E’ arrivato Amazon e l’Italia non sarà più come prima

Ormai compro su Amazon.co.uk da 4 anni e posso dire di aver trovato il negozio più bello, affidabile ed economico del mondo. Su Amazon si può trovare di tutto (dalle fotocamere ai libri, dagli utensili per la cucina al telefonino, dal tosaerba ai vestiti), di qualsiasi marca o modello, a prezzi bassissimi e senza spese di spedizione. Tranquillità, trasparenza, velocità e ottimo servizio.

In Italia non era ancora sbarcato per problemi di cultura: gli italiani non si fidano a comprare online, solo il 55% della popolazione accede ad internet e le infrastrutture sono pessime. Ora finalmente Amazon.it sta sbarcando anche in italia e questo cambierà la vita del paese. E non è una esagerazione: dove Amazon ha attechito il mercato e le abitudini sono state rivoluzionate. Questo arrivo non può che fare bene in questo paese ingessato. Magari grazie ad Amazon migliorerà il sistema postale, i prezzi si abbasseranno grazie alla concorrenza, i servizi saranno migliori e soprattutto la gente si fiderà di più nel comprare online (visto che siamo l’ultimo dei paesi occidentali in fatto di internet trading). Ma soprattutto le persone avranno più possibilità di scelta e potremo accedere a nuovi titoli italiani e stranieri. Il mercato dell’E-book fiorirà e non potremo che essere felice per questo. Più scelta, più qualità, prezzi più bassi. Sarà interessante vedere anche come CD, DVD e videogiochi verranno venduti. Un videogioco in Italia può arrivare a costare fino a 70 euro, cioè un quarto del prezzo di una console. In UK per esempio tra le 25 e le 35 sterline.

Ma già si sta schierando un esercito di contrari. Si stanno già lamentando che le piccole imprese falliranno a causa dei prezzi troppo bassi e dei servizi migliori che Amazon offre. E’ una storia vecchia come il mondo. Ed è anche vecchio il modo con cui si vuole risolverla: stanno già annunciando che avranno bisogno di aiuto da parte dello stato. Come sempre lo stato arriverà per aiutarli mettendo i bastoni fra le ruote del nuovo arrivato oppure dando aiuti ai piccoli editori. C’è addirittura qualcuno che pur di andare contro Amazon lo accusa di far diventare tutti più bugiardi:

“Ma bisogna stare attenti. Alla fine non c’è questo gran guadagno per chi compra. Paradossalmente, per sostenere i ribassi, l’editore può solo aumentare i prezzi e poi scontarli. Insomma, Amazon rischia di farci diventare tutti più bugiardi».”

Siamo sicuri che, come è successo coi grandi centri commerciali, arriveranno leggi e leggine per bloccare il gigante o per aiutare i piccoli che invece di offrire un servizio migliore, lavorare di più o associarsi chiedono l’aiuto dei potenti per essere protetti.

Eppure molte aziende straniere per contrastare la concorrenza di Amazon, invece di invocare aiuti statali e leggine speciali, hanno stipulato accordi con lo stesso Amazon e il loro fatturato sta crescendo insieme col gigante. Altri ancora hanno trovato altri metodi più innovativi e in futuro Amazon verrà spodestato da qualche altra azienda con più capacità e intuizioni.

Advertisements

26 commenti

Archiviato in Italia provinciale, libertarismo, Uncategorized

26 risposte a “E’ arrivato Amazon e l’Italia non sarà più come prima

  1. o mio dio, sui libri ci sono degli sconti incredibili! :-O finalmente posso permettermi quelle robaccie di damasio.

  2. Già. E’ già pronto il mio ordine per natale! 😉

    e ci sono libri in altre lingue: http://www.amazon.it/libri-lingua-straniera/b/ref=sa_menu_flb0?ie=UTF8&node=433842031

    😀

  3. Asmenos

    Anche io compro su Amazon da tempo. Comodo, preciso, efficiente, economico. Ma si sa, l’Italia è un paese di caste e corporazioni.

