Archivi del mese: agosto 2010

Miracoli e metempsicosi

«Bondi anziché aggredirmi verbalmente dicendo che sono in stato confusionale – attacca Bocchino – farebbe bene a dirci se nella scala dei suoi valori deve dimettersi prima un plurimputato come Berlusconi o il presidente Fini a cui la magistratura non ha niente da chiedere neanche come persona informata sui fatti»

Per 15 anni il caro Bocchino è stato cieco, sordo e muto. Rallegriamoci, gli infermi possono guarire!

P.S.

Avete notato che Travaglio è scomparso dalla circolazione? Non è che si è reincarnato nel corpo di Bocchino? Si tratterebbe indubbiamente di un bocchino travagliato.

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Indecenze

Al Poetto, la spiaggia dei cagliaritani, 8 km di costa di sabbia finissima si è sempre visto di tutto: dalle tette flosce delle vecchie, ai tanga delle 12enni, dai “gaggi”* che picchiano a suon di catenacci di moto gli avversari ai furti di motorini, borsette e zaini, dai palpeggi audaci di migliaia di coppie alle urla razziste contro i Vu cumprà. Il peggio del peggio di un’area metropolitana prossima al mezzo milione. Ma ieri qualcuno ha avuto la bella idea di chiamare il 112 per denunciare… un bacio tra uomini. Per i bambini certo! E tua moglie a tette all’aria, tu col pacco gonfio per le 12enni che ti passano seminude davanti e il gruppo di gaggi a picchiare a sangue il primo che passa. Ovviamente chiami la polizia per due uomini che si baciano.

E sì, è un’indecenza che dei bambini possano assistere a scene del genere: un padre talmente omofobo da chiamare la squadra buoncostume e insultare pesantemente due cittadini la cui unica colpa è quella di vivere in un paese simile all’Iran dovrebbe essere denunciato.

*gaggio in cagliaritano è il grezzo, il burino, una specie molto diffusa dell’hinterland.

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Newlovecraftianism

[…] “Why aren’t the gods doing anything?” Remember two things. The gods don’t owe us anything. That’s not why we worship. We worship because they’re gods. This is their universe, not ours. What they choose they choose and it’s not ours to know why.”

[…] We cannot see the universe. We are in the darkness of a trench, a deep cut, dark water heavier than earth, presences lit by our own blood, little biolumes, heroic and pathetic Promethei too afraid or weak to steal fire but able still to glow. Gods are among us and they care nothing and are nothing like us. This is how we are brave: we worship them anyway.

China Miéville, Kraken, 2010

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Cyberterrorismo made in USA

Non mi sono mai trovato bene nei panni dell’antiamerikano. Non ho mai lesinato critiche a certi aspetti della cultura americana e alla politica americana (soprattutto quella bushiana) in passato ma sono sempre stato restio a fare una critica tout court della cultura statunitense come fanno certe frange di sinistra e destra (no-global e Forza Nuova per nominarne solo due).

Ma uno cosa deve dire o pensare se dalle colonne di uno dei più autorevoli giornali d’oltreoceano, il Washington Post,  spunta fuori un editoriale dal sapore totalitario con un retrogusto da terrorismo internazionale?

In breve, Mark Thiessen dice che Wikileaks, mostrando al mondo i documenti  sulle responsabilità americane, sui silenzi, sulle torture, sulle bugie nella guerra in Afghanistan, rappresenta un nemico degli USA. Una organizzazione criminale che deve essere eliminata, il suo fondatore arrestato e il sito soppresso o oscurato.

Da brividi. Non stiamo leggendo un pamphlet di qualche esaltato neocon, stiamo leggendo il WP. Un articolo che segue di qualche settimana le proposte della Casa Bianca di oscurare internet come in Cina.

In USA si sta proponendo di compiere quell’esecrabile atto che si chiama cyberterrorismo internazionale, tanto paventato quando si parla di stati canaglia e da cui ci vorremmo difendere.

In questi giorni mi sono chiesto: quando internet o Wikileaks mostrano documenti sugli stati nemici come Cina, Cuba, Korea del Nord va tutto bene e allora siamo pronti a dargli il Nobel per la Pace. Quando si tratta di nascondere le nostre porcherie, le nostre schifosissime ipocrite porcherie, allora internet è un nemico da abbattere.

Che differenza c’è tra uno stato che compie atti criminali contro civili, mente all’opinione pubblica mondiale, nasconde le prove ai media come l’Iraq di Saddam o l’Iran odierno e gli USA dei documenti Wikileaks? Pensavo che la differenza fosse la trasparenza di fronte ai media e all’opinione pubblica, la totale mancanza di torture e barbare uccisioni di civili ecc.

Evidentemente non è così, e la guerra è guerra chiunque la muova. E allora non è preoccupante che io leggendo queste cose abbia i brividi? Che abbia più paura degli amici, alleati USA che dell’Iran o della Corea de Nord?

P.S.

L’Islanda si appresta ad approvare una legge che permetterà assoluta libertà per i server ospitati e per internet. Chiunque potrà ospitare documenti di qualsiasi genere, compresi i documenti scottanti di Wikileaks. Se dovesse accadere, gli USA potrebbero considerare l’Islanda uno stato canaglia e nella peggiore delle ipotesi un paese da attaccare.

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L’ultima isola

Sono dannatamente in ritardo, ma il tempo sembra essere la cosa più rara e preziosa che ho in questo periodo. In ritardo per parlare del ddl antiblog, intendevo. Una mossa che non arriva inaspettata, da anni ormai ci tentano in tutti i modi di mettere guinzagli, museruole e lacci ad internet. In tempi non sospetti dissi che era solo questione di tempo prima che lo Stato si accorgesse del nuovo media e tentasse di bloccarlo. I giornali, poi le radio, poi le tv, ora i blogs. Lo Stato non ammette libertà di informazione e concede lo spazio solo a pochi fidati e controllabili. Non potevamo aspettarci che questo in un mondo dove perfino il presunto campione delle libertà democratiche (agli occhi delle sinistre del mondo ovviamente) Obama pensa che gli USA si debbano dotare di un “bottone” spegni internet come la Cina (la libertà di internet da immolare sull’altare della divina Sicurezza è chiaro!) o che l’FBI possa ottenere i dati privati dalle compagnie internet (Google, Facebook ecc.) senza l’intervento di un giudice.

Tutti buoni motivi per continuare a combattere contro lo Stato e per salvaguardare l’unica isola di anarchia e di conseguenza di libertà, ovvero internet.

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La nuova opposizione

Alla fin fine è andata bene un po’ a tutti. Berlusconi si è levato di torno il traditore e Fini ha un nuovo giocattolino. Ma soprattutto finalmente a sinistra avranno un partito di opposizione da votare alle prossime elezioni.

Sarà divertente vedere il PD appoggiare il governo e Fini votare contro insieme a Di Pietro. Ci aspetta una fine legislatura coi fiocchi.

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