Archivi del mese: marzo 2010

Polo, Montecristo, Ulisse, Kipling e Kurtz

Ieri ho passato una gradevole serata con lui e altri 120 italiani qui a Bristol. La 102esima pizzata del nostro intorno al mondo. La quantità di italiani qui nel sudovest è così grande (circa 50000) che si è dovuto mettere un limite di 120 persone. Il gruppo era abbastanza omogeneo: ragazzi tra i 25 e i 35 anni, universitari o appena usciti dall’università per lavorare in aziende. Il cappelluto Severgnini è una persona gradevole e simpatica. Ci sa fare con le persone e soprattutto coi giovani. E’ un giornalista schietto e che non usa mezzi termini. Dopo la pizza (disonore massimo alla pizzeria italiana che ha osato servire pizze con l’ananas!) si è alzato e ha trovato una buona posizione dove tutti potessero sentirlo. Si è parlato del più e del meno, delle tragicommedie che succedono in Italia, della nostra situazione all’estero ma soprattutto della percezione che hanno gli ialiani di noi all’estero. Abbastanza pessima diciamo. La percezione che hanno molti di questa nuova emigrazione (o pendolarismo internazionale) delle menti italiane degli ultimi anni (un fenomeno patologico, non fisiologico) è riassumibile in due correnti: 1) di cosa si lamentano questi ragazzi all’estero? Hanno lavoro, carriera, denaro quando noi dobbiamo essere schiavizzati e dobbiamo subire maltrattamenti, gerarchie e lavoro precario;  2) beati voi che siete all’estero, deve essere tutto meraviglioso, un paradiso in terra, vi invidio!

In genere chi fa parte di ambedue le correnti di pensiero non ha mai messo un piede all’estero. Basterebbe solo guardare questo spot per rendersi conto di come la percezione dei ricercatori all’estero sia completamente sbagliata.

Lasciando perdere questo discorso, ora vi spiego il titolo di questo post. Severgnini ci ha detto che ormai ha individuato 7 categorie di italiani all’estero (ne ha nominate solo 5 però) e questa classificazione mi è piaciuta molto. Forse anche perché l’ho sempre saputo ma non riuscivo a dare i nomi alle varie categorie. In ordine di numero di appartenenti all’estero ci sono: i Marco Polo, i quali vogliono andare all’estero per conoscere, viaggiare e scambiare conoscenze; poi ci sono i Montecristo, cioè quelli che evadono, che scappano da situazioni di lavoro, universitarie o paesane terribili; gli Ulisse invece sono quelli che hanno varcato le frontiere per amore; poi ci sono i Kipling, cioè i colonizzatori che diventano manager, imprenditori e conquistano una città; i Kurtz invece, come il personaggio di Cuore di tenebra di Conrad, sono dei mostri che una volta all’estero pensano di essere delle divinità in delirio di onnipotenza e trattano gli indigeni come schiavi e i compatrioti come vassalli del proprio regno (questa categoria è tristemente molto rappresentata in America latina e nell’Europa dell’est).

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Punti di vista sul genio

Il punto di vista di un collettivista:

“There’s no such a thing as the intellect. A man’s brain is a social product. A sum of influences that he’s picked up from those around him. Nobody invent anything, he merely reflects what’s floating in the social atmosphere. A genius is an intellectual scavenger and a greedy hoarder of the ideas which rightfully belong to society, from which he stole them. All thought is theft. If we do away of private fortunes, we’ll have a fairer distribution of wealth. If we do away with genius, we’ll have a fairer distribution of ideas.”

“Non esiste alcuna cosa come l’intelletto. Il cervello di un uomo è un prodotto sociale. Una somma di influenze che ha preso da coloro che sono intorno a lui. Nessuno inventa alcunché, egli [l’uomo] semplicemente riflette ciò che sta fluttuando nell’atmosfera sociale. Un genio è uno spazzino intellettuale e un avido accaparratorre delle idee che appartengono per diritto alla società, dalla quale le ha rubate. Tutto il pensiero è furto. Se eliminiamo le proprietà private, avremo una più giusta distribuzione delle ricchezze. Se eliminiamo il genio, avremo una più giusta distribuzione delle idee.”

Il punto di vista di un individualista.

“An inventor is a man who asks ‘Why?’ of the universe and lets nothing stand between the answer and his mind.”

