Un piccolo eroe del nostro tempo

In questi giorni noi piccoli insulsi cittadini possiamo rallegrarci di due grandi e storici episodi pubblici. Il primo è accaduto ieri, quando per la prima volta qualcuno ha puntato un dito contro Berlusconi (se ci pensate nei pochissimi dibattiti con contraddittorio dove era presente nessuno aveva mai puntato un dito e detto parole così schiette contro Berlusconi). Il secondo qualche giorno fa a Ballarò dove un famoso economista e docente universitario, ma soprattutto blogger, Michele Boldrin, ha demolito, massacrato e sputtanato in pubblico il ministro Castelli. E non solo, ha difeso l’onore di noi ricercatori italiani all’estero dalle solite infamanti accuse degli ominicchi di turno. Un piccolo eroe del nostro tempo, insomma.

Pessima figura invece di Soru che nel finale si lascia andare ad una difesa appassionata della sua categoria. Godetevi il video fino in fondo. Soprattutto i fuori onda di Castelli (“ha pure l’orecchino questo qua!”; “mi sono rotto”).

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19 commenti

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19 risposte a “Un piccolo eroe del nostro tempo

  1. Cattivo professor Boldrin! Ci fa scappare tutti all’estero! Non si fa, non si fa…

  2. Dimenticavo! grazie per averlo riproposto, perché me lo ero perso, e sarebbe stato un peccato

  3. Il mi sono rotto finale di Castelli, suona tanto come un basta! ora porto via la palla e non gioca più nessuno. Fortunatamente ci sono persone come Boldrin che le cose non le mandano a dire, anche se spiace sia un italiano residente all’estero capace di farlo.

  4. “anche se spiace sia un italiano residente all’estero capace di farlo.”

    Già, secondo voi quanto ha influito questo fatto? Boldrin ha avuto le palle di dire le cose come stanno perché vede l’Italia dall’esterno?

  5. O dice quelle cose proprio perché sta all’estero e non può essere ricattato?

    PS: grazie della segnalazione.

  6. Un deputato guadagna circa 25.000 euro mensili, di cui solo 7.000 imponibili. Un consigliere regionale prende (dipende però dalla regione) circa 13.000 euro. Cosa volete che gliene importi a quelli lì dei problemi del paese? Tutto quello che dici, scivola loro addosso come fosse olio. Relativamente alle affermazioni di Boldrin, vale ciò che osservavo in questo mio post:“Nel paese cattolico per eccellenza non c’è peggior delitto che la verità”

  7. E in effetti e’ per colpa dei discorsi di Boldrin che me ne sono andato! Mica per altro, eh…

  8. Stefano

    Un consiglio a Boldrin, non vale la pena perder tempo a correggere giudizi, interpretazioni e memorie, per quanto ingiusti e in malafede. Castelli e’ semplicemente un ottuso che non merita nessuna spiegazione, lui e’ parte del problema.

    Vivo anch’io come te Fabristol in Inghilterra, perche’? Semplice, per avere un futuro migliore di quello che avrei potuto avere in Italia.

    Una compagna (che riesce a realizzarsi anche professionalmente), la casa, i figli, qualche sogno accademico. Non penso chiedessi qualcosa di irraggiungibile.

  9. Oggi esilarante articolo sul Giornale che ci avverte che ci siamo sbagliati: i cervelli sono in rientro e in Italia ci sono più opportunità che in America. La forza del nostro Paese sarebbero le neuroscienze.

    Qualche mese fa ho provato a presentare un progetto di ricerca in neuroscienze qui in Italia e mi è stato fatto intendere che la mia proposta era completamente fuori dal mondo oltre che non estranea al background culturale attualmente presente nella nostra penisola. Nel frattempo in USA stanno quasi completando la fase avanzata di un progetto simile, che va regolarmente a gonfie vele, riscuotendo notevole successo.

    Ecco la verità.

  10. *c’è un “non” di troppo, prima della parola “estranea”.

  11. Snem

    @Fabristol: grazie per questo post!

    @j1nzo: cosa aspetti ad andartene? Se hai idee valide il sacrificio vale assolutamente la pena.

  12. Kirbmarc

    “oltre che estranea al background culturale attualmente presente nella nostra penisola”

    In che senso? E’ assurdo che un progetto di ricerca venga giudicato per un “background culturale” e non per la sua validità scientifica.

  13. Ho un amico ingegnere elettronico, molto conosciuto come specialista di fibre ottiche (sua la recente riprogettazione di tutto il sistema semaforico della città di Torino). Ai tempi dell’università, come molti di noi, lavorava d’estate per potersi mantenere agli studi. Al concorso per entrare nell’azienda di trasporti pubblici di Venezia, la commissione esaminatrice era formata dal presidente della società e da altri due caporioni, nomi eccellenti della politica locale. Uno dei quesiti era il calcolo del costo del biglietto da Venezia a Padova. Il mio amico, ovviamente, lo risolve con estrema facilità e consegna l’elaborato ben prima del tempo massimo previsto. Il presidente controlla il tutto e poi, con quell’autorevolezza di cui sanno ammantarsi solo i cretini, lo guarda e dice: “Il risultato è giusto. Ma proprio non riesco a capire come lei ci sia riuscito, visto che invece di dividere per il numero dei chilometri, ha moltiplicato. Qui c’è qualcosa che non va!” Infatti, da bravo ingegnere, nel suo calcoletto, non aveva indicato il segno di divisione bensì moltiplicato per l’inverso.
    Non meravigliatevi, dunque, che un progetto di ricerca venga giudicato per il “background culturale” e non per la sua validità scientifica: fin che in Italia è questa la gente che ci comanda e che assume le decisioni strategiche per la vita di tutti noi!

  14. Labadal

    Grazie anche da parte mia per averlo proposto.
    Castelli è inascoltabile come sempre.

  15. Prego. 😀
    Ho pensato si trattasse di un dovere civile mostrare la pochezza di certi individui! 😀

    p.s.
    E mi perdoneranno gli amici lombardi ma l’accento lombardo in bocca a Castelli è veramente insopportabile.

  16. m

    @fabristol: il fatto che sia “un italiano all’estero” lo rende antipatico e “snob”; è una cosa che si sente spesso, tutti quelli che spalano merda sull’italia da fuori vengono presi come snob.

    se invece fosse stato un italiano in italia scommetto 15 euro che l’avrebbero preso per un grillino.

  17. Anch’io hopensato la stessa cosa. Italiano all’estero nell’immaginario collettivo è uno snob fighetto che ha voluto la vita facile bla bla… Come no, una vita facilissima!

  18. Presto scriverò anche io un qualcosa sull’argomento “italiani ed (e all’) estero”. E’ nell’ambito di una serie di post correlati, e sarà il secondo. Forse farò a tempo a mettere il primo in questi giorni, poi probabilmente mi eclisso un po’. Devo andare in Montenegro per lavoro e non sono troppo sicuro della connessione.

    A presto

  19. m

    sì boh più che altro l’idea è quella che ha detto soru, e la cosa potrebbe anche trarre in inganno una persona in buona fede, “anziché rompere il cazzo in usa venga qui a formare giovani”.

    ovviamente non è la formazione il problema, ci sono docenti ben validi anche qui, è il poi che è un po’ drammatico, ma questo a soru sembra essere sfuggito.

    propongo una trattenuta flat del 60% ai gettoni e ai rimborsi della politica (dal comune di monteleone roccadoria (SS) al senato) da reinvestire in contratti e assegni di ricerca; chissà se a soru piace come soluzione 🙂

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