La Direttiva UE sulla vivisezione “vivisezionata”

Ecco a voi un post su due cose che non sopporto: gli ambientalisti senza se e senza ma e Facebook.

Da qualche tempo su Facebook è apparsa la solita “campagna contro X” con tam-tam, firme, controfirme, appelli. In genere si tratta di un utente Facebook che posta un appello contro qualcosa molto generico, molto superficiale, senza referenze, link o possibilità di verificare. La gente ci crede e grazie al sistema demoniaco di Facebook -ovvero notizie non verificate o verificabili post-hoc rimbalzano da bacheca a bacheca, senza possibilità di rettifica o correzione – le mezza verità o le bugie si spargono a macchia d’olio.

L’ultima riguarda la campagna contro la direttiva UE sull’uso dei randagi per la vivisezione. Lasciando perdere l’uso ignorante del termine vivisezione con cui gli animalisti includono qualsiasi esperimento sugli animali (dallo studio del comportamento all’uso di organi o cadaveri, dalla chirurgia alla vivisezione vera e propria), vediamo di cosa parla questa famosa direttiva che mi sono preso la briga di leggere. Eccola qui:

Articolo 11, pagina 36. Tutti possono leggerla e tutti possono farsi un’idea. Per chi non sa l’inglese c’è scritto (traduzione veloce veloce):

1) Gli animali randagi e gli animali inselvatichiti da specie domestiche non devono essere usati nelle pratiche [scientifiche].

2) Le autorità competenti possono solo garantire eccezioni al paragrafo 1 solo alle seguenti condizioni:

a) c’è un bisogno essenziale per gli studi che riguardano la salute e il benessere degli animali o una minaccia all’ambiente o alla salute umana o animale, e

b) c’è una giustificazione scientifica per la quale l’obiettivo della pratica può essere raggiunto solo con l’uso di un animale randagio o animale inselvatichito.

Chiaro? Se non è chiaro ve lo spiego io: il primo paragrafo dice che NON si devono usare randagi. Il secondo parla di alcune eccezioni che solo le autorità competenti (ASL, Regione, Comune, Commissione scientifica ecc.) possono autorizzare. Quali sono queste eccezioni: la prima (a) parla della possibilità di utilizzare animali randagi nel caso, per esempio, di epidemie che siano pericolose per gli stessi randagi, per altre specie domestiche o per gli umani. Si chiama salute pubblica e dovrebbe essere uno degli obiettivi dei sedicenti ambientalisti visto che serve a salvaguardare la salute degli stessi animali. Quando si parla di utilizzare un randagio per uno studio scientifico con questo tipo di finalità gli ambientalisti pensano a degli uomini malvagi che vanno in giro a catturare cani e gatti randagi dalle periferie, portarli in un laboratorio supersegreto, aprirli in due con un bisturi per il solo scopo di vedere cosa c’è dentro gli organi interni. Purtroppo devo deludere i signori ambientalisti e avvertirli che si fanno cose ben più banali e routinarie, tipo: raccogliere feci e urine, prendere campioni di sangue o biopsie, studiare il comportamento, somministrargli vaccini contro malattie e parassiti e, sì, anche la soppressione in alcuni casi se è necessario. Tutto questo per il bene e la salute degli stessi animali e del resto dell’ecosistema metropolitano.

L’eccezione (b) al paragrafo 1 riguarda l’uso di animali randagi per raggiungere obiettivi scientifici che possono essere raggiunti solo con animali randagi. Cosa significa? Significa che se esiste un progetto di ricerca che ha come obiettivo la conoscenza di fisiologia e patologia di una specie randagia allora è possibile che le autorità competenti diano l’OK per il loro utilizzo. Ma sempre in accordo con il resto del documento dell’Unione Europea che prevede gli obiettivi del replacement, reduction and refinement (rimpiazzamento, riduzione e perfezionamento; ovvero la regola delle tre R). Le leggi a riguardo dell’uso di animali per la sperimentazione scientifica sono molto rigorose e rispettate fino all’ultima virgola pena la chiusura del laboratorio, multe salatissime e perfino l’arresto.

Quanti di quelli che hanno firmato l’appello, cliccato il pulsante LIKE su Facebook o che sono scesi in piazza hanno letto la direttiva? Nessuno, a giudicare dai commenti e dal fatto stesso che sia nata questa campagna. I giornali hanno contribuito in modo sostanziale a questa menzogna.

