Sui ciarlatani del nuovo millennio

Ha suscitato un bel po’ di polemiche l’ultimo post di Paolo Attivissimo su Il Disinformatico, il blog che smaschera le bufale e i complottisti. Paolo se la prende giustamente con i moderni stregoni che usano la creduloneria delle persone per vendere pozioni magiche e elisir di lunga vita. Nel caso specifico una bambina diabetica è morta perché la sua famiglia, invece di utilizzare le cure mediche (e il diabete non è così difficile oggi da controllare tanto che si può vivere una vita abbastanza normale) si è rivolta ad una santona. Da qui la rabbia di Paolo (e di tutti noi) nei confronti dei ciarlatani. Certo si sarebbe potuto evitare tutto quel livore, comprensibilissimo ci mancherebbe, ma Paolo deve ricordare di essere ormai una figura pubblica con delle responsabilità e d’ora in poi dovrà fare i conti in futuro con i suoi nemici più acerrimi, che utilizzeranno questo sfogo pubblico come arma contro di lui.

Vorrei solo dire due cose a Paolo: 1) la prima è che i responsabili della morte della bambina sono anche, e forse più di tutti, i genitori, i quali hanno “donato” la figlia a questi individui. Lungi da me difendere questi santoni, omeopati, chierici ecc., però la responsabilità dell’imbroglio ricade anche in chi ci casca. In definitiva il problema in questi casi, non è (solo) la furbizia dei santoni, ma anche l’estrema ignoranza e stupidità di chi si affida a questi ultimi.

2) eviterei di fare uno scontro tra scienziati-medici-bravi-supereroi-paladini del bene e stregoni-omeopati-chierici-religiosi-medioevalisti-newage. Ho conosciuto almeno due medici di famiglia che prescrivevano composti omeopatici o di erboristeria (nel secondo caso manco sapevano cosa c’era dentro il prodotto erboristico, semplicemente c’era scritto “erbe varie per la cura X”) ; e al contrario dei santoni i medici devono rispondere dei loro atti di fronte alle istituzioni pubbliche. E sui ricercatori scientifici con laurea in farmacologia o biologia che non capiscono il metodo scientifico o il doppio cieco potrei scriverci un libro.

Un ultimo appunto sul ruolo della legge in questi casi. Per quanto possiamo odiare o commiserare certi personaggi che vendono boccette di acqua nelle piazze io credo che non ci dovrebbe essere il reato di “cialtroneria”, a meno che non ci troviamo di fronte alla circonvenzione di incapace (minori, minorati mentali, anziani ecc.). Altrimenti dovremmo denunciare venditori di pentole, preti, imam, rabbini e last but not least i più grandi cialtroni, cioè i politici. Il reato semmai dovrebbe essere quello di stupidità. Ma non esiste stato, istituzione, pozione magica che possa eliminare la stupidità dal mondo. Così come lo stato etico non potrà mai eliminare il problema della droga, dell’alcool, della prostituzione, così non potrà mai eliminare la stupidità umana.

AGGIORNAMENTO

Credo di dovermi rimangiare quello che ho scritto. Ho trovato una lista di 100 studi a doppio cieco che dimostrano l’efficacia dell’omeopatia: la potete leggere qui. E’ una lista abbastanza lunga ma vorrei che vi soffermaste sui primi dieci, che sono quelli pubblicati su Nature e Science.

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37 commenti

Archiviato in anticlericalismo, scienza, spunti di lettura e scrittura, tristezze

37 risposte a “Sui ciarlatani del nuovo millennio

  1. Snem

    Credo tu sia un pò confuso: ai genitori hanno venduto un “prodotto” cura che non aveva nessuna speranza di successo. Insomma, una truffa.
    Si dovrebbe legalizzare la truffa?

  2. Ieri un parroco mi ha detto che se prego la Madonna il mio cancro sparisce. Il cancro è ancora là. Che faccio, lo denuncio?

    Il punto è che nessuno ha costretto qeuste persone a rivolgersi a questi ciarlatani. Come io non mi rivolgerei a quel parroco per la cura del cancro, così loro avrebbero potuto scegliere. Dove non c’è coercizione e violenza in questi casi non ci dovrebbe essere reato per i motivi da stato etico che ho elencato alla fine del post.

  3. Concordo in pieno con la tua visione del mondo del cialtroni. La responsabilità spetta agli individui anche nel “difendersi” dai venditori di fumo.

  4. beh, su questa cosa io direi:

    1) finchè si è minorenni i genitori devono assicurare la salute ma se sono inetti può e deve essere loro tolta la tutela dei figli. Lo si fa per i casi di violenza , non vedo perchè non debba farsi per i casi di “malasanità” (io ero per toglierla anche a testimoni di geova quando non approvavano trasfusioni a figli minorenni)

    2) una cosa è la libertà di vendere , altra cosa è la truffa. Se un’ azienda mi vende un prodotto spacciandolo come rimedio per qualcosa ma esso non funziona … beh quell’azienda può essere denunciata. Non vedo perchè non possa esser fatto per i ciarlatani delle pseudoscienze o della magia.(tanto che ora , questi cialtroni sono furbi e consigliano le loro cure insieme a quelle mediche e non in sostituzione di esse)

    una presenza intimidatoria della legge in alcuni settori serve perchè se questi non avessero paura di incorrere nelle maglie della legge… beh la loro virulenza sarebbe ancor maggiore.

