Archivi del mese: maggio 2011

Diamo un taglio alla pratica della mutilazione genitale maschile

Pensate ad un popolo di una remota isola del Pacifico che per tradizione taglia la prima falange del mignolo di ogni bambino appena nato. Secondo gli antropologi questo rappresenterebbe una mutilazione rituale per far entrare il piccolo nella comunità. Le scritture parlano chiaro su questo punto: “Taglierai la fine del quinto dito alla tua progenie come offerta al dio della montagna.”. Nessuno, credo, nei paesi occidentali accetterebbe questa pratica come umana. Anzi, la gente parlerebbe di pratica bestiale, barbara, incivile, esattamente come lo si fa ora per la mutilazione genitale femminile in certi paesi musulmani.

Ma per milioni di ebrei e musulmani nel mondo la mutilazione del prepuzio dei bambini è pratica normale e nessuno sembra protestare. Non esistono leggi contro la mutilazione consenziente di un adulto, ma ne esistono contro la mutilazione forzata dei minori. Ma ovviamente il rito è parte integrante  di due grandi religioni. Leggasi “intoccabili”.

Finalmente qualcosa sta cambiando nel mondo e un paio di referendum a San Francisco e Santa Monica in California potrebbero cambiare il corso della storia. Se il Sì dovesse passare ebrei e musulmani non potranno più circoncidere i propri bambini, perché questa verrà considerata come mutilazione di un minore. Ovviamente le comunità ebraiche e quelle musulmane sono insorte perché il divieto di mutilare un minore rappresenterebbe un attacco alla loro libertà religiosa. Già la loro, non quella del bambino.

Più strana invece è la protesta dell’arcivescovo cattolico George Niederauer che difendendo la categoria dice che il divieto rappresenterebbe “un’ingiustificabile violazione dei santuari della fede e la famiglia”.

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Le bestie del mio giardino

Quello che vedete nelle foto qui sotto è l’esemplare più grande di “hornet” che abbia mai visto. Era nella serra del mio giardino, intrappolata e morta per il caldo sicuramente. Hornet sono molto comuni in Gran Bretagna e in Europa Centrale. In Italia un po’ meno e vengono chiamate calabroni, nome scientifico Vespa crabro. Questo può creare confusione perché per calabrone in Italia si intende erroneamente anche  l’ape legnaiola (anch’io ho sempre fatto questo errore). Comunque la bestia che ho fotografato era veramente impressionante. Come potete vedere era più lunga di 3 cm e più lunga della prima falange del mio dito indice (e io sono famoso per avere dita lunghe!). L’ultima foto invece è un “close-up” degli occhi quasi leopardati. Impressionante e bellissima.


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Guida ai voli d’aereo for dummies

Credo che dall’alto della mia esperienza di circa 25-30 voli all’anno possa dire di aver acquisito una certa saggezza quando si parla di voli aerei. Ho pensato di scrivere alcuni consigli per i miei connazionali, i quali sono i peggiori e più inesperti viaggiatori sulla faccia della Terra quando si tratta di aerei.

Avete presente quelle lunghe file col biglietto in mano prima di poter entrare nel bus e poi nell’aereo? Potete andare sul sicuro quando vi dico che i primi in fila sono i più inesperti in fatto di voli mentre gli ultimi sono quelli più intelligenti. Notateli gli ultimi: hanno sempre giacca e cravatta e una 24ore, frequent flyiers. Infatti essere primi in quella fila è la cosa più stupida che si possa fare. La signorina vi avvertirà che il volo sta imbarcando 20 minuti prima del volo, significa che voi sarete in piedi per 20 minuti se non di più. Non è assolutamente vero che chi è primo in fila sarà primo nell’aereo. Nei bus spesso le portine sono solo da un lato, quindi quando entrerete e verrete spinti in fondo sarete gli ultimi a scendere dal bus e quindi gli ultimi a salire sull’aereo. Tra l’altro aspetterete come stoccafissi nel bus fino a quando non verrà riempito dagli ultimi cioè quelli più furbi con la 24ore. Per lo stesso motivo lo speedy boarding è solo un placebo. Come detto prima rischierete di stare nel bus al caldo aspettando che si riempia pensando che siete stati i più furbi a pagare 2-3 euro in più rispetto agli altri per stare in piedi sul bus! Altro discorso è quando si tratta di aeroporti muniti di ponti mobili che vanno direttamente sull’aereo ma sono comunque una minoranza in Italia.