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40 commenti

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40 risposte a “La Direttiva UE sulla vivisezione “vivisezionata”

  1. ormai i giornali sono una cassa di risonanza di facebook: è noto che molti sedicenti giornalisti si “informano” quasi solo attraverso la malefica effe (e magari un aggregatore dove però sono loro stessi ad aver “scelto” le “fonti”).
    e per scoprire che ci sia sempre un fascino per i complottismi non c’è bisogno che lo dica a te.
    il fatto è che anche la scuola oramai dimentica di insegnare (come almeno ha fato a me) che sono le fonti la base dell’informazione.

  2. arre

    grazie fabristol,
    aspettavo da molto un commento serio.
    Ma se girano articoli come questo:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/09/news/vivisezione-6888071/

    o questo:

    http://www.giornalettismo.com/archives/82223/vivisezione-randagi-ue/

    è difficile che l’opinione pubblica si faccia un’idea basata sui fatti.
    tra l’altro per avere espresso un’opinione simile alla tua sono stato praticamente cacciato da giornalettismo.

  3. Giuseppe

    stai dicendo un pò di inesattezze. Sono uno di questi ambientalisti da facebook (ma vado anche alle manifestazioni, perché sono ancora più alternativo e voglio sfoggiare tutto il mio essere freaky, che tanto per la gente come voi animalista=freakkettone). Il ddl prevede l’utilizzo di randagi per fare esperimenti, e non lo dico io ma lo dicono le associazioni animaliste di tutta europa. Secondo, le manifestazioni di noialtri animalisti da facebook sono rivolte anche a tutti quegli esperimenti non indispensabili per la ricerca. Terzo, se ti informassi un attimo di più scopriresti che tantissimi esperimenti condotti su animali sono esperimenti barbari, che portano alla morte e spesso TOTALMENTE INUTILI visto che un animale non è un uomo. Quindi..

  4. Snem

    I troll ci sono sempre stati, con facebook hanno solo più “pubblico”. Si cibano dell’ignoranza e della pigrizia, creando scandali verosimili.
    L’unico antidoto è divulgare l’informazione correttamente (magari prima e non come “reazione” che, se polemica, fa il gioco del troll).
    Comunque grazie per il post, mi sembrava strano che l’Europa avesse fatto tanti passi indietro e quindi non avevo creduto alle notizie.

  5. i giornalisti fanno il paio coi politici, non si può pretendere.

  6. Grazie, grazie, grazie. Ti aspettavo al varco 🙂
    Anch’io ho avuto molti dubbi su questa insurrezione di gente che pensava che, all’improvviso, gli squadroni della morte gli avrebbero rapito il gatto uscito un attimo per strada per aprirgli il cranio senza anestesia. E anch’io mi ero scaricato la direttiva UE, proponendomi di scrivere qualcosa al riguardo. Poi mi è passata la voglia: si sa che a polemizzare con il “buonismo progressista estremista” si rischia di venire triturati. Però quando ho appreso la notizia mi sono subito chiesto che cosa ne avresti pensato tu (sì, proprio tu 🙂 ) e chi fa davvero ricerca…
    (La mia posizione al riguardo era: la direttiva UE cerca di portare ordine in stati che hanno legislazioni più lasche della nostra. E chiunque l’avesse letta avrebbe scoperto che qualsiasi forma di sperimentazione sugli animali viene posta come “ultima ratio” e che sono più i limiti e i paletti che pone. D’altro canto – pensavo – avrei voluto sapere da uno specialista, da chi davvero fa ricerca, in che misura si può rinunciare del tutto alla sperimentazione sugli animali e se, nel caso della ricerca su alcune malattie, questo sia davvero possibile. Infine mi sono chiesto perché molti di questi animalisti, per esempio, non fanno una piega davanti al vero e proprio eccidio programmato che porta animali morti, dopo enormi sofferenze, nei loro piatti: in questo caso è lecito provocare dolore solo per soddisfare le proprie papille gustative?)

  7. Ho sempre nutrito parecchi dubbi sulle campagne ambientaliste specie “nostrane” penso per esempio alla posizione dei verdi sulla questione eolico nella nostra cara terra.

  8. Per Arre

    Mi spiace molto per la tua esperienza. In genere Alessandro è un ottimo padrone di casa ma nel tuo caso forse si è lasciato prendere un po’ la mano.

    Per Giuseppe

    “gente come voi animalista=freakkettone”

    A quale gente apparterrei io?

    “Il ddl prevede l’utilizzo di randagi per fare esperimenti, e non lo dico io ma lo dicono le associazioni animaliste”

    Hai ragione: NON lo dici tu, lo dicono loro. Fino a quando la gente seguirà il pensiero di capipopolo senza leggere le fonti in prima persona si faranno ancora di qeusti errori. Eppure per evitare ogni dubbio ho copia-incollato il file pdf nel post e ho scritto numero di articolo e pagina. Evidentemente non basta.

