Archivi del mese: maggio 2010

Notizia shock!

Domani ne sentiremo delle belle sui giornali italiani riguardo a questa notizia. Editoriali dotti e polemici sul “non giocare a fare il dio”. Chissà, magari ci sarà un Angelus speciale domenica dedicato proprio alla notizia. Comunque preparatevi ad un tempestoso weekend di reazionari, chierici, complottisti e quant’altro. Sono di quelle notizie che gli permettono di esistere, quindi non possiamo biasimarli.

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Anno domini 2010

Qualche giorno fa 200 mila persone sono andate in Piazza San Pietro per manifestare solidarietà nei confronti del papa, vittima secondo i cattolici di una campagna d’odio sul caso pedofilia nella chiesa. Queste 200 mila persone sono venute da tutta Italia e da tutto il mondo, caricate su pullman e treni grazie all’organizzazione delle associazioni cattoliche. Queste persone non sono andate a manifestare solidarietà alle decine di migliaia di bambini violentati in questi anni. Queste 200 mila persone sono andate a manifestare solidarietà ad una persona che ha nascosto e insabbiato i casi di pedofilia ecclesiastica in tutto il mondo.


Pensate a queste 200 mila persone, sotto ad un balcone che acclamano un unico uomo vestito di bianco che credono sia il rappresentante del loro dio in terra. Che osannano quell’unico uomo in quel balcone, mentre   le vittime degli stupri si nascondono al mondo.

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Il nuovo Theo Van Gogh

Devo ammettere di essere un po’ shockato. Ho fatto una piccola ricerchina con Google News e scopro che:

1) pochi giornali hanno parlato del caso di Lars Vilks.

2) pochissimi hanno riferito a) del rilascio dei linciatori b) del sito hackerato di Vilks con tanto di minaccia c) del tentativo incendiario contro la casa di Vilks d) del rifiuto dell’università di concedere ancora spazio per una sua conferenza.

3) nessuno tra questi  è un giornale di sinistra.

4) addirittura Agenzia Radicale titola “Vilks provoca e ne paga le spese”. Come dire che se l’è cercata. Ci saremmo aspettati un titolo del genere se Vilks fosse entrato in una moschea al solo scopo di offendere i musulmani. Nessuno ha costretto quei musulmani ad andare a vedere quella conferenza (anzi l’aggressione pare fosse premeditata).

5) nei siti dei militanti atei, che appena il papa fa una scorreggia si fiondano a commentare inviperiti contro il cattofascismo, la notizia dell’aggressione di Vilks è presa in modo tiepido. Tutti a fare distinguo, tutti a dire “e allora i cattotalibani di casa nostra!?” E’ orribile vedere che la mente umana funziona solo per dicotomie. Condannare l’islamofascismo per molti significa per forza tifare per i cattolici. Ma soprattutto in Italia condannare l’islamofascismo significa essere accomunati alla Lega Nord. E’ un bel mondo di merda, non c’è dubbio. Un mondo dove a Geert Wilders può essere vietato manifestare il suo pensiero e muoversi tra i paesi europei (e considero le politiche di Wilders fasciste), mentre a chi vuole ucciderlo non viene fatto niente.

Ogni volta che cediamo su qualcosa che potenzialmente offende una religione (una vignetta censurata, una conferenza annullata, un’opinione non espressa)  un pezzo della nostra libertà cade. Una libertà, lo ricordo, conquistata dopo secoli e secoli di altri -ismi, come il cattolicesimo, il nazifascismo, il comunismo ecc. Oggi è una conferenza, una vignetta, o le spallucce per l’assassinio di un artista, domani sarà una eccezione alla legge per una comunità religiosa, un codice per l’uso soft della sharia ecc. Sappiamo bene come funzionano qeuste cose, abbiamo 2 mila anni di esperienza con la Chiesa. E ricordatevi che qui non è in gioco lo scontro tra Occidente e Oriente (cazzate inventate dai cristianisti di casa nostra), ma tra democrazia e teocrazia, tra il rispetto e la violenza, tra l’uso privatistico e spirituale di una religione e il suo uso politico. E, se dobbiamo dirla tutta, i primi a perderci da questa cecità moderna sono proprio i musulmani non violenti e integrati nelle nostre società, che ancora hanno difficoltà a far sentire la loro voce.

Infine questa situazione di silenzio e complicità non fa che dare voti e ragioni ai partiti xenofobi di destra. Il fatto che nessun giornale di sinistra abbia riportato o commentato la notizia è una cosa grave che dovrebbe far pensare molti a sinistra. Vogliamo davvero che la questione islamofascista venga monopolizzata e risolta dai leghisti? A me pare che la questione stia diventando molto simile all’anticlericalismo contro il cattolicesimo, che ormai è diventata una battaglia solo di estrema sinistra. Di conseguenza a destra si può essere solo papisti.

