Supposte di Valium

Sono sicuro che pochi degli italiani sanno cosa sta succedendo nei mercati finanziari. L’Italia vive in una bolla di Valium (grazie a Voltremont, alias Tremonti e alle supposte di Valium di Berlusconi), isolata culturalmente dal resto del globo, e pochi si rendono conto dell’onda anomala che sta arrivando. Qui in UK tutti tremano e aspettano il dopo elezioni del 6 Maggio, quando il prossimo governo dovrà affrontare l’ennesima crisi economica. Sì perché la crisi, dopo aver investito i PIIGS (ovvero Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna; vedi foto a lato), arriverà anche qui (nonostante la UK sia fuori dall’Euro!). In Germania sentono puzza di bruciato da tempo. Ecco perché erano restii a dare gli aiuti alla Grecia. In Grecia sono così disperati che oggi Papandreou ha detto che “l’obiettivo è sopravvivere come nazione.”.  Brividi. L’euro è ai minimi storici e perfino gli USA si stanno preoccupando.

In tutto questo si darà la colpa al fantomatico libero mercato (esiste veramente?) o a qualche crisi lontana, quando invece il problema era insito nel sistema greco. Alle origini della crisi greca è il sistema gerarchico di clientele, nepotismi, corruzione e una marea di dipendenti pubblici come è descritto ottimamente su SantaRuina (oltre a quello scellerato debito pubblico per le Olimpiadi più sfarzose del secolo). Il problema è che in UE abbiamo adottato una moneta unica ma non abbiamo costruito un sistema economico unico.

Tutto questo per dire che entrerò nel mondo del lavoro nel momento più cupo dell’economia globale e non so cosa mi/ci aspetta per il futuro. Ma tanto voi avete Tremonti che dice che va tutto bene, no?

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26 commenti

Archiviato in Italia provinciale, politica, Uncategorized

26 risposte a “Supposte di Valium

  1. Lu

    No, no, torna, sei male informato, qui ci si diverte un casino, non c’è nessuna crisi…

    (it’s a trap!)

  2. Ah vedo ceh anche tu sei un adepto dell’ammiraglio Ahkbar:

  3. Trovati un lavoro statale. Se non puoi sconfiggerli, alleati

  4. Ma il punto è che gli stati stanno fallendo. 😉
    Quindi andrei giù con tutta la baracca comunque.

  5. cacchio mi mancava la seconda i (irlanda) tra i pigs!
    comunque qua in italia sono convinti ancora che oltre al campionato più bello del mondo siamo anche la 7 economia mondiale.
    ah poi ci vorrebbe anche un pò di spesa in più

  6. Corrado

    Altri 3 anni, poi USA o EAU!

  7. Ti consiglio Singapore Corrado!!

  8. Corrado

    Guarda Fizio… ora penso a finire, poi un master di primo livello in organizzazione e poi prendo la valigia… vediamo cosa proporrà il mercato mondiale tra 3 anni.

  9. ti consiglio di non riempirti di titoli e titoloni ma di trovare subito lavoro. L’età conta molto! Sia per il datore di lavoro che per te. Ma questa non è colpa tua, è il sistema italiano che è sbagliato.
    Se fossi nato qui in UK mi sarei laureato a 21 anni, dottorato a 24, avrei fatto due postdoc di due anni l’uno e ora chissà dove sarei.
    In Italia siamo abituati a valutare le persone in abse ai pezzi di carta che hanno mentre all’estero (soprattutto nei paesi anglosassoni) guardano all’esperienza.

  10. Emanuele

    Guarda che la crisi c’è da un pezzo anche in UK, altro che arriverà (“nonostante l’euro” poi me lo spieghi?). Quelli che arriveranno saranno i nodi al pettine. Finora si è messa una pezza ai sintomi ma le cause rimangono lì.

  11. E quindi? Pensi che non lo sappia che c’è la crisi in UK? Ma questa è un’altra ondata che ha poco da che spartire con la prima. Qui si palra di fallimento dei paesi con debito pubblico alle stelle (PIIGS). Leggiti le prime pagine dei giornali inglesi ogni giorno e poi ne riparliamo. Qui si stanno cagando addosso.
    “Nonnostante l’euro” se ti riferisci alla mia frase su nonostante sia fuori dall’euro significa una cosa molto semplice: che pure l’economia inglese risentirà del crash dell’euro anche se ne è fuori.
    Giusto ieri infatti Cameron ha detto che se verrà votato non farà entrare la UK nell’euro proprio per evitare di essere risucchiati in una crisi ancora peggiore. E alcuni analisti hanno pensato di fare uscire momentaneamente grecia e spagna dall’euro così potranno recuperare grazie al cambio favorevole.