  9. Per Snem e Stefano

    Grazie anche a te. Questa direttiva, a mio giudizio, è la più restrittiva finora e assicura una norma condivisa per tutti i paesi europei, anche quelli nuovi appena entrati dove le pratiche sugli animali sono ancora barbare e senza alcun controllo.

    Nello specifico sul commento di Stefano che mi chiedeva “in che misura si può rinunciare del tutto alla sperimentazione sugli animali e se, nel caso della ricerca su alcune malattie, questo sia davvero possibile. ”

    E’ un discorso molto lungo e può aprire polemiche infinite. Comunque la risposta è no, non si può rinunciare per ora. Detto questo si deve fare il tutto possibile per ridurre numero di animali, tipologie di esperimenti cruente e soprattutto eventuale sofferenza. Nella maggior parte degli esperimenti non esiste alunca sofferenza perché gli animali vengono sedati e anestetizzati e vengono usati singoli organi o tessuti. Nel caso delle neuroscienze i tessuti cerebrali.
    Detto questo non condivido molte linee sperimentali e io scienziato ne farei sicuramente a meno. Esistono progetti inutili? Sì certo, ma perché esistono uomini stupidi che li presentano e uomini stupidi che li approvano. Per questo il finanziamento per metodi alternativi dovrebbe essere aumentato: per ridurre questi casi inutili. Per esempio, ho sentito della possibilità di creare topi transgenici totalmente incapaci di provare dolore.
    Come ricercatore non vedo l’ora che arrivi un momento della storia quando potremmo finire di usare animali per la sperimentazione, ma ahimé, mi sembra ancora lontano.
    Il problema come dici tu è che non si può pretendere di eliminare queste pratiche scientifiche quando il 90% delle persone continua a mangiare carcasse di animali, compresi quelli che manifestano magari in buona fede ma che non si rendono conto dell’incredibile ipocrisia. Nella macellazione esistono meno paletti e regole che nella sperimentazione scientifica. Anche in questo caso non vedo l’ora che si possa fare a meno della carne proveniente dagli animali. La tecnologia esiste già per produrre carne coltivata in laboratorio. Costerebbe anche meno tra l’altro…

  10. mate

    Leggendo il post mi sono ricordata di una piccola Mate quattordicenne, in quarta liceo classico (Dettori), che aderisce tutta entusiasta alle manifestazioni settembrine contro l’ennesimo ddl sulla scuola. Alla vigilia della manifestazione avevo portato alla riunione studentesca il testo del ddl, per discutere con gli altri rappresentanti degli studenti i punti critici. E avevo scoperto che ero l’unica ad essersi procurata il testo di legge originale. Li’ avevo iniziato a capire molte cose. E non c’era nemmeno facebook, pensa un po’.

    Sul caso specifico:
    hai ragione da vendere. Io non negherei a nessuno il diritto di manifestare, ma bisogna che uno sappia di cosa sta parlando.
    Nel caso degli esperimenti su animali randagi, il testo di legge e’ chiarissimo. Non si possono usare, a meno di situazioni di estrema estrema necessita’, e comunque solo dopo apposito beneplacito degli organi di competenza e sempre secondo le norme vigenti sull’uso degli animali.

    @Giuseppe e chiunque parli di ‘
    tutti quegli esperimenti non indispensabili per la ricerca’.
    Una domanda: chi decide quali sono indispensabili e quali no? Non io, non Fabristol, neanche Giuseppe, ma una marea di ‘esperti’.

    Vorrei che fosse chiaro al grande pubblico che quando si lavora con animali non e’ che ci si svegli una mattina, si afferri un topo per strada e si decida di farci qualsiasi cosa ti passi per la testa. I protocolli che prevedono l’uso di animali sono rigidamente controllati, difficili da ottenere e revisionati regolarmente. Qui in Canada ci sono almeno quattro livelli di controllo (e colleghi europei mi dicono che in Europa le regole sono ancora piu’ severe):
    – primo: il funding agency. E’ il primo ente a scrutinare il tuo progetto ed esperimenti allegati. Un comitato di esperti valuta la priorita’ del tuo progetto di ricerca, e l’applicabilita’ dei metodi che proponi. Se ritiene che l’uso di animali non sia necessario per il tuo piano di ricerca o sia inappropriato, ti puo’ negare i fondi o chiedere una revisione del testo del progetto.
    -secondo: i veterinari. Una equipe di veterinari controlla ogni protocollo in cui vengono usati animali: quanti, come, dove e perche’. Fornisce direttive su come migliorare le procedure (ridurre al minimo il numero di animali usati, applicare analgesici e anestetici ogniqualvolta possibile, etc). In casi estremi puo’ negare il consenso all’esperimento.
    -terzo: comitato etico. Questo e’ composto per meta’ da medici, e per meta’ da cittadini della strada. Anche loro leggono il protocollo e decidono se la rilevanza dell’esperimento e le modalita’ sono compatibili con il sacrificio degli animali.
    Tutto questo avviene PRIMA che tu inizi il tuo progetto.
    Infine (quarto), anche DURANTE l’esperimento, siamo monitorati da veterinari che controllano che il protocollo sia seguito alla lettera. Se vengono verificate inadempienze il lab puo’ essere chiuso e fine dei giochi.

