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19 risposte a “

  1. Stavo per scrivere uno di quei bei post tutti incazzosi, di quelli che mi escono bene, dove sfogo un po’ della frustrazione di essere piccolo e insignificante di fronte alle ingiustizie del mondo. Stavo scrivendo tante cose contro Obama e Hillary Clinton che prima armano per 50 anni i dittatori più efferati del mondo e poi fanno il doppio gioco con le dichiarazioni più ipocrite che un essere umano possa fare; avesso scritto questa bella frase “Quando Berlusconi dice davanti alle telecamere senza alcuna vergogna che “non vuole disturbare Gheddafi” intende proprio questo: Gheddafi, Ben Alì, Mubarak e tutti gli altri fanno il lavoro sporco per noi e non bisogna disturbarli mentre lo fanno.” Avevo elencato i dittatori che Berlusconi considera amici, gli avevo dato dell’infame, del verme, del collaborazionista dei regimi. Avevo chiesto un milione di donne persone in piazza contro le stragi in Libia.

    Poi. Poi dopo aver seguito le dirette di Al Jazeera in questi giorni; dopo aver visto uomini smembrati dalle esplosioni; teste dilaniate dai fucili dei poliziotti; dopo aver sentito che Gheddafi utilizza mercenari del Ciad pagati grazie ai nostri soldi di compratori di petrolio per sparare contro la gente inerme; che fa sparare RPG sulla folla, che utilizza cecchini dall’elicottero per uccidere chiunque passi sotto il mirino.

    Stasera ho ripreso quel post e l’ho cancellato. Mi è sembrato inutile, un tassello minuscolo e invisibile. Cosa è il post di un blogger seduto su una poltrona in Inghilterra rispetto ad un proiettile nel cranio di un uomo che lotta per la propria libertà a poche miglia dall’Italia? E cosa sono quegli ominicchi che si dimenano per un pugno di voti a Sanremo rispetto alla strage di qeusti giorni?

    Alla fine ho cancellato tutto e ho scritto quest’altro post (che forse finirà nel cestino). Vi lascio le foto che avevo allegato. Forse fanno più senso così e forse parlano meglio di qualsiasi mio inutile post.

  2. breaking news: si è sparsa la voce che Gheddafi sia fuggito in Venezuela. Tripoli è deserta e non ci sono più militari né poliziotti.

  3. Siamo inermi davanti a un pezzo di storia che si sta facendo altrove, non avvilirti.

  4. Il figlio di Gheddafi sta parlando alla nazione su Al Jazeera. In realtà sta parlando agli amici in occidente. Succo del discorso: se la rivoluzione continua ci sarà la guerra civile per 40 anni, nessuno controllerà più l’immigrazione e ci sarà un bagno di sangue.
    Inoltre la rivoluzione porterà il paese a spaccarsi in due: tripolitania e cirenaica come le due coree.
    Gli imperialisti, americani e europei ci invaderanno per evitare che venga creato un emirato islamista nel cuore del mediterraneo.

  5. Il video è veramente terrificante.
    Siamo assistendo ad eventi di importanza epocale e non ce ne stiamo rendendo conto.

    By the way..dove si trova Gheddafi adesso? Spero solo, non Italia

  6. Emanuele

    Quando fai lo scandalizzato o lo schifato di fronte a queste cose mi sembri una verginella a cui hanno mostrato un film porno. Oggi queste cose si vedono, ieri non si vedevano, ecco la differenza. Nel mentre, tutti i paesi del mondo che a seconda delle convenienze parlano a favore o contro o stanno zitti si comportano allo stesso modo con il dittatore di turno quando ne hanno l’occasione.
    Nel caso della Libia ricordiamo una cosa: è il paese nordafricano che più ha tenuto a bada gli estremismi religiosi in questi decenni. Così come aveva fatto l’Iraq di Saddam. Ed è ambito per le risorse che ha da USA e GB in primis. Il fatto che il primo partner sia l’Italia non è mai andato troppo giù agli anglosassoni.

    Ah, in quanto ai mercenari del Ciad, ricordo la guerra tra Libia e Ciad appoggiato dalla Francia nel 1987. Allora si facevano a pezzi tra loro, oggi si scambiano soldi e mercenari.

