Vola Taranis, vola!

Ecco dove è andato a finire più del 20% del mio lavoro: esattamente qui. Credo che ogni residente britannico debba essere orgogliosissimo che i soldi rubatigli vadano in questo genere di cose. D’altronde chi non darebbe 20% del proprio stipendio per uccidere altri esseri umani?

Per la manutenzione invece ci pensa zio Cameron, che ci ha aumentato l’IVA al 20%. Di soldi rubati ce ne sono abbastanza per finanziare anche il progetto Trident. Che cosa si deve ingogliare per giustificare il welfare state!

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27 commenti

Archiviato in libertarismo, politica, tristezze

27 risposte a “Vola Taranis, vola!

  1. Sarei tentato di scrivere qualche luogo comune (del tipo, tutto il mondo è paese), ma per rispetto nei tuoi confronti e dei tuoi lettori non lo faccio, tuttavia le tecnologie militari trasferite al civile possono essere delle dritte, non sia mai che alitalia decida di segare il dei piloti. 😉

  2. Mah, in effetti ci ripetiamo questa cosa delle ricadute del militare sul civile da anni. Sotto sotto utilizziamo questo luogo comune per lavarci la coscienza di tutti i soldi spesi per uccidere altri esseri umani. Eppure esistono migliaia di casi di tecnologie avanzatissime che non sono passate “per le armi”.
    Sicuramente la difesa e le guerre hanno contribuito a tanta tecnologia che usiamo ogni giorno, però non so se il gioco ne vale la candela.

    Sui piloti Alitalia “segati” ci metterei una firma. Sarà la fine degli scioperi e dei disservizi dell’Alitalia? 😉

  3. E’ un po’ una bufala, quella delle ricadute, anche per il fatto che la quantità di soldi riversate sulle tecnologie militari è così follemente alta che — diamine! — ci mancherebbe pure che non riuscissero a tirar fuori qualcosa di buono!

  4. eh, in un mondo ideale ti darei ragione, in un mondo reale infestato da fanatici d’ogni risma è come pagare cara l’assicurazione dell’auto.
    che poi il cosiddetto complesso militare industriale sia un leviatano famelico, beh, lo disse il vecchio Ike prima di noi, ma a voler fare i conti della serva con il mondo che è bisogna che facciamo i conti con l’antico adagio del “si vis pacem para bellum”.

  5. a proposito di ricadute, mi piacerebbe un parere di fabri e degli scienziati che qui frequentano sulla faccenda del trimprob

    http://www.galileoavionica.it/trimprob/index-ita.html

    e poi

    http://tinyurl.com/38rjp37

    e soprattutto

    http://www.clarbrunovedruccionobel.it/

  6. Non ho capito la percentuale: il governo inglese ha speso il 20% del suo budget in questo singolo progetto?

  7. “eh, in un mondo ideale ti darei ragione, in un mondo reale infestato da fanatici d’ogni risma è come pagare cara l’assicurazione dell’auto.”

    Eh già, gli insuccessi delle coalizioni occidentali in Afghanistan e in Iraq sono dovuti a un troppo modesto gap tecnologico con le forze nemiche…

  8. pensa che in italia si fa una manovra da 25 miliardi e contemporaneamente se ne spendono 25 per i nuovi aerei militari e cacciabombardieri. evviva ! potremo anche noi fare la nostra figura in Af-Pak

  9. ilferrista

    @cachorro
    gli “insuccessi” si misurano dagli obiettivi, che sono e restano politici. se non si ha un’idea di che cosa ci si è andati a fare o per quale ragione ci si resta, beh, mica è un problema di “spesa” militare.
    piuttosto il fatto che certi idioti delle cui madri ben conosciamo la virtù si trattengano dal venire a imporre la loro scienza a casa nostra da lunga pezza, beh, magari qualcosa significa l’avere un randello più lungo e pesante del loro.
    giusto per dire che quando una pezza di idea politica si è avuta e si è messo mano alla estrema ratio, beh, hanno smesso di riempire fosse comuni a due passi da casa nostra, casa sulla quale non è cascato nemmeno un petardo bagnato. non perché fossero animati da fraterna agape, ma perché glie lo si è impedito, brutalmente.

  10. ilferrista

    quando invece si è trattato di farla piantare a un isterico imbianchino austriaco, beh, la sproporzione dei mezzi non era così evidente, anzi lo fu per quantità dopo alcuni anni, mentre per qualità era sempre il baffino un passo avanti, ed è stata grigia, molto grigia, s’è inzuppato di sangue e concimato di budella mezza europa e mezza asia.
    lesson learned.

