Sardi di Allah

“Li turchi, mamma li turchi!”

500 anni e questa frase echeggia ancora nella nostra quotidianità. 500 anni fa furono plasmate la geopolitica, la demografia e perfino le paure del Sud Europa. Se noi siamo quello che siamo oggi è a causa di una serie di casi della Storia che ebbe luogo nella lontana Costantinopoli nel 1453.

L’Impero Romano d’Oriente in declino a causa delle continue invasioni turche, veneziane e dei crociati crolla sotto l’impeto delle truppe ottomane nel 1453. Nel frattempo Colombo cerca un’altra via per by-passare proprio l’appena conquistata Costantinopoli per il controllo della via della seta verso Oriente. Paradossalmente fu proprio la conquista di Costantinopoli a mettere le basi del declino del futuro impero ottomano, perché gli europei scapparono verso Occidente abbandonando il Mediterraneo e cancellando la via della seta. L’Impero Ottomano, erede dell’impero romano d’oriente e quindi anche del mondo greco, si espande in tutto il Mediterraneo, Balcani e Nord Africa. Baleari, Sicilia, Sardegna sono lambite dalla sua influenza e diventano il confine tra l’Europa cristiana e quella musulmana. Una trincea fatta di porti, baie e scogli dove si gioca il futuro del Mediterraneo. La Sardegna, prima di Colombo, rappresentava uno dei punti strategici per il controllo del Mediterraneo. Chi controllava la Sardegna controllava il Mediterraneo occidentale. Eppure non ci furono mai tentativi da parte degli ottomani per la sua conquista. Si trattava di mantenere le sfere d’influenza, soprattutto coi francesi, alleati dei turchi contro gli spagnoli. Francesi che puntavano alla distruzione del potere genovese e spagnolo sul Tirreno.

E’ in questi anni che incominciano le “corse”, ovvero gli assalti organizzati dei saraceni del Nord Africa sulle coste sarde. I corsari non erano pirati, ma assaltatori organizzati e legalizzati dall’Impero Ottomano. Una percentuale delle loro scorribande andava infatti alla Sublime Porta ad Istanbul (l’ex Costantinopoli). E le corse erano regolarizzate e finanziate da decine di protagonisti, molti dei quali erano ricchi mercanti europei o turchi. In quelle felucche c’erano molti berberi (i mori), alcuni turchi da tutte le province dell’impero e perfino europei rinnegati. Anzi molte delle corse venivano organizzate grazie alle informazioni di sardi, siciliani, calabresi e campani scappati dall’Europa cristiana e convertiti all’Islam, che indicavano villaggi costieri, baie riparate e chiese da saccheggiare. Molti dei rinnegati chiedevano asilo dai turchi perché scappavano da persecuzioni religiose in Europa. Basti pensare che in questo periodo ci fu la cacciata degli ebrei nei territori dell’Impero Spagnolo, l’Inquisizione dilagava dove gli ispanici controllavano il territorio e la Controriforma affilava le lame in tutta l’Europa cattolica. Insomma molti ebrei e cristiani trovarono rifugio proprio dal nemico turco che in cambio, se convertiti (spesso solo di facciata), li premiava con denaro, posti di comando e perfino di reggenza. Così capitò con Hassan Agha, un pastorello sardo che fu rapito mentre si faceva un bagno nelle spiagge dell’Asinara. Si dice che il Barbarossa*, comandante supremo della flotta ottomana, si innamorò della sua bellezza. Lo fece evirare e fu il suo protetto fino a quando non gli affidò la reggenza di Algeri, capitale di uno stato “barbaresco” del Nord Africa alle dipendenze di Istanbul. E fu proprio il sardo Hassan a sconfiggere l’assedio di Algeri di Carlo V.

Questo dei rapimenti con lo scopo di ottenere un riscatto era un business che dava molti soldi un po’ a tutti. Ai corsari, ai turchi e agli intermediari europei (francesi, veneziani e genovesi). Chi ne pagava le spese erano ovviamente i rapiti, soprattutto sardi, siciliani, campani e calabresi. Quando Carlo V liberò Tunisi si dice che furono liberati 1120 sardi dalla prigionia. Una cifra enorme considerato che la popolazione sarda all’epoca contava appena 200.000 anime! Si stima che i sardi rapiti in quel periodo furono tra i 2000 e i 3000. Quasi l’1% della popolazione sarda. Questi sardi, quando non riscattati dalle famiglie, venivano venduti come schiavi in tutto l’Impero. Quindi possiamo dire che c’è un po’ di Sardegna (e di malattie endemiche) in tutto l’Impero Ottomano. Spesso nel Sulcis (sud-ovest dell’isola) ci si lamenta con raccapriccio (e molto razzismo) dei geni dei mori che sono ancora presenti nella popolazione, i cosiddetti maureddinus, o maureddus. Appunto i mauritani, i mori. Nati probabilmente dagli stupri dei corsari nelle incursioni della costa. In realtà come abbiamo visto i corsari erano di varia etnia, spesso europea o greca, ma anche se fosse l’apporto genetico moresco (che non ho ancora capito in cosa consista visto che il nord africa è stato per millenni fenicio, romano e quindi cosmopolita!) sarebbe infinitesimale, perché non ci fu mai conquista né colonizzazione moresca.