  7. Meglio verginella che puttana Emanuele. Non ho ancora perso quel senso morale che dovrebbero essere proprio di ogni essere umano. E allora? Tu puoi andare fiero del tuo cinismo io continuo per la tua strada.
    Ci tengo alla vita umana e alla libertà altrui. Fa più scandalo questo che un figlio di puttana votato dalla maggior parte delgi italiani che fa spallucce quando gli dicono che Gheddafi sta massacrando la gente.

    p.s.
    se non ti piace quello che scrivo (e me lo hai fatto notare più volte) non sei costretto a leggermi o commentarmi.

  8. Emanuele

    Non sto dicendo che sbagli a mettere in prima posizione certi valori. Trovo incredibile il fatto che scrivi come se tutto fosse nuovo per te, come se certe cose le scoprissi nel momento in cui accadono.
    La politica internazionale è in fondo bullismo istituzionalizzato, affascinante da studiare ma solo se si riesce a mantenere la lucidità necessaria.
    Petrolio e gas servono, ce li hanno in pochi e sempre meno, la domanda invece cresce. Chi si tira indietro per motivi morali viene sostituito alla velocità della luce da altri. Hai una soluzione oltre all’incazzatura per la morte (visibile) di qualche centinaia di persone?

  9. Ora sto per prendere un aereo. ti rispondo con più calma questa sera.

  10. Non possiamo fare molto per aiutarli, è vero. Però questa è una rivolta che parte dalla popolazione. Non è diretta, non è democrazia importata, e questo alla lunga avrà un effetto benefico considerata l’importanza che l’onore ha nella società araba.
    Sulla stessa linea suggerisco di leggere questo affascinante articolo di Hitchens pubblicato già due settimane fa: http://www.slate.com/id/2283168/

  11. Condivido il commento di Nova: forse perché io tendo ad eccedere sempre troppo in ottimismo, accanto al dolore viscerale per quelle atroci sofferenze io vedo dei popoli che in barba alle strategie di salotto di piccoli potenti uomini digiuni di vera cultura storica decidono che non possono aspettare oltre e devono (almeno provare a) farsi da soli. È la dimostrazione, e ciò è accaduto già centinaia di volte nella storia, che la politica per interesse può durare un tot ma poi è sempre destinata a finire, prima o dopo.

  12. “Petrolio e gas servono, ce li hanno in pochi e sempre meno, la domanda invece cresce. Chi si tira indietro per motivi morali viene sostituito alla velocità della luce da altri. Hai una soluzione oltre all’incazzatura per la morte (visibile) di qualche centinaia di persone?”

    Esistono alternative energetiche ma soprattutto esistono altri partner energetici che possono offrire petrolio e gas senza dover fare patti col diavolo. Secondo: in cambio di affari i paesi europei avrebbero dovuto chiedere miglioramenti delle condizioni democratiche libiche. Cosa che non hanno fatto perché sono dei figli di puttana. E c’hanno rotto il cazzo con l’esportazione delle democrazie per anni ecc.
    Il mio problema è questo: la democrazia non è quella verginella che ci fanno credere e non c’è alcuna differenza sostanziale tra una minoranza che prende il potere grazie alla grande imprenditoria grazie alla democrazia e un fascismo. E da lì che nasce il mio fastidio. La democrazia è un fallimento completo e ormai non vedo più alcuna differenza con altri modelli del passato. C’è solo meno folklore e l’illusione di poter partecipare alla vita politica.

    Non sono parole profonde lo so ma sono stanco e ho ore di sonno da recuperare. scusate.