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Addio Holy Diver

Raramente mi emoziono per la morte di una persona famosa. Questa volta però posso definirmi in lutto per una persona che non ho mai conosciuto. Ieri, dopo mesi di chemioterapia è morto Ronald James Padavona, in arte Ronnie James Dio o semplicemente Dio. Lo chiamavano Elfo per le sue fattezze minute e le sue movenze leggiadre mentre cantava, ma era un gigante sul palco. Un gigante del rock e del metal è scomparso prematuramente e la grande famiglia del metal mondiale piange uno dei suoi padri più grandi.

Dio era un gentiluomo, una persona sensibile e gentile e basta guardare qualsiasi sua intervista su Youtube per rendersene conto. Era amato e rispettato da tutte le band e da tutti i fans del metal. E’ triste constatare che è morto il miglior padre del metal, quello che non si era mai dato ad eccessi di alcool o droga, il più gentile e rispettoso di tutti. Posso solo dire che Dio mi ha dato molto musicalmente, emotivamente e lo ringrazio di tutto cuore per le meravigliose canzoni che ci ha lasciato. Una voce stupenda veramente. Vi prego, se potete ritagliate cinque minuti della vostra vita per ascoltare la sua voce in questi due video. Ne vale la pena. Still rocking Dio, still rocking.

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Allora siamo in parte Neanderthal?

La notizia è un po’ rimasta in sordina nei media italici, pur avendo un potenziale da notizia clamorosa stile Voyager. In breve, un nuovo studio ha confermato che tra Homo sapiens e Homo neanderthaliensis ci siano stati accoppiamenti e che in alcune popolazioni dell’uomo moderno ci siano ancora geni del Neanderthal. In particolare i geni neanderthal sono stati trovati in molte popolazioni eurasiatiche (europee, cinesi e della nuova guinea) ma non in quelle africane. Questo significa che gli accoppiamenti con i Neanderthal sono avvenuti nel momento di migrazione dell’Homo sapiens dall’Africa, forse in Anatolia o Nord Africa. Infatti, la prova di questo potrebbe essere nel fatto che l’areale di Neanderthal arrivava fino all’odierno Uzbekistan. Quindi le popolazioni cinesi e della Nuova Guinea sono potute venire in contatto con Neanderthal proprio durante questa migrazione verso l’Est (anche se non è escluso un flusso di geni tra popolazioni limitrofe anche dopo l’insediamento in oriente).

Questo studio genetico arriva dopo una serie di studi ormai decennali che hanno fatto luce sui Neanderthal   e hanno un po’ ribaltato la percezione che avevamo di questi nostri cugini (e antenati di alcuni). I Neanderthal erano una specie unica, progredita dal punto di vista tecnologico e sociale, con uso di monili decorativi, sepolture e riti religiosi. Molto lontano dallo stereotipo dell’uomo delle caverne rozzo e senza cervello.

Questo pone degli interrogativi scientifici e sociali enormi che sicuramente non mancheranno di scatenare polemiche sulla razza. Da una parte i sostenitori della superiorità della razza bianca saranno molto delusi dal sapere che tra i loro antenati ci sono i Neanderthal. Dall’altro però questi dati ci dicono molto semplicemente che tra le popolazioni euroasiatiche e quelle africane vi è uno spartiacque genetico. Anche se non dobbiamo mai dimenticare che il flusso di geni tra popolazioni (a meno che non siano isolate) è sempre presente. Probabilmente mano a mano che scendiamo nell’Africa subsahariana la quantità di geni neanderthaliani sarà sempre minore. Tra l’altro sicuramente ci saranno delle sacche genetiche in Eurasia dove la concentrazione di geni Neanderthal è più alta. Io punterei in popolazioni isolate come quella basca e quella sarda in Europa e Nuova Guinea per l’Asia, per esempio. Non mi meraviglierei di trovare percentuali di geni di Neanderthal superiori al 2% in queste isole genetiche (questa è la percentuale media rinvenuta in questi studi).

E’ una scoperta eccitante non c’è dubbio. Significa che le popolazioni euroasiatiche scambiarono geni, cultura e tecnologia con un’altra specie per migliaia di anni. Da decenni cerchiamo un contatto con altre specie intelligenti nell’Universo e non ci siamo mai accorti di averlo già avuto più di diecimila anni fa. Uno scenario incredibile con diverse specie di Homo (sapiens, neanderthaliensis, floriensis e chissà quante altre) che competevano per le stesse risorse (oppure ognuna aveva nicchie specifiche) o si scambiavano importanti informazioni tecnologiche.

Ora un paio di domande succose: cosa sarebbe successo se i Neanderthal non fossero mai esistiti? E se la nostra natura (genetica e memetica) di Homo sapiens derivasse proprio da quell’incontro? E se scoprissimo che erano i Neanderthal quelli più avanzati tecnologicamente e che abbiamo “rubato” la loro tecnologia quando siamo migrati verso il nord? Questo incontro-scontro potrebbe spiegare le differenze culturali e tecnologiche tra le popolazioni eurasiatiche e quelle dell’Africa subsahariana? E’ il meticciato genetico e memetico con i Neanderthal la chiave di successo dell’uomo moderno?

