Lo strano caso dell’uomo figlio di suo cugino

Potrebbe essere il titolo per un romanzo fantastico di Poe o Lovecraft, invece è solo quello che pensano i giornalisti e, di riflesso, l’opinione pubblica, (compresi i creazionisti) dell’evoluzione dell’Uomo. Il Corriere.it e Repubblica.it riportano un articolo del Daily Telegraph (scientificamente corretto) con i soliti titoli cretini: “Trovato l’anello mancante tra l’Uomo e la scimmia.”. Ogni volta che leggo queste cose mi cadono le braccia. Come se ad un astrofisico dicessero che la Luna è fatta di formaggio o a un geologo che la Terra ha 6000 anni. Ecco, sono queste cose che ti fanno dubitare fortemente sulla universalità della presenza di corteccia cerebrale in tutti gli umani.

Le relazioni di parentela tra viventi non sono riconducibili ad una schematica scala che ascende, ma come ad un complesso sistema fatto di cespugli e ramificazioni. Così come le relazioni all’interno di una famiglia non sono solo le verticali padre-figlio ma contengono zii, cugini di vari gradi, nipoti ecc., così è all’interno del mondo vivente. Dire che l’Homo sapiens deriva da una scimmia è come dire che voi siete figli di vostro cugino di secondo grado (spiegato bene anche qui.). Gli Homo sapiens non derivano dalle scimmie antropomorfe moderne. Con scimpanzé e gorilla abbiamo solo bisnonni in comune.

Nell’articolo originale in inglese ripreso dall’ANSA (la sorgente di tutti i mali del giornalismo, perché basta un errore a questo stadio e tutti gli altri ricopiano senza controllare) la parola “scimmia”, non viene mai pronunciata. Nemmeno in altri articoli il prof. Berger nomina questa parola. Non solo ma come riportavo tempo fa qui:

L’errore come al solito sta nell’usare quel “scimmia” in questo modo abusato. Cosa è “la scimmia”? E’ una specie? E’ una famiglia? Un ordine? Non si sa, per l’uomo comune dire scimmia significa accorpare le migliaia di specie di primati del mondo in un’unica entità. Scimmia è come un’idea platonica. Perché non usare “primati” o “scimmie” al plurale per identificare l’ordine?

E ancora:

“Sono fra quelli a cui non piace il termine anello mancante in paleontologia (come spiega benissimo fin dall’inizio un ottimo articolo del Times) preferendogli fossile di transizione, ma sorvolando su questo, sarebbe stato più appropriato dire “Ida è l’anello mancante tra le scimmie e l’uomo” e non viceversa. Altrimenti significa che le scimmie derivano dall’uomo.”

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26 commenti

Archiviato in Italia provinciale, scienza, tristezze

26 risposte a “Lo strano caso dell’uomo figlio di suo cugino

  1. Snem

    I media italiani hanno ancora bisogno di queste rettifiche.
    Perché non aggiungi questo articola anche su Progetto Galileo?

  2. Perché è uno sfogo, non un articolo. E PG è morto. 😀

  3. son giornalisti , bisogna avere pazienza. Il giornalista è ontologicamente un ignorante, se no non potrebbe scrivere su tutto, inoltre i titoli non li fa nemmeno lui, ma uno ancora più ignorante che ha dato un’ occhiata scarsa ad un articolo pieno di scemenze. Ma che si pretende, con queste premesse è già fin troppo corretto, indica che l’articolo parla di scimmie e non di computer.

  4. Vabbé non esageriamo dicendo che il giornalista è ontologicamente un ignorante. Il problema creo che si possa trovare nel fatto che in Italia non vi è una selezione di giornalisti. Si viene scelti dall’editore per ricopiare cose riportate da altri giornali o da agenzie naizonali o estere. Insomma, si è poco più che dattilografi.
    Un altro problema è che gli editori devono capire che una notizia scientifica non può essere data al primo che passa nel corridoio della redazione. Gli editori DEVONO assumere giornalisti scientifici o ricercatori che sappiano usare il mezzo del giornale.
    Alla fine, comunque, si torna sempre al problema di partenza: la cultura scientifica in Italia è scarsa, mediocre e da terzo mondo.