    Ora, che con un simile sistema ci siano ancora ricercatori in grado di commettere efferatezze e’ vero, ma sono un’eccezione e sono (e devono essere) perseguibili per legge.

    A tutti quelli che protestano contro gli esperimenti in vivo (quelli condotti secondo tutti i crismi), dico semplicemente che smettano di farsi vaccinare, assumere farmaci, farsi fare test diagnostici, e subire qualsiasi tipo di intervento chirurgico. Infatti, se e’ vero che un animale non e’ un uomo, come dice giustamente Giuseppe, e’ anche vero che in tantissimi casi gli animali si sono dimostrati ‘abbastanza simili’ da consentire lo studio, confermare l’efficacia e permettere la commercializzazione di vaccini, farmaci anti-infiammatori, terapie anticancro, anti-ulcera, antipsicotici, analgesici, anticoagulanti o fluidificanti e tantissimi altri.

    Grazie Fabry per lo spunto e scusa la logorrea 🙂

  11. “Il ddl prevede l’utilizzo di randagi per fare esperimenti, e non lo dico io ma lo dicono le associazioni animaliste di tutta europa.”

    Possono dirlo, o Giovanni, anche le associazioni animaliste di tutto il mondo, una cazzata rimane tale anche se detta da miliardi di persone, la quantità non altera la natura di una cosa. Il testo della direttiva mi sembra ineccepibile, salvo citare altra parte della direttiva che pone in essere altre eccezioni non contemplate dall’articolo 11.

    Anziché andare a perdere tempo alle manifestazioni o su Facebook, avresti potuto leggerti il testo, o Giovanni. E magari informarti su cosa sia una “direttiva EU”. Chissà, avresti potuto scoprire che al contrario dei “regolamenti EU” alcune direttive contengono solo principi programmatici, che vincolano gli stati agli obiettivi da perseguire, ma lasciano liberi gli stati stessi sulla legiferazione interna necessaria al raggiungimento di questi obiettivi (altre direttive, cosiddette “dettagliate”, invece vincolano gli stati all’immediata applicazione all’interno dei territori, come i regolamenti; e queste sono ormai le più diffuse, e credo che anche questa sia di questa natura. Ma appunto “credo”, perché non l’ho letta tutta a fondo più volte, come merita qualunque legge). Se fosse una direttiva “non dettagliata”, magari potresti fare pressioni sul governo del tuo stato affinché la “blindi” maggiormente su questo punto all’articolo 11, ad esempio, piuttosto che protestare per qualche fumoso misunderstanding (o per partito preso, vero?).

    Comunque, questa la traduzione italiana ufficiale del testo della direttiva, solo per completare il (come al solito) grande lavoro di Fabristol.

    Articolo 11
    Animali randagi e selvatici delle specie domestiche
    1. Gli animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono utilizzati nelle procedure.
    2. Le autorità competenti possono concedere deroghe al paragrafo 1 soltanto alle condizioni
    seguenti:
    a) è essenziale disporre di studi riguardanti la salute e il benessere di tali animali o gravi
    minacce per l’ambiente o la salute umana o animale; e
    b) è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se
    non utilizzando un animale selvatico o randagio.

    Se, o Giovanni, vuoi studiartela tutta e non sai come procurartela, chiedimela pure, ti invio volentieri il pdf della direttiva in italiano e tutti gli 8 allegati. Ti consiglio sopratutto la lettura dell’allegato 8, perché penso che sia quello che forse più ti interesserà.

