Archivi del mese: novembre 2010

L’Inghilterra che non ti aspetti: Bonfire night

Non avevo mai partecipato al Bonfire night in tutti questi anni. Diciamo che l’area di Bristol non è rinomata per questi festeggiamenti. Nel Sussex invece è una festa radicata nel territorio da oltre 400 anni e ogni paese, villaggio o groppuscolo di case festeggia con processioni, falò e fuochi d’artificio. In breve per chi non sapesse di cosa sto parlando:

1) Re Enrico VIII era un Berlusconi dell’epoca, cornificava la moglie, se la spassava con le fanciulle della corte. Ad un certo punto vuole divorziare da sua moglie per sposarsi un’altra.

2) il papa non condivide il “bunga bunga” dell’epoca e non vuole farli divorziare.

3) Enrico si incazza e dice: “Ah è così, allora mi stacco dalla chiesa cattolica e mi faccio la mia chiesa.!”Quel giorno nacque la chiesa anglicana. Il cattolicesimo viene bandito dal regno.

4) il papa si incazza pure e incomincia una sorta di guerra civile in Albione. Filopapisti contro anglicani. Se ne danno di santa ragione.

5) un certo Guido Fawkes, papista, vuole far esplodere il parlamento inglese con i reali dentro per reinstaurare il cattolicesimo, ma grazie ad una soffiata viene arrestato, messo su un falò e abbruschiato.

6) da quel giorno in poi si festeggia il non-attentato al parlamento e il rogo di Guido.

Dicevo, che qui in Sussex il festeggiamento è una cosa seria e a Lewes raggiunge livelli “da turismo”. Ogni anno si catapultano qui 150000 persone per assistere alla sfilata di sei Bonfire societies e relativi roghi. Alla fine della serata vengono bruciati i fantocci che raffigurano Guy Fawkes e ovviamente il papa. Mitico! Qui un po’ di foto. Purtroppo non ci sono potuto andare però ho visto un bonfire a Chailey, un villaggio di quattro case nei paraggi. Niente di che, rispetto a quello di Lewes ma comunque è stata una esperienza dell’Inghilterra più profonda. Quella che non vi aspettereste mai e che non conoscerete mai se andrete sempre a Londra in vacanza (Londra non è Inghilterra infatti). Vedere foto in basso fatte da me.

In Sussex poi, si commemorano decine e decine di martiri bruciati dalla regina Mary, più famosa come Bloody Mary, ovvero Maria la sanguinaria. Una pazza che mandò al rogo più di 300 tra riformatori, sacerdoti e semplici cittadini con la benedizione del papa con l’obiettivo di reintrodurre il cattolicesimo dopo il regno di Enrico VIII. Ogni villaggio commemora i propri martiri e li ricorda nel giorno del Bonfire. Fortunatamente Elisabetta I ristabilì l’anglicanesimo e scampò il suo regno dall’invasione della Grande y felicissima armada spagnola di Filippo II. Infatti Filippo re di Spagna fu inviato dal papa con la più grande flotta dell’epoca per riconquistare la ribelle Albione, ma una tempesta la distrusse di fronte alle coste inglesi. L’Inquisizione non fece mai piede sulle coste inglesi e la storia di questo paese rivolse le spalle al satrapo di Roma, schiavo di popoli e anime. Ecco, tutto questo per dire che in questo giorno si commemora la fondazione del Regno Unito come paese contrapposto al e indipendente dal papato, i martiri della religione e in definitiva l’ english pride.

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Scegliere

Censurato in Australia, criticato dai clericali di casa nostra perché sovversivo, ecco a voi un video che vi farà pensare. Esattamente quello che non vogliono farvi fare i clericali. Buona visione.

hat tip: Sam.

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La famiglia a valvole

Volevo scrivere qualcosa sull’Italia del 1938, pardon 2010, ma alla fine preferisco copia-incollare un pezzo di Facci. Buona lettura.