  5. Come per la legge, anche la vita non ammette ignoranza. A volte penso che sia meglio così.

  6. Isa

    Io ho letto i primi 200 commenti e sto ancora ridendo di una tizia che per perorare la validità scientifica dell’omeopatia ha citato un articolo (che non vedo l’ora di leggere) pubblicato su una rivista intitolata “homeopathy”.

    Come se un parroco volesse convincermi della validità dei dettami del Papa citandomi l’Avvenire! Suvvia…

  7. In realtà la legge deve servire a proteggere anche chi non è capace di farlo con le sue gambe. A proteggere gli ingenui e gli ignoranti. Persone che probabilmente hanno avuto delle mancanze (economiche, educative, di valori) non necessariamente per loro colpa.
    Applicare la selezione naturale alla società è rischioso e può portare a facili derive estremiste.

  8. Per me invece è difficile non essere d’accordo con le parole di Attivissimo. Il quale mette in risalto, in bella evidenza, proprio il problema dell’ignoranza diffusa e ben propagandata persino dallo Stato (tramite le sue televisioni pubbliche), prima di quello della legge.
    Nel caso specifico in effetti anche io ritengo che i genitori siano molto più colpevoli della cialtrona, ma il vero problema è che il colpevole reale sia un’entità non personale: sono le cose che elenca Paolo Attivissimo.

    L’esempio del prete: beh, se ti chiedesse dei soldi per il consulto penso che sarebbe giusto denunciarlo. La cialtrona del caso si conferisce autorità anche nel chiedere una prestazione economica, ed è anche questo che distingue la stupidata detta da un vicino di casa da quella detta da un sedicente “professionista” (della cialtroneria).

    Riguardo i tuoi commenti sui ricercatori poco competenti e il medico co-prescrittore omeopatico (teniamo da parte l’erboristica che può non essere totalmente priva di funzionalità): beh, io credo che il problema sottolineato da Paolo sia un altro. Ci sono sicuramente ricercatori “cialtroni” nel loro mestiere? Primo: difficilmente saliranno la china. Secondo: è proprio per questo che l’educazione deve anche riguardare il metodo, la conoscenza, la cultura. Se io non sono soddisfatto di un medico vado da un altro medico. Se io ho spirito critico, non sarò certo in grado di guarirmi da solo ma sarò sicuramente più in grado di distinguere la competenza dalla incompetenza (che poi non è esattamente ciò che ti vanti di aver saputo fare tu?). Ma questo è un atteggiamento che è compatibile, anzi, può venire punto favorito da una corretta educazione.

    P.S.: ma nessuno ha notato la telecronaca della finale di Champions? Quando ti citano le statistiche, e poi “per scaramanzia” non ne hanno citata una fino al tempo di recupero. “Tutte le volte che si era giocata una finale a Madrid il primo ad aver segnato ha vinto, per scaramanzia non lo avevamo detto” (si noti: una statistica, peraltro tutt’altro che sorprendente, basata su tre partite). Ecco, suppongo che per i telecronisti della Rai se invece l’avessero detta prima la partita sarebbe andata diversamente…

  9. Si potrebbe aggiungere tantissimo, ed in effetti vedo che c’é già chi lo ha fatto.
    Io mi limiterei a citare un mago, uno vero, uno di quelli che riusciva a creare dal nulla…
    Fabrizio De andré.

    Dal suo “Canzone del maggio” :
    provate pure a credervi assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    Un Sorriso

  10. m

    @fab: è assolutamente vero che la responsabilità principale ricade sui genitori – dopotutto vanna marchi non ha mai costretto nessuno a rivolgersi a lei “in the first place”.

    è anche vero però che se si facesse un po’ più di terrorismo psicologico sugli omeopati forse un sacco di cose funzionerebbero diversamente. molti medici non omeopati non se la sentono di bollare i colleghi omeopati come idioti (sarebbe il caso) per “spirito di fratellanza”, perché appunto, sono “colleghi”.

    è vero che contrariamente alle erboristerie i medici rischiano la pelle se qualcuno muore per i loro vezzi ideologici, ma quale sarà l’incidenza di persone (magari molto malate) che hanno le famiglie intenzionate ad indagare minuziosamente sulle cause di morte dei loro cari?

