Segni dei tempi

Sono stato per un paio di giorni in Italia e ho avuto l’occasione di ascoltare la radio in auto. Tre pubblicità mi hanno colpito in particolar modo per la loro antiscientificità o ignoranza scientifica:

1) nella prima un vecchietto dall’accento francese ci informa che lui è proprietario dell’azienda Boiron che da cento anni produce prodotti omeopatici che lui chiama medicinali. “I miei prodotti -dice – sono omeopatici e quindi senza effetti collaterali e possono essere presi da tutti.”. Quel quindi dice già tutto sulla magia omeopatica: se una sostanza non ha effetti collaterali vuol dire che non interagisce con nulla nel nostro organismo e quindi non ha alcun effetto. Infatti non esiste alcun medicinale che non abbia effetti collaterali perché è impossibile creare un prodotto che possa interagire solo con il suo target molecolare. Comunque questa pubblicità l’ho sentita almeno dieci volte in più stazioni radio per due giorni.

2) La Pic mi informa che adesso esiste un termometro per cretini che ti dice se hai la febbre NON grazie alla lettura dei gradi centigradi ma grazie ad un simpatico semaforo: Verde OK, Rosso stai a casa! L’ignoranza scientifica in Italia è messa veramente male, ma se dovesse prendere piede questo termometro gli italiani non saprebbero neppure più leggere i gradi centigradi. La finiremo come gli inglesi che dicono che non vedono da lontano per dire che sono miopi o che comprano frutta e verdura confezionati uno ad uno per non doversi raffrontare con chili e etti.

3) due ragazzi stanno in macchina mentre piove. Il ragazzo invita la ragazza ad uscire e lei dice che non può perché se no i capelli le si arricciano per la pioggia. Lui la convince dicendole: “Preferisci stare in macchina così ti prendi un fulmine?”

Anche questi sono segni dei tempi che corrono.

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14 commenti

Archiviato in Italia provinciale, scienza, tristezze

14 risposte a “Segni dei tempi

  1. Ma che cacchio di stazione hai ascoltato? Io ascolto solo Radio Tre e ‘ste schifezze non le ho mai sentite. (Ok, forse quella del termometro sì…)

  2. Quanto in macchina sento la pubblicità Boiron che dice che non ha controindicazioni urlo sempre “parché l’è zucaro!!” 🙂

  3. Per Davide

    RTL, Fantastica, Capital ecc. boh quello che capitava in auto.

    Per Yoshi

    Neppure quello! L’è acqua!!

  4. Corrado

    LE ho sentite anche io e mi sono veramente cascate le braccia…
    Purtroppo non ho avuto modo di sentire quella del fulmine…
    Faraday si rivolta nella tomba.

  5. Asmenos

    “Faraday si rivolta nella tomba.”
    Stavo per scriverlo io. Comunque, se devo spezzare una lancia a favore degli italiani, per quanto riguarda la mia esperienza, gli studenti nostrani appena entrati all’università mostrano un livello di cultura superiore (ma manca poco perché ci si adegui) rispetto ai britannici.
    In una classe di filosofia della scienza del secondo anno, solo uno su 20 undergraduates, aveva sentito nominare la teoria della relatività.
    Such a shame.

  6. Nel nostro tempo non solo gli omeopati fanno il grano sfruttando la credulità popolare e l’effetto placebo, c’è gente che ci fonda la politica!

  7. quella del fulmine non l’ho sentita, ma forse c’è un’allusione… i pubblicitari hanno sempre quello in mente

  8. Non ho capito come o perchè Boiron sul sito abbia dato tanto spazio a Garattini, conoscendolo dovrebbe rompere le ossa a chiunque parli di omeopatia.

  9. M&M87

    Non riesco a trovare info sul termometro per chi non conosce i numeri… 😦

    (anyway, tutto ciò è rivoltante)

  10. M&M87

    Ah ok, sono termometri sia con il display numerico che con i colori. Non che sia meno preoccupante…

  11. Pingback: Curarsi con le erbe! « madaboutrino

  12. Ciao,
    dopo aver scritto un post molto simile come contenuto sul mio blog, alla ricerca di una foto o dell’audio della pubblicità mi sono imbattuto nel tuo blog. Dati i tratti comuni tra i 2 post, ho pensato di aggiungerti tra le fonti del mio articolo. Spero la cosa non ti dispiaccia, nel caso provvedo a rimuovere il link..

  13. Caro Rino,

    benvenuto. Nessun problema per il link. Anzi.
    Vedo che anche a te non è piaciuto quel “quindi” 😉

  14. Sulla cultura degli inglesi, mi ricordo quando – da giovincelli (’75/’76) – in gita a Venezia conoscemmo un gruppo di ragazze londinesi che, come noi, frequentavano le superiori (seconda o terza). Non sapevano neppure chi fosse Geoffrey Chaucer.

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