A qualcuno piace caldo

Questo post nasceva per descrivere il clima estivo di quest’ultimo periodo in UK, poi ha preso tutt’altra piega. L’ultimo mese di Aprile è stato il più secco degli ultimi cento anni qui in UK. Non piove da due mesi dove abito io e capite bene che questa è una notizia di non poco conto. Temperature estive, niente pioggia, fuochi stagionali in Scozia, Galles e Irlanda. Se me lo avessero raccontato nel lontano 2006 (l’anno in cui sono arrivato qui) mi sarei messo a ridere. Fuochi stagionali. Ah ah.

E ora siccità. All’inizio ridevo di questa parola associata al Regno Unito. Ora mi rendo conto che è una cosa seria. Questo paese è abituato da secoli a non preoccuparsi dell’approviggionamento idrico. Poche dighe, condutture vecchie, quasi nessuna irrigazione per parchi, giardini e orti. In UK è emergenza siccità e siamo appena a Maggio. Incredibile. Potete vedere la mappa della siccità presa da questo articolo della BBC.

Un mio amico indiano mi diceva: “Se il Regno Unito avesse bel tempo avrebbe dei grossi problemi di immigrazione.”

In effetti tutti vorrebbero venire in quest’isola dove lavoro e cultura non mancano se ci fosse bel tempo. Un paradiso sotto tutti i punti di vista (a parte le case fatiscenti, il cibo inglese ecc.).

Tutto questo però mi ha fatto pensare a tutti quei paesi che beneficeranno del Global Warming (antropogenico o no): Canada, Russia, Scandinavia, Finlandia, Groenlandia. Parafrasando il mio amico indiano: “Se in Siberia ci fosse caldo si avrebbero seri problemi di immigrazione.” La gente non ci pensa ma ci sono vastissimi territori inabitati in Siberia, Canada, Groenlandia e Scandinavia che se non fosse per il ghiaccio sarebbero disponibili e abitabili tutto l’anno (a parte 6 mesi di sole all’orizzonte che ti rendono depresso e suicida). Questi paesi hanno tutto l’interesse affinché il clima cambi: è sarà una vera e propria guerra quella tra la fascia tropicale /subtropicale e quella polare. Per ipotesi la Russia potrebbe decidere di aumentare l’CO2 nell’atmosfera per poter accedere ai giacimenti di gas e petroliferi dell’Artico e per popolare la Siberia. Stesso discorso vale per il Canada. Non solo ma tante nazioni, anche più a Sud avrebbero l’interesse ad aprire i ghiacci del Polo: con il passaggio a Nord-Ovest si evita di passare per Panama o peggio per Suez e si risparmia in tempo e carburante. In questo interessante articolo della BBC si parla proprio della spartizione del Polo e della Groenlandia da parte delle nazioni coinvolte. Una spartizione che sembra molto simile a quella che avvenne tra le potenze europee con l’Africa nell’800.

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18 commenti

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18 risposte a “A qualcuno piace caldo

  1. Ma come ci si fa ad abituare a vivere in un posto col 90% giorni di pioggia l´anno;)))

  2. spartirsi la groenlandia?! ma è già Stato

  3. Per Isa

    Infatti non ci si abitua! 😉

    PEr Socialista

    Sì scritto così è sbagliato. Intendevo i contratti per il gas della Groenlandia. Che alla fine è un po’ come spartirsela. 😉

  4. Davide

    partendo dall’assunto generalmente abbastanza condiviso che i fattori climatici di molto influenzano il temperamento e l’attitudine delle societa’ in cui si manifestano; se il Regno Unito arrivasse ad avere un clima ad esempio “mediterraneo” e quindi piu’ caotico (nel senso “rammollente”) sprofonderebbe ancor di piu’ nell’ignoranza, la sciattaggine e l’autoctona (quella degli inglesi born and bred) pelandronaggine che gia’ ora, sebbene stemperate dal refrigerante tempo di merda, caratterizzano gran parte della popolazione. L’immensa fortuna di questo paese e’ di essere governato a livello nazionale e amministrato a livello locale da elite di intellettuali vecchi e nuovi benestanti educati nelle piu’ prestigiose universita’ dell’isola e del mondo (addirittura il leader del BNP ha conseguito laurea a Cambridge….) Questi, con gran merito, creano quelle condizioni “da paradiso” di cui parlavi promuovendo lavoro, cultura, ricerca e sviluppo; tuttavia senza di loro crollerebbe tutto come un castello di carte tra pozze di vomito, benefit claims e urla isteriche di ragazzine madri in quel calderone “britannico medio” che nulla ha da invidiare all’italiano medio, anzi

  5. Paolojt

    Qui a Glasgow sta piovendo ogni giorno!