  11. Guarda, ho postato l’articolo di Attivissimo su facebook. Riporto qui uno dei commenti che hanno messo e che considero “emblematico”.

    usando medicine, facciamo qualcosa che in parecchi casi il nostro organismo è in grado di fare da solo. Ovvio, non vale per tutto, ma vale per parecchie patologie comuni. Sai che secondo alcuni studi l’ondata di allergici della nostra generazione è dovuta all’accumulo di sostanze dannose contenute, ad esempio, nei vaccini? In effetti, una persona … See Morepotrebbe campare dignitosamente prendendo un centesimo dei prodotti farmaceutici che prendo io, e magari farsi una settimana di malattia in più all’anno. Così facendo, diminuirebbe e di molto il suo rischio di crepare di malattie cardiovascolari acute o tumori, ad esempio.

    Non credo che serva aggiungere altro.

  12. Il fatto è che il 100% dell’omeopatia, il 90% della fitoterapia, il 75% (a voler essere generosi) dell’industria cosmetica e di quella degli integratori alimentari e una percentuale non risibile della medicina ufficiale sono, tecnicamente parlando, truffa, nel senso che qualcuno ti offre di comprare qualcosa che in realtà non funziona (sostanze diluite fino a scomparire, shampi che “riparano il DNA”) o non serve (tipo quintali di vitamina C).

    Esiste un punto in cui si passa dal fisiologico sfruttamento dell’ignoranza (in tutte le sue accezioni) alla truffa vera e propria (diciamo i tizi che si fingono dell’Acegas). Bisognerebbe capire come identificare questo punto; io non lo so.

  13. Per ettore

    ho molta paura di uno stato che decide chi è ingenuo, chi è intelligente e chi è stupido e agisce di conseguenza. A parte i casi estremi (handicap, minorenni, demenza senile) credo che ognuno debba essere responsabile delle proprie scelte. Tra l’altro non è detto che una persona non trovi giovamento da certe pratiche non scientifiche. E non vedo perché gli altri gli debbano proibire di frequentare maghi e santoni.

  14. Per Paolo de Gregorio

    Ho tenuto da parte l’erboristeria (che considero utile in alcuni casi) deunciando il fatto che uno di quesi medici prescriveva prodotti erboristici senza sapere cosa c’era dentro. E questo è grave. Sul prete, be’ ricevono i soldi indirettamente per il proprio sostentamento dai fedeli e dallo stato. Se la magia o l’omeopatia fossero istituzionalizzate come lo è la Chiesa cattolica (8 x mille e finanziamenti) non sarebbe comunque un pagamento indiretto?

  15. Forse ha ragione Cachorro quando dice: dove si può demarcare la linea tra truffa e libero scambio di merci o servizi?

    P.s:
    ho inserito un aggiornamento al post.

  16. playwords

    Anche io seguo Attivissimo da alcuni anni, ed effettivamente così coinvolto non l’avevo mai letto. Ma goccia dopo goccia anche la pietra più dura si scalfisce. Siamo solo esseri umani.

    Personalmente preferisco credere alla medicina, alla scienza, pur bene o male che faccia, piuttosto che al nulla.

    Che percentuale di guarigioni da effetto placebo esiste nel mondo? Non mi sono mai documentato in merito.

    Comunque anche la santona è morta della sua stessa cialtroneria.

    Ho un cugino che da piccolo, find a pochi mesi, ha sempre sofferto per allergie, a varie cose, tra cui diversi alimenti. I dottori prescrivevano medicinali a base di cortisone quando questo stava molto male, ma mia zia non era d’accordo. Si rivolse ad un erborista omeopata, che le diede goccine varie per settimane da dare al bambino. Queste “cose” che gli venivano somministrate probabilmente contenevano proprio ciò a cui lui era allergico, con la conseguenza che in breve tempo si riepì di chiazze pruriginose su tutto il corpo. Essendo così piccolo sentiva questo mix di prurito e dolore e continuava a grattarsi, ma così tanto da scorticarsi quasi. Alla fine dovettero portarlo al pronto soccorso, i medici infamarono in tutti i modi possibili questi miei parenti e dovettero ricoprire di cortisone il corpo di mio cugino e poi fasciarlo completamente, come una mummia. Nell’arco di un paio di settimane ritornò ad avere una parvenza di normalità.

    Omeopatia? Bravi bravi… come no.

    Non può essere la prova che se non ci credi non funziona? In questo aso il bambino era troppo piccolo per pensare, sapere… aveva giusto un anno.