Una volta saliti nell’aereo ricordatevi di far vedere il biglietto, quindi evitate di buttarlo in borsa o in una tasca della giacca. Farete una figuraccia sudando venti camicie perché non lo trovate e rallenterete la fila. Ah, tra l’altro non buttate quel biglietto, potrebbe tornarvi utile all’arrivo quando con vostra sfortuna scoprirete che la vostra valigia si trova alle Maldive invece che a Linate (voi a Linate ad Agosto e la vostra valigia alle Maldive: la vita è proprio crudele).

Sui posti a sedere vi consiglio caldamente quelli delle uscite d’emergenza: sono i più spaziosi e la gente li evita, a parte quelli con le 24ore in cravatta (insomma fate tutto quello che fanno quelli con la cravatta e andrete sul sicuro). La gente li evita perché pensa sempre alla responsabilità di dover aprire lo portellone in caso di emergenza. Tranquilli in caso di emergenza sarete già morti oppure in panico e morirete comunque. Nel remoto caso in cui invece riusciste ad aprirli sarete considerati degli eroi e non è male! Se poi siete tra quelli che si fanno le seghe mentali riguardo al posto migliore nell’aereo in caso di emergenza… be’ vi farà piacere sapere che non esiste.

Ci sono cinque categorie da evitare: i bambini, i bambini, i bambini, i bambini e quelli alti più di un metro e ottanta. Per quanto riguarda i bambini se avete la sfiga di sedervi nel raggio di cinque metri da loro preparatevi ad un viaggio d’inferno. I pargoli sanno benissimo chi ha paura di loro e se glielo farete notare si impunteranno contro di voi. Poiché non potete ucciderli l’unico modo è munirsi di auricolari e musica a tutto volume, reclinarsi sul davanti appoggiando la testa sul tavolino per evitare i loro calci oppure quando la madre è girata sussurrargli: “Ti spezzo un braccio e lo infilo nel culo di tua madre.”

Sui vatussi c’è da dire che gli aerei sono stati costruiti per chi si trova nella media della curva gaussiana della popolazione. Chi è agli estremi quindi, ovvero nani e giganti, è come un handicappato in sedia a rotelle nel centro storico di una città qualunque d’Italia: ovvero fottuto. Se avete uno più alto di un metro e ottanta dietro di voi preparatevi a ritrovarvi due stigmate là dove si trovano i reni. Non è bello. Il peggior scenario è salire in un volo con la squadra locale di basket in trasferta. Se siete invece tra quelli più alti di un metro e ottanta sappiate che avrete sulla coscienza quei poveri cittadini che si trovano nella mediana della curva di Gauss e che le vostre ginocchia vi faranno male per giorni.

In realtà esiste una sesta categoria da evitare: due donne sedute l’una affianco all’altra. Dovrete sorbirvi ore e ore di commenti malevoli contro le loro colleghe d’ufficio. A volte può essere interessante però: a meno che non sappiate già tutto dell’universo intimo femminile.

A proposito di gente che chiacchiera in aereo: mai, dico mai parlare di cose compromettenti in italiano. Nel raggio di cinque metri rispetto a voi c’è sempre un italiano. Questo vale per qualsiasi ambiente, dal bus preso a New York alla fermata dell’autobus in una favela brasiliana, alla peggior locanda di Caracas. Evitate anche commenti malevoli nei confronti dei vostri vicini che pensate siano stranieri. Non è così. E questo è lo sport nazionale italiano che difficilmente morirà. Spero di poter contribuire alla morte di questa abitudine nazionale. Credetemi, c’è sempre qualcuno che riferirà quello che avete detto a qualche cugino della zia del vicino di casa vostra.

