contesto del vicinato”.

    In tutto il civilissimo (ex razzista) mondo anglosassone questi “progetti” sono stati ideati e incoraggiati dalle polizie locali al fine di riportare…”suspicious activities in the neighbourhood such as bogus callers, anti-social behaviour or vandalism..”, che tradotto per gli italiani che parlano solo il dialetto preistorico della Sinistra Progressista Antifascista, vuol dire ” per riportare alla Polizia attivita’ sospette nel proprio vicinato come, per esempio: visitatori che appaiano “non genuini”, oppure segnalare comportamenti anti-sociali o atti di vandalismo…”

    Si fa inoltre notare agli italiani come Schiltian Gastaldi, emigrati in Canada con la qualifica di “profughi antifascisti in volontario esilio”, che a Toronto, quando si chiama la polizia per un’emergenza di qualunque tipo si e’ immediatamente richiesti di fornire una descrizione degli individui sospetti e la prima domanda riguarda proprio il colore, seguito dal sesso, dall’eta’ e all’altezza.

    Ecco un esempio tipico di telefonata di emergenza presso una stazione di polizia di Toronto, di New York e di Londra, cioe’ di tre grandi citta’ multiculturali di tre grandi Paesi ex-razzisti da poco diventati civilissimi, come il Canada, l’America e il Regno dis-Unito.

    “Pronto, Polizia? Ho visto degli sconosciuti scavalcare il muro del giardino del mio vicino: sono neri-bianchi-asiatici, di sesso maschile-femminile, sui 20 anni, uno e’ magro, alto circa un metro e ottanta con un naso adunco e le orecchie a sventola; l’altro e’ piccoletto, grassottello e pelato come Sciltian Gastaldi, sul metro e sessanta. E ambedue portano una maglietta bianca con su scritto: “Gay di tutto il mondo, uniamoci”….”.
    Una descrizione, invero, non politicamente corretta, ma essenziale alla polizia per correre dietro alle persone giuste e non alla casalinga pensionata che si trova per caso nelle vicinanze.

    Temo che le elezioni si perdano anche per l’eccessiva imbecillita’ della cosidetta Sinistra Progressista.

    Mario Martino

  18. Egregio signor Mario Martino,

    possibile che non si sia accorto che questo NON è il blog né di Scitian Gastaldi, né di Ivan Scalfarotto?
    Strano da una persona sveglia e attenta come lei

    saluti

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