  11. Per Il Ferrista

    Appena ho tempo leggo i link che hai postato. Il Ferrista, capisco il tuo discorso ma quest’aereo non ha alcuna applicazione difensiva: serve solo a bombardare in modalità stealth i soliti stati canaglia con le solite armi di distruzione di massa. A quanto pare l’unico stato con queste ultime pare essere gli USA.
    La difesa è importante ma questo giocattolo mi pare più uno spreco di soldi e basta. Quello che mi dà più fastidio è che giustificano il furto che mi fanno ogni giorno sui miei soldi lavorati come necessario per aiutare i più deboli e invece vengono dilapidati per fare i giocattolini dei militari. Quest’anno hanno tagliato sanità, istruzione, borse di studio e welfare state: tutto questo per costruire un giocattolo per un fanotmatico futuro Hitler.
    Lo stato sono loro e noi siamo gli schiavi. Punto.

    Per Paolo

    No, significa che il 20% del mio stipendio che mi viene preso dallo stato viene utilizzato per costruire armi sofisitcatissime e che hanno come unico obiettivo, non tanto la difesa, quanto l’attacco.

  12. una cosa è lamentarsi di spese militari in tempo di tagli drastici al welfare altra cosa è far apparire il welfare come la foglia di fico per coprire le spese militari… sarebbe come dire: che cosa si deve ingoiare per giustificare la tecnologia e la ricerca scientifica!

    la situazione della spesa italiana poi è alquanto paradossale non solo per la citata spesa in armamenti (e per i rivoli di denaro pubblico che si sprecano in infinità di rapporti tra elite di burocratici ed elite di appaltatori privati) ma anche per “trucchetti” contabili vari.

    guardate questo illuminante articolo di Baldassarri:
    http://www.generazioneitalia.it/2010/07/14/tremonti-aumenta-la-spesa-pubblica/

  13. ilferrista

    fabri, in quell’ottica anche gli spitfire della BoB non avevano alcuna valenza difensiva. il punto è semplicemente che le prestazioni dei velivoli oggi possono largamente superare le capacità di sopportazione umane, l’uomo l’anello debole e rende il velivolo una facile preda dei missili le cui capacità cinetiche crescono e sono inarrivabili per qualsiasi mezzo pilotato. quella roba “unmanned” assolve alla stessa funzione dei molossi che venivano mandati avanti alle prime linee dei legionari. tieni conto poi del fatto che lo scenario di un confronto militare oggi, a parte le stramberie afghane, non è più quello degli scontri di massa della WWII nella quale al limite ci si beccava alla distanza e ci si ritirava in buon ordine ciascuno a casa sua salvo approfittare di una casuale sproporzione numerica o di un fortunato azzardo. oggi si da per scontato che l’esito di uno scontro “simmetrico” è l’annichilimento del nemico. il fattore decisivo è quello tecnologico. chi vede per primo e spara per primo spazza via l’avversario. l’unica variabile è quanti vincitori sopravvivono. vale per i mezzi aerei, per quelli navali. meno per quelli terrestri, bipedi soprattutto 😉 prendere ad esempio le fantozziane vicende afghane o irakene (ma solo le ultime, la prima guerra in irak fu altra cosa e se ci pensiamo assai simile a quello scenario che descrivo sopra, anche se meno sofisticato di quello che oggi si prospetta). più in generale direi che se al tempo dei blocchi USA/URSS la deterrenza sufficiente era il potenziale nucleare e la Mutual Assured Destruction (M.A.D. che bell’acronimo) oggi, sbriciolato il blocco in mille potenziali contendenti e politicamente impresentabile anche solo la minaccia di un uso dell’arma atomica, è il livello tecnologico ad assicurare il livello di deterrenza che abbassa la cresta e tiene bassa la temperatura delle capocce. cina, russia e nord corea non si fanno molti scrupoli nel vendere, pubblicamente o meno, i pezzi più pregiati della propria tecnologia militare. al di là delle apparenze la tensione è mediamente elevata un po’ dovunque. le risorse sono sempre più scarse e “malamente” distribuite sul globo. basta poco a far rovesciare il tavolo del commercio internazionale.
    prendiamo il caso dei pirati somali, con “pochi” denari qualche simpaticone potrebbe fornire loro armamenti poco più sofisticati degli scalcinati kalashnikov e rpg con i quali vanno all’abbordaggio rimpinzati di khat, magari consigliare loro quali navi attaccare o fornire loro le coordinate (basta assai poco). prendiamo in considerazione quanto vale la stabilità del commercio delle cosiddette “rare ore” o “fine ore”.
    ad evitare che la situazione possa anche solo essere presa in ipotesi al largo della somalia incrociano navi da guerra costosissime e zeppe di tecnologia quando basterebbe una motovedetta della guardia costiera ad affrontare quei disperati.
    demente spreco? non credo.
    pensiamo a cosa ha fatto l’iran attraverso la siria con hizballah (ricordiamoci la corvetta israeliana quasi mandata a picco con la copia iraniana di un missile cinese). pensiamo se una situazione del genere si replicasse non sulle rive del litani, ma su una rotta vitale per il commercio mondiale. nemmeno gli u-boot di doenitz furono mai tanto pericolosi.
    cosa trattiene le teste calde dal porre in atto simili minacce? il divario tecnologico. lo scenario x a zero “convenzionale” (tipo il raid israeliano sulle rive siriane del giordano per distruggere la costruenda centrale atomica con tecnologia nord coreana in barba alle difese antiaeree all’ultimo grido fornite dalla russia).
    quei denari, quei giocattoli costosi e ipoteticamente letali, sono l’assicurazione che non saremo chiamati a nuovi bagni di sangue analoghi alla WWII. le baggianate afghane sono tutt’altra cosa. muoiono più soldati US in patria per incidenti in moto che in scontri a fuoco o mine in afghanistan e questo dovrebbe dirci qualcosa. herat e kabul non sono iwo jima o omaha beach.
    chiedo venia, l’ho fatta lunghissima. 😀

