Questione di numeri

Prendo da Metilparaben questo pezzo perché non avrei saputo dire di meglio:

“La domanda è: che pena è prevista per il sacerdote di una religione che se ne va in giro a stuprare i bambini? Dipende dalla religione, evidentemente, o meglio dal numero di suoi adepti e quindi dalla sua influenza politica ed economica: se sei il leader di una setta sfigata finisci dritto dritto in carcere e vieni sputtanato su tutti i giornali con tanto di nome, cognome e fotografia, se invece appartieni ad una delle organizzazioni più potenti del mondo, oltre al fatto che tutti si premurano di tutelare accuratamente la tua privacy, è facile che intanto te la cavi con una sospensione, poi Dio vede e provvede.
Alla faccia dell’uguaglianza, laica o evangelica che sia.”

Aggiungo pure che le giustificazioni addotte dalle gerarchie (“ma non siamo gli unici”) sono patetiche e pensavo fossero endemiche del tipico politico italiano medio. Vedo che il rapporto tra Vaticano e Italia non è unidirezionale, ovvero esportiamo i difetti italiani pure Oltre Tevere.

Ho un pensierino da confessarvi riguardo allo scandalo pedofilia nella chiesa cattolica. Non esistono paesi dove la pedofilia del clero è endemica; significa che nel paese a concentrazione di preti più alto del pianeta (35-40000) c’è un mondo di silenzi e omertà ancora tutto da scoprire. Ma in Italia non avverrà come sta succedendo negli altri paesi, USA, Irlanda, Germania, Olanda, Austria e ora Brasile. L’Italia è il laboratorio del clericalismo mondiale ed è l’ultima trincea della Chiesa Cattolica. Significa che qui i preti tireranno fuori le unghie e cagheranno sangue prima di cadere. Mi aspetto un aumento esponenziale del clericalismo nostrano con un legame ancora più stretto col governo Berlusconi. Ricordatevi che se Berlusconi cade pure il Vaticano potrebbe cedere di qualche millimetro. E in Vaticano non si possono permettere un solo millimetro di retrocessione. E siccome il clericalismo per sopravvivere ha bisogno della politica e viceversa, aumenteranno pure i favori tra le due parti. Altrimenti si affonda in due.

“Non ripeteremo mai abbastanza che il clericalismo, risorto in Italia non meno arrogante e minaccioso di quello con cui dovettero combattere i Cavour di un secolo fa, obbliga anche noi a riprendere – per quanto contro voglia – quella lotta;
ma questo nostro anticlericalismo non è salute: è una malattia fastidiosa, che ci è indispensabile per guarire da una malattia peggiore: il clericalismo; l’anticlericalismo segue il clericalismo come l’ombra il corpo: scomparso o attenuato l’uno, scomparirebbe o si attenuerebbe l’altro.”

Gaetano Salvemini

Annunci

30 commenti

Archiviato in anticlericalismo, Italia provinciale, politica

30 risposte a “Questione di numeri

  1. Io aspetto ancora di vedere crescere questa nuova generazione di giovani (non la nostra…), sempre più bombardati dai memi ecclesiastici eppure sempre più laici. Il mio timore è che possano essere memi ad attivazione tardiva…

    (Ma forse sto solo travisando la questione, dimenticando che il clericaslismo non è questione di convinzioni o ideologie ma, più semplicemente, di convenienze ed economie.)

  2. P.S. Ovviamente sono inconsapevolmente “laici”, più nel corpo che nella mente… 😉

  3. Mah, io purtroppo non vedo grandi cambiamenti nelle nuove generazioni. Ripetono quello che gli è stato insegnato dalle madri. Agiscono come i loro genitori ma in maniera ancora più ipocrita. L’ignoranza è tanta, veramente tanta. Esiste un solo modo per far sì che le nuove generazioni possano portare il meme dell’anticlericalismo (antifascismo o anticomunismo): gli anticlericali devono riprodursi il più possibile e insegnare ai propri figli i valori della libera scelta religiosa senza la coercizione vaticana e statale. In fondo i cristiani hanno incominciato così, facendo tanti figli…

  4. Sul tuo secondo commento:

    sì è quello che volevo dire io con quel “Agiscono come i loro genitori ma in maniera ancora più ipocrita. ”

    Si definiscono cattolici ma in realtà lo sono solo al momento del matrimonio, del battesimo dei loro figli e ai funerali. Per il resto il papa li definirebbe figli del demonio per quello che fanno.
    Ma anche i nostri genitori hanno sempre fatto così.
    Alla fine il cattolicesimo sta diventando una religione secolarizzata, quasi un substrato all’italianità, come il calcio e la pasta.