  12. Emanuele

    La crisi colpisce tutto il sistema occidentale quindi anche l’euro, ma colpisce ancora di più chi è fuori dall’euro e non ha dimensioni sufficienti per resistere alla speculazione internazionale. La Grecia senza euro sarebbe già in bancarotta da un pezzo, e alle spalle della crisi greca c’è oltre al suo governo la speculazione internazionale. Quando verrà il momento gli speculatori punteranno il prossimo obiettivo, quando (e non se, quando) sarà UK vedrai come cambieranno idea sull’essere fuori l’area euro.

  13. Corrado

    Fizio, io sto già lavorando nel ramo da almeno 4 anni, saranno 7 quando mi laureerò. E farò comunque esperienza in Italia anche nell’anno in cui farò il master, se dovessi decidere di farlo.
    E mi servirà comunque il tempo per imparare bene l’inglese!

  14. Emanuele io non sono d’accordo. Proprio ieri ho visto uno speciale della BBC su questo argomento che ha spiegato bene che la sterlina, pur essendo legata all’euro, in un’eventuale crisi dell’euro se la caverebbe meglio dell’euro stesso. Considera che la UK è strategicamente a cavallo tra USA e UE e risente di tutti e due le economie. Infatti la crisi in UK si è sentita molto più che da altre parti proprio per i suoi ponti con gli USA. Se il dollaro e l’euro dovessero crollare assieme allora sì, anceh la sterlina ne risenterebbe, ma a quel punto credo che l’intero globo ne risentirebbe!!

  15. Emanuele

    Il fatto che la crisi abbia colpito pesantemente UK è dovuto principalmente al tipo di economia verso cui quel paese si è indirizzato. Ormai poca manifattura e tanti servizi. Le produzioni decentrate all’estero e la finanza sempre più importante. Il petrolio del mare del nord che viene prodotto sempre meno. E considera che essendo il paese di origine dell’inglese gode di una notevole rendita e dei vantaggi che l’uso mondiale di questa lingua comporta.
    Per quanto riguarda gli attacchi speculativi, quando si muovono i grossi calibri internazionali l’unica difesa è la massa. L’area euro ne ha di massa per cui può reagire meglio di un paese singolo delle dimensioni di UK, non si tratta di altro ma solo di quantità di soldi circolanti e di rapporti politici. Le borse oggi ne muovono più dei bilanci di parecchi stati per cui è questione del momento in cui gli speculatori avranno i loro vantaggi nel colpire. Ricordi cosa è successo nel 1992 negli attacchi a sterlina e lira?
    L’eventuale crisi dell’euro non ci sarà, se ci sarà, per l’economia, ma per la politica. Se i paesi euro agiranno ognuno per conto suo allora si rischierà altrimenti i danni saranno decisamente più limitati.

  16. beh, qua in italia abbiamo però il più bel telegiornale del mondo.
    (e comunque, sull’euro vedo che la pensiamo più o meno allo stesso modo:
    http://marcobohblog.blogspot.com/2010/04/moneta-comune-politiche-diverse.html)

  17. ilferrista

    il vero problema europeo non sono i piigs, ma l’insipienza politica.
    se frau bluecher avesse avuto quel minimo di acume che è richiesto alla oktoberfest per portare boccali di birra ai tavoli non si sarebbe giocata gli scossoni e il deprezzamento dell’euro e delle borse per una risibile elezione che perderà comunque in uno sperduto lander. tanto comunque la BCE sconta alla pari tutti i titoli di debito sovrano, i bund tedeschi presso la BCE per statuto sono solvibili tanto quanto i titoli greci. tanto valva dire la verità ovvero che si risponde del debito di ciascuno in solido. a meno che si voglia incentivare la grecia, e di seguito la spagna, al default. peccato che così salterebbero le casse di private banche tedesche e francesi, che in pancia hanno carta greca e soprattutto spagnola, inguaiando seriamente la faccenda. altro che lehman bros.
    quanto vale il debito sovrano greco sul totale del debito sovrano dei paesi euro? assai poco direi. bastava poco a togliere l’acqua agli hedge pescecani che sono in grado di muovere speculazioni ai danni dei debiti sovrani e della solidità dell’euro.
    abbiamo una classe politica decerebrata.