  4. Comunque nelle settimane scorse ho notato un aumento esponenziale delle e-mail offerta da parte di IBS, ovvero Internet book shop. Avevo capito che stava arrivando Amazon e che IBs si stava preparando a chiudere.
    Mi spiace (anche perché sono stati i pionieri del commercio di libri e cd su internet) ma il loro servizio è pessimo e ormai non compravo più da loro da anni. Tutti sapevano che Amazon sarebbe arrivato (io avevo letto qualcosa alla fine del 2008) eppure non hanno fatto nulla per cambiare. Per esempio il sito è rimasto così per anni, la mia wishlist nel loro sito è piena di “questo titolo non più disponibile”.

  5. Diego

    Non per questo amazon deve diventare il podestà delle vendite online, tra l’altro solo il sito è in Italia, ma di italiano ha ben poco

  6. Corrado

    Ottimo…
    Non ho ancora avuto modo di frugare bene ma sentendo alcuni commenti e dalle poche cliccate ho notato due cose.
    1)Purtroppo i prezzi non sono sempre al livello di quelli stranieri… Alcuni giochi su Amazon.uk vengono dati a 15€ e lo stesso gioco viene dato da Amazon.it a oltre 50€.
    2) Non vendono Kindle. Peccato. Stavo aspettando con ansia il suo arrivo!

    Speriamo in un appianamento del servizio con il resto del mondo.

    Riguardo alla concorrenza, purtroppo non mi sento di darti ragione.
    I grandi centri commerciali hanno effettivamente stroncato la piccola imprenditoria per il semplice fatto che sono stati fatti in maniera insensata: basti vedere Cagliari in cui per meno di 1\2 milione di persone ci sono non meno di 5 centri commerciali di grosso calibro(45 o più negozi) e una ventina di centri piccoli da una decina di esercizi.
    Questi centri si possono permettere prezzi e servizi che un negoziante non potrà mai fare, a prescindere da quanto lavori sodo, con chi si associ o che politica attui anche e soprattutto perchè le istituzioni non solo non aiutano ma addirittura danneggiano i commercianti. A Cagliari per esempio l’urbanistica è stata ridisegnata perchè sia più facile recarsi ai centri commerciali fuori città che nei negozi del centro. Sono state dati in gestione ettari di parcheggi ad enti che gestiscono anche i trasporti e che non hanno quindi nessun interesse a migliorare i mezzi pubblici visto che se le persone prendono la macchina, poi devono pure parcheggiare… cioè viene premiato il servizio peggiore a discapito dei cittadini.

    Riguardo al servizio postale, i prezzi sono appena aumentati del 20%.

    Io non credo che Amazon segnerà una rivoluzione. Si tratta di una società che deve guadagnare e credo che cercherà di guadagnare in ogni modo possibile. E in Italia per chi è grosso è molto facile diventarlo ancora di più. Mi accontenterei di un piccolo miglioramento.

  7. Per Diego

    No, ci mancherebbe altro: io sono per la pluralità nei servizi ma se gli altri non si svegliano e anzi spesso si lamentano invece di rimboccarsi le maniche… be’ mi sa che rimarrà solo Amazon.
    Ma come ho detto son sicuro che arriverà qualcun altro a contrastare Amazon in futuro con un servizio migliore.

    E poi cosa intendi con “di italiano ha ben poco”?
    I libri, i CD e i DVD sono in italiano e non mi sembra poco…

  8. Per Corrado

    Sì i prezzi non possono competere con amazon.co.uk ma per una semplice ragione: l’IVA italiana al 20% direttamente sul prodotto e su tutti i servizi. Lo stato italiano ruba più di quello britannico.
    Per quanto riguarda Kindle be’ questo è un mix di ignoranza, pregiudizio, assenza di wifi sul territorio ecc. ecc. Ma arriverà anche quello.
    Tutti i problemi di cui parli li ha causati lo stato, non i centri commerciali. Sono le istituzioni che hanno cercato di favorire gli amici imprenditori per costruire quei centri commerciali, i parcheggi ecc. Perché dove c’è stato c’è corruzione.
    Per quanto riguarda i prezzi delle poste, anche lì devo dirti di chi è la colpa? 😀

    Riguardo al tuo ultimo punto: Amazon non ha come obiettivo di fare una rivoluzione ma solo quello di fare i soldi. Ma comunque la rivoluzione ci sarà eccome!!