  6. Per Davide

    dal tuo commento ne deduco che abiti in Inghilterra. 😉
    Sulle elite di governo inglesi ci sarebbe da parlarne in un altro post. Come dici tu in UK solo chi fa parte della classe alta ed istruita fa politica. Non è come da noi dove ci vanno solo i cani e i porci. Tra l’altro in UK solo il 50% della popolazione va a votare eliminando il pericolo di partiti populisti eletti dalle masse. I chav, per dire, non vanno a votare e questo è un bene.

  7. Per Paolo

    ma come, non dovevi passare anche qua?

  8. Emanuele

    E’ interessante questo fatto delle classi sociali in Inghilterra.
    Mi viene però una domanda: se la classe politica inglese è questa elite in gamba che dite, come mai in decenni di governo non è riuscita a far elevare culturalmente il resto del paese?

  9. Forse – usando una chiave di lettura pseudomarxista – la classe governante non ha alcun interesse che le altre si equiparino ad essa.
    L’elite manda i figli nelle scuole d’elite, vive nei quartieri d’elite e vive in maniera diversa rispetto agli altri.
    I chav rimangono chav e i loro figli saranno chav fino alla morte. Ma i chav sono orgogliosi di quello che sono, non vorrebbero essere nient’altro anche se ne potessero avere l’occasione. Per chi non lo sapesse i chav sono questi e riempiono le periferie e i centri commerciali:
    http://www.google.co.uk/search?q=chav&hl=en&client=firefox-a&hs=QmF&rls=org.mozilla:en-GB:official&prmd=ivns&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=V4POTYLcOcOo8AOd8-HmDQ&ved=0CDoQsAQ&biw=889&bih=459

  10. Kirbmarc

    In UK c’e anche una forte distribuzione locale dei ceti sociali, anche all’interno dello stesso quartiere. A Manchester (dove ora mi trovo) c’e un pub che i locali chiamano “chav central” vicino a un altro, non molto diverso all’esterno, che è più middle-class.

  11. Discorso molto interessante, che sembrerebbe avallare quel che sosteneva lo storico greco Polibio. Tutti quelli che conosco e che hanno o hanno avuto rapporti con l’amministrazione britannica (non solo nel Regno Unito, ma pure in vecchi possedimenti ad amministrazione diretta, come Hong Kong, Malta, o altrove), non finiscono mai di lodarne l’impeccabilità, l’incorruttibilità dei funzionari, il loro estremo senso dello stato, la profonda equità (poche tasse, ma applicate con giustizia: se evadi, oltre a subire la pubblica vergogna, finisci in galera per il resto dei tuoi giorni). Come si concilia tutto ciò, con quanto affermate in merito all’assoluta mancanza di etica di gran parte di quella popolazione?

  12. Per Kirbmarc

    Abiti in Inghilterra!!? Cavolo, perché non me lo hai detto. Dobbiamo asoslutamente incontrarci almeno una volta. 😉

  13. Per Lector

    Sinceramente non ho risposte certe. So solo che la divisione in classi qui è fortemente accentuata. Ci scriverò un post un giorno.

  14. A proposito di chavs leggetevi la storia del più furbo chav della storia del Regno:

    http://lanuovaeresia.wordpress.com/?post=271

  15. Fabri, ti è scappato un link interno… doveva essere http://lanuovaeresia.wordpress.com/?post=271

    A proposito di risorse – ma un po’ OT per la questione sociale in thread –
    beccati questo post monumentale (anche perché pieno di statue) del Bardi:
    http://cassandralegacy.blogspot.com/2011/05/peak-oil-thermodynamics-and-stoic.html

  16. Per Weissbach

    Grazie per il link. Lo leggerò sicuramente.
    E anche per la correzione del mio link 😉

  17. Davide

    per lector:

    il discorso da fare sarebbe lungo e articolato…. da un occhio a questo link per una breve incursione panoramica… un ritratto dell’etica del venerdi sera di questo popolo (beh, non tutto, il 90% dai)

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-1182373/Welcome-binge-Britain-Polish-photographer-documents-years-drunken-revelry-Cardiff.html

  18. Grazie mille Davide per il tuo link! Ci vorrebbe un bel post. 😉

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