    Poi, solo poi, ripassa, ricommenta con cognizione di causa, e poi vai a manifestare. Il manifestare fine a se stesso non è senso civico, è senza senso. Non si prendono più sul serio i manifestanti perché essi non sono seri…

  12. Grazie Mate. Ottimo sunto delle regole e delle procedure in gioco ogni volta che si tratta di sperimentazione su animali. Io non avevo voglia di elencarle 😉

    PEr Invisigoth

    “selvatici” Ah ecco come avrei potuto tradurre feral. Anche se forse inselvatichito rende di più l’idea di un animale domestico che ritorna allo stato selvatico.

  13. sam

    Detesto anch’io queste campagne gridate.
    Su questa, manco mi ero messo ad indagare. Leggo ora da te. Grazie.

  14. Vedo con (dis)piacere che la disinformazione a fine demagogico non opera solo nel mio campo di lavoro. Sapessi quanto m’incazzo io ogni volta che sento ripetere, magari da gente che non ne capisce nulla, la storiella dell’abolizione del reato di falso in bilancio; che non si chiama neppure così, tra l’altro …..

  15. Non vedo però cosa c’entrino “gli ambientalisti senza se e senza ma”, casomai chi ci è cascato è l’animalista acritico, che è una specie ben diversa, e i due insiemi si intersecano molto più di rado di quanto si pensi (di solito nella persona dell’attivista vegan o antispecista, quindi una frangia decisamente minoritaria)

  16. arre

    concordo ovviamente con il discorso generele, è davvero assurdo firmare delle petizioni -così, perchè basta premere un bottoncino su facebook- ma senza una reale coscenza di ciò che si sta facendo.
    ma in questo singolo caso mi pare che facebook e l’inerzia dei singoli siano davvero gli ultimi colpevoli. anche chi avesse cercato di ottenere informazioni avrebbe trovato una serie di articoli agghiaccianti che all’unisono ripetono la stessa cacchiata. se qualcuno mi fa venire il dubbio magari vado a leggermi il testo, ma se contemporanemante tutta la stampa dalla destra alla sinistra (e pure i media più liberi come giornali online e blog), ministri del governo, membri dell’opposizione, oncologi di fama, tutti quanti raccontano la stessa cosa, mi pare un po’ difficile che il singolo si possa farsi un’idea informata.

  17. Grazie Fabri e grazie Mate per tutti i chiarimenti del caso 🙂

  18. arre

    … refusi a parte. sorry.

  19. Fabristol, la tua traduzione (fatta al volo) era ultra chiara e perfetta. 🙂

    Non c’era bisogno che riportassi il testo in italiano, in realtà, ma l’ho fatto per dimostrare che, se uno ha volontà di informarsi, certe cose le trova senza spostarsi dalla propria scrivania.

    L’ignoranza, a volte, è solo questione di volontà, non di mancanza di mezzi…

  20. rosanna

    sono confusa: ma allora a cosa servono i 2.500 cani beagle allevati in provincia di brescia se non servono per la vivisezione?

  21. Rosanna, certo che sei confusa: qui stiamo parlando di randagi, non di cani allevati.
    A parte gli scherzi avrei bisogno di qualche link o informazione in più. E poi, lo ripeto, vivisezione è un termine sbagliato. La sperimentazione scientifica sugli animali copre un ampio raggio di pratiche: dallo studio del comportamento alla chirurgia, dalla somministrazione di vaccini all’uso di tessuti presi da animali morti.

  22. astrolabio

    “sono confusa: ma allora a cosa servono i 2.500 cani beagle allevati in provincia di brescia se non servono per la vivisezione?”

    credo riforniscano i ristoranti cinesi della lombardia

  23. Antonio

    E’ semplicemente molto più facile indignarsi che informarsi, cliccare su “mi piace” e poi continuare a cazzeggiare che cercare, anche senza muoversi dalla scrivania, le fonti. Del resto (lo ha dimostrato Arre) fanno così anche certi giornalisti.
    E io su facebook ci sono e mi ci diverto perché ho bisogno di un po’ di superficialità…!
    In italiano: http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/10/st06/st06106.it10.pdf

  24. rosanna

    appunto mi aspettavo una risposta idiota …. ciao ne’!!!!

  25. astrolabio

    prova a non fare domande idiote e vedrai che le risposte acute arriveranno.

  26. rosanna

    astrolabio, il fatto che leggo il contenuto di questo blog significa che voglio documentarmi ma ho letto tutto e il contrario di tutto. non sono una scienziata, solo una persona sensibile che ha visto al tg5 la sera prima della manifestazione di roma un ricercatore che sparava in bocca a sorpresa tenendogli la testa stretta un qualche cosa di feroce in bocca a un beagle. non ho fatto i salti di gioia vedendo quella scena.. la moltiplichiamo per 2.500 quanti sono i cani di quell’allevamento?? queste pratiche sono fondamentali per il benessere dell’uomo?