La cosa interessante invece è che spesso accusiamo i turchi di schiavismo, pirateria ecc. ma gli spagnoli e i sardi non furono da meno. Infatti Cagliari in quel periodo divenne un mercato di schiavi turchi e mori molto vivace. E i signorotti sardi facevano a gara per ottenere i migliori schiavi per le proprie terre. Soprattutto per la coltivazione del grano nel Campidano o nelle miniere sulcitane o per la costruzione. Molti di questi negli anni venivano liberati (grazie ad alcune leggi spagnole più clementi) e il loro pool genico entrava a pieno diritto in quello sardo.

Concludendo, spesso abbiamo guardato all’impero ottomano da lontano quasi pensando che ci fosse un confine ermetico tra nord e sud del Mediterraneo. In realtà molti europei si fecero turchi, ovvero si convertirono all’Islam e lavorarono per l’Impero Ottomano, alcuni trovarono anche fortuna e furono determinanti nella sconfitta contro gli stati europei. Nel caso specifico c’è un po’ di Sardegna in Nord Africa e un po’ di Nord Africa in Sardegna** e la storia fu più complicata e affascinante di come ce la descrivono nei libri di storia.

*di origine greca.

**perché, ci fu mai un periodo in cui Nord Africa e Sardegna non furono in comunicazione (a parte quello odierno)? Kar era fenicia e poi Cartaginese. Divenne Karalis con i romani che unirono le due sponde del Mediterraneo grazie al “ponte sullo stretto” sardo. Solo oggi i due mondi sono separati, solo oggi il Mediterraneo ha un muro impenetrabile.

Referenze:

Antonio Mattone Storia dei sardi e della Sardegna: dagli Aragonesi alla fine del dominio spagnolo, Jaca book.

Romanzi:

Massimo Carlotto, Cristiani di Allah, edizioni e/o

Wu Ming, Altai, Einaudi.

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12 commenti

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12 risposte a “Sardi di Allah

  1. La tolleranza proverbiale dei Sardi è dovuta alla sua storia. bel post Fabri, mi pare di ottimo auspicio per il resto dell’anno.

  2. Grazie Gians!
    E’ stato quasi per caso che ho letto i tre libri che ho messo nelle referenze. Poi mi sono documentato e in un paio di settimane mi sono studiato quel pezzo di storia dimenticato ma molto affascinante!

  3. Non sono sicuro che “berberi” e “mori” siano un sinonimo… penso che mori fosse un termine generico utilizzato per varie popolazioni musulmane, mentre i berberi sono un’etnia nord-africana dai tratti abbastanza europei (vedi Zinedine Zidane…), con una storia molto antica di pirateria e commerci con le potenze contemporanee (la madre, o il padre, non ricordo, di Sant’Agostino era berbera).

    Per il resto post molto interessante!

  4. Sai, anch’io ho pensato molto ai vari termini che vengono utilizzati (un altro è saraceno, ancora di dubbia origine) per indicare quei corsari. Sì, berbero è l’abitante del maghreb, quindi anche del nord africa. Adesso li chiamiamo magrebini. Anche se non sono sicuro che all’epoca (1500) la composizione razziale nordafricana fosse simile a quella attuale. Insomma, l’impero ottomano era un po’ come quello romano: spostava popolazioni da un angolo all’altro del mediterraneo. Ad Algeri vivevano greci, veneziani, circassi, persiani, ispanici e somali. Ora la popolazione forse è più omogenea.

  5. Victor Bergman

    Il nome di Hassan Agha l’ho già sentito… ma si tratta di un omonimo, vissuto circa un secolo più tardi e qualche grado di longitudine più ad Est, ma comunque anch’esso testimone delle “radici (anche) mussulmane” dell’Europa.
    Chi vuole saperne di più, parta da qui:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Asanaginica

  6. Ciao Victor,

    interessante il link che mi hai mandato. In effetti Hassan è un nome abbastanza comune. Mi pare significhi “il bello”.

  7. “i signorotti sardi facevano a gara per ottenere i migliori schiavi per le proprie terre”
    In realtà, l’abolizione della schiavitù avvenne solo dopo la propagazione degli ideali della Rivoluzione Francese, con buona pace di chi vorrebbe attribuire al cristianesimo tale merito. Il cristianesimo, al contrario, fu sempre molto tollerante (di fatto) nei confronti di questa pratica disumana e contribuì non poco al suo mantenimento nei secoli, tramite la promessa d’una ricompensa celeste per coloro che accettavano supinamente la propria infelice condizione, senza creare subbugli sociali.
    Post veramente bello. A quando uno sul mistero della civiltà nuragica?

  8. Grazie Lector!
    Tra l’altro ho dimenticato di parlare della bandiera dei quattro mori che è collegata proprio a questi episodi! Alla prossima…

    per quanto riguarda la civiltà nuragica vorrei prima leggere e informarmi di più visto che non so nulla sull’argomento. Ma ho già comprato alcuni testi e vi farò sapere. 😉

  9. Interessante post. Anche nel sud dell’alessandrinio ci sono un sacco di geni “mori” . Pare che fosse usato come territorio dove mandare schiavi catturati dalla repubblica genovese.

  10. ot, Lucas ha postato qualcosa per noi. 🙂

  11. Eccomi qua!
    Scusate per il ritardo ma sono appena tornato in UK.

    Per Enrico

    Grazie. non sapevo di questo commercio di schiavi della Repubblica genovese. Alla fine scopriremo che tutta l’Europa commerciava in schiavi e nessuno ce lo ha detto? La Serenissima? Roma? I borboni? Anche loro commerciavano in schiavi?

    Per Lucas

    Ora vado a vedere. 😉

    Per Sam

    Vengo da te subito!

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