  5. Mi scuso e mi copro il capo di cenere per l’OT ma: hai per caso visto la trasmissione di BBC two di ieri sera alle 19 (“The Berlusconi Show”)?

  6. Il buon Marcel Gauchet (Il disincanto del mondo, Einaudi, Torino, 1992) diceva che il cristianesimo è “la religione dell’uscita dalla religione”, precisando che, proprio per questo, esso rimane la possibile religione d’una società postreligiosa, legato com’è da una salda complicità con gli aspetti dello spirito del secolo da esso maggiormente combattuti. La sua tesi sembra trovare conferma nell’evoluzione attuale del cattolicesimo proposto dai vertici curiali, religione sempre più verticistica e mediatica (si pensi alle adunate oceaniche ai piedi del Papa e agli ossequienti “servizi” di un giornalismo inginocchiato – qualcuno ha parlato del papismo come versione contemporanea del cattolicesimo), normativa (in termini di morale, soprattutto sessuale, e di bioetica) e sempre meno in grado di informare di sé la società, nonostante la ferma e plurisecolare alleanza con il potere politico. C’è tutto quello che hai detto tu. 😉

  7. Luigi

    a chi è attribuito il virgolettato “…ma non siamo gli unici”?

    Volevi forse dire: “Non esistono paesi dove la pedofilia del clero [non] è endemica”?

    comunque, a me pare che l’atteggiamento di chiusura del clero nei confronti degli accertamenti di certe verità sia in parte (anche se non solo) dovuto a certo anticlericalismo per il quale i reati compiuti da alcuni preti diventano un’arma propagandistica contro il clero tout court e i fondamenti della dottrina. è chiaro dunque che questo anticlericalismo contribuisce notevolmente a trasformare gli accertamenti di reati in argomenti filosofici o politici contro il clero, ed è dunque comprensibile (non giustificabile) che quest’ultimo non intenda contribuire a fornire armi agli anticlericali.

  8. Luigi, insomma acqua in bocca e niente infami, per difendere la Famiglia e l’onorata società…

  9. Luigi

    Popinga,
    il tuo modo ti tirare le somme è quantomeno discutibile. Io direi invece:

    insomma, guardiamo severamente ai reati in questione per quello che oggettivamente sono senza convertirli ipso facto in argomenti culturali filosofici politici (mettila come ti pare) contro il clero e la dottrina, perché altrimenti contribuiamo, sebbene involontariamente (anche se colpevolmente), a rafforzare le difese clericali.

  10. Luigi

    cioè, tutto il contrario del “difendere la Famiglia e l’onorata società”! do you see?

  11. @luigi
    “l’atteggiamento di chiusura del clero nei confronti degli accertamenti di certe verità sia in parte (anche se non solo) dovuto a certo anticlericalismo ”
    quali che siano le cause non importa un fico secco. Un reato spregevole come la pedofilia non prevede “atteggiamenti di chiusura”.

  12. Luigi

    pepe,
    “è dunque comprensibile (non giustificabile)”

  13. Luigi

    In genere, poi, le cause importano, dal momento che di solito rimosse le cause sono anche rimossi gli effetti.

  14. juhan

    @ Luigi
    fammi un favore: giura che non fai/farai il prete. O se proprio devi farlo fai il missionario.
    OK?

  15. Luigi, mettila come vuoi, e forse sull’azione-reazione hai ragione tu. Sta di fatto che sono stufo di essere politically correct (non vorrei che venisse scambiato per un rispetto sacrale che non esiste) e certi atteggiamenti vanno chiamati per quello che sono: omertosi.
    Se la butto in politica, gerarchia cattolica e governo Berlusconi sono uno la stampella dell’altro.

  16. Luigi

    Popinga,
    col dire che alcune azioni omertose del clero hanno tra le loro possibili cause certo anticlericalismo si viene a dire che quelle azioni non sono più omertose o che sono in qualche senso (morale o giuridico) giustificate? Penso che tutti gli esseri razionali (quelli che ci sono in giro, quando ci sono) converrebbero di no.

  17. ale

    Luigi, visto che ti interessa tanto la questione causa-effetto, chiediti anche quale possa essere la causa dell’anticlericalismo. Un suggerimento: rileggiti la citazione di Salvemini nel post di Fabri.

  18. Non credo si possa dare la colpa di uno stupro alle vittime di uno stupro.

  19. juhan

    @ Luigi
    Allora la promessa che non fai/farai il prete? Non puoi far finta di niente, rispondere a altri e non a me. Dai fallo (non in quel senso, maledetta polisemia) tanto poi quelli come te si vanno a confessare e tutto finisce lì.

