C’è poco da festeggiare

Rido di gusto delle risate di Bersani e delle sue frasi da sbruffone. Fra 15 giorni ce le ricorderemo, state tranquilli. Quello che mi fa più ridere (e la dice lunga sullo stato del PD) è che a sinistra interpretano un pareggio come una vittoria schiacciante.

Alcune considerazioni:

La Moratti ha perso voti perché è la Moratti, una delle più fastidiose e insopportabili persone al mondo. Il test per il PdL o per Berlusconi non c’entra niente. Non solo, ma mancavano all’appello i voti leghisti e del Terzo Polo che ora al ballottaggio si faranno vedere ovviamente. Pensate che i finiani si mettano a votare vendoliani o PD? In più c’è stato astensionismo e sappiamo che il PdL prende voti popolari, non di nicchia. Altra cosa da considerare è che il PD ha vinto con un candidato che non era del PD.

Sul resto: a Bologna c’è poco da festeggiare visto che la Lega in appena un lustro è riuscita a prendere il 30% dei voti provenienti da ex-comunisti. Basterà un’altra generazione alle prossime elezioni e ve li trovate al 50%. La regione sarà leghista in un lustro. A Napoli ha vinto il PdL seguito dall’Italia dei Valori. Il PD è stato disintegrato, distrutto, annientato. I grillini prendono voti a sinistra dappertutto erodendo ad ogni votazione il PD. A Cagliari c’è il ballottaggio e come a Milano alla prossima tornata ci saranno i voti del FLI, della Destra e del’UDC a dare manforte a Fantola. Sarebbe da ingenui pensare che il bastione della destra conservatrice delle famiglie dei medici-costruttori possa cadere dopo 20 anni di dominio incontrastato. Significa non conoscere i cagliaritani. E così via. Insomma a parte Torino, mi pare che ci sia poco di cui festeggiare. Contenti voi!

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32 commenti

Archiviato in da ridere, Italia provinciale, politica

32 risposte a “C’è poco da festeggiare

  1. Che occorra “moderazione” nel cantar vittoria è indubbio.
    Ma io stasera, rispetto a te, ho visto un altro Bersani a 8½.
    Un Bersani che non ha mai chiesto le dimissioni del governo come conseguenza di questo risultato elettorale.
    Un Bersani che ha ripetuto più volte che queste sono, appunto, elezioni amministrative per il governo delle singole città.
    Un Bersani che non ha mai detto che la Lega e Berlusconi sono finiti.
    Un Bersani che ha detto di aspettarli sul terreno del confronto parlamentare sui veri problemi del Paese.
    Comunque sia, i problemi di fondo devono ancora essere risolti. E soprattutto: da festeggiare c’è davvero poco poco.

  2. Non so chi hai visto in TV ma Bersani sta già cavalcando sul cavallo sotto l’arco di trionfo e chiede le elezioni anticipate…

    “Me la rido di gusto. Abbiamo vinto, è inequivocabile, abbiamo dato una scoppola al Pdl. Avevamo chiesto un segnale di cambiamento, ed è arrivato. Chiederemo nei ballottaggi che venga confermato”
    “”Per me dovevano dimettersi ieri, prima va a casa questo governo meglio è. A fronte della caduta del governo dico anche razionalmente che non vedo altro che il voto anticipato””

  3. Ho visto Bersani da Lilli Gruber a 8½ (c’era anche Stefano Folli editorialista del Sole24Ore). E ti garantisco che, in tale trasmissione, non ha parlato così. Ha detto, è vero, che “dovevano dimettersi ieri”, ma proprio rispondendo alla domanda di Folli che gli domandava il perché della sua posizione timida che non chiedeva elezioni anticipate come conseguenza del voto amministrativo.

  4. Su Milano non sono d’accordo con la tua analisi. Su notapolitica davano le cifre del turnout per lista rispetto alle ultime politiche, cioè il rapporto tra votanti a queste elezioni e votanti alle politiche 2008, ed esce fuori che per il centro-sx è stato dell’86%, mentre per il centro-dx del 60% — che è il valore che di solito si registra per le comunali, cioè di solito alle comunali una qualsiasi lista ottiene attorno al 60% dei voti che ottiene alle politiche.

    Questo vuol dire che gli elettori di centro-sx hanno partecipato in massa perché volevano effettivamente un cambiamento, mentre a destra questo non è successo. Ora, visto che Berlusconi ha sbandierato ai quattro venti che questo era un test su di lui, la chiamata alle armi non gli è riuscita, e il dato della metà delle preferenze a lui parla chiarissimo.

