Istigazione al terrorismo

Interessante quello che è successo oggi negli USA. Un somalo americano, potenziale terrorista, è stato preso in una trappola ordita dall’FBI. Una pratica già usata altre volte per scovare potenziali terroristi. Ovviamente sono felice che tutto sia finito per il bene ma questo episodio pone degli interrogativi etici non di poco conto che a molti sfuggiranno.

Sappiamo poco ovviamente e quel poco che sappiamo è filtrato dall’FBI, governo e giornali. Qui ci troviamo di fronte ad un caso in cui degli agenti dell’FBI hanno fatto finta di essere dei jihadisti per almeno due anni per incastrare il ragazzo. Cioè parlavano con lui di Jihad, Islam, terrorismo, odio contro gli americani ecc. Non ho alcun dubbio che il ragazzo fosse determinato in quello che voleva pianificare ma quanto ha influito l’FBI nella decisione finale del ragazzo?

Per due anni questi qua gli hanno continuamente ripetuto che DOVEVA uccidere delle persone innocenti per la Jihad. Che doveva far esplodere un furgone in quel giorno e in quel luogo. Praticamente hanno organizzato un attacco terroristico nella data e nell’ora precisa decisa dal governo. Un non troppo velato messaggio a Wikileaks e Assange? Un tentativo di creare panico nel periodo più critico della presidenza Obama? Questa è istigazione a delinquere, istigazione al terrorismo.

Avrebbero potuto arrestarlo e buttarlo a Guantanamo (e con le leggi bushiane MAI abolite da Obama avrebbero potuto) ma hanno preferito fare un arresto a orologeria per futili motivi politici e di propaganda.

E poi, ci dovremmo chiedere, se l’FBI non fosse intervenuto questo ragazzo sarebbe veramente arrivato al punto di schiacciare quel pulsante per la detonazione? Magari in questi due anni avrebbe potuto cambiare idea. E perché l’FBI, invece di instillargli ancor di più idee suicide e estremiste non ha cercato di fare il contrario, cioè convincerlo che era una cosa immorale e atroce?

Perché non impersonare un jihadista pakistano pentito che spiega al ragazzo che quell’idea della Jihad santa è sbagliata? A quest’ora avremmo potuto avere un ragazzo pentito, una vita felice forse e un futuro migliore per tutti.

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19 commenti

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19 risposte a “Istigazione al terrorismo

  1. o un altro attentato

  2. “Surreale”

    Uccidi, uccidi, uccidi. Bombarda, bombarda, bombarda. Odia, odia, odia.
    A Natale c’è un pacco per te così potrai esaudire il tuo desiderio. Odia, odia, odia.
    Apri il pacco. Li vuoi uccidere i bambini? Sì che li vuoi uccidere.
    La Jihad è tua. Schiaccia il pulsante, schiaccia il pulsante. Uccidi, uccidi, uccidi.

  3. totentanz

    Lungi da me sapere quali siano le strategie più efficaci e lecite contro il terrorismo islamico, però credo che questa qui in particolare sia volta a creare un clima di controterrore tra i potenziali terroristi, che così temeranno sempre di avere a che fare con un tranello dell’FBI piuttosto che con dei veri jihadisti. Messa così, non mi sembra poi così campata in aria come strategia.

  4. Per Totentanz

    Quindi è lecito dal punto di vista morale e dello stato sacrificare un cittadino per la sicurezza nazionale?
    Non è una domanda per fare polemica. E’ solo che ci troviamo di fronte ad un caso difficile in cui lo stato istiga all’assassinio un suo cittadino per creare una trappola per imprigionare altri assassini. Forse.

    E invece io ti rigiro la frittata: e’ più efficace far sapere ai terroristi che possono essere spiati o far loro credere che possono parlare liberamente sul web?
    Secondo me la seconda: perché ora, appunto, saranno più attenti e utilizzeranno altri canali.

  5. totentanz

    Non credo sia lecito che lo stato istighi un cittadino a delinquere, però devi tenere presente che gli USA si considerano praticamente in guerra contro il terrorismo islamico, e di conseguenza si cautelano all’insegna del “tutto è lecito”. Ripeto, io non promuovo né condanno questa strategia, l’ho semplicemente interpretata dal punto di vista della nazione che maggiormente è minacciata dal terrorismo islamico.
    Probabilmente – e sottolineo probabilmente – se ci fosse dietro casa mia un attacco terroristico della portata dell’11 settembre, io stesso vorrei che il mio stato non ci andasse tanto per il sottile con chiunque mostri anche solo la vaga intenzione di appoggiare la jihad.

  6. Continuo a sposare l’idea che questo ragazzo sia stato usato per vili scopi propagandistici. Così come in italia si fa con i mafiosi e gli arresti a orologeria, o le dimostrazioni studentesche (vedi scuola Diaz).
    Lo stato utilizza i criminali per i propri fini, che non sono quelli della protezione o sicurezza ma semplicemente del mantenimento del potere di pochi.