  9. ale

    Quando vivevo in Italia, nella mia città c’erano delle piccole librerie molto belle, ma hanno già chiuso da anni – vuoi per l’apertura dei megastore Feltrinelli, Mondadori ecc. (mica solo c’è amazon a fare offerte che stroncano la concorrenza), vuoi per gli affitti esosi (e infatti al loro posto ci sono ora negozi di videogiochi o di abiti di marca: i libri li comprano in pochi). Le antiquarie, le specializzate e le cartolibrerie sopravviveranno, per ragioni diverse.
    Piuttosto, non so se condividere completamente la tua fiducia sull’aumento dell’e-commerce in Italia. Proprio ieri parlavo con due ragazze italiane, ricercatrice una, dottoranda l’altra (mica due ignorantelle qualunque, insomma), che dicevano entrambe che non si fidavano a usare la carta di credito in internet. Ho spiegato loro che io lo facevo da più di dieci anni per comprare di tutto, dai biglietti aerei ai libri, ma loro facevano la classica faccia del “no-no-a-me-non-mi-fregano”. Boh, staremo a vedere…

  10. Snem

    Sono sorpreso… amazon in italiano. Sono anni che compro in inglese, ma anche in francese… qualcuno sa qualcosa della Spagna? Qui non mi sembra ci siano problemi culturali verso lo shopping online, il servizio postale è ottimo e non ci sono problemi di concorrenza e protezionismo vario… Forse il mercato è troppo piccolo ed è sufficiente il vicino amazon.fr? Non lo so, però vorrei risparmiare le spese di spedizione…

  11. Corrado

    Come puoi dire che i problemi li ha causati solo lo Stato? Sembra il discorso di Berlusconi riguardo a Mills…
    Lo Stato, in questo caso i comuni o la regione, è corrotto perchè c’è qualche impreditore che lo corrompe. La cosa mi sembra lineare.

    Iva: Sì ok… in Italia c’è l’IVA. 15€+20% fa meno di 50€… Semplicemente Amazon si sta allineando ai prezzi che trova, abbassandoli leggermente per stroncare la concorrenza… niente di diverso dai centri commerciali… in sostanza il prezzo quello è.
    Anzi da Gamestop lo trovi a meno che da Amazon.

    Spero comunque che tu abbia ragione.

    @ale:
    Guarda che titolo di studio e cultura non sono direttamente proporzionali ed entrambi non sono affatto indice di apertura mentale.
    E questo non solo in Italia.

  12. Corrado

    Ah… Fabry… le poste dovrebbero essere un ente privato.

  13. ale

    @corrado
    hai ragione, ma io ci casco sempre e mi stupisco quando vedo persone con un titolo di studio, che si fanno anche dei soggiorni di ricerca all’estero (come in questo caso), e poi ragionano come le loro bisnonne contadine.

  14. BeR

    Non so molto sul tema e quindi chiedo: ma le leggi sul prezzo del libro che si stanno preparando non si applicano anche ad Amazon.it? E tra l’altro non mi piace comprare libri on-line, preferisco fare gli ordini in una libreria e farmeli mandare lì, non a casa. Poi non ho capito francamente cosa vuol dire che i piccoli editori o i librai dovrebbero inventarsi qualcosa. E chissà cosa, regalare i libri ad 1 euro l’uno? Venderli stampati al contrario? Abbinarli a prodotti ortofrutticoli? Le potenzialità dei grandi gruppi non sono paragonabili a quelle di una piccola libreria indipendente. E non c’è invenzione che tenga; l’unica cosa che si inventeranno (anzi che si inventano) è un altro lavoro.

  15. Per Ale

    confermo le parole di Corrado. Non giudicate le persone per la loro laurea e per la loro esperienza all’estero. Rimarreste stupefatti dalla mediocrità e ignoranza di molti laureati e emigrati all’estero.

    Per Snem

    Non lo so. Credo che lo shopping online però non sia così usato come in UK o germania in Spagna. Non consoco quella realtà.

    Per Corrado

    “Lo Stato, in questo caso i comuni o la regione, è corrotto perchè c’è qualche impreditore che lo corrompe. La cosa mi sembra lineare.”