    Su Bologna quello che secondo te è un grande exploit della Lega secondo me è un pessimo risultato del centro-dx. Manes Bernardini era candidato del centro-dx, non solo della Lega. Tra l’altro su prima — e spero ultima — iniziativa di Renzo Bossi. La Lega è bollita.

  5. Vedremo, vedremo. 😉
    Io do il Pdl vincente a Milano, Napoli e Cagliari. A meno che la Lega non faccia qualche cazzata nelle prossime settimane.

  6. La mia personalissima teoria è che la Lega è andata male per via di Grillo. Alla fine la lega prendeva un sacco di voto di protesta dai ceti medio-bassi che magari un tempo votavano a sinistra. Secondo me per quel tipo di elettori non c’è tantissima differenza tra Grillo e la Lega. Ma non ho uno straccio di dato con cui supportare la mia teoria, quindi vedremo! 🙂

  7. secondo me ti stai sbagliando di grosso.
    non tanto nella previsione dei risultati ma nell’analisi dei dati.

    premesso che con il centrosinistra si è sempre a rischio di autoinfliggersi sconfitte laddove si dovrebbe vincere e che berlusconi, nonostante non sia più quello di una volta, rimane svariate spanne sopra tutti i politici attuali .

    premesso quanto detto sopra , personalmente penso che:

    il PD regge presentando persino burocrati grigi laddove ha ancora in vigore un sistema economico-politico solido e che non ha troppe inefficienze: emilia romagna, toscana, torino(curiosità: il sistema emilia-romagna è così solido da essere quello che più si avantaggerà del federalismo fiscale legaiolo disegnato sul veneto).
    l’opposizione in queste aree sta vedendo la crescita dei grillini. il pdl è in crisi nera e la lega è logorata dai grillini come la sinistra.
    personalmente mi va bene che un voto lo perda la sinistra se uno lo perde la lega.
    penso che se non vi fosse stato il botto dei grillini, la Lega avrebbe conquistato molti più voti .
    se non erro , il dato legaiolo è in avanzata rispetto al dato delle precedenti amministrative ma mostra un piccolo arretramento rispetto alle elezioni dell’anno scorso. segno forse di qualche stanchezza.

    a napoli la situazione del PD dopo il declino bassoliniano, la miope gestione iervolino, la spazzatura, lo scandalo primarie era disperata.
    ovvio che perdesse.
    nota: quando il PD non ha un sistema solido, l’elettorato preferisce un esponente di partiti più caratterizzanti (Vendola in puglia, oltre che DeMagistris e Pisapia a Napoli e Milano).
    il PDL non ha saputo aprofittarne, dimostrazione della crisi.
    il loro candidato doveva star intorno al 50%.

    il terzo polo centrista è praticamente inesistente.
    fli voterà in gran parte per i candidati della sinistra.
    l’ udc si venderà al miglior offerente.

    insomma… vero che il centrosinistra vince per la crisi del centrodestra ma fondamentalmente … che ci importa? io sono poco convinto che il centrodestra alla lunga(queste elezioni può darsi) riesca a recuperare.
    berlusconi è bravo ma non può inventarsi sempre qualcosa e poi anche lui ha un’età e prima o poi…

  8. Kirbmarc

    Il test per il PdL o per Berlusconi non c’entra niente.

    Berlusconi partiva 53 mila preferenze e ne ha avute 28 mila. Berlusconi ci ha messo la faccia e ha fatto una campagna elettorale in prima persona, ricca di bassezze. E’ stato Berlusconi a parlare di test,e lo ha fallito.

    Diciamo che non ha vinto il PD, ha perso Berlusconi. Che non è più popolare come prima, nemmeno nei suoi feudi.

    Comunque se si vuol ridere c’è la Moratti dance:

  9. Ragazzi stiamo parlando del feudo di cl. Decine di migliaia di posti di lavoro dipendono dalla destra. I votanti FYI destra non sono andati a votare, tutto qui. Nn c’è stato alcun travaso di voti a sinistra. Sinistra che ha preso meno delle scorse elezioni. Pisani ha preso meno di ferrante, altro che exploit! Udc e fli voteranno a destra e molti grillini si asterranno

  10. Kirbmarc

    A Napoli se il centrosinistra sostiene De Magistris Lettieri rischia seriamente di perdere.