  5. Snem

    Credo bisogni considerare anche il tipo di lettore che risulta dalle loro indagini di mercato o il tipo di opinione che vogliono creare.

  6. z3ruel

    LOL, come ho visto il servizio al tigì ieri sera ho pensato a te. Son pure rimasto un po’ deluso vedendo che non avevi ancora scritto nulla (^_^).

  7. A parte la penuria di divulgazione scientifica veramente seria, cosa per me dannatamente manchevole, approfitto della mia ignoranza, e per fortuna delle tue conoscenze in materia, per chiederti se sia plausibile la nascita di una specie animale non riconducibile alla stessa coppia, e se si, allora come spiegarsi il futuro “parentato” ?

  8. Io non so sinceramente perchè questo tema ti stia così a cuore, ma a volerla dire tutta secondo me anche la tua impostazione è sbagliata. E’ vero che Homo sapiens non deriva dalle antropomorfe attuali, ma essendo Hs, fino a prova contraria, la quarta grande scimmia africana, mi sembra difficile che NON derivi in termini assoluti da una scimmia.
    Dire che Hs deriva da una scimmia non implica infatti che la scimmia debba essere identica ad uno scimpanzè moderno: potrebbe anche essere simile ad una specie di transizione pliocenica… o del Pleistocene inferiore, a seconda dei punti di vista.

    Inoltre, continuo a non capire questa feroce avversione nei confronti dell’espressione “missing link”. Mithen (1996) ad esempio la usa tranquillamente per definire proprio una specie di transizione tra australopitecine e H. habilis e secondo me come semplice sistema simbolico di riferimento è pure utile alla comprensione. Utilizzare questa espressione non implica infatti che si assecondi l’idea che l’evoluzione proceda per mera trasformazione. D’altra parte, negare che l’evoluzione proceda ANCHE per anagenesi, come spesso mi pare di capire quando ti leggo, mi sembra un atteggiamento da accanito supporter di un approccio cladogenetico. Fammi sapere che ne pensi.
    J.

  9. Anch’io non capisco la tua avversione per la miss singing l’ink.

  10. Per Jinzo

    Per prima cosa c’è da dire che esista una comrpensibile confusione di termini quando si traduce dall’inglese all’italiano. Missing link significa collegamento mancante che è decisamente meglio dell’italiano “anello mancante”. Secondo, gliinglesi sono frtunati perché hanno un termine per indicare tutte le scimmie antropomorfe (compreso l’uomo), cioè apes. Nella lingua italiana e nell’uso comune “scimmia” è un termine molto ampio che include tutti i primati a parte gli ominidi e il genere Homo. La gente e i giornalisti pensano alle scimmie come a quelle odierne. Non è un caso che sul Corriere abbiano messo la foto di un uomo affianco ad uno scimpanzè. Quindi, per rispondere quando mi dici che io sono ossessionato dal tema, direi che è improtante ribadire, correggere, informare anceh nel mio piccolo.
    Per quanto riguarda l’anello mancante, è un termine che viene usato quasi e solo esclusivamente dai creazionisti. Nessun paleontologo si aspetta di trovare un anello mancante perché non ci troviamo di fronte ad una catena ma ad una ramificazione. Ti consiglio questo paper sull’argomento:
    Transforming Our Thinking about Transitional Forms, Louise S. Mead.
    Anche questo pezzo su Pikaia:
    http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?Code=Pikaia&IDLYT=425&ST=SQL&SQL=ID_Documento=4656
    Per quanto riguarda