Quando siete in aereo fate tutto quello che vi dicono le hostess o i messaggi. Dovete sapere che le hostess sono pagate per contratto specificamente per rompervi i coglioni. Tavolino, sedile reclinato, cintura, valigia ecc. Dovete anticiparle mi raccomando.

Se vi annoiate a morte sugli aerei non pensiate di potervela cavare con la rivista di bordo. E’ il peggior strumento di intrattenimento mai concepito e, a meno che non facciate il viaggio di ritorno dopo un mese, nell’aereo di ritorno rivedrete sempre la stessa.

Per quanto riguarda la sicurezza è inutile che vi preoccupiate durante il volo. Il 90% degli incidenti avvengono in fase di decollo e atterraggio. E anche in quel caso che vi preoccupiate pregando Krishna e/o Padre Pio o che vi mettiate a ridere oppure ancora meglio a ripetere a memoria frasi di film americani al vostro vicino di sedile (frankly my dear I don’t give a damn oppure Hasta la vista baby) non cambierà nulla: morirete comunque quindi utilizzate gli ultimi secondi della vostra vita per fare qualcosa di originale e divertente.

Ultimo consiglio: l’aviazione è il più recente tipo di trasporto ma è anche il più complicato e assurdo. Se pensate che un viaggio sulla carta duri un’ora in realtà dovete sempre pensare che sono (segue formula): n + 3 ore + m, dove n sta per ore di volo ufficiali ed m per decine di minuti dall’aeroporto più vicino. A volte è più conveniente prendere il treno, credetemi.

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Rapture fails, try again later

Dovete sapere che per mesi in USA e in varie altre parti del mondo alcuni milioni di invasati si stavano preparando per il Giudizio Finale, o meglio per il Rapture ovvero il momento in cui Gesù li avrebbe portati in cielo per incontrare suo padre Dio (ma in realtà è la stessa entità clonata con due personalità allo stesso tempo, insieme a quella di una terza in forma di colomba, ma questa ve la spiego un’altra volta) prima della distruzione totale del mondo. Lo sterminio totale, il genocidio finale da parte di una divinità simpaticissima e clementissima.

Il momento del Rapture era stato predetto per le ore 18:00 di ieri 21 Maggio. In effetti verso le 18 mi prudeva più del normale l’ascella sinistra e il gatto miagolava in modo anomalo. Ma a parte questo, a meno che questo mattino non ci siamo svegliati tutti dentro il mondo di Matrix, credo di poter affermare con una certa probabilità di certezza che anche questa volta Gesù non è arrivato all’appuntamento. Dico anche questa volta, perché questa storia del secondo arrivo di Gesù si ripete continuamente fin dall’inizio delle prime comunità cristiane. Aspetta e aspetta e sono passati 2000 anni e molte correnti cristiane hanno imparato dalla lezione e non ripetono più che Gesù sta per arrivare.

Altri invece lo ripetono ogni 10 anni circa. Qui c’è un elenco delle date in cui sarebbero dovuto arrivare ma ormai tra gli accoliti Gesù è diventato famoso per essere un burlone o ritardatario cronico. Questa volta c’è gente che ha venduto tutti i propri averi e ora si trova nel lastrico. Uno di quelli furbi ha speso la bellezza di $ 140.000 per pubblicizzare l’evento nelle strade di mezza America con cartelloni giganti.

OK, ora voi direte: se questa cazzo di profezia Maya non si avvera mai e neppure si è avverata questa volta cosa pensereste? Che la parola di dio è sbagliata o che quelli che la interpretano in Terra sono degli imbecilli, giusto?

Invece i credenti dicono di essere perplessi e confusi: “E’ una prova di dio per testare la nostra fede!” questa è la frase più pronunciata in questi giorni.  Qualcuno non riesce a connettere i due neuroni rimasti nella corteccia e dice: “I do not understand why… I do not understand why nothing has happened.”