  20. Juhan non mi sembra il caso di esagerare. E non vedo neppure cosa c’entri il farsi prete con l’antclericalismo. L’anticlericalismo nasce per abbattere il clericalismo non i chierici. Essere chierico non necessariamente significa essere clericali. Vedi pastori valdesi e evangelici.

  21. emax

    “Non credo si possa dare la colpa di uno stupro alle vittime di uno stupro.”

    Giusto l’altro ieri, non essendoci altro alla radio in macchina stavo ascoltando una delle solite radio maria (anche se probabilmente non era Radio Maria).
    Parlava stò prete del nord italia, a proposito della vicenda del guru che si era stuprato mamme e figlie.
    Dopo un preambolo dove sembrava spiegare un pò cosa faceva il guru (aumentare o migliorare il karma), dopo aver spiegato cosa era il karma (ha dato almeno 3 definizioni diverse abbastanza vaneggianti), ha bollato il tutto come “quelle cavolate indù” (invece credere che ai miracoli è una furbata, eh?).

    Ha continuato poi che se una viene stuprata, a volte se lo và un po a cercare (ovvio) e che se hanno stuprato madre e figlia, (ovviamente) la madre era consenziente.

    Purtroppo poi sono arrivato a casa, ma vi giuro che era spassosissimo.

  22. Luigi

    @85s
    Non so come riscrivere le cose che ho scritte in modo accessibile a tutti. Qualcuno di voi mi ha invitato a rileggere il passo di Salvemini. Di solito io non leggo i politici (non ho abbastanza stomaco), comunque ho fatto una eccezione e penso che nello scritto in questione sia sottintesa una divisione all’interno della categoria degli anticlericali, in coloro che lo sono con il naso tappato e coloro che lo sono sguazzandocisi. Non lo so a quale categoria voialtri sentite di appartenere. Qualcun altro è invece interessanto ai miei progetti futuri, a lui rispondo (scusandomi per non averlo fatto tempestivamente) che nella vita mai dire mai!

  23. ale

    Caro Luigi, continui a sfuggire alla mia domanda: ma secondo te l’anticlericalismo attuale che causa ha? Magari la causa è da ricercaee nel clericalismo oppressivo della Chiesa ufficiale, del governo attuale, dei mass media (vedi il caso Busi, espulso a vita dalla Rai per aver criticato il papa) ecc. Per favore, non ti accodare al chiagni-e-fotti della CCAR e dei suoi difensori, senza la cui aggressività non ci sarebbe la reazione anticlericale da te tanto deplorata.

  24. L’anticlericalismo moderno in Italia nasce dal referendum sulla legge 40 (2006) e si amplifica con la presidenza Ruini e poi la successiva elezione di Ratzinger. Prima di questa data nessuno di noi liberali, libertari, laici o socialisti, comunisti ecc. ecc. si sarebbe mai sognato di parlare di queste cose. Ricordo che i Radicali erano morti politicamente dopo il referendum sulla Legge 40 ed è solo grazie a Ruini che sono sopravvissuti. Stessa cosa per l’UAAR che esiste e vive solo di questo papato.

  25. Luigi

    @85s
    nessuna deplorazione dell’anticlericalismo è ricavabile (fino a prova contraria) da ciò che ho scritto nei precedenti commenti, in cui se c’è deplorazione, questa riguarda “certo anticlericalismo”, là dove per certo anticlericalismo ho voluto intendere ad hoc quell’anticlericalismo che converte i reati di pedofilia, ipso facto, in argomenti culturali politici etc. contro il clero, alimentando ancor più atteggiamenti di resistenza da parte di quest’ultimo, che ovviamente non intende fornire argomenti agli anticlericali. Penso che, in questo caso, il migliore atteggiamento non sia quello di tirare in ballo speculazioni filosofiche, come quelle sul cristianesimo come religione che esce da sé stessa e consimili (che, tra l’altro, sarebbe meglio lasciare a chi è più competente).

  26. Eccola là, appena battuta dalle agenzie, la aspettavamo: “Bagnasco: tema dell’aborto non puo’ non influenzare il voto”.

    Segnalo inoltre, per gli amanti dell’horror e gli studiosi della cattiva fede, l’articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di oggi, dal titolo Un’Italia anticristiana. The Importance of Not Being Earnest.

  27. Pingback: Grazie Ernesto « Fabristol

  28. Giusto in tempo Popinga! Ho scritto un post sulle cose che segnali. 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...