  11. Al di là del caso recente riportato sui giornali personalmente mi sono fatto l’idea che cercare continuamente e ossessivamente l’anello mancante siamo ormai divenuto un esercizio non soltanto scoopistico ma pure lontano rflesso del peggior positivismo antropologico ottocentesco.
    Insomma è un pò come la storia dell’uomorsomaiale di Gore, tutti osannano il bencheminimo dato proposto al di là della sua grossolaneità o della sua irrilevanza di fondo e particolare nell’ambito scientifico solo perchè può far comodo come dogmatica attestazione della propria irragionevole ragione.
    Di fatto la scienza si snatura e diventa una sorta di Deux machina panteista di irragionevole funzione alla pari della metafisica religiosa.
    Oddifreddi e Dawkins docet.
    E’ più facile spettacolarizzare un dato sbagliato che riconoscere di aver compreso solo una banalità e una cosa insignificante fraintendendola addirittura..
    Non che la scoperta di per sè in questo caso non sia interessante, ma è il contesto che è sbagliato, come giustamente ha rilevato Fabristol.
    Personalmente ritengo che l’anello tra la scimmia e l’uomo sia una utopia.
    Non certo per ragioni creazioniste.
    Tutt’altro!, ma semplicemente perchè è come cercare di trovare in termini esemplari e fisici la parentela tra due sconosciuti di due luoghi diversi non imparentati tra loro direttamente e in modo contiguo e familiare dalla sola similarità.
    Un pò insomma come cercare a tutti i costi tra un cinese e un italiano estranei un nonno in comune a tutti i costi, al solo scopo di giustificare il fatto che entrambi siano con occhi e capelli dello stesso colore oppure alti uguali.
    A mio parere non si troverà mai l’anello perchè darwianianamente e spencerianamente parlando di fatto l’uomo è da sempre in continua lenta e impercettibile evoluzione.
    Ergo non troveremo mai l’ibrido mitologico fissato tra animale e uomo, ma troveremo ossa e scheeltri paleontologicamente con analogie e similitudini sempre più marcate man mano che ci avviciniamo a tappe ritenute ormai consolidate (come riferimento al momento) nella storia dell’evoluzione umana ominide.
    L’umo stesso oggi è in lenta evoluzione a livello di parametri biologici (età, invecchiamento, altezza) rispetto ai suoi antenati, eppure nessuno si sognerebbe mai di trovare nel singolo caso attuale o a posteriori la chiave di risposta per l’intera umanità.
    Vi immaginate se quelli del Corriere in futuro trovassero tra milioni di anni lo scheletro di Yao Ming cosa direbbero?.
    Probabilmente direbbero che tutti gli esseri umani del 2000 d.C erano alti oltre i 2 m e su quale base falsificabile, quella di un caso, come se un individuo fosse omologabile a tutti quanti (in questo caso il seguente scheletro).
    Altro che Popper e l’esempio del corvo!.
    Per concludere io ritengo che la questione evolutiva sia molto simile al calcolo su base infinitesimale Leibniziano-Newtoniano, non troveremo mai un dato unico e certo fissato a livello intero, ma solo frammenti parziali continuamente differeziabili e suddivisibili in frazioni differenti tanti quanti sono gli istanti di divisione evolutiva del tempo in riferimento all’essere umano (inteso come genere ma anche come individuo singolo e unico).
    Perchè la questione da valutare è il tempo non solo a livello di distanze universali tra gli esseri, ma nel loro essere biologico e continuato.
    Ciao da LucaF.

  12. Penso che Jinzo abbia ragione in generale per l’idea della lenta transizione che per certi versi è anche da me condivisa sebbene forse su base più filosofica personale, ma che Fabristol abbia validi motivi per ripudiare l’uso di “missing link” per come viene tradotto e ab-usato in italiano.
    Ciao da LucaF.

  13. Se però affermi che le scimmie discendono dai giornalisti, sono sicuro che ci azzecchi … 😀

  14. Giovanni

    Anche io ho pensato, per riflesso, a cosa avresti scritto su questa notizia. Non appena l’ho letto sul giornale ho guardato questo sito nella speranza di trovare un commento.