  7. La cosa ancora più sbalorditiva (e questo fa capire la supina stupidità dei giornalisti e della gente comune) è che nei titoli dei giornali si scrive: “Sventato attentato terroristico!”, “Arrestato per aver organizzato un piano terroristico.”
    Ma nessuno ha titolato: “L’FBI ha organizzato un attentato terroristico finto fornendo logistica, mezzi e denaro ad un wannabe-terrorist somalo.”

  8. Si comportavano così anche i vecchi Sid, Sisde e Sismi (piazza Fontana, piazza Della Loggia, stazione di Bologna, Italicus, ecc.) e, probabilmente, la scuola di pensiero era sempre quella della CIA.
    Ma, è noto, non siamo in presenza di geni della strategia, solo d’allucinati (vedi “I tre giorni del Condor”).

  9. Sei sempre il migliore!

  10. Per Lector

    lo fanno tuttora!

    Per Luke

    esagerato!! 😀

  11. Corrado

    Mh… però nell’articolo si dice:
    “L’agente aveva più volte messo sull’avviso il giovane che rischiava di uccidere anche molti bambini, ma lui aveva replicato che puntava proprio a colpire «la massa nel proprio elemento, con le famiglie che fanno festa»”

    Posto che questo sia vero e non una falsa info data per zittire le solite voci contrarie, è esattamente quello che chiedevi tu Fabri.. ossia farlo riflettere sull’assassinio degli innocenti etc…

  12. ale

    Boh, io avevo letto sul giornale di Portland (http://www.oregonlive.com/portland/index.ssf/2010/11/fbi_thwarts_terrorist_bombing.html) che l’FBI lo aveva contattato nel giugno 2010, che si erano limitati ad accettare la sua proposta di fare un attentato e che lui si era procurato l’esplosivo personalmente e lo aveva dato all’agente infiltrato convinto che questi ci facesse una bomba. Insomma, una storia molto diversa da quella che racconta il Corriere. Mi sa che hanno confuso il fatto che il tipo aveva contattato due anni fa un complice (associate) con il contatto fatto dagli agenti FBI. O, più probabile, hanno tradotto “associate” con “agente”. Sulle altre discrepanze, non so. Agenti inflitrati sono fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. E questi sono inflitrati, non agenti provocatori, mi sembra. O forse il Corriere dispone di fonti più affidabili di Oregonlive.

  13. (Fabristol, non intendevo dire che fosse surreale la tua interpretazione, ma la loro strategia.)

  14. Per Corrado

    vabbè ma anche se fosse? Quella frase potrebbe essere anche stata pronunciata proprio per sondare quanto il ragazzo era disposto a fare. Nel senso che tra jihadisti si fanno queste domande per vedere fino a che punto si arriva. Non è stata fatta per farlo desistere (se è vera).
    Ma te lo immagini un pakistano fondamentalista che utilizza questo ragazzo per far esplodere una bomba e poi gli fa questa domanda “per farlo riflettere”?

    Per Ale

    Il giornale che linki ha un articolo molto più completo delle notizie che abbiamo in italia e qui in uk. Ma non cambia il succo del discorso. Certo lo rende meno grave ma rimane l’aiuto che gli hanno dato. Per esempio se non avesse creduto all’agente per l’assemblaggio della bomba da chi sarebbe andato?
    Magari non conoscendo nessun in grado di farlo in Oregon avrebbe desistito.

  15. Per Davide

    Sì sì l’avevo capito. 😉
    Volevo solo rendere quel tuo “surreale” in maniera teatrale. Perché anch’io penso sia surreale.

  16. ale

    No, no, aspetta un po’: tu hai scritto che per due anni gli agenti FBI gli hanno ripetuto ossessivamente che doveva uccidere e questo non è vero. Quando si sono messi in contatto con lui (due mesi prima dell’attentato e non due anni) hanno pure cercato di convincerlo a desistere dicendogli che avrebbe ammazzato degli innocenti (proprio quello che secondo te avrebbero dovuto fare). L’esplosivo se l’è procurato lui, il luogo e la data li ha scelti lui, l’agente FBI si è limitato a dire “dammi l’esplosivo, che la bomba la faccio io” – e meno male! Diciamo che l’articolo di cui ti sei servito è solo l’ennesimo esempio della cialtroneria delle redazioni italiane che “scrive” i suoi testi riprendendo fonti straniere, traducendoli malamente e lasciando fuori particolari decisivi. Poi, in generale, hai ragione tu sulla politica di usare agenti provocatori. Ma il caso in questione mi sembra diverso, tutto qui.

  17. Sì hai ragione Ale ma io appunto mi sono basato su quello detto dai giornali come corriere o BBC. Anche la BBC diceva cose simili al Corriere. Quindi c’è qualcosa di sbagliato alla fonte forse… Boh si potrebbe indagare.
    Comunque continuo a pensare che avrebbe potuto arrestarlo senza fare tutta questa messiinscena ad uso e consumo della politica di Obama.

  18. Pingback: Wannabe terrorist? Ci pensa l’FBI | libertariaNation

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