    ?? ovvio. Dov’è che ho sbagliato allora? La corruzione ha bisogno di un corrotto e di un corruttore. Politico e imprenditore infatti.
    Senza lo stato non esiste corruzione. La corruzione è un prodotto dello stato. La corruzione non può esistere tra privati: in quest’ultimo caso si chiama commercio.

    Per quanto riguarda i prezzi mi sembra che 30% sui libri sia qualcosa di veramente eccezionale. Sui videogiochi ci sonoaltre questioni in ballo: traduzione, versione italiana, meno mercato rispetto al resto del mondo dove le console sono oggetti di massa per tutte le età ecc. ecc.
    Le poste non sono private (da wiki): “ad oggi è una società per azioni il cui capitale è detenuto dallo Stato italiano per il 65% e dalla Cassa depositi e prestiti per il 35% (a sua volta partecipata per il 70% dallo Stato e per il 30% da Fondazioni Bancarie).” Solo il 10% è privato… E agiscono quasi in monopolio.
    E comunque il problema delle poste è ampio e riguarda le infrastrutture: strade, treni, ponti, burocrazia ecc.

  16. Per BeR

    “Poi non ho capito francamente cosa vuol dire che i piccoli editori o i librai dovrebbero inventarsi qualcosa. E chissà cosa, regalare i libri ad 1 euro l’uno? Venderli stampati al contrario? Abbinarli a prodotti ortofrutticoli?”

    Niente di tutto questo: associarsi, dare un servizio migliore, crearsi un mercato di nicchia e specifico, specializzarsi, invitare scrittori per letture e autografi; e comunque l’esperienza sensoriale di una libreria reale non potrà mai sostituire completamente
    il commercio online.
    Altrimenti si muore o si cambia lavoro, come è giusto che sia. E come si fa in tutto il mondo.

  17. ho provato a navigarlo e mi sembra meno ordinato degli altri (usa, uk, fra e ger), a livello di tassonomia proprio.
    però è effettivamente una cosa interessante che ci sia in italiano. almeno in linea teorica non dovrebbe finire impastoiato nella “concorrenza all’italiana”. certo se il nostro mercato ha certi prezzi, non hanno nessun interesse ad abbassarli troppo (anche se ho visto testi che costano fino a 7 euro meno su un costo di circa 25).
    ma io che voglio il libro, per quale motivo dovrei comprarlo a 7 euro in più? servizio migliore? prodotto migliore? è lo stesso libro, e il servizio di amazon non mi ha mai dato problemi.
    chiaro che questo ammazza i piccoli. e dunque? soluzioni?

  18. Franco

    (hronir, se leggi: tu sai chi sono)

    @Fabristol
    Sulla questione delle piccole librerie: vivo in Inghilterra dove la scomparsa dei piccoli esercizi e’ a uno stadio piu’ avanzato che in Italia. Sono arrivato a Cambridge aspettandomi di trovare meravigliose librerie di ogni forma e dimensione. Ho scoperto che ce n’erano meno che nella mediocre citta’ padana da cui provengo. Per farla breve, da allora mi chiedo: e’ inevitabile o no? (mi piacerebbe che non lo fosse)

    Per rispondere a te:

    “l’esperienza sensoriale di una libreria reale non potrà mai sostituire completamente il commercio online.”
    Puo’ darsi, ma ci sono le librerie colossali delle grandi catene (Waterstone qui, Feltrinelli in Italia) che danno quell’esperienza, e in aggiunta vendono dvd, giocattoli, eccetera. Le librerie piccole chiudevano gia’ prima di amazon a causa di quelle mastodontiche.

    “Niente di tutto questo: associarsi, ”
    Che significa “associarsi”, e in che modo? non lo chiedo per provocazione, vorrei davvero capire.

    “dare un servizio migliore”
    Di nuovo, in che senso? migliore delle grandi librerie o di amazon? il servizio offerto da molte piccole librerie nella mia ex-citta’ italiana, piu’ che essere peggiore, era semplicemente differente. Il problema e’ che era rivolto a poche persone (erano in buona misura librerie di nicchia).