  17. io ho un paio di cose da dire su attivissimo, e poi un paio di cose più nerdoidi tra libertarians.

    innazitutto, cita un fatto emblematico, ma non statistico, il che non mi significa una mazza, ci sono una marea di vittime della medicina ufficiale, pure Foreman del dottor house ne ha ammazzata una, e considerando che so i meglio al mondo nelle fantasie più sfrenate degli sceneggiatori, figurati quello che succede nella realtà, per esempio la madre della mia ragazza è entrata in un ospedale con la pressione alta ed è uscita con un trauma cranico e nove punti sulla testa.

    poi ci sta il video di james randi, che prima fa un numero in cui ti dice che c’ha gli occhiali finti e il microfono finto e tu sei un totnto che ci sei cascato, poi si mangia un pacchetto di medicinali omeopatici e tu sulla fiducia dovresti credere che siano tali e non, per dire, delle zigulì, dopo che ti ha appena spiegato come ti ha turlupinato.

    ecco, dal punto di vista libertarian, uno dei post che vorrei scrivere quando mi ritornerà la voglia, è che a portare alle estreme conseguenze, quello che hai detto in altri post contro il copyright, ovvero: “lo scambio di informazioni non è un crimine” ne risulterebbe che non è sono crimini neanche le truffe, essere mandanti di omicidi, minacciare di morte.

  18. mate

    he he, ci sono cascata anch’io nel ‘tracobetto’ 😉
    bello il paper su Nature, quello su Science un po’ meno.

    cmq, tanto per tenere alto il dibattito, ti lancio una provocazione:
    (inizio provocazione)
    hai letto ‘The emperor’s new drugs’ (Irving Kirsch)? E’ un libro sugli antidepressivi e l’effetto placebo. In pratica dimostra in maniera piuttosto convincente che la maggior parte dell’effetto terapeutico di questi farmaci e’ dato dall’effetto placebo. Mi ha smontato la teoria del chemical imbalance che tanto mi aveva affascinato ai bei tempi dell’esame di farmacologia. Mi ha insegnato che il double blind praticamente non esiste, perche’ i pazienti sanno quali sono gli effetti collaterali nel braccio attivo dello studio, e se non ne riscontrano si convincono di essere nel ‘placebo group’ e smettono di avere fede nel trattamento. Infine, getta una luce molto inquietante sul sistema di regolazione della messa in commercio di farmaci.

    Il discorso dell’effetto placebo pare essere molto simile per parecchie altre patologie (allergie e asma, per esempio). Questo libro mi ha fatto riflettere a lungo sui ciarlatani di un tempo, ciarlatani di adesso e gli sciamani: magari la gente guariva-guarisce davvero, per autoconvincimento. E in quel caso, ci sono un bel po’ di farmaci che non dovrebbero essere venduti, tanto un bicchiere d’acqua fresca e tanta speranza farebbero lo stesso.

    Nel senso: le pozioni magiche chiaramente non funzionano perche’ gli effetti che danno non sono significativamente diversi dal placebo, ma l’effetto placebo esiste ed e’ significativamente diverso dal ‘no treatment’. Fra l’altro ho scoperto che esiste anche l’opposto fenomeno, chiamato effetto nocebo: se credi che una cosa ti fara’ male, ti fara’ male. Insomma, con un po’ di suggestione si puo’ ottenere di tutto, senza bisogno di farmaci, ligandi e recettori. Che ne facciamo di tutto cio’? Che ne dici?
    (fine provocazione)

    baci da Montreal a 30C 🙂

  19. Astrolabio, se passi a Trieste e mi porti una scatola di sonniferi omeopatici ti assicuro che me le ingollo, senza trucchi e senza inganni.

    Altro discorso è che la medicina ufficiale fa più danni di quella omeopatica. Fino a che le persone un po’ ansiose o con dolorini cronici prendono farmaci omeopatici invece che bucarsi lo stomaco con i FANS o rincoglionirsi con le benzodiazepine (posto che il placebo è importantissimo per tutti i sedativi e gli analgesici), e poi vanno dal medico vero per i problemi veri (come nel 99,5% dei casi) tutto bene, in una prospettiva utilitaristica.

    Ma da un punto di vista etico/legalitario: se io ti dico che l’acqua distillata ti abbasserà la pressione o ti curerà l’allergia, e quest’affermazione è falsa oltre ogni ragionevole dubbio, è una truffa o no?

  20. @ Fabristol

    Ci sono alcuni dei comportamenti della Chiesa che non … assolvo, e che ritengo che siano tollerati se non incoraggiati solo ed esclusivamente perché provengono da una tradizione molto radicata. Su tutti le storie di satana, gli esorcismi, le promesse di miracoli, ma non solo. Quindi non sono la persona più indicata per prenderne le difese: il paragone ha una sua validità, ma la nostra cultura non è matura abbastanza per accorgersene.

    Detto ciò, a mio avviso una distinzione si può ugualmente fare: l’attività della Chiesa è estremamente variegata, e quindi sarebbe opinabile sostenere che lo scopo ultimo dell’otto per mille sia che un prete possa dirti che guarisci dal tumore se preghi la Madonna. E’ comunque diverso che se ti chiedesse i soldi proprio e direttamente per “quella” prestazione, scoraggiandoti al tempo stesso dal rivolgerti ad un medico.

    Ma immoralità per immoralità: e allora lo Stato che pubblicizza le giocate d’azzardo legalizzate, lasciando ad intendere che siano convenienti?