  15. Sai che ero convinto che l’anello mancante fra uomo e scimmia fosse quel Federico dell’Isola dei Famosi?

  16. Wow sono felice che la gente associ le notizie sulle scimmie a me! 😀

    Se volete ridere un po’ sul rapporto media-scienza leggetevi questo generatore universale di articoli sull’anello mancante:

    http://leucophaea.blogspot.com/2010/04/come-compilare-il-modulo-anello.html

  17. Mi hai lasciato con il dubbio. 😉

  18. Gians, non ho capito la domanda che mi hai posto nel commento precedente.

  19. Avevo capito, la domanda era mal posta, per farla breve non credendo alla favola di adamo e eva, mi chiedevo se la vita, in qualsiasi forma sia scaturita possa essere riconducibile a diversi “embrioni” e non ad uno unico da cui è nato tutto. Chissà se questa volta sono riuscito a spiegarmi. 😉

  20. Insomma, neanche questa volta.. 😀
    Vediamo se ho capito: mi chiedi se la vita sulla Terra sia avvenuta più volte e non solo da un unico singolo caso da cui è scaturito tutto?
    La teoria classica parla di brodo primordiale con molecole lipidiche che ad un certo punto hanno integrato al loro interno amminoacidi liberi nell’acqua. Nel secondo caso, chiamiamolo dawkinsiano (anceh se non è stato il primo), in un ambiente protetto (un mare chiuso per esempio) molecole di RNA hanno cominciato ad aggregarsi (l’autoassemblamento è stato dimostrato può avvenire anche senza enzimi catalizzatori) e a duplicarsi.
    Diciamo che in tutti e due gli scenari è possibile che l’aggregazione di molecole organiche sia avvenuta non da un unico caso singolo, ma da una popolazione di molecole abbastanza fortunata da vivere in condizioni protette (da raggi UV, temperature estreme ecc.).

  21. Mi hai capito benissimo, scusa l’impegno che ti ho recato. Da quanto mi dici subito dopo quel brodo primordiale, non ci sono motivi per credere ci sia stato un incesto genetico successivo alla formazione di una unica molecola.

    ps, scusami la sega mentale. 😉

  22. Il fatto è che l’origine della vita sulla terra non è un fenomeno che arriva come un fulmine a ciel sereno. TAK creata la vita. Quelle che ti ho descritto sono modalità di aggreagazione di molecole organiche che oggi non verrebbero considerate vita. Anzi, possiamo con tutta sicurezza dire che quella non è ancora vita. Perfino i virus vengono considerati a metà tra la vita e la non-vita.
    Come nel caso dell’anello mancante si può procedere all’infinito senza mai trovare un inizio o un punto cruciale preciso della storia.
    Quando parli di incesto genetico, mi pare di capire che vorresti dire se successivamente altre molecole si sono unite a quel complesso. Sì, perché via via che le catene di RNA si replicavano, solo quelle con maggiori e migliori compagni di viaggio (cioè altre molecole, proteine, enzimi ecc.) sopravvivevano replicandosi a loro volta. In pratica solo quelle che si proteggono e si riproducono più velocemente rubando i mattoncini molecolari alle altre sono riuscite a riprodursi. Quindi sì, c’è stato un bel po’ di incesto a quei tempi…

  23. Grazie per il tuo sforzo, ora sono meno confuso.

  24. Guarda che è un piacere, non uno sforzo. 😀

  25. Pingback: L’anello di congiunzione fra scimmia e giornalista

  26. Sulla polemica sull’uso del termine “anello mancante” dei medi aun buon articolo di Caprara sul Corriere:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=QVFET

    Poi consiglio questo post di leucophea dove viene riportato uno schema su chi siano i critici del nuovo libro di Paglietti-palmerini e chi i sostenitori. Giusto per darvi un ‘idea di chi siano i nemici della scienza: giornalisti, politici e filosofi.

    http://leucophaea.blogspot.com/2010/04/non-accenna-diminuire-la-polemica-t.html

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