Drottninggatan

Quante volte sono passato in Drottninggatan per poi andare verso Gamla Stan, la città vecchia. Quante volte mi sono fermato nei mille negozietti di quella via affollata. Se 5 anni fa mi avessero detto che di lì a poco un fondamentalista musulmano avrebbe cercato di farsi esplodere in quella strada mi sarei messo a ridere.

Di cosa sto parlando? Di una notizia di secondo piano pubblicata sui giornali nostrani affianco alle ricette per Natale, alle polemiche sul cinepanettone o alle tette di qualche fanciulla del GF. Così ci siamo ridotti. Un kamikaze svedese di origine irachena che tenta di farsi esplodere a Stoccolma e nessuno si scandalizza o preoccupa. Qualche mese prima un ceceno ha cercato di fare lo stesso a Copenaghen. Come se fossero delle Beirut o Islamabad qualunque. E noi che facciamo finta di niente, come se il problema non esistesse. E i musulmani europei che fanno finta di niente e spesso approvano. Lo sanno i musulmani svedesi che se quel kamikaze fosse riuscito a esplodere a Drottninggatan avrebbe potuto uccidere per il 50-60% musulmani suoi fratelli? Davvero difficile incontrare svedesi “originali” nel centro di Stoccolma. Molti non approvreranno queste mie parole ma sono convinto che molti stati europei sono destinati a diventare parte dell’ummah molto presto. E l’unico modo per evitare questo non è proporre un fondamentalismo altrettanto fanatico come quello cristiano ma togliere i paraocchi dalle persone e dai media uccidendo il politically correct di sinistra e il celodurimo razzista di destra, stabilire leggi laiche valide e uguali per tutti, e perseguire chi veramente è fondamentalista.

 

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