    Devo precisare che anch’io credo che sia pericoloso intervenire sul singolo e sulla generazione di incredulità. Persino nel caso di Vanna Marchi ho sempre ritenuto che tanto scandalo e punizioni tanto dure fossero in parte un modo per assolvere se stessi e la società. Ritengo, come Attivissimo, che la voce contro le superstizioni e l’ignoranza debba invece farsi sentire molto forte.

  21. @ mate ed in generale

    Ammetto che il dibattito omeopatia vs. medicina ufficiale presenta spesso percorsi sdrucciolevoli, per cui è quasi impossibile allo stato attuale delle conoscenze prendere una posizione ferma in casi come quelli indicati da Fabristol nel post.

    Non ho letto il libro i Irving, che tuttavia mi ha in parte incuriosito, ma mi sorge qualche dubbio leggendo il titolo principale e quelli dei capitoli: innanzi tutto l’esempio preso, cioè gli antidepressivi. In pratica la classe di farmaci con minori conoscenze sugli aspetti farmacodinamici, utilizzati peraltro per delle condizioni patologiche altrettanto “fumose”.
    La poca conoscenza sulle sindromi depressive, ma lo stesso vale per la quasi totalità delle malattie psichiatriche, si evince già dal criterio di definizione: “la patologia X si definsice dalla presenza di almeno tot sintomi tra questi elencati, per un periodo di almeno tot settimane consecutive per almeno tot volte all’anno”. E questo equivale ad una conoscenza ancora embrionale della patologia, che per tutti gli altri apparati è stata negli anni corredata da informazioni aggiuntive, man mano che cause e meccanismi venivano via via rivelati (per esempio: morbillo=patologia infettiva contagiosa, causata dal virus della famiglia Paramyxovirus, genere Morbillivirus, che si manifesta con questi sintomi…ecc).
    Ad una conoscenza incompleta di tipo etiopatogenetica si riflette un’altrettanto, ovvia, incompletezza ed imprecisione dell’approccio farmacologico. Che in nucis significa: se non ho ancora dei criteri certamente precisi di identificazione di un quadro patologico, posso più o meno facilmente identificare depressioni in quadri che non lo sono (e non identificarle in quadri che lo sono), per cui già sto minando la mia indagine statistica. E lo stesso vale poi per i farmaci impiegati, infatti neurolettici ed antidepressivi sono spesso usati su base più empirica che sperimentale, con ovvio impiego in condizioni che non lo richiedono e magari mancato impiego in condizioni che lo richiederebbero.

    Riguardo agli studi in doppio cieco, poi, secondo il mio modestissimo parere, in ambito psichiatrico/psicologico andrebbero valutati solo i casi di pazienti non collaboranti, per i quali di certo mancherebbe l’effetto di aspettativa di una risposta. Ed in questi casi antidepressivi e neurolettici spesso funzionano eccome, sebbene come farmaci sintomatici anziché eziologici, che è il massimo che possiamo permetterci adesso.

    Riguardo all’effetto placebo/nocebo: le conoscenze non sono sufficienti a stimarne il peso in termini di significatività, per cui non bisognerebbe lanciarsi troppo facilmente ad abbracciare anima e corpo una posizione, perché ammettere l’esistenza e magari la bontà in termini terapeutici dell’effetto placebo non significa necessariamente abbandonare l’approccio farmacologico.

    Personalmente mi fido maggiormente dell’approccio scientifico-sperimentale, che propongo, ma davanti ad una persona con una patologia per la quale la medicina attuale non può dare risposte soddisfacenti (o può darne solo infauste), non me la sento di dire che è un imbecille se decide di andare a Lourdes ad affidarsi al metafisico. Se poi uno sostiene che la medicina e la scienza sono tutte idiozie e che preferisce un altro tipo di trattamento, liberissimo di farlo, ma ammetta anche (quando ci sono) i fallimenti delle vie alternative e denunci quando necessario i casi di malasanitàomeopatica.

  22. Per Astro

    non capisco l’accostamento tra copyright, minacce di morte ecc. Mi pare evidente che la minaccia di morte minacci la mia libertà. Si tratta di una “violenza estesa”, citando il fenotipo esteso di dawkinsiniana memoria. Almeno questo è quello che penso.
    Poi il limite lo traccia il legislatore, anche in modo pragmatico evitando di parlare per assoluti. Per esempio sulla truffa, ci sono differenze enormi per quanto riguarda i minori o i minorati mentali. Oppure se firmi un contratto controfirmato da un’azienda che si impegna a non truffare. D’altro canto, come ricordava Cachorro, dovremmo denunciare l’intera industria cosmetica o quella del biologico.

  23. Per Paolo

    Mmm. Allora facciamo l’esempio del monile benedetto o delle visite per benedire le case. Lì c’è un abbozzo di truffa per esempio. Nel caso dei terremotati d’Abruzzo, tutti quelli che hanno ricevuto la benedizione delle case dando un’offerta dovrebbero denunciare il prete del quartiere per truffa.