  13. Emanuele

    Non ci sono altri fornitori, perché la domanda ormai è al limite dell’offerta e gli altri che hanno il petrolio sono stati come Iran, Iraq, Arabia, Venezuela, ecc. ecc., di riffa o di raffa siamo lì. Inoltre non è che il petrolio ce lo compriamo di persona, ci pensano le 7 sorelle e qualche sorellina più piccola come l’Eni, che certamente non vanno a guardare il certificato penale di chi comanda perché se lo facessero il mondo occidentale affamato di energia crollerebbe in pochi mesi. E comunque la concorrenza è spietata e con paesi emergenti come India e Cina con la richiesta sempre crescente di energia che hanno c’è poco da fare gli schizzinosi.
    Nel caso specifico della Libia, se l’Italia si fosse tirata indietro o avesse cominciato a criticare Gheddafi negli anni scorsi ci sarebbe stata una gara a chi arrivava prima a sostituire l’Eni.
    Per il resto sono d’accordo con te, come avevo scritto tutti parlano bene e razzolano male, quelli che parlano male, coerentemente con il modo in cui si comportano, sono additati come il mostro di turno dagli altri. La forma è quello che conta nel mondo d’oggi.
    Incidentalmente ci sarebbe parecchio da parlare dei media e dalla manipolazione dell’informazione che attuano.

    In quanto al “fallimento” della democrazia, è l’uomo che è alla base di tutto. E da parecchio ormai sono convinto che l’uomo è fondamentalmente e irrecuperabilmente edonista e che quindi a prescindere dalla forma di governo adottata il risultato sarà sempre il “fallimento” come lo intendi tu.

  14. comunque sia ci attendono momenti molto difficili, in qualunque modo giri la faccenda, cosa che in questo momento è assolutamente imprevedibile..

  15. concordo con quanto detto da Emanuele sugli Stati esportatori: non sono molto diversi da Gheddafi.
    in quanto all’importazione da criminali non è questioni di Stati e di democrazia ma questione di soldi e sistema economico. Se fosse un problema di Stati allora ognuno commercerebbe soltanto con gli Stati ideologicamente simili ma è il denaro a comandare. E gli affari sono affari. Del resto è corretto: in economia, ioti valuto per la tua offerta economico mica per le tue idee politiche, la tua religione, il tuo sesso. Perfetto economismo.
    Sulla democrazia… beh essa ha retto meglio delle dittature per conservare la dignità degli individui (non vi è paragone tra dittature, totalitarismi e democrazie ) in particolare nella sua versione sociale europea post guerra.
    forse però è giunta all’esaurimento del suo ciclo storico.
    niente è per sempre. ma purtroppo non è affatto detto che il nuovo sia un miglioramento.
    ognuno di noi comunque può contribuire al miglioramento globale come può: un po’, un viaggio in più a piedi o sui mezzi pubblici , una bistecca di meno, un acquisto da un’azienda meno sfruttatrice , l’iscrizione a quella associazione solidale, ……
    senza santità od eroismi. conformemente alle proprie possibilità .
    soprattutto senza pretese sugli altri.

  16. Emanuele

    “ognuno di noi comunque può contribuire al miglioramento globale come può”

    Come potrebbe. Ma vorrebbe farlo? E’ questo il problema per me. Le rinunce non sono di questo mondo, o vengono imposte o difficilmente saranno adottate su base volontaria. Perché in realtà non si tratterebbe di rinunciare solo a una bistecca in meno o ad usare più i mezzi pubblici. Se si potesse distribuire la ricchezza e le risorse in modo più corretto altro che bistecca in meno. Noi paesi occidentali torneremmo indietro di qualche decennio per quanto riguarda i consumi. Ci sarebbero sollevazioni popolari che farebbero impallidire quelle egiziane. Prova a dire a un occidentale qualsiasi che deve vivere con acqua, energia elettrica, benzina, riscaldamento e cibo al limite del razionamento.

  17. @emanuele.
    tanto può farla l’educazione. il senso civico può evitare comportamenti abnormi ed orientare la società. per questo bisogna investire in una struttura come la scuola.
    io non trascurerei i risparmi che si possono ottenere sulla diffusione del vegetarianesimo o sulla socialità nello sport e nell’arte (invece che guardare la tv).
    certo un ritorno all’austerità è sostenibile solo da pochi e proponendo essa non si va da nessuna parte.
    però quanto si parla di “consumo del pianeta” ci si dimentica spesso che l’evolvere delle tecnologie sviluppa un’enormità di ricchezza a parità di consumo di risorse naturali

  18. Baffetto è uno scagnozzo di berlusconi 😀

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