Ecco la prossima volta che un pastore evangelico dice che sta arrivando l’Apocalisse fate come i vostri cugini giapponesi che fanno quei suicidi di massa. Arriverete più in fretta dal Signore e farete un piacere al pianeta. Un po’ di sano darwinismo per scremare qualche gene della stupidità ci farebbe comodo per il futuro della specie. Grazie.

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Nel frattempo durante un tranquillo sabato britannico

Quando racconto cosa vedo ogni sabato qui in UK la gente non mi crede. Be’ questo che vedete nelle foto è lo spettacolo di ogni sabato sera qui nel Regno Unito in qualsiasi città e a qualsiasi latitudine. Enjoy.

Per vedere le altre andate pure qui. Grazie a Davide per la segnalazione.

I do not own rights on the photos. Mr Dakowicz has the copyright on them.

AGGIORNAMENTO: sempre grazie a Davide scopriamo del sito di Mr Dakowicz con altre bellissime foto. Vi prego notate quante foto ci sono di ragazzi che raccolgono le patatine per terra. Questo è un classico!

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C’è poco da festeggiare

Rido di gusto delle risate di Bersani e delle sue frasi da sbruffone. Fra 15 giorni ce le ricorderemo, state tranquilli. Quello che mi fa più ridere (e la dice lunga sullo stato del PD) è che a sinistra interpretano un pareggio come una vittoria schiacciante.

Alcune considerazioni:

La Moratti ha perso voti perché è la Moratti, una delle più fastidiose e insopportabili persone al mondo. Il test per il PdL o per Berlusconi non c’entra niente. Non solo, ma mancavano all’appello i voti leghisti e del Terzo Polo che ora al ballottaggio si faranno vedere ovviamente. Pensate che i finiani si mettano a votare vendoliani o PD? In più c’è stato astensionismo e sappiamo che il PdL prende voti popolari, non di nicchia. Altra cosa da considerare è che il PD ha vinto con un candidato che non era del PD.

Sul resto: a Bologna c’è poco da festeggiare visto che la Lega in appena un lustro è riuscita a prendere il 30% dei voti provenienti da ex-comunisti. Basterà un’altra generazione alle prossime elezioni e ve li trovate al 50%. La regione sarà leghista in un lustro. A Napoli ha vinto il PdL seguito dall’Italia dei Valori. Il PD è stato disintegrato, distrutto, annientato. I grillini prendono voti a sinistra dappertutto erodendo ad ogni votazione il PD. A Cagliari c’è il ballottaggio e come a Milano alla prossima tornata ci saranno i voti del FLI, della Destra e del’UDC a dare manforte a Fantola. Sarebbe da ingenui pensare che il bastione della destra conservatrice delle famiglie dei medici-costruttori possa cadere dopo 20 anni di dominio incontrastato. Significa non conoscere i cagliaritani. E così via. Insomma a parte Torino, mi pare che ci sia poco di cui festeggiare. Contenti voi!

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Sociogeopolitica dell’Eurovision

E anche quest’anno il tanto atteso momento col kitsch-trash europeo è arrivato. Dopo ben 13 anni l’Italia è finalmente ritornata all’Eurovision. Una edizione sottotono e con canzoni di bassa qualità (alcune delle performance non avrebbero sfigurato nella nostra Corrida) e con una vittoria a sorpresa di un gruppo azero. Sì l’Eurovision song contest 2011 è stato vinto dall’Azerbaijan, uno stato musulmano a maggioranza sciita con cantante e ballerine desnude. L’Italia è arrivata seconda a sorpresa con una canzone di Raphael Gualazzi, l’unica forse canzone di qualità (insieme a quella cantata in corso dal francese). Nota curiosa: Raffaella Carrà con i suoi quasi 70 anni era la più vecchia presentatrice tra i 43 paesi che partecipavano. La media era 25 anni. No comment.