    Per Mate e Giardia

    Credo che la provocazione di Mate ci stia tutta invece (per quanto le cose dette da Giardia siano sacrosante). Nel senso che c’è sicuramnete una componente placebo in tutte le medicazioni e alcuni farmaci raschiano solo la superficie della patologia, il resto viene fatto dalle alte aspettative del paziente. Ma se il farmaco ha passato tutti gli studi a doppio cieco c’è sicuramente una percentuale di successo che lo fa preferire al niente o ad un omeopatico.

  24. @ Fabristol

    Infatti io la condivido eccome la provocazione di Mate! Però mi premeva sottolineare alcuni aspetti che spesso (non mi riferisco nello specifico a Mate) si tende ad avere un atteggiamento di rifuto e chiusura sui criteri sperimentali (vedi il doppio cieco, ad esempio, ma gli omeopatisti ad oltranza ne hanno a bizzeffe), ma si accettano con maggiore indulgenza le cosiddette posizioni alternative, senza scavare o cercare con la lente le piccole, ma spesso essenziali, crepe che queste hanno.
    Per fare l’esempio più banale dell’effetto placebo si chiama spesso in causa la percezione del dolore e quindi gli effetti dei farmaci antalgici contro il placebo. E’ ben risaputo che il dolore ha una forte componente individuale, ma un conto è parlare di mal di testa, un altro di una frattura scomposta o una grave sciatalgia che costringe a letto un individuo. Altro è dire che per il mal di testa basta relativamente poco per “convincersi a farlo passare”, altro che questo valga per ogni tipo di dolore.
    Se un giorno si dovesse scoprire un modo certo per superare a mezzo psicosomatico una determinata patologia, ben venga, ma sostenere adesso che questo valga sempre e comunque è falso. Non sono esperto di omeopatia, ma ad ora non ho ancora incontrato o letto riserve sul trattamento proposto da parte degli stessi omeopati, ma sempre la presentazione di un trattamento come l’unico efficace. Questo è che non mi trova d’accordo.

    piccola considerazione (delirio?) personale storico-filosofica: perché tendo a parteggiare per la medicina sperimentale.

    Mi fa sorridere l’idea che esista un dualismo tra medicina sperimentale ed omeopatia. La prima non è altro che un’evoluzione della seconda: in ogni branca del sapere si sono sempre fatte analisi commisurate ai mezzi a disposizione, così che l’uomo è sempre partito dal mezzo più semplice a disposizione, l’osservazione. Da ciò che osservava cercava di trarre le conclusioni più disparate, talvolta davvero bizzarre ai nostri occhi attuali, basta pensare alle migliaia di anni di filosofia che ha fatto l’uomo, spesso interrogandosi sugli stessi problemi “esistenziali”, e le conclusioni che via via traeva. Le rivoluzioni sono arrivate quando una brillante intuizione antesignana dei propri tempi ha trovato conferma nella verifica mediante strumenti più precisi.
    Nella scienza medica è accaduto esattamente lo stesso. Si è partiti dalla erboristeria e dall’omeopatia, per arrivare all’approccio molecolare, di pari passo con le acquisizioni di conoscenze nella chimica e nelle altre scienze di base. Ad un certo punto si è introdotta la statistica (oggetto del demonio secondo i critici: volete ridurre ad un numero, ad una percentuale, le persone!). Ciò che sfugge loro è che la statistica è sempre stata applicata, anche secono i loro criteri! Perché un infuso di Echinacea lo propongono come rimedio per il raffreddore? Perché per millenni l’uomo ha osservato che se prendi l’Echinacea può passarti il raffreddore, o meglio che è passato a molti che lo avevano, che non è altro se una operazione statistica sebbene non numerica. Poi ad un certo punto si è detto “prima di pronunciarci sulla validità di un rimedio, facciamo che per ritenerlo valido deve verificare effetti in una certa percentuale di casi in uno studio controllato”, niente di sconvolgente, solo un perfezionamento di quello che era stato fatto per millenni. Semplicemente ad un certo punto si sono considerate anche le eventualità nelle quali un determinato rimedio non aveva funzionato e si è cercato di soppesarle rispetto ai risultati positivi.
    Poi c’è stato l’avvento dell’approccio via via sempre più microscopico, e subcellulare. Questo sembrava aprire sconvolgenti scenari e sembrava rispondere alle domande più arcane. Purtroppo le domande che poneva erano più numerose delle risposte, e si è ritornati alla necessità di una visone d’insieme che per i rinnegatori si è tradotta nella neo-omeopatia, per i biologi, nella biologia dei sistemi. Per dire, non è affatto vero che un approccio molecolare mira unidirezionalmente al piccolo e non considera la complessità dei sistemi!
    Ovviamente il terreno fertile per le critiche alla biologia sperimentale è offerto dai sistemi difficili da studiare, in primis il sistema nervoso e le funzioni superiori, ma questo non deve indurre nell’errore di negare la validità dei risultati finora ottenuti, per quanto in futuro possano essere smentiti, perché è nell’essenza delle scienze biologiche (e mediche) la progressione verso conoscenze sempre più ampie, complesse e complete.

