Crisi? E io aumento le spese militari

In tempi di crisi economica gli stati spendono tutti i soldi in armamenti. E’ una regola che ci insegna la storia. E in questo articolo della BBC ne troviamo conferma: le spese militari nel mondo sono aumentate del 6% negli ultimi due anni nonostante la crisi economica.

Perché? La risposta potrebbe essere: gli stati per risolvere la crisi economica mandano al macello milioni di persone. La gente non vede più la crisi economica, la tassazione aumentata viene giustificata con il pericolo del nemico, la disoccupazione si riduce perché vengono occupati in industrie belliche o governative, i reazionari e i chierici ne approffittano per eliminare quei gruppi sociali che gli sono ostili con la scusa dell’interesse nazionale. Praticamente gli eserciti spesso esistono per mantenere le masse di disoccupati. Guardate agli USA. Se un giorno un presidente degli USA dovesse tagliare le spese militari a zero ci sarebbero milioni di americani disoccupati.

Non è detto che sia voluto, non è detto che si tratti di un comportamento conscio delle società. Semplicemente ha funzionato così e forse continuerà così per sempre. Le masse di idioti devono essere nutrite con lustrini, divise e parate.

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12 commenti

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12 risposte a “Crisi? E io aumento le spese militari

  1. ilferrista

    fabri, puoi anche vederlo come un comportamento adattivo
    se le risorse scarseggiano ci si attrezza a “lottare” più risolutamente per le stesse.

    l’osso lo tiene il cane con i denti più saldi.

  2. Infatti secondo me è un comportamento collettivo inconscio e istintivo. Fa parte della specie. Se le cose stanno così dovremmo aspettarci un bel po’ di guerre nei prossimi anni, vista la crisi economica.

  3. Molto interessante la lettura di questo: http://www.google.it/search?q=produzione+armamenti+italia&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a

    a dimostrazione che il settore armamenti è trasversale a tutte le nazioni.

  4. Emanuele

    Qualche anno fa avevo letto dei dati che indicavano il finanziamento delle forze armate USA alla ricerca americana: superava il 50% degli investimenti totali di quel paese.

  5. penso anche che io sia un problema a monte degli Stati.

    se fosse un problema dello Stato che vuol risolvere (a torto od ad ragione) la crisi con investimenti/debiti pubblici si potrebbe investire in aziende statali di tecnologia pacifica od in investimenti infrastrutturali.

    in Italia ad esempio si potrebbe metter mano all’edilizia scolastica o creare una grande azienda a capitale pubblico di nanotecnologie e via dicendo.

    quel che è ulteriormente strambo è l’investimento statale in ricerca sulle armi quando poi, dovendo convertire l’ uso al civile, si deve investire ulteriore capitale mentre investendo direttamente sull’utilizzo civile si aumenterebbe il tasso tecnologico del proprio Paese e quindi anche la produttività economica facendo apparire obsolete le altrui economie… un po’ come l’ urss rispetto all’ occidente

  6. Il tuo “perché?” è troppo grosso e improtante per rispondere con un commento. Scherzando, ma neanche troppo, potrei ricorrere all’etologia, immeritatamente poco considerata per gli umani. Seriamente ti invito alla lettura di un libro di Arlacchi che ho letto da poco e che ho scoperto essere integralmente disponibile online, ‘L’inganno e la paura’. Buona lettura

    http://www.pinoarlacchi.it/images/stories/files/L'inganno%20e%20la%20paura.pdf

    Un altro libro importante sul tema è quello della Napoleoni e Bee: ‘I numeri del terrore’, ma non è online.

  7. Rolando

    durante una crisi economica gli stati tendono a chiudersi in se stessi, tentando di far uscire fuori dai confini meno ricchezza ed incamerandone il più possibile.
    Le crisi economiche portano a ripartizioni del potere, e nessuno cede tanto facilmente quote di mercato se ha anche solo una possibilità di riprenderselo, con le buone o con le cattive.
    tanti fucili, alla fine spareranno.

  8. Si dice che da noi a fronte della manovra da 25 miliardi stiamo aspettando la consegna di una serie di cacciabombardieri e di caccia pe run totale di 24 miliardi, mi piacerebbe sapere se è una bufala o no.

  9. intanto leggetevi questa, un interessante spin off del discorso 😉

    http://defensetech.org/2010/06/07/nato-ponders-returning-fire/

  10. La cosa che mi ha sempre colpito è che un soldato ha come missione fondamentale l’eliminazione di un nemico. Questo deve sempre esistere anche se in realtà non c’è o..ce ne sono così pochi che solo un soldato su 10 o su 100 se ne troverà dinnanzi uno.
    Ora, poi, che ci sono aerei teleguidati ammazzare qualche innocente leva ogni senso di colpa: “Ah sì? E che ne sapevo..erano solo puntini..ho solo fatto clic ed ero mezzo addormentato sulla scrivania”

  11. Immagine davvero geniale! ^_^

  12. non a caso i militari dicono peste e corna delle guerre elettroniche, dei razzi lanciati dai mitici drones. sono i politici che si sono innamorati dei videogame asettici. gente che gli si inturgidisce il testosterone se mettono una mimetica tra uno sbadiglio e un aperitivo alle parate, ma il culo in trincea…

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