  27. Corrado

    Ciao Rossana… se leggi un po’ più sù trovi la risposta a quanto chiedi: nello specifico al 9° commento, se non sbaglio…

    “Comunque la risposta è no, non si può rinunciare per ora. Detto questo si deve fare il tutto possibile per ridurre numero di animali, tipologie di esperimenti cruente e soprattutto eventuale sofferenza. Nella maggior parte degli esperimenti non esiste alunca sofferenza perché gli animali vengono sedati e anestetizzati e vengono usati singoli organi o tessuti. Nel caso delle neuroscienze i tessuti cerebrali.
    Detto questo non condivido molte linee sperimentali e io scienziato ne farei sicuramente a meno. Esistono progetti inutili? Sì certo, ma perché esistono uomini stupidi che li presentano e uomini stupidi che li approvano. Per questo il finanziamento per metodi alternativi dovrebbe essere aumentato: per ridurre questi casi inutili. Per esempio, ho sentito della possibilità di creare topi transgenici totalmente incapaci di provare dolore.
    Come ricercatore non vedo l’ora che arrivi un momento della storia quando potremmo finire di usare animali per la sperimentazione, ma ahimé, mi sembra ancora lontano.
    […]Nella macellazione esistono meno paletti e regole che nella sperimentazione scientifica. Anche in questo caso non vedo l’ora che si possa fare a meno della carne proveniente dagli animali.[…]”

    Anche io credo sarebbe ottimale non utilizzare gli animali per questi fini, però ognuno di noi dovrebbe rinunciare a tutta una serie di farmaci, apparecchi medicali e quant’altro che sono stati testati(e non per forza in maniera dolorosa).
    Oppure possiamo parlare di tutte quelle persone che sono amanti degli animali e pertanto si preoccupano di curare il proprio cagnetto da 2000€ o il proprio gatto di razza marziana con ogni possibile prodotto… e quelli non sono forse stati testati su altri animali?
    Le foto e le immagini sensazionalistiche che vedi al TG bisogna vedere poi a quale % di esperimenti sono assimilabili: se la maggior parte è monitorizzazione, o test di farmaci innocui(p.e. vitamine) o simili è quantomeno fuorviante dare in pasto alla gente certe immagini… ma come si dice: sbatti il mostro in prima pagina.

    In ultima analisi credo che prima di andare in piazza con fiacccole e forconi, sia il caso di stare a valutare quanto queste pratiche influenzano la vita di ogni giorno e in primis fare noi una rinuncia. Se ognuno di noi evitasse determinati prodotti, spesso non necessari, a nessuno verrebbe in mente di produrne gli omologhi o le versioni migliorate. Ecco…questo influirebbe decisamente su questi test.

  28. Snem

    Grande Corrado, ammiro la tua pazienza e la capacità di trovare il tempo per rispondere in maniera così completa e semplice.

  29. rosanna

    grazie Corrado,

    cio’ che trovo inquietante e’ il paragrafo

    ”’
    Detto questo non condivido molte linee sperimentali e io scienziato ne farei sicuramente a meno. Esistono progetti inutili? Sì certo, ma perché esistono uomini stupidi che li presentano e uomini stupidi che li approvano.
    ”’

    suppongo che le persone (trols?) che si battono per i diritti degli animali siano fortemente motivate nel rispetto della vita in ogni sua forma e si comportino nello stile di vita di tutti i giorni in maniera adeguata.

    ciao

  30. Corrado

    @Snem: grazie 🙂

    Vedi Rossana, fino a che ci saranno persone che vorranno usare qualunque metodo per allungarsi la vita, la giovinezza, per fare stare bene “il proprio carlino da 2000€ senza preoccuparsi che per le cose che vanno bene a lui, bisogna fare stare di merda altri 30 cani”(cit.) non ne usciamo.

    In Italia si boicottano parte delle procedure sperimentali per la cura e la diagnosi di alcune malattie anche quando fare la prova non è rischioso, e lo si fa per una questione di soldi, visto che girano troppi soldi sulle cure tradizionali.
    O in un mondo in cui l’OMS si inventa una pandemia per risollevare le sorti di alcune aziende farmaceutiche. E si sta parlando di esseri umani.

    Cosa mai fa pensare che si possa risolvere qualcosa per i diritti degli animali solo con i buoni sentimenti? Per inciso fiaccolate, catene di sant’antonio, petizioni e simili sono equiparabili ai buoni sentimenti.