    P.S.Credo di aver perso il filo del discorso, ma mi stanno mettendo fretta di andare a cenare. Sorry, se ho scritto idiozie e/o male e/o cambio idea, correggerò il tiro.

  25. @cachorro: ma io non entro nel merito dell’omeopatia o meno, mi sembra ovvio che l’omeopatia agisce per effetto placebo, (che tralaltro è un effetto paranormale, lo scopritore dell’effetto dovrebbe vincere il premio di Randi e del cicap) puntualizzavo solo le contraddizioni che mi avevano colpito nel post.

    @fabristol: se ti minaccio di morte ti sto solo informando del fatto che se fai una determinata azione verrai ucciso da me, a questo punto le opzioni sono tre:
    violi il fenotipo esteso come dici te, però devi spiegare in che modo viene violato e devi spiegare perchè invece copiare cose copyrighted o plagiare opere non lo è.

    scambiarsi mere informazioni può ledere diritti di proprietà e può essere antilibertario e qui va analizzato caso per caso

    scambiare informazioni non lede nessun diritto naturale, e quindi anche le truffe and co. non ledono nulla (a meno che, per esempio, le minacce non vengano attualizzate, ovviamente)

  26. Astrolabio

    il diritto di proprietà sulle idee o sulle informazioni è un’invenzione dello stato. Proprietà e ciò che può essere circoscritto, tenuto, difeso. L’immateriale non è proprietà, lo è diventato un paio di secoli fa. E poi non capisco cosa c’entri il diritto di proprietà con la violenza sulle persone.

  27. Giardia, non sei andato fuori tema, anzi. E condivido tutto quello che hai scritto, parola per parola.

  28. Io invece contesto l’analisi di Giardia, sul piano storico. La medicina “ufficiale” non deriva dall’omeopatia, ma nasce dalla combinazione della scienza fisiologica (contributo francese), statistica (contributo inglese) e anatomopatologica (contributo italo-tedesco). Queste tre discipline (più l’esperienza delle grandi cliniche pubbliche francesi del ‘700-‘800) hanno costituito la base della scienza medica, che poi è andata gradualmente e non traumaticamente a sostituirsi (a livello di accademia e di pratica clinica) alla precedente medicina ufficiale, cioè quella ippocratica-galenica, che non aveva nessuna base scientifica e nonostante abbia imperato per millenni nell’occidente ha contribuito pochissimo alla medicina di oggi.

    L’omeopatia è solo uno dei rami (diciamo: eresie) di questa medicina ippocratico-galenica, fondato nel ‘700 da un medico tedesco e sorprendentemente sopravvissuto fino ad oggi (a differenza, per dire, delle teorie di Paracelso).

    L’erboristeria invece nel contesto europeo è una medicina naturale. Sinceramente sono scettico quando si dice che c’era una certa saggezza nelle prescrizioni dell’antica fitoterapia, perchè trovare un correlato tra principi attivi reali e benefici clinici (vedi il famoso caso della corteccia di salice, e forse quello dell’echinacea) è così raro da poter essere attribuito al caso IMHO. Sono invece sopravvissuti per millenni rimedi totalmente inutili e in alcuni casi dannosi.

  29. @ Cachorro

    Ti ringrazio per la precisazione, sapevo di non aver argomentato in modo brillante. In effetti quello volevo dire nel percedente intervento era: a prescindere dall’approccio utilizzato c’è sempre qualcuno che ci prende e qualcuno che non ci prende o fa addirittura danni. La differenza sta nell’analizzare o meno i risultati.

    Ovviamente la medicina ufficiale non deriva dall’omeopatia in senso cronologico, ma intendevo dire che si pone come una più evoluta argomentazione delle analisi di eventi (mentre l’omeopatia ha un atteggiamento decisamente più dogmatico). L’errore è che non avevo precisato che non intendevo “la branca chiamata ufficialmente omeopatia” ma piuttosto il tipico antico metodo dogmatico, che nell’omeopatia è sopravvissuto fino a giorni nostri.

  30. @ Fabristol

    tutti quelli che hanno ricevuto la benedizione delle case dando un’offerta dovrebbero denunciare il prete del quartiere per truffa.

    E ancora non è la stessa cosa: la signora di cui parla la cronaca credo che avesse un tariffario, e non che abbia dato un consiglio, lasciando libertà d’offerta. E anche l’aspetto riguardante la delegittimazione del medico curante ha un suo peso; immaginiamo un prete che benedica una casa dichiarata pericolante, facendosi pagare una tariffa concordata, che dopo la benedizione intimi agli inquilini: “mi raccomando adesso non rivolgetevi più all’ingegnere e al geometra del Comune come era programmato per lunedì prossimo, che creeranno solo danni. La casa adesso è salda e salva, perché è stata benedetta”.

