“Almeno noi non andiamo coi trans”

Condivido al 110% quello che dice Guzzanti qui.

“Quella di Berlusconi sui gay non è una gaffe, è un messaggio studiato, efficace, diretto ai suoi elettori. È già un messaggio elettorale”

Esattamente così. E tutti voi, noi stiamo cadendo nella sua rete, nel suo gioco. Si sta preparando alle elezioni spostando l’attenzione su un gruppo specifico per polarizzare l’opinione pubblica. Domani Giornale, Libero e Padania seguiranno il treno e l’intero paese parlerà dell’omosessualità mentre tutto sta andando allo sfascio. Ma soprattutto Berlusconi ha già scelto il suo avversario per le prossime elezioni: Vendola. Come sempre Berlusconi sceglie il pesce piccolo dell’estrema sinistra per far paura all’elettore medio-borghese. Così come fece con Bertinotti, utilizzato in passato per fini elettorali (vi ricordate quando veniva continuamente invitato a Porta a Porta e additato come uno spauracchio?).

E’ un messaggio da bar per tutti gli scemi d’Italia che diranno: “E certo! Ormai son tutti finocchi. Meglio una bella donna che andare coi froci. Almeno noi non andiamo coi trans come Marrazzo!”

Classica frase che sentirete ogni giorno per mesi e mesi. E Repubblica è pronta con la raccolta firme che ci romperà i maroni per settimane.  Il PD intanto starà a guardare…

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9 commenti

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9 risposte a ““Almeno noi non andiamo coi trans”

  1. glipari

    Concordo al 150%. Non so se ce la farà stavolta però (vedi la monnezza in campania)

  2. Filopaolo

    Finalmente qualcuno ha detto esplicitamente e pubblicamente ciò di cui io sono sempre stato convinto: tutte le cosiddette gaffes di Berlusconi, le battute infelici, i gesti politically uncorrect di tutti questi anni non sono mai stati frutto di spontaneità o sprovvedutezza ma sono sempre stati attentamente costruiti a tavolino e commisurati alla capacità critica dell’elettore medio della sua parte politica. Si tratta di una strategia di mantenimento del consenso, non di convincimento (che invece è servito solo all’inizio della sua famosa “discesa in campo”).

  3. Non vorrei essere bi-sex: immaginate il disorientamento?

  4. Sad but absolutely true.
    Non so per tutte le altre gaffe, ma l’uscita sui gay era palesemente preapprovata dai suoi consulenti di immagine (mi pare anche che non fosse molto spontaneo mentre la diceva).

  5. Attenti ragazzi.
    L’altra volta che pronunciò una stronzata analoga (“i gay sono nel centro-sinistra mentre i tombeur de femmes tutti nel centro-destra”) qualcuno lo avvisò che Dolce e Gabbana erano tra i principali finanziatori del PdL e dovette rimangiarsi tutto, con tanto di pubbliche scuse.
    Non sopravvalutatemi l’omuncolo, che non lo merita. Sono giunto alla conclusione che è solo tanto ma tanto fortunato: in primo luogo, a confrontarsi con degli avversari inesistenti.

  6. Filopaolo

    @ lector

    Anche le finte figure di merda fanno parte del gioco. Spero non ti offenderai se considero un po’ ingenuo chi crede che al giorno d’oggi sia ancora possibile parlare di azioni casuali da parte di chi opera nella sfera pubblica. Tutto ciò che avviene nei campi della politica o dell’economia è stato, se non proprio previsto totalmente, almeno progettato e stimolato consapevolmente da qualcuno. E questo perché gli interessi in gioco sono talmente alti e le tecniche della comunicazione così raffinate che nessuno degli attori in gioco può permettersi di agire senza una preventiva valutazione degli effetti delle proprie mosse.

  7. Ciao, Filo.
    Non mi offendo, ci mancherebbe, ma ti prego di non confondere ciò che dovrebbe essere con ciò che veramente è. Ho navigato in quelle acque per alcuni anni (ero consulente per le questioni economiche d’un piccolo gruppo parlamentare, oggi sparito dalla scena) e t’assicuro che il pressappochismo, l’improvvisazione, la mancanza di professionalità, il cialtronismo, sono la regola e non l’eccezione. Si credono veramente degli intoccabili a cui tutto è permesso e ciò li induce a comportarsi come si comportano.
    Del resto, se così non fosse, non saremmo ridotti come siamo.
    Le persone serie potranno anche essere degli emeriti farabutti, ma almeno sono dei fabutti dotati di classe.

  8. Credo che nel caso di SB la posizione di Lector e quella di Filo siano più vicine di quanto si possa pensare. Berlusconi è un mix di intuizione e studio, e spesso le sue posizioni istintive coincidono con quelle che i suoi spin doctor gli preparano. Nel caso in questione, ha galvanizzato lo zoccolo duro dei suoi sostenitori con quell’uscita. E’ un calcolo puro? Mah, che importa in fondo? E’ il suo modo di cercare di condurre il gioco, non mi interessano i retroscena.

    Solo che nel passato queste uscite gli venivano perdonate volentieri dalla parte moderata del suo partito (chissà perché poi, forse davvero si aspettavano chissà quale rivoluzione liberale), mentre adesso questi ultimi sembrano molto più insofferenti. In altre parole, Berlusconi non riesce più a tenere insieme la sua base, anche perché Fini non gli da tregua. Tutti hanno capito che ormai la parabola è in discesa, bisogna solo capire quando e come ce ne libereremo.

  9. Asmenos

    E’ vero, è una strategia. Perà ricordiamoci anche che B. è una persona disturbata.
    Qualcuno ha mai letto “Mi consenta”?

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