Non voglio dilungarmi sull’Eurovision dal punto di vista musicale (sempre pessimo! Ne parlai già qua) ma da quello diciamo sociogeopolitico (?). All’Eurovision non vince la canzone più bella, il miglior artista, la miglior rappresentazione: no, vince chi ha più “amici” in Europa. Un motivo per il quale il Regno Unito e la Francia arrivano sempre tra gli ultimi in classifica. Seguire l’Eurovision vale come leggere decine di libri di saggistica sull’Europa dal punto vista politico e culturale. Gli scandinavi si votano tra loro, gli slavi dell’ex-Jugoslavia lo stesso e quest’anno abbiamo visto come anche i paesi del Mediterraneo si aiutino a vicenda. L’Italia ha preso voti da San Marino, Spagna, Portogallo e Albania. Il tutto esemplificato da questa bella cartina con i cosiddetti regional blocks.

C’è anche un altro modo per avere voti: contare sugli immigrati all’estero.

La Russia per esempio ha un bacino di 12 milioni di immigrati nei paesi dove si partecipa all’Eurovision, e infatti fu grazie a questi che forse vinse due anni fa. Il voto provenuto quest’anno dall’Italia è un altro esempio: i paesi che hanno ricevuto più voti sono stati Moldavia e Romania. Se dovessimo fare un’analisi dei punteggi paese per paese ad ogni Eurovision potremmo ottenere una stima della composizione degli immigrati anno per anno in Europa per paese.

In realtà c’è anche il fattore turismo. Si dice che la Germania prenda tanti voti dalla Spagna perché nella colonia tedesca delle Baleari ci sono milioni di tedeschi in vacanza ogni anno.

Come dicevo quindi la possibilità che il Regno Unito e la Francia vincano è molto remota, soprattutto adesso che il televoto popolare ha ampiamente superato quello della giuria. La Francia infatti vinse in passato molte volte ma solo quando era in vigore il voto con giurati professionisti. Stranamente però Francia e UK si votano a vicenda.

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A qualcuno piace caldo

Questo post nasceva per descrivere il clima estivo di quest’ultimo periodo in UK, poi ha preso tutt’altra piega. L’ultimo mese di Aprile è stato il più secco degli ultimi cento anni qui in UK. Non piove da due mesi dove abito io e capite bene che questa è una notizia di non poco conto. Temperature estive, niente pioggia, fuochi stagionali in Scozia, Galles e Irlanda. Se me lo avessero raccontato nel lontano 2006 (l’anno in cui sono arrivato qui) mi sarei messo a ridere. Fuochi stagionali. Ah ah.

E ora siccità. All’inizio ridevo di questa parola associata al Regno Unito. Ora mi rendo conto che è una cosa seria. Questo paese è abituato da secoli a non preoccuparsi dell’approviggionamento idrico. Poche dighe, condutture vecchie, quasi nessuna irrigazione per parchi, giardini e orti. In UK è emergenza siccità e siamo appena a Maggio. Incredibile. Potete vedere la mappa della siccità presa da questo articolo della BBC.

Un mio amico indiano mi diceva: “Se il Regno Unito avesse bel tempo avrebbe dei grossi problemi di immigrazione.”

In effetti tutti vorrebbero venire in quest’isola dove lavoro e cultura non mancano se ci fosse bel tempo. Un paradiso sotto tutti i punti di vista (a parte le case fatiscenti, il cibo inglese ecc.).

Tutto questo però mi ha fatto pensare a tutti quei paesi che beneficeranno del Global Warming (antropogenico o no): Canada, Russia, Scandinavia, Finlandia, Groenlandia. Parafrasando il mio amico indiano: “Se in Siberia ci fosse caldo si avrebbero seri problemi di immigrazione.” La gente non ci pensa ma ci sono vastissimi territori inabitati in Siberia, Canada, Groenlandia e Scandinavia che se non fosse per il ghiaccio sarebbero disponibili e abitabili tutto l’anno (a parte 6 mesi di sole all’orizzonte che ti rendono depresso e suicida). Questi paesi hanno tutto l’interesse affinché il clima cambi: è sarà una vera e propria guerra quella tra la fascia tropicale /subtropicale e quella polare. Per ipotesi la Russia potrebbe decidere di aumentare l’CO2 nell’atmosfera per poter accedere ai giacimenti di gas e petroliferi dell’Artico e per popolare la Siberia. Stesso discorso vale per il Canada. Non solo ma tante nazioni, anche più a Sud avrebbero l’interesse ad aprire i ghiacci del Polo: con il passaggio a Nord-Ovest si evita di passare per Panama o peggio per Suez e si risparmia in tempo e carburante. In questo interessante articolo della BBC si parla proprio della spartizione del Polo e della Groenlandia da parte delle nazioni coinvolte. Una spartizione che sembra molto simile a quella che avvenne tra le potenze europee con l’Africa nell’800.