“Un inventore è un uomo che chiede ‘Perché?’ dell’universo e non lascia che rimanga nulla tra la risposta e la sua mente.”

Ayn Rand Atlas Shrugged

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La Grecia è vicina

Credo di essere stato uno dei pochi ieri a notare quei lanci di agenzie sul PIL e sull’OCSE. E invece meno male che alcuni blogger li hanno letti. Solo i blogger però, non gli italiani.

“Ieri il capo del governo italiano in un’agitata conferenza stampa ha urlato contro l’attentato alla democrazia per l’esclusione delle liste del PdL nella provincia di Roma, ricevendo l’attenzione dell’intero mondo mediatico e politico. E intanto l’Istat ha comunicato i dati definitivi del Pil italiano per il 2009. Negli ultimi 3 mesi dell’anno appena concluso, mentre negli USA il Pil è cresciuto dell’1,4%, in Giappone dell’1,1%, in Francia dello 0,6% e in Gran Bretagna dello 0,3%, in Italia si è ridotto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

In un anno, il tonfo è stato del -5,1%, il peggior dato da quando esistono le serie storiche sul Pil. Sono diminuiti dell’1,8% i consumi delle famiglie, sono crollati gli investimenti delle imprese del 12,2%. Insomma la crisi ha picchiato da noi peggio che negli altri paesi, al contrario di quello che racconta il governo. Senza contare che nel 2008 il resto del mondo reggeva e in qualche caso cresceva, mentre noi eravamo già in caduta libera: il Pil calava dell’1,3% rispetto al 2007, i consumi delle famiglie scendevano di quasi un punto, e gli investimenti delle imprese erano già in calo del 4%.

Ieri, mentre Berlusconi ha invitato il popolo ad una grande manifestazione di piazza a sostegno del governo del fare, tra selve di microfoni,  l’Ocse nel rapporto “Obiettivo crescita” 2010 ha messo l’Italia tra i paesi per i quali la crisi lascerà segni più profondi e duraturi, assieme a Spagna, Irlanda e Polonia. Con un dato tra tutti: la produttività italiana, già agli ultimi posti nei 30 paesi più ricchi, in questi ultimi 18 mesi si è ulteriormente e molto pesantemente allontanata dalla media. Sono dati che arrivano dopo altre analisi impietose sulla gravità della crisi italiana. Che seguono i dati funerei dell’Istat sull’occupazione e l’ennesimo record delle richieste di cassa integrazione.”

Da Giornalettismo.

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La vendetta dei nerd

La notizia che Avatar non ha fatto incetta di statuine agli Oscar Academy Awards non sembra deludere i fan di fantascienza: qui, qui e qui. Anzi direi che dalle fredde reazioni alla visione del film e dalle glaciali battutine di questi giorni Avatar non venga incluso all’interno del genere dai fan. Una sorta di traditore insomma, un titolo apparentemente fantascientifico che però è arrivato al cuore delle masse, bypassando la tribù di cui sarebbe dovuto essere il target. I fan di fantascienza sono così, un po’ classisti e un po’ reietti (leggi alla voce moderna nerd).

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“C’è un’Italia (all’estero) che lotta per i propri sogni”

Qui sotto potete vedere il video di una pubblicità che sta girando nella TV italiana in questi giorni. Chi mi conosce personalmente, chi mi conosce tramite il web, chi conosce il recente fenomeno dell’emigrazione dei giovani ricercatori italiani (non mi piace cervelli in fuga; siamo persone normali, non siamo geni) sa cosa ha suscitato in me la visione di questa pubblicità: rabbia, sconforto, la sensazione che in definitiva qualcuno mi/ci sta prendendo in giro. Ne scrivo in modo più dettagliato su Giornalettismo.

P.S.

In realtà ecco come sarebbe andata a finire in questa parodia:

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L’alieno

In questi giorni più che mai mi sembra di essere un alieno in un paese di terrestri. Condivido veramente poco con l’italiano medio, forse anche perché vivo ormai da 4 anni all’estero. Ma anche prima di partire io e lui avevamo ben poco da spartire. E’ una differenza antropologica, quasi di specie. Ma attenzione, questa non è un’ammissione di sciovinismo e arroganza. E’ semplicemente la constatazione che io non appartengo al mondo Italia. I miei ideali trovano più affinità nel mondo anglosassone per dire. Dicevo, in questi giorni qualcosa è cambiato in me.