Molto interessante, ieri, a Milano, il forum dedicato alla famiglia anni Cinquanta: soprattutto molto in linea coi tempi. Sembrava uno di quei film del Dopoguerra con Gregory Peck, solo che in questo c’era Giovanardi. Partecipava in primis quel «Forum delle associazioni familiari» che si è permesso di eccepire sulla presenza del Presidente del Consiglio e che è, in sostanza, un movimento politico legato alla vecchia Cei di Camillo Ruini, roba in parte pagata col nostro 8 per mille versato alla Chiesa: è lo stesso movimento che contribuì a formare il comitato che boicottò il referendum sulla simpatica Legge 40, quella che il mondo non ci invidia e che le corti di tutto il Paese stanno giustamente demolendo.
Molto appropriato anche l’invito del sottosegretario Eugenia Roccella che ha ritenuto di dover specificare che gay e trans erano i benvenuti, come fanno certi cartelli coi cani fuori dai negozi. Mirabolanti e inimmaginabili anche le novità evidenziate dal Forum: i matrimoni calano, i figli pure. Fermate le rotative.

I matrimoni calano, già. L’unica cosa da fare – hanno spiegato Carlo Giovanardi e Maurizio Sacconi, sottosegretario al welfare e ministro della Sanità – è creare un nuovo fisco che premi le famiglie tradizionali, ma solo quelle che facciano figli, appunto. Un’idea nuova che in effetti non risale agli anni Cinquanta ma direttamente al Fascismo. Dopodiché il Forum ha proseguito cedendo la parola alle istanze libertarie e progressiste del Paese: ha parlato l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
Più tardi ancora, spenta la tv a valvole, si tornava nel mondo reale – cinquant’anni dopo, a colori – laddove la maggioranza delle coppie di conviventi, in Italia, non sono persone che si vogliono sposare: ma che non riescono a risposarsi. Non sono ovviamente coppie di omosessuali, visto che da noi non possono sposarsi essendo il nostro il paese più arretrato d’Occidente, e non si tratta neppure di coppie che per scelta o ragioni ideologiche (quali, poi) rifiutano di regolarizzarsi con un contratto legale già esistente, ciò che è il matrimonio. Macché. Sono coppie da anni impaludate in separazioni e divorzi che prevedono tempi ancora lunghissimi e fuori da questa epoca. Ma in Italia non si ritiene che l’istituto della famiglia, nei secoli o nei lustri, si sia trasformato come avviene per tutto ciò che non muore ma semplicemente si trasforma: i divorzi esistono – nondimeno, numerosissimi, quelli della Sacra Rota – e le coppie di fatto, spesso, rappresentano solo delle responsabili liste d’attesa. Tutto il resto viene dopo: ma quelli del Forum forse non l’hanno capito. Forse pensano che sia tutto un complotto delle lobby gay.

Ecco, i gay e i figli in provetta: ovviamente il film anni Cinquanta ha ritrasmesso anche questa datatissima polemica. Carlo Giovanardi ha difeso la legge 40 sulla fecondazione, paventando un «Far West della provetta» e prendendosela con chi, solo perché vuole avere dei figli, ritiene lecito procurarsi «materiale genetico in vendita» o trovare «terze persone che si prestano a dare l’utero in affitto». In effetti la scienza ha concesso la possibilità a migliaia di coppie di ricorrere all’adozione o alla fecondazione artificiale: negli ultimi trent’anni sono nati oltre quattro milioni di bambini da coppie non fertili e si è impedita la trasmissione di altrettante malattie genetiche: e soltanto alla Chiesa, riferimento culturale di Giovanardi e Sacconi, questo ancora non piace. Altre polemiche nuove di pacca sono seguite alla distinzione operata da Sacconi tra coppie di «dimensione pubblicistica» e coppie di «dimensione privatistica», maniera complicata di differenziare le coppie tradizionali (uomo-donna) da tutte le altre. Le politiche pubbliche già discriminano, ha osservato Sacconi: infatti le coppie omosessuali non hanno mica pensione di reversibilità, per dire. La discriminazione dovrebbe perciò coerentemente proseguire. Tutto il mondo va in tutt’altra direzione, e in questo non c’è distinzione tra destra e sinistra: ma questo non significa, può essere che il Vaticano, pardon l’Italia, sia l’unica a vederla giusta.