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[…]

E’ triste dover fare sempre dei post di precisazione ma di questi tempi sembra che i metodi violenti siano l’unica alternativa possibile nelle menti delle persone. Procedo quindi dicendo che:

A) nel post precedente ho delineato una mia analisi del fenomeno demografico presente e di quello futuro. Stop.

B) le estrapolazioni che sono state fatte nei commenti sono di quelli che le hanno fatte e se le possono tenere. Dire che in uno stato in futuro ci saranno X individui di una religione non significa automaticamente che “allora bisogna sterminarli!”.

C) non ho mai chiesto l’intervento dello stato per regolare i flussi migratori. Aborro gli interventi dello stato, figuriamoci per la vita delle persone. Non concepisco neppure la regolamentazione dei flussi di gruppi religiosi, etnici. Sono aberrazioni che possono albergare solo nella mente di uno statalista o di un fascista.

D) ho amici, colleghi e vicini musulmani e non ho mai avuto alcun problema. Mai. Dico mai ho sospettato di uno solo di loro o ho avuto paura di loro.

E) il problema di cui parlavo si riferisce alla facilità con cui noi occidentali (e soprattutto svedesi, olandesi e inglesi) facciamo finta di non vedere che certi comportamenti dei fondamentalisti islamici (e non solo fondamentalisti) minino la nostra civiltà nell’intimo. E soprattutto di come trattiamo i fondamentalisti in modo diverso a seconda della loro religione di appartenenza. Non c’è scandalo quando si parla male di cattolici integralisti, di Scientology (in Francia e Germania è vietata!), fascisti ecc. I musulmani invece non si possono toccare perché non è politically correct.

F) soluzioni? Io nel post non ho parlato di soluzioni ma sono quelle normali di un paese laico e di diritto; e cioé denunciare chi incita all’odio religioso e razziale, arrestare chi minaccia di morte qualcuno, espellere chi non è cittadino europeo se ha idee fondamentaliste. E questo vale per i preti cattolici che vomitano odio sui gay, così come sui fascisti che incitano allo stupro delle donne (leggetevi il link e capirete), così come per gli islamofascisti che marciano per le strade di Londra urlando “a morte gli infedeli” o “la libertà può andare all’inferno” o “Sharia in UK”. Sharia in UK è un po’ come negli anni ’30 quando i nazifascisti marciavano promettendo di mettere in pratica il Mein Kampf in Germania. Sono sicuro che molte delle anime belle di oggi avrebbero giustificato anche quelli là.

E così difficile capire che la libertà di una persona finisce nel momento in cui si minaccia qualcun altro? O ve lo devo rispiegare?

E ora veniamo alla notizia succosa: i tre che stavano per linciare Vilks sono liberi, l’università di Uppsala si rifiuta di fare un’altra lezione con Vilks, il sito di Vilks è stato hackerato e molti commentatori svedesi dicono che in fondo Vilks se l’è cercata. Ah, per non parlare poi di quelli che dicono che Vilks ha comunque offeso un sentimento religioso, da cui ne deduco che rappresentare qualcuno come omosessuale per queste persone è offensivo (Maometto è stato rappresentato mentre entrava in un gay bar).

E così che ci tolgono la libertà di parola che ci siamo conquistati dopo duemila anni di roghi, persecuzioni e morte, goccia dopo goccia.

E ora guardate questi due video. Nel primo un fondamentalista dice candidamente che Geert Wilders deve essere decapitato, tutto di fronte alle telecamere e alla polizia.

Nel secondo la polizia scappa di fronte alla massa di fondamentalisti islamici a Londra. Roba da Islamabad, Palestina? No Europa.

Ora, io non sono un grande estimatore della reductio ad hitlerum ma cosa avremmo detto se al posto di quel barbuto individuo nel primo video ci fosse stato un neonazi che dice di fronte alle telecamere che vuole decapitare gli ebrei? Cosa avremmo detto se nel secondo video ci fosse stato un’orda di neonazi urlanti Heil Hitler?

Per la cronaca la BBC non ha mai trasmesso questi video e il parlamento inglese invece di espellere questi individui ha preferito bandire Wilders dal proprio territorio. Chissà quando capiterà anche a Vilks…

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Io sono Lars Vilks

E’ questione di tempo ormai: la Svezia verrà islamizzata in pochi decenni. Malmo è già diventata una banlieu scandinava, interi quartieri di Stoccolma sono in mano a centinaia di migliaia di mediorientali che vivono di assegni di disoccupazione ma che poi lavorano in nero. Gli svedesi, li conosco bene, sono molto ingenui. Non hanno capito con chi hanno a che fare. Non mi meraviglia quindi quello che è successo oggi a Uppsala. Il video dell’attacco potete vederlo qua sotto. Niente di nuovo. Babbuini che si dimenano con i ramoscelli e le loro femmine che urlano Allah akbar per incitarli.

Che dire? Non posso fare niente se non dare il mio totale, incondizionato supporto a Lars Vilks.

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