  11. E tu pensi che un’ alleanza del genere sia possibile?

  12. Sono pienamente d’accordo con te sull’analisi specie la parte riguardante Bologna, Napoli e Milano. A Bologna Merola è passato per il rotto della cuffia, Pisapia non è il candidato che il PD voleva. Su Napoli stendiamo un velo pietoso. Lo stesso Morcone ha riconosciuto che la città è stata amministrata malissimo. L’entusiasmo del PD è veramente incomprensibile.

    Non concordo invece sulle previsioni. Sono quasi certo che De Magistris e Pisapia vinceranno (su Cagliari francamente non saprei). Perchè? Perchè hanno presso più voti delle liste. Il candidato che invece prende meno voti delle liste ai ballottaggi di solito perde. Significa che non aveva una forza automa ed è stato spinto dal voto ai consiglieri. Ma al ballottaggio questa spinta viene meno ed il candidato è solo.

    Discorso elettori terzo polo. Dovrebbero ritornare a votare tutti e tutti dovrebbero votare per Lettieri e Moratti, senza eccezioni. Mi sembra poco probabile e comunque potrebbe non bastare.

  13. Va beh , forse a Milano rivincerà la Moratti, ma lasciaci almeno prendere una boccata d’aria per 15 gg.

  14. Sinistra? E cosa c’entra Bersani con la sinistra? Forse abbiamo una idea diversa di sinistra, ma io quando penso alla sinistra penso a Gino Strada non a Bersani.
    Riguardo le valutazioni sulle previsioni mi allineo a quello che scriveva il buon .mau. “io non ci prendo mai” ma, a differenza del suddetto, ben mi guardo dal farne o commentarle.
    De Magistris + PD non possono governare? Beh mi sembra un’affermazione indubbiamente forte, forse andrebbe giustificata, ma, a meno di cose poco credibili, il PD non potrà almeno ufficlamente dare indicazioni in qualsiasi altra direzione. Poi chi vivrà vedrà…. tutto il resto è fantasia.

    Un Sorriso

  15. leppie

    A Napoli non so cosa farà il centrosinistra ufficiale. Gli elettori sì, voteranno De Magistris.
    Secondo me sottovaluti molto l’effetto «contro» Berlusconi. Che può essere brutto e sbagliato, ma Berlusconi al momento sta su come il barone di Münchhausen tenendosi per le fibbie degli stivali, e credo che molti pur di vederlo affondare voterebbero pure Andreotti.

    A Milano non so, ma guarda che c’è una situazione disastrosa dal punto di vista dell’amministrazione, e la gente prima o poi si stufa.

    PS: CL non ama particolarmente Moratti, e sull’Expò credo che Formigoni si trovi molto meglio con Pisapia.

    PS: comunque ho pronto il randello per venirti a picchiare, se vince la destra.. 😛

  16. Sono d’accordo che il PD è un partito ancora convalescente e che non ha ottenuto una vittoria propria (ma non è sprofondato). Anche che potrebbe ancora perdere a Milano. Tuttavia devo contestare una lunga serie di affermazioni che qui volgerebbero a dimostrare tutto ciò.

    l test per il PdL o per Berlusconi non c’entra niente“.
    Però Berlusconi si è messo in lista e ha chiesto di essere votato al proprio elttorato, ma ha quasi dimezzato le preferenze personali. Che sia anche questo colpa dell’antipatia della Moratti?

    mancavano all’appello i voti leghisti e del Terzo Polo“.
    La Lega era apparentata con la Moratti ed è stata votata dai propri elettori, è già quindi nel computo.

    Pensate che i finiani si mettano a votare vendoliani o PD?
    Probabilmente no. Tuttavia per far perdere Pisapia serve che non si astengano e votino Moratti compatti. Mentre al momento attuale, lasciando tutti gli altri fattori immutatii, basta che i grillini si astengano perché Pisapia balzi 50%, senza un solo salto di barricata.

    In più c’è stato astensionismo e sappiamo che il PdL prende voti popolari, non di nicchia
    Beh, al ballottaggio l’astensione tende ad aumentare piuttosto che a diminuire, quindi questa osservazione favorirebbe la sinistra. Tuttavia questa analisi, spesso fatta, potrebbe risultare imprecisa se non infondata, per esempio se andiamo a vedere elezioni comunali Bologna 1999. Primo turno votanti 75%, Guazzaloca 5 punti dietro Bartolini. Ballottaggio votanti 66%, Guazzaloca batte Bartolini.

    Altra cosa da considerare è che il PD ha vinto con un candidato che non era del PD“.
    Verissimo, ma quando Berlusconi vince con un candidato della Lega non si dice mai che Berlusconi