Questo, aspettando Lascia o raddoppia, ritrasmetteva la nostra vecchia tv a valvole. Il Forum ha spiegato che «la famiglia è la cellula fondante della società» e dimenticava soltanto che la società cambia, diversamente dal diritto matrimoniale del nostro Paese. Perché nel nostro Paese, da destra, laddove il più normale ha quattro famiglie, negli ultimi anni non si è voluto acconsentire neppure a tempi di separazione più brevi; a sinistra, invece, si cercava di istituire un sostanziale matrimonio di serie b – esagerando, e spaventando il celebre ceto medio – col risultato che alla fine non è cambiato mai nulla, da noi. Neanche il minimo, neanche l’indiscutibilmente condiviso. Sicché, indecisi se identificarci in Camillo Ruini o in Franco Grillini – cioè tra Vaticano e gay militanti – la maggioranza del cosiddetto Paese reale si muoveva come al solito da un’altra parte, a discapito di questa classe politica di vecchi bacucchi autoriflessi, autoriferiti, fuori dal mondo.

di Filippo Facci

Da ilpost.it

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Sindrome da Regina di cuori

“Ora qui, se vuoi per restare nello stesso posto, devi correre più velocemente che puoi. Se vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte più veloce.”

Regina di cuori, Attraverso lo specchio, Lewis Carroll

Fini ci sta dicendo chiaramente che: tutto cambia purché rimanga sempre lo stesso. E cosa c’è di più riassuntivo dell’intera storia italiana?

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Ancor più disgusto

Non trovate incredibile, e incredibilmente disgustoso, che un primo ministro che va a puttane per anni utilizzando denaro, posizioni e istituzioni pubbliche, se ne vanti adducendo che “si tratta della mia vita privata e nessuno può giudicarmi per questo” e poi promulghi una legge contro la prostituzione il giorno dopo?

Io credo che dopo tutto dobbiamo ringraziare Berlusconi: ci sta dicendo che in uno stato pochi hanno il potere, ne fanno quello che vogliono e addirittura lo utilizzano per promulgare leggi liberticide per la collettività a cui loro sono immuni.

Lo stato sono loro.

 

Ps.

Collage della foto preso da Metilparaben

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The philosophy of liberty

Qui la versione in italiano e la storia del filmato flash.

In Who is John Galt? ho inserito a fondo pagina i feed RSS per i post e i commenti più la possibilità di ricevere la notifica di nuovi post via e-mail. Se poi qualche anima buona volesse inserire il banner del blog (quello che vedete qui a destra) nel proprio sito, è liberissimo di farlo e lo ringrazio tantissimo.

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“Almeno noi non andiamo coi trans”

Condivido al 110% quello che dice Guzzanti qui.

“Quella di Berlusconi sui gay non è una gaffe, è un messaggio studiato, efficace, diretto ai suoi elettori. È già un messaggio elettorale”

Esattamente così. E tutti voi, noi stiamo cadendo nella sua rete, nel suo gioco. Si sta preparando alle elezioni spostando l’attenzione su un gruppo specifico per polarizzare l’opinione pubblica. Domani Giornale, Libero e Padania seguiranno il treno e l’intero paese parlerà dell’omosessualità mentre tutto sta andando allo sfascio. Ma soprattutto Berlusconi ha già scelto il suo avversario per le prossime elezioni: Vendola. Come sempre Berlusconi sceglie il pesce piccolo dell’estrema sinistra per far paura all’elettore medio-borghese. Così come fece con Bertinotti, utilizzato in passato per fini elettorali (vi ricordate quando veniva continuamente invitato a Porta a Porta e additato come uno spauracchio?).