  18. Basta che non mi venga a parlare anche tu dell’accentramento delle decisioni in campo di politiche economiche e fiscali a Bruxelles. Qui son mancati controlli (anche se ho i miei dubbi che si sarebbe proceduto con le sanzioni: guarda cosa é successo con lo sforamento del rapporto deficit/PIL, noi, la Francia e la Germania sia andati ben oltre il 3%, e a quel punto si é deciso di non procedere con le sanzioni sospendendo il patto).

  19. “E alcuni analisti hanno pensato di fare uscire momentaneamente grecia e spagna dall’euro così potranno recuperare grazie al cambio favorevole.”

    Non so se su Phastidio o NfA ho letto che questa opzione non sarebbe praticabile, per gli eccessivi costi di conversione della valuta.

    Altra argomentazione di Tremonti: siamo messi meglio di altri, perchè abbiamo una vivace economia informale.
    Sì, perchè in Grecia nessuno lavora in nero!

    Comunque da quello che ho letto e che so tramite i miei amici greci, là il livello di statalismo, burocrazia e corruzione è quello dei paesi del patto di Varsavia.

  20. Per Marcoboh

    Sì in effetti abbiamo detto più o meno la stessa cosa. Confermata anche da Cachorro. In UE ci sono paesi da Patto di Varsavia… 😀

  21. Kirbmarc

    Gli stati non sono magici, non producono ricchezza dal nulla*.
    Se si spende troppo si fallisce. E’ un principio chiaro a tutti tranne che quando si tratta delle spese statali.

    (*anzi non producono ricchezza e basta, si limitano a sottrarre ricchezza a chi la produce).

  22. Purtroppo la storia insegna che, in un contesto come quello che si sta prospettando, da qualche parte è già in agguato un novello Adolf Hitler, che tra le masse di diseredati e nella borghesia desiderosa di ordine, troverà terreno fertile per i propri appetiti di carne umana.

  23. Kirbmarc

    “da qualche parte è già in agguato un novello Adolf Hitler”

    Si sono fatti furbi, ora salgono al governo senza spargere sangue.

  24. Lo spargono dopo.

  25. @ Fabri:
    Sulla situazione economica euro-greca ne ho parlato qui:
    http://iovotopli.wordpress.com/2010/04/30/la-cicuta-greca/
    Ciao da LucaF.

  26. i tassi sui titoli di Stato britannici sono confrontabili con quelli italiani:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/04/rendimenti-bond/cartina-rendimenti-bond.shtml?uuid=d8d3e3ca-4d58-11df-bc63-5f30f1ba22d3&DocRulesView=Libero

    è facile immaginare , per via dell’ Irlanda, che l’esposizione verso i PIGS della UK sia maggiore rispetto a quella italiana (da noi, praticamente si è esposta solo la Regione Lombardia verso la Grecia).

    La UK ha goduto a lungo di una economia gonfiata dovuta al non vincolo delle rigità burocratic-finanziarie imposte da Bruxelles, da risorse energetiche e dall’essere capitale della finanza.
    Almeno due su tre di questi privilegi dovrebbero essere fortemente dimensionate nei prossimi anni.

    I dati insomma dicono una cosa strana : a parte la Germania, i primi della classe sono molto più vicini agli ultimi della classe di quanto ci si immagini.

    L’unica cosa su cui c’è da valutare è se l’approccio keneysiano voluto da Brown alla crisi premierà o meno la UK nel medio periodo(nel breve lo ha già fatto, nel lungo l’affosserà).

    Nel senso che se il sostegno pubblico all’economia nazionale sfruttando dei conti pubbici sostanzialmente buoni le darà punti di vantaggio nella competitivà contro economia stranieri e se il rimborso dei privati allo Stato in futura epoca di espansione (dovutamente ricalcolato) riporterà i conti in sesto producendo un effetto positivo.

    questo lo dirà la Storia.

    finora la strategia è stata premiante.
    le economie che hanno adottata questa sinergia sono state storicamente più prestanti rispetto alle altre che l’hanno lesinata.
    vedremo se il giochetto contabile funziona ancora .

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