Segnalazioni

Due segnalazioni sull’altro blog parallelo.

La prima riguarda la situazione politica in Belgio.

La seconda invece riguarda la nuova legge anti-Amazon o ammazzalibri o forse sarebbe meglio dire salva-parassiti appena passata al Senato. Da rabbrividire.

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14 commenti

Archiviato in libertarismo

14 risposte a “Segnalazioni

  1. Emanuele

    Si avvicina il 17 marzo.

  2. Lettore

    Da rabbrividire? Dipende per quali interessi: non siamo tutti e solo consumatori, c’è anche qualcuno che è distributore o venditore al dettaglio. Ed in Francia mi sembra che la legge anti-sconti non abbia ammazzato i libri. Solo che l’italiano il libro nuovo lo vorrebbe comprare sempre con lo sconto dal 25%, e lo stesso libro usato non lo vorrebbe pagare mai più di 5 euro (anche se è come nuovo ed il prezzo di copertina dice 30).

  3. Pensavo che nessuno potesse difendere una legge del genere e invece vedo che si trovano le scuse più assurde. Mi ricorda il periodo dei centri commerciali…

  4. Lettore

    Uno cita una legge francese che permette non solo agli oligopoli di campare vendendo libri (ma scommetterei che ci sono altri paesi europei, tranne l’Inghilterra, che hanno leggi simili) e si sente rispondere: “ma a me non piace la legge francese”. Non si pensa che ci sono persone o gruppi o settori che hanno interessi divergenti e che legittimamente lottano per difenderli…
    E poi non dovreste voi liberisti portare argomenti razionali fondati sulle nude cifre economiche? Perché nella staliniana Francia il mercato del libro non è andato a catafascio? Illuminatemi.

  5. Engine

    @Lettore

    Non comprendo il senso del tuo intervento. Esisteva forse una legislazione che imponesse degli sconti superiori al 15% sui libri? Non e’ una domanda retorica, lo sto chiedendo sul serio.

  6. Per Lettore

    “Non si pensa che ci sono persone o gruppi o settori che hanno interessi divergenti e che legittimamente lottano per difenderli…”

    E quindi impongono alla maggioranza le loro leggi fasciste intendevi? Sì esistono e sono quelle contro cui mi batto. E non pensi ad Amazon e IBS? Loro non possono legittimamente difendere i loro interessi?

    “E poi non dovreste voi liberisti portare argomenti razionali fondati sulle nude cifre economiche? Perché nella staliniana Francia il mercato del libro non è andato a catafascio? ”

    Libertari, non liberisti. E comunque non c’entra niente il libertarismo. Si parla di buon senso che vedo a molti manca.
    E chi dice che il mercato del libro va a scatafascio se impongo una legge corporativista e protezionista? Chi ha mai detto una cosa del genere? La gente continuerà a comprare libri ma a prezzi alti. Meno libri ovviamente e meno soldi nelle tasche degli italiani.

  7. Lettore

    “Meno libri ovviamente e meno soldi nelle tasche degli italiani”

    Non capisco il collegamento tra comprare meno libri (non mi sembra che in Francia si comprino meno libri che in Italia) ed avere meno soldi nelle tasche; poi degli “italiani” in generale; anche di quelli che dicono di comprare 1 libro l’anno? E poi mi state dicendo che una legge del genere compromette il mercato del libro? Quindi saprete già cosa succederà al mercato del libro italiano dopo l’approvazione di questa legge (qualcosa che non succede in Francia, se non ho capito male). Beati voi che vedete e prevedete…

  8. C’è qualcosa che non mi quadra in questa discussione. Eppure non sto parlando in arabo. In italia si poteva comprare un libro scontato a 5 euro. Ora invece ti costa 8. Se la matematica non è un opinione con questa legge ci rimetto e non comprero il secondo libro che avevo in mente di comprare. Difficile?