    “, crearsi un mercato di nicchia e specifico, specializzarsi, ”
    Ma proprio questo le ha condannate: essere specializzate. Un “piccolo” libraio mi spiego’ che la vendita di libri di saggistica (scienza, filosofia, arte e letteratura ecc, la parte “specialistica” della sua libreria) non gli bastava a campare: aveva anche bisogno dei tanti clienti occasionali che passando di li’ entravano a comprare qualche best-seller appena uscito. Quando Feltrinelli li’ vicino s’e’ allargata, i clienti occasionali finivano li’, e a lui i soldi non bastavano piu’.

    “invitare scrittori per letture e autografi”
    qui in UK, letture e autografi li ho visti fare solo da Waterstone e simili, almeno quando lo scrittore era vagamente celebre (altrimenti perche’ dovrebbe sprecarsi ad andare in una libreria piccola?) Poi boh, magari da qualche parte si riesce davvero a tirare su qualche soldo chiamando scrittori meno conosciuti.

    “Altrimenti si muore o si cambia lavoro”
    Ecco appunto: di nuovo senza intenti provocatori, sei a conoscenza di casi in cui qualcuna delle cose che proponi sopra ha funzionato? e’ la mancanza di soluzioni funzionanti che mi rende perplesso.

    Tanto per chiarire: (1) l’idea di incentivi statali fa ribrezzo anche a me, (2) quel che mi preoccupa non e’ la fine del bel piccolo mondo antico. E’ che con la scomparsa delle piccole librerie si volatilizza un patrimonio culturale enorme. Se si potesse evitare ne sarei felice.

  19. Amazon.it conviene perché ha il 30% di sconto e sopra i 19 euro non si paga il corriere, altrimenti non ci sarebbe confronto con play.com (che però spedisce solo per posta normale, e un giorno racconterò delle peripezie che possono capitare grazie alle poste italiane).

  20. Per Franco

    condivido l’impressione che hai avuto delle librerie in UK. Desolante non c’è che dire. Tutte catene, nessun singolo libraio.
    Sulle possibilità dei piccoli librai per il futuro non saprei che dire. Non vorrei trovarmi nella loro situazione mi dispiace perché adoro entrare nelle librerie.
    Comunque i piccoli librai stavano già chiudendo a causa di centri commerciali, supermercati, le Feltrinelli e le Mondadori megastore. Quindi, diciamo che questa è la mazzata finale.

  21. E’ curioso, signor Franco: conosco una persona che si chiama come lei e si è trasferito a Cambridge come lei da una città padana come lei. Ma il Franco che conosco io non avrebbe mai detto “mediocre” della sua carissima città padana… 🙂

  22. Franco

    sssshhh sia io che la citta’ siamo in incognito…..

  23. Gianluca

    Io adoro comprare online, o meglio adoro non avere a che fare con i commercianti cagliaritani, ai quali devi spiegare tu come funzionano le cose che vendono loro….. quindi sono molto contento dell’apertura di amazon.it, che si va ad aggiungere a Youbuy, pixmania ecc……però devo dire che anche io mi aspettavo di più sui prezzi!
    Non sono certo da strapparsi i capelli: i dvd – per esempio – hanno lo stesso prezzo di un Mediaworld, anzi….anche un pò più cari.
    Mi è piaciuta molto invece la politica delle spese di spedizione: pressochè azzerate!
    Quelle mi hanno trattenuto molte volte perchè annullano molto spesso i minori prezzi dell’online. Con amazon invece basta spendere più di 19 euro; molto bello anche Amazon Prime, peccato che abitando in Sardegna sia un pò inutile, e anche li delusione!

  24. Come dicevo prima i prezzi dei DVD sono condizionati dal doppiaggio e versione italiana e dall’iva. I DVD in lingua inglese costano meno perchè vengono prodotti a milioni mentre per il mercato italiano sono poche migliaia. Difatti i prezzi dei DVD in lingua originale è minore.
    Io credo che comunque i prezzi si abbasseranno ulteriormente.

  25. Pingback: La legge anti-Amazon | Who is John Galt?

  26. SimoneX

    Articolo interessante, la politica dei prezzi di Amazon è vincente e fa leva su alcuni principi semplici:

    http://melodycode.com/life/i-prezzi-amazon-sono-realmente-i-piu-bassi-rispetto-alla-concorrenza.html

    Abbassando i prezzi dei prodotti più popolari riesce a far percepire una convenienza “globale”, ma non è proprio così.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...