    I troll in linguaggio internettiano sono i disturbatori. E ci si riferiva a un intervento decisamente provocatorio che non tiene conto diìella normativa citata ma del sentimento”de panza” da uomo della strada e non, almeno credo, a te.

    Personalmente credo ci sia un’enorme differenza tra essere amanti degli animali e della natura ed essere animalisti. La nostra vita è fatta di compromessi: ho già fatto questo discorso con alcune amiche che in teoria sono molto impegnate su questa campo, certo più di me, ed effettivamente se volessimo fare una battaglia seria dovremmo cominciare a smettere di curarci, se non con l’erboristeria, di usare la macchina, l’elettricità, vestirci di tessuti naturali… il genere umano, come ovvia conseguenza rientrerebbe nei limiti fisiologici sopportabili dal pianeta e non avremmo neppure problemi di inquinamento. Chi è disposto a cominciare a farlo?

  31. rosanna

    caro Corrado,

    credo non ti sia antipatico il povero carlino da 2000 euro (il quale poveraccio e’ stato fatto nascere per
    il suo valore commerciale) ma il suo padrone…

    e’ sempre l’uomo il responsabile del destino del mondo, il resto del creato subisce….

    Temno le cose andranno meglio in futuro anche se lo spero, grazie per avere dialogato con me.

    ciao (anche dai miei due gatti ‘bastardoni’ presi al
    gattile, uno era anche adulto e mal concio, oggi il
    mio P.R. nel senso che grazie alle sue passeggiate
    per le scale del condominio ho fatto amicizia con i
    vicini. in particolare il mio gatto e’ innamorato
    pazzo del cane beagle (si proprio un cane di quella povera razza) che abita al piano di sopra. si rincorrono e giocano ed e’ una meraviglia guardali).

  32. Corrado

    Ma difatti l’animale in sè non ha colpa.
    Siamo noi, intesi come genere umano, che compriamo le peggio cazzate, ci facciamo analisi per ogni scemenza, e ci prendiamo tonnellate di farmaci anche inutili.
    Ovviamente chi ha da guadagnarci in questo fa tutto quello che può!
    Iniziamo noi a smettere di fare certe scelte e ad automoderarci, e il resto viene da sè.

  33. rosanna

    sono d’accordo

  34. Questo il link con relativo articolo da parte dei radicali delle Marche, riportato sul sito di radicali.it, aka gli antiproibizionisti che vogliono proibire la già da ogni luogo vessata ricerca sugli animali:

    http://www.radicali.it/10-dei-16-europarlamentari-eletti-nella-circoscrizione-italia-centrale-hanno-votato-vivisezione

    Di seguito riporto alcuni dei punti che loro elencano sul proprio sito, naturalmente quelli che più hanno destato il mio stupore:

    1) sperimentare sui primati anche in assenza di gravi motivazioni riguardanti la salute umana (artt. 5, 8 e 55 )
    2) riutilizzare l’animale più volte, anche in procedure che provocano intenso dolore,
    angoscia e sofferenza ( art. 16) ;
    3) sperimentare senza anestesia e/o non somministrare antidolorifici ad un animale
    sofferente se i ricercatori lo ritengono opportuno (art. 14);
    4) sperimentare su animali vivi a scopi didattici (art. 5 );
    5) creare animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche;
    6) tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come cani o
    primati;
    7) costringere gli animali al nuoto forzato fino ad esaurimento.

    Non so te Fabri, a me queste cose fanno indiavolare, specialmente quando farcite di bugie, come il fatto che esistano metodologie di replacement per tutto. E’ falso: non esistono e la ricerca in vivo è ad oggi necessaria alla conoscenza umana. Molte delle procedure che tirano in ballo in quei punti sono imprescindibile per lo sviluppo di modelli animali di patologie psichiatriche ad esempio. Poi è esilarante il discorso sui ricercatori brutti e cattivi che sacrificano gli animali per gioco o sulle multinazionali, che invece di creare modelli in silico dell’organismo umano su cui provare farmaci virtuali comodamente seduti dietro ad una scrivania e con costi nulli, si divertono a massacrare orde di sorci, pagandone l’acquisto, la gestione e lo smaltimento…

    Scommetto che questa gente non ha mai messo piede in un laboratorio.