Il mio modo di vedere l’Italia ha cambiato prospettiva. Noi difensori della democrazia, repubblica ed in definitiva delle regole di convivenza civile pensiamo che siano LORO il tumore da eliminare, LORO che infestano l’Italia, LORO che la stanno distruggendo. E questo è, credo, il sentire comune tra i pochi oppositori rimasti. In realtà dovremmo fare un passo indietro e fare un gesto d’umiltà: uscire dall’egocentrismo del liberatore e guardare l’Italia per quella che è. Non sono  LORO il problema, siamo NOI il tumore da eliminare, siamo NOI l’eccezione alla regola, siamo NOI gli alieni in questa Italia di terrestri. Quando l’organismo diventa totalmente infetto le poche cellule rimaste sane rappresentano una minaccia per l’intero organismo. E se non riuscite a convincervi di questo basterebbe leggere questo bel pezzo di Pietrangelo Buttafuoco su Il Foglio, dove viene detto chiaro e tondo che i Radicali sono dei nemici violenti che attentano alla democrazia con atti da squadrismo degni del ventennio e che invece i buoni fascisti soccombono a causa della violenza di chi vuole la democrazia. Un’ucronia degna del miglior libro di fantascienza. Un mondo al contrario dove il fascista è la norma democratica e il liberale democratico è il cancro da estirpare.

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Tutta colpa di chi parla del golpe

Solo Cthulhu sa quanto detesti Di Pietro, eppure per una volta non posso non essere d’accordo con lui. Napolitano è stato correo di un attentato alla Costituzione perpetrato da questa maggioranza. Napolitano è il garante della Costituzione e dell’equilibrio tra le istituzioni della Repubblica. Firmando come un Vittorio Emanuele III qualsiasi si è macchiato di correità. Non è vero che non poteva non firmare. E se proprio si voleva trovare una soluzione condivisa si poteva tranquillamente rinviare le elezioni per palese violazioni della legge elettorale da parte di tutti; infatti vogliamo parlare delle irregolarità nelle liste di Penati e Pezzotta? Non è un caso infatti che il PD appoggi questo golpe.

Berlusconi inoltre è arrivato a minacciare il capo dello stato dicendo che non aveva bisogno di alcuna firma; come dire che il Presidente della Republica non serve a niente ed è solo un burattino nelle mani del governo. E ha minacciato l’uso della piazza. Se davvero Napolitano aveva paura delle reazioni che la sua non firma avrebbe provocato avrebbe dovuto fare una cosa molto semplice: chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio; e se Berlusconi si rifiutava continuando a evocare la piazza, come capo delle forze armate doveva chiamare gli alti comandi dell’esercito, marina e aviazione e chiedere il loro intervento. Forse voi italiani di merda non vi rendete conto di cosa sia successo in questi giorni.

E trovo anche grave che l’opinione pubblica grazie ai media e agli abili politici stia spostando l’attenzione non più sul golpe ma su quello che ha detto Di Pietro sul golpe. Cioè la mente dell’italiano medio è così corrotta e degenerata che in due giorni non si parla più di un fatto, ma delle polemiche scaturite da quel fatto, perdendo completamente il senso delle proporzioni e il vero nucleo del dibattito.

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Ma quale golpe! Questa è una opportunità!

Mettiamola così. La prossima volta che avrete una raccomandata improtantissima da spedire ma arrivate tardi all’ufficio postale, o quando dovrete fare una domanda che richiede la consegna di documentazione entro una scadenza ma arriverete in ritardo o con firme e timbri falsi (magari di persone morte), potrete sempre dire: “Bisogna guardare alla sostanza, non alla forma.”. E lì manderete una lettera a Napolitano chiedendo un decreto ad personam. Tutto qui. Semplice no? Quindi non preoccupatevi.

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Cosa significa essere liberi

“That which you call your soul or spirit is your consciousness, and that which you call ‘free will’ is your mind’s freedom to think or not, the only will you have, your only freedom, the choice that controls all the choices you make and determines your life and your character.”

Quella che tu chiami la tua anima o spirito è la tua coscienza, e quello che tu chiami libero arbitrio è la libertà della tua mente di pensare o no, l’unica volontà che hai, la tua unica libertà, la scelta che controlla tutte le scelte che tu fai e determina la tua vita e il tuo carattere.”

Atlas Shrugged, Ayn Rand

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Eh ma allora è un vizio!

Via Wittgenstein.

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