Le malattie dei media

Nonostante le nuove tecnologie disponibili, nonostante l’esperienza dei media maturata in più di 50 anni non riusciamo ancora a dare spazio alle notizie in modo omogeneo e disinteressato. I media sono incapaci di lavorare in multitasking. Prima l’Egitto, poi subito dopo la Libia, poi il Giappone, ora di nuovo al guerra in Libia. Sembra che le notizie debbano essere date una alla volta e non si possano sovrapporre. Qualsiasi cosa succeda in queste ore dall’altra parte del mondo sposterà di nuovo la nostra attenzione dalla Libia o dal Giappone. Ed è anche grazie a questo che Gheddafi è riuscito a riconquistare la Libia: tutti gli occhi erano puntati sul Giappone. Perché usare questo metodo gerarchico per le notizie? Sembra un residuato della struttura del giornale cartaceo: la prima pagina. Eppure ora abbiamo la possibilità di dare notizia in modo simultaneo senza problemi e senza gerarchie. Forse non è solo colpa dei media ma anche dell’opinione pubblica che non riesce a focalizzarsi su più argomenti allo stesso tempo. La mente umana non è fatta per il multitasking e troppe tragedie la anestetizzano. Tutto deve essere somministrato in modo lento e graduale e la tragedia non può durare più di uno o due settimane altrimenti non si attivano più le leve delle emozioni.

Ieri per esempio, sembravamo sull’orlo dell’apocalisse atomica grazie anche alle esagerazioni giornalistiche. La mattina ci siamo svegliati liberi dalle radiazioni e dalle paure atomiche ma impauriti dalle vendette gheddafiane. Nel frattempo nel silenzio dei media in Bahrein c’è una repressione senza precedenti e gli ospedali vengono chiusi e i medici picchiati a sangue. Tutto questo con l’aiuto dei sauditi di cui siamo alleati. In Yemen ministri e ambasciatori si stanno dimettendo dopo che l’esercito ha ucciso quasi cento manifestanti negli scorsi giorni. In Costa d’Avorio sta per scoppiare la guerra civile e l’ONU deve inviare altri 2000 caschi blu. In Egitto oggi c’è stato il primo referendum libero da 30 anni sulle modifiche costituzionali.

E tutto quello che sappiamo trasmettere ai cuori dei telespettatori è la morte dell’orsetto Knut.

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11 commenti

Archiviato in armi di distrazione di massa, giornalismo di merda, tristezze

11 risposte a “Le malattie dei media

  1. Emanuele

    Sarebbe un discorso interessante da affrontare se l’informazione (intesa come media importanti, quelli che fanno opinione) fosse libera. Dal momento che l’informazione risponde sempre ai voleri dell’editore libera non è, ecco perché si concentra su quello che serve al momento. Al momento c’è l’orco Gheddafi e lì si va a parare.
    Per capire veramente perché l’informazione funziona in un certo modo bisogna andare a guardare chi c’è dietro, editori e azionisti.

  2. Ecco perché i blog sono necessari: perché – come il tuo post di oggi dimostra – gettano luce sulle ombre del potere.

  3. Lettore

    “Ed è anche grazie a questo che Gheddafi è riuscito a riconquistare la Libia: tutti gli occhi erano puntati sul Giappone”

    No, il dittatore ha riconquistato la Libia perché una buona fetta (quella più organizzata e potente) del paese è con lui, e non con i ribelli mal organizzati ma ben foraggiati dalle potenze straniere. E l’aveva quasi riconquistata nonostante le menzogne che i mezzi di comunicazione (le fosse comuni in realtà vecchi cimiteri, massacri di cui non ci sono immagini, le battaglie invisibili e misteriose, etc) hanno sfornato a getto continuo, smentendole con altre menzogne. I mezzi di comunicazione come Al Jazeera hanno fatto quello che dovevano: hanno cercato di disporre una parte dell’opinione pubblica ad accettare come inevitabile una guerra neocoloniale anglo-francese, con gli americani ed il Pd italiano che “tifano”, ed il governo Berlusconi vigliacco e bastonato che straccia accordi e relazioni ed accetta di dare le basi, a differenza della Germania e di Malta.

    Comunque vada, sarà una bella inculata.

  4. La totale indifferenza alla situazione ivoriana mi lascia senza parole, comunque.
    Speriamo in un’emergenza cacao, a sto punto?

  5. paolojt

    Condivido in pieno; quando c’è stata l’emergenza in Giappone ero sicuro che Gheddafi se la scampasse a questo giro perché i riflettori avevano cambiato obbiettivo.

  6. alessio

    capperi, è morto l’orsetto knut?

    🙂 scusa , stavo scherzando …..

  7. … gia’, e’ per questo che non guardo le notizie. Non mi va di anestetizzarmi.
    Ti va di farmi da telegiornale? 🙂

    Grazie per i tuoi post pungenti, che mi svegliano la mattina anche quando ho dormito poco ed e’ lunedì :\

  8. Parli come un libro stampato, ma l’orsetto knuth , poverino… 😉

  9. Eccomi qua. Scusate l’assenza, abbastanza impegnato in questo periodo.
    Grazie Anisotropie per il link. Da brividi…

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