  31. la definizione che dai di proprietà somiglia a quella di konkin ma è errata, la proprietà è il diritto esclusivo all’usufrutto di un bene o di una sua parte.

    può essere esere esteso a cose molto complicate, da come la mettete te e konkin la proprietà si limita ad un campo, una costruzione, una zona geografica. come per esempio le società per azioni, quando compri un’azione non stai comprando un pezzo di capannone, stai comprando solo il diritto agli utili di un’azienda (cosa molto astratta) ed il diritto ad esprimere un voto per l’elezione del cda.

    tralaltro i diritti intellettuali si possono difendere teoricamente, se copi il mio libro ti sparo, se firmi il mio paper col nome tuo ti sparo.

    rigurado a quello che mi chiedi su cosa centra la proprietà e la violenza sulle persone, non so esttamente dove e come ho tirato in ballo la cosa, comunque la violenza delle persone è la violazione di un diritto di proprietà (la proprietà sul proprio corpo), in realtà tutti i diritti sono diritti di proprietà.

    tutto questo per dire che anche scambiare informazioni può essere un crimine, i perchè e i percome sono un altro paio di maniche

  32. Pingback: Responsabilità Individuale Parte II « L'Ingranaggio della Libertà

  33. Astro, a me piace molto Konkin e l’agorismo, quindi mi ci ritrovo abbastanza bene nella definizione di proprietà agorista. Il fatto che a te non piaccia non significa che sia “errata”. La proprietà intellettuale esiste solo da poco tempo nella storia umana e per difenderla si usa la forza dello stato. La SIAE è un prodotto di questa idea malata per esempio, cioè un corpo di polizia tributaria che controlla la proprietà immateriale. E infatti come tutte le leggi proibizioniste ottiene l’effetto contrario. Il mercato di scambio fiorisce nonostante i miliardi investiti per sopprimere il libero scambio. Miliardi che vengono nutriti con le nostre tasse. Anzi recentemente gli stati stanno tassando internet, memorie fisse e dischi proprio per finanziare lo stato di polizia permanete di questa cosa assurda.

  34. tutta la proprietà odierna è protetta con la forza dello stao che c’entra, le agenzie private sono vietate.

    io non dico che la definizione di konkin non mi piace dico proprio che è sbagliata, se mi piace o meno è un altro discorso.

    Trovi una cosa in terra, la sollevi in aria e dici a voce alta “di chi è questo?”

    che cosa stai chiedendo con questa domanda?
    “chi è in grado di difendere questa cosa?”
    o
    “chi ne reclama l’uso esclusivo?”

    che la proprietà intellettuale esista da poco tempo non vedo cosa voglia dire, esiste da poco tempo perchè da poco tempo se ne è sentita l’esigenza, come per le società per azioni, e volendo per la proprietà terriera, gli indiani d’america mica avevano proprietà terriera, logico, campavano di caccia ed erano nomadi, la proprietà terriera probabilmente è nata con la stanzialità e l’agricoltura e l’allevamento, cioè la’ltro ieri, in tempi evoluzionistici.

  35. Lo Stato ha inventato la proprietà intellettuale (inventato, non protetto), ha inventato un modo per proteggere i parassiti degli industriali, ha inventato un corpo speciale di burocrati e poliziotti per reprimere chi scambia liberamente. L’unico modo per mantenere questo sistema è la repressione, il proibizionismo, il controllo e la tassaizone forzata dello stato. In un mondo anarchico la proprietà intellettuale non potrebbe essere reato, perché nasce con l’accordo tra i parassiti dello stato e lo stato. Se muore lo stato, muore il privilegio e così muore questo reato. E sì condivido l’dea di Konkin che non si possa difendere una idea con la forza bruta, come invece è un diritto per la proprietà materiale. Anche perché scambiarsi informazioni o materiale copiato non è rubare ma appunto copiare. Copiare in italiano non significa rubare. I discografici pensano di poter cambiare la lingua italiana…

  36. ma, il mio intervento era riguardo a come lo scambio di informazioni possa essere un crimine, non riguardo alla siae.

    comunque anche copiare può essere un crimine, è molto semplice fare un esempio:

    scrivo un libro, te lo vendo, sul contratto di vendita che hai accettato c’è scritto che non lo puoi copiare se non in minime parti, e un abbozzo sui criteri per definire se una parte è stata copiata o no, dopodichè, sempre sul contratto, firmato da entrambi, viene nominato un giudice terzo deputato a dirimere le controversie legate a questa vicenda, tu firmi, poi pigli il libro e lo copi in modo da violare il contratto.

  37. può darsi che sia il mio browser ma al momento la lista degli studi a doppio cieco sull’efficacia degli omeopatici non è consultabile. Sicuramente la staranno aggiornando…aggiungendo altri articoli!

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