  14. Gli unmanned aircrafts sono i diretti discendenti delle “bombe intelligenti” ovvero l’illusione pericolosissima che si possa vincere una guerra senza perdere soldati.

    La tecnologia militare delle potenze occidentali è già in grado di distruggere senza problemi le infrastrutture e i centri di comando di qualsiasi nazione nemica. Qualsiasi innovazione ulteriormente apportata è solamente un risparmio per il budget di R&D dell’esercito cinese. Mica dico di azzerare il bilancio della difesa, dico soltanto che le cifre enorme in essa investita sono funzione di un carrozzone statale autoreferenziale che ha un canale di finanziamento privilegiato e non di reali esigenze strategiche.

  15. ilferrista

    Cachorro,

    non sono d’accordo sulla linea di discendenza degli unmanned 😉

    concordo invece sulle capacità di deterrenza odierne, tuttavia tieni conto che il gap tecnologico diventa sempre più facile da colmare in termini di sforzo e di tempo.
    qualsiasi innovazione apportata (e conservata 😉 ) sposta l’asticella per il budget R&D e spionaggio dell’industria cinese che per ora è molto ben attrezzata a copiare e replicare quel che ha ben pagato a roseboronexport e poi fare concorrenza sul mercato internazionale con ancor meno scrupoli e a prezzi stracciati.

    il problema è che i limiti fisici sono abbastanza alla portata di tutti, la differenza la fa la tecnologia, l’elettronica. prendere un “vecchio” missile e renderlo capace di vedere quel che si credeva invisibile costa meno che pensare e costruire un intero nuovo missile.

    spostare le capacità “fisiche” del bersaglio è cercare di ristabilire le distanze e riportare il gioco in un campo più favorevole.

  16. ilferrista

    sulla famelicità e pericolosità dei complessi militari industriali, beh, abbiamo già detto tutto dai tempi del buon vecchio Ike

    http://www.h-net.org/~hst306/documents/indust.html

  17. ilferrista

    ma è come lamentarsi di quanto sono care e fameliche le compagnie di assicurazione quando devi pagare l’RC auto 😉

  18. Snem

    Non capisco, da dove viene fuori la percentuale del 20%? Si sa quanto sia costato questo progetto?
    Comunque concordo nel diminuire le spese militari, soprattutto quando si “piange miseria”.

  19. Snem è un’iperbole. Dalla busta paga di ogni residente britannico viene detratto il 20% che in buona parte viene anche speso per queste minchiate qua.

  20. Snem

    Capisco, anche il “in buona parte” è un’iperbole. 😉
    Se ti può consolare, al meno è solo il 20% 😉

  21. ilferrista

    beh anche “in buona parte” è un’iperbole 😉
    UK destina di sicuro una percentuale del GDP più alta rispetto al continente nelle spese militari, ma non è paragonabile a quanto spende US, russia, cina.
    anzi, stanno messi tanto male che la raf si è praticamente mangiata l’aviazione della royal navy e la RN non sa bene cosa farsene né se potrà più permettersi le portaerei che doveva costruire 2 per se e 1 per i francesi (altri fenomeni). il duo di downing street ha già annunciato colpi di mannaia. dovunque nel mondo occidentale si sta tagliando, smantellando, ecc. chi per conservare un minimo di efficienza con i fondi ridotti, chi perché senza fondi si taglia e basta.

  22. “dovunque nel mondo occidentale si sta tagliando, smantellando, ecc.”

    Direi proprio di no!

    https://fabristol.wordpress.com/2010/06/06/crisi-e-io-aumento-le-spese-militari/

  23. ilferrista

    beh, dalla francia alla germania passando per italia e spagna si riducono gli arsenali, le truppe, ecc. si mettono in naftalina mezzi, aerei e navi, si abbandonano programmi di armamenti. tutte cose reali e tangibili.
    taranis & co. rispetto a quella massa di ferramenta varia è poca cosa, vaporware.

  24. ilferrista

    germania: qui e qui

    francia: qui e qui e ancora qui

    italia: qui

    e poi austria, olanda, danimarca, grecia (vabbè)

    e infine un’occhiata in generale

  25. Snem

    @ilferrista: Grazie per i link

    Era proprio un’iperbole se
    “New members to NATO from eastern Europe are directed to spend 2% of their gross domestic product on defense, Mr. Riecke said, while German defense spending, currently around 1.5% of GDP, is moving closer to 1%.”

    Comunque sono sempre molti soldi.

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