Un’altra rivoluzione

E’ da due giorni che seguo la diretta live di Al Jazeera news in inglese e sono giunto alla conclusione che è l’unico canale di cui fidarsi per le informazioni riguardo a ciò che sta succedendo in Egitto. Una BBC mediorientale di alta qualità con giornalisti e telecamere dentro Il Cairo e Alessandria 24 ore su 24. Quello che sta succedendo in Egitto è eccezionale e interessante. Una rivoluzione bellissima e partecipata da tutti.

Non è vero che l’Egitto è nel caos. Non è vero che ci sono violenze incontrollate contro negozi e saccheggi. Non è vero che si sono gli islamisti in piazza. Ci sono centinaia di migliaia di persone che gridano a gran voce “Mubarak vattene.” E tutta la violenza è focalizzata contro Mubarak, la sua tv di stato, la sua sede del partito e la polizia che spesso li ha caricati e uccisi. I militari ci sono, i carriarmati pure ma sono accolti dalle folle con canti e fiori. La gente sale sui carroarmati e bacia i militari. Anche molti poliziotti si sono uniti alla folla di protestanti.

Certo ci sono stati 100 morti a causa dei proiettili della polizia ma stiamo parlando di centinaia di migliaia di protestanti, di un paese di 80 milioni di persone. E nonostante questi morti la gente non è andata in escandescenza e i cortei sono prevalentemente pacifici. L’unica violenza in Egitto è da parte dello Stato e di chi lo utilizza impunemente per sopprimere libertà e vite umane.

Rimango senza parole ogni qual volta faccio un giro nei giornali italiani. La rappresentazione che ne danno è distorta, parziale, filtrata dalla lente mediocre di un italiano qualunque. Ho sentito addirittura dei commentatori parlare di nuovo caso Iran in Medioriente. La rivolta tunisina e quella egiziana non sono dei fenomeni nati dall’islamismo. E’ qualcosa di più simile alla caduta del muro di Berlino e della cortina di ferro dal 1989 in Europa dell’Est.

Io credo che le notizie date dai media italiani ed europei siano distorte, forse volutamente per dare un’immagine dell’Egitto nel caos e in mano agli islamisti. Capisco che Mubarak sia stato l’uomo dell’occidente per 30 anni ma quello che sta succedendo in questi giorni è una rivoluzione di velluto e non c’è alcun dubbio da quale parte stare.

E trovo scandalose le parole della Clinton che parlava di  rispettare i diritti fondamentali e la libertà di stampa ecc. quando per 30 lunghissimi anni gli USA hanno appoggiato Mubarak e tutti i dittatorelli del medioriente per i loro scopi. Nello stesso momento mentre diceva quelle cose il governo americano tagliava il fiume di denaro per gli aiuti all’Egitto. Le parole di una serpe quindi.

(nella foto i lacrimogeni Made in USA usati per reprimere le folle de Il Cairo.)

Update, una precisazione: forse nella foga mentre scrivevo il post non sono riuscito a spiegarmi bene. Alcuni commentatori occidentali appoggiano Mubarak dicendo che le centinaia di migliaia di dimostranti stanno creando caos e sono spinti dagli islamisti. Ovviamente ci sono gruppi di violenti che stanno rubando, mettendo fuoco ecc. ma la stragrande maggioranza che sta dimostrando sta facendo il suo dovere: ovvero abbattere il tiranno. E non c’è una regia islamista.

Advertisements

Lascia un commento

Archiviato in politica, Uncategorized

I commenti sono chiusi.