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Orrore geometrico

“For every equation, every formula in the superficial world, there is a corresponding curve or solid. For irrational formulas, for my √-1, we know of no corresponding solids, we’ve never seen them . . . But that’s just the whole horror – that these solids, invisible, exist. They absolutely inescapably must exist. […] And if we don’t see these solids in our surface world, there is for them, there inevitably must be, a whole immense world there, beneath the surface.”

We di Yevgeny Zamyatin

Prima di questo passaggio nel romanzo distopico We di Zamyatin l’unica volta in cui avevo sentito parlare di orrore derivato dalla geometria fu in Lovecraft. Ne Il richiamo di Chtulhu i protagonisti sono terrorizzati dalle forme e dagli angoli assurdi della città di R’Lyeh che sorge dal mare. Le geometrie vengono definite non-euclidee e creano sconcerto, nausea e appunto orrore puro. Non ho potuto fare a meno di pensare a Lovecraft quando ho letto questo pezzo. E’ possibile che sia solo un caso che i due autori contemporanei abbiano associato alla geometria la categoria dell’orrore. Oppure Lovecraft ha letto Zamyatin? Possibile ma alquanto improbabile. Quindi direi che l’unica soluzione, a parte il caso, è che in quel periodo, in quel ventennio qualche trattato scientifico, matematico o geometrico abbia avuto un certo successo di pubblico generalista. Lovecraft cita Einstein in alcuni suoi racconti e sicuramente l’impiegato svizzero dai capelli bianchi fluenti aveva incominciato a minare alle basi le più grandi convinzioni della fisica e del mondo proprio in quegli anni. Reimann e la sua geometria non-euclidea sono della seconda metà dell’800 e fece un certo scalpore all’epoca, ma qui parliamo di 70-80 anni dopo. Insomma mi dovrò rassegnare: è solo una coincidenza ma per poche ore è stato bello fare delle congetture tra l’opera di Lovecraft e di Zamyatin. Per chi volesse sapere di più di quest’ultimo e del suo romanzo distopico semisconosciuto ma che servì a Orwell per la stesura di 1984 potete andare qui. Buona lettura.

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[…]

OK, lo volevamo tutti morto (a parte qualche straccione nelle montagne del Pakistan e Hamas) e siamo tutti felici, ma forse ci stiamo facendo prendere un po’ troppo dalla storia in prima pagina e dall’euforia. Fermi tutti:

“Diciamo, come riassunto, che una nazione ha organizzato un intervento del proprio esercito nel territorio di un’altra nazione, che non ha chiesto nessuna autorizzazione, che lo scopo di questo intervento militare è stato la cattura o l’eliminazione di un cittadino di un’altra nazione. Pare infine che la cattura sia avvenuta grazie alle informazioni raccolte, con metodi quantomeno discutibili, a Guantanamo.”

Ecco. Ora rewind e ripetiamo: siamo tutti felici. Forse quello che mi dà più fastidio però è questo continuo riempirci la bocca di parole vuote e senza senso come democrazia, libertà, stato di diritto ecc. Ecco, l’ipocrisia mi dà fastidio più che la morte di un Osama qualunque. Facciamola finita con tutti questi termini. Il mondo ha uno straccione criminale in meno e un Nobel per la Pace che bombarda in più mentre il suo predecessore texano rimarrà nella storia come un fondamentalista ignorante. Yes, we can. Siamo umani, erriamo continuamente, ci piacciono le dicotomie, non vediamo i grigi. Siamo democratici per dio!

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