E’ un messaggio da bar per tutti gli scemi d’Italia che diranno: “E certo! Ormai son tutti finocchi. Meglio una bella donna che andare coi froci. Almeno noi non andiamo coi trans come Marrazzo!”

Classica frase che sentirete ogni giorno per mesi e mesi. E Repubblica è pronta con la raccolta firme che ci romperà i maroni per settimane.  Il PD intanto starà a guardare…

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Un nuovo (piccolo) progetto

E’ da qualche tempo che sto lavorando ad un progetto parallelo “blogghettaro”. Purtroppo il tempo è diventato scarso e soprattutto prezioso e ho continuamente procrastinato l’avvio del progetto. Ora ho una prima bozza di lavoro ma ci sono ancora tante cose da aggiungere. E’ un nuovo blog che si muoverà parallelamente a questo e che si occuperà solamente di un argomento: il libertarismo. Sotto tutti i punti di vista: politica, cultura, letteratura, cinema, arte ecc. Non sarà il solito blog libertario che parlerà solo di economia e utilizzerà un linguaggio criptico comprensibile solo agli “adepti”. Quello che ho voluto creare è un blog per chi libertario non è, cercando di immedesimarmi in quello che ero io anni fa prima di diventarlo. Le paure, i pregiudizi, le critiche, la rabbia che proverete leggendolo, le conosco bene. Perché le ho provate anch’io e so cosa si prova e cosa si pensa leggendo o ascoltando i discorsi dei libertari. “Ma questi sono pazzi!”, “Sono fuori dal mondo!”, “Questo è inaudito, va contro tutto quello che ho sempre pensato!”. Arriverà un giorno, come è successo a me, in cui vi si apriranno gli occhi e potrete dire come ho fatto io: ma come ho fatto ad essere stato cieco per così tanti anni?

Clickate sull’Atlante che sorregge il mondo e se volete commentare lì siete i benvenuti (questo post ha i commenti disabilitati).

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La costruzione di un mito

Dopo aver letto questo bel post di Ipazia non posso che concordare con lei quando dice:

Ecco, al di là di tutto, quello che voglio dire è che di Berlusconi stiamo costruendo un mito. Un mito strano, da commedia, fatto di aristie sessuali e battute da due soldi. E anche se fosse tutto vero, o tutto falso, questo mito resisterà per molti molti anni.

La costruzione popolare e collettiva di un mito che rimarrà nella Storia, con la S maiuscola. Berlusconi non verrà ricordato per la sua politica (quale?), per il ponte sullo stretto (dove?), per tutte quelle cose che NON ha fatto e neppure per quelle poche che ha fatto SOLO per se stesso e i suoi amici. Nerone viene ricordato nella storia come colui che ha dato fuoco a Roma, Adriano per essere stato un imperatore poeta, Enrico VII per aver creato la scissione tra cattolici e anglicani, Napoleone per le sue conquiste militari, Churchill per aver vinto i nazisti. Berlusconi invece verrà ricordato come un puttaniere. Dopo che sarà morto e sepolto entrerà nelle barzellette, nelle storielle sporche quando si ride in compagnia con gli amici, entrerà anche in qualche romanzo e pezzo teatrale come il personaggio del vecchio pervertito che si tromba le fanciulle (una sorta di dio Pan rivisitato per il teatro moderno). Tutto qua. E nonostante coloro i quali cercheranno di riabilitarlo come si fece con Craxi, dopo il seppellimento tutti faranno finta di non averlo mai appoggiato e votato. E il mito del nano con la verga sempre in piedi a cercare fanciulle per i boschi rimarrà per sempre nel mito.

 

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