  9. Io non sono libertario, ma non condivido per niente questa legge e ritengo che scrivere una legge del genere non rientri in alcun modo nei compiti di uno stato. Come dice Fabristol, è logicamente deducibile che l’effetto più immediato e certo sia quello di svantaggiare il consumatore prima di tutto ed in questo caso anche la cultura stessa. Trovo non difendibile l’applicazione nel caso del criterio degli “interessi divergenti” legittimamente difesi: gli unici interessi legittimamente difendibili sono quelli dei cittadini a difesa delle loro libertà nel rispetto dei limiti posti dalle altre analoghe libertà, non quelli di talune o talaltre imprese di venir considerate più uguali delle altre e al riparo per censo dall’avanzare di legittimi competitori. Di ricasco, oltre a inficiare potenzialmente la diffusione libera della cultura e della conoscenza, una legge di questo tipo ha il non inferiore difetto di contrastare il progresso, perché esime i librai tradizionali dall’intraprendere qualunque sforzo di adeguarsi ai tempi. Nuoce quindi due volte.

    A Lettore poi, che propone il paragone con la legge francese, deve essere sfuggito che le nuove tecnologie, se non contrastate in questo modo illiberale, possono consentire una crescita della diffusione della lettura; quindi proporre un esempio che dimostri che non c’è stato indietreggiamento non dimostra certo la bontà del provvedimento: sarebbe un po’ l’analogo del dire che una legge che quindici anni fa avesse messo fuorilegge internet non avrebbe causato danni alle persone per il semplice motivo che non avrebbe peggiorato lo status quo. Fiacco, molto fiacco.

  10. Engine

    Continuo ad avere difficolta’ a comprendere il ragionamento di Lettore. Ora: non mi e’ noto che esistesse una legislazione in merito alla questione sconti relativa al commercio di libri che imponesse di applicare sconti superiori al 25%.
    Ritengo abbastanza probabile che simili decisioni fossero prese da chi, quegli stessi libri, vendeva. Quindi di quali interessi stiamo parlando? Vorrei riuscire a comprendere, se Lettore vorra’ spiegarmelo, quali interessi erano lesi da una assenza di imposizioni in merito agli sconti che venivano liberamente decisi da distributori e venditori al dettaglio.

    Tralasciando gli -ismi, perfavore.

  11. Lettore

    Cosa volete che vi dica? Io mi fido di queste parole:

    http://www.vivereinarmonia.it/i-nostri-soldi/consumi/articolo/libri-il-prezzo-non-fa-lacquisto_070311115711.aspx

    Chiudo i miei interventi molesti affermando che sono un semplice lettore che compra molto poco; tra l’altro i prezzi sono molto alti in quanto sono drogati dagli sconti.
    E quel poco che compro sono libri di piccoli e medi editori, traduzioni italiane di saggi in inglese, lingua che non conosco. Libri che non sono mai toccati dagli sconti, neanche su Amazon.it: perché Amazon.it me li fa ordinare, poi dopo molti giorni si scusa perché non li ha disponibili, e li avrà chissà quando, ed intanto la promozione dello sconto è finita, guarda un po’ che caso. Uno di questi libri, uscito 4 o 5 mesi fa, lo ho trovato solo in una libreria indipendente di Roma, perché Feltrinelli ed altri grandi catene mi dicevano che la casa editrice “non esiste”.

    Buonasera

  12. Per Lettore

    il link che hai messo a me pare assurdo. Non credo di parlare la stessa lingua con l’autrice di quell’articolo.
    Comunque i tuoi interventi non sono molesti e tu sei benvenuto qui- Spero di non aver dato l’impressione contraria 🙂

  13. Engine

    @Lettore

    “Cosa volete che vi dica?”

    Non so. Tipo rispondere a queste domande:

    Esisteva forse una legislazione che imponesse degli sconti superiori al 15% sui libri?

    Vorrei riuscire a comprendere, se Lettore vorra’ spiegarmelo, quali interessi erano lesi da una assenza di imposizioni in merito agli sconti che venivano liberamente decisi da distributori e venditori al dettaglio.

    Quindi di quali interessi stiamo parlando?

  14. x lettore: non si tratta di essere liberisti:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Domanda_e_offerta

    a meno che non sei in grado di dimostrare che la curva di domanda dei libri è verticale quello che dici non ha senso.

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