  35. nomedelblog

    il giochino che funziona oggigiorno – nel mondo metropolitano intendo, nel mondo rurale non funziona, perchè diverse sono le conoscenze, mica perchè gli intellettualmente onesti son tutti da una parte o viceversa – è quello di sollevare un genericissimo e indefinito – tale deve assolutamente essere, mai argomentare, sennò il giochino viene male – sentimento di empatia verso un animale adatto (un gatto, un capriolo – “bambi” – lo sono; un topo no), allo scopo di attirare consensi. Utile allo scopo dirsi nel contempo contro un qualcosa che la massa ignora, e quindi teme o odia (la caccia tale è, nel mondo metropolitano; la ricerca e la scienza, purtroppo, in quasi tutti gli ambienti).
    Ma se non mi stupisce che una politicante da due soldi come la Brambilla si presti a questo giochino, un pochino mi intristisce che ci si presti anche Veronesi.

    (ovviamente non bisogna mai far venire il dubbio – che già fatica ad affacciarsi in certe teste – che certe posizioni, se cerentemente portate avanti, potrebbero mettere in pericolo libertà che fanno comodo, in prima persona, alla grande maggioranza, come cibarsi di carne o far castrare la micia di casa)

    ps: scusate l’incazzatura, ma ho appena saputo che, grazie alla leghista Martini, i miei bracchi da caccia non potranno più avere amputata – operazione svolta da piccolissimi e pressochè indolore – la coda, e quindi saranno oggetto di fastidiose ferite e ulcerazioni durante le loro scorribande nelle campagne, mentre la micia della martini potrà tranquillamente essere castrata, visto che alla Martini fa comodo così.

  36. Snem

    Vorrei sapere da chi sa più sul tema quanto affermazioni come queste siano verosimili e se simili pratiche siano considerate legali.

    “Nei laboratori farmaceutici, universitari, privati e militari di tutto il mondo i cani di Green Hill vengono sottoposti ad esperimenti di tossicologia, costretti ad inalare o ingerire sostanze fino agli spasmi e alla morte, ad operazioni dolorose e cruente, a fratture per studiarne la calcificazione ossea, perfino ad esperimenti sulle disfunzioni erettili.. Vengono usati, uccisi, sezionati e poi gettati via. Come fossero oggetti.
    Uno di questi laboratori che si rifornisce da Green Hill è il famigerato Huntingdon Life Sciences, con due sedi in Inghilterra e una negli Stati Uniti, il più grande centro di tossicologia in Europa, l’unico a cui siano mai state tolte temporaneamente le licenze per comprovate sevizie verso gli animali. Filmati ripresi di nascosto nel 1996 da una giornalista di Channel 4 hanno documentato cuccioli di beagle presi a pugni sul muso, lanciati contro i muri, fatti morire nelle gabbie, sezionati a cuore battente. Una recente investigazione del 2008, ben dodici anni dopo, ha trovato le stesse condizioni e gli stessi metodi di lavoro. Questa è la vivisezione.”
    http://www.direttanews.it/2010/04/17/green-hill-la-fabbrica-della-vivisezione-a-montichiari/

  37. PEr Snem

    Non sono un tossicologo e quindi non posso parlare su queste cose. E non conosco Green Hill. Quindi non posso darti nessuna risposta certa. Mi spiace. Posso solo dire che inalazione e ingestione di sostanze tossiche sono pratiche diffuse in tossicologia. Per quanto riguarda l’episodio dei pugni e del lancio sui muri, se è vero è stato fatto da gente squilibrata e da arrestare.
    Il sito che mi linki non ha referenze, né link ai filmati, né testimonianze. Gli animalisti spesso si accontentano di descrizioni e da voci di terza o quarta mano. Non capiscono che se vogliono combattere le pratiche cruente e inutili e quelle illegali (come quello dei pugni o del lancio sui muri) abbiamo bisogno di prove, riferimenti e referenze.

  38. Snem

    Ho trovato una referenza della BBC sul caso Huntingdon Life Sciences (spero sia sufficiente) http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/1123837.stm
    Alla fine le “prove” hanno portato solo al licenziamento di due dipendenti (la campagna degli “animalisti” a qualche più grave danno d’immagine).
    Spero sia un caso isolato e che le cose siano cambiate.
    Gli animalisti spesso documentano molto bene le loro campagne, rischiando in prima persona, poi dipende da chi vuol sapere. Certo, è molto più difficile per chi fa test innocui difendersi, comunque la mal pratica dovrebbe essere combattuta specialmente da chi è del settore.

  39. Ciao, ho scritto qualcosa sul tema e ho pensato che potrebbe interessarti. Inutile dire che un tuo autorevole commento mi farebbe molto piacere. Ecco qui: wp.me/pVgju-yA

    Un caro saluto, e perdonami lo spam! 🙂

  40. Ciao Gifh, con piacere, anche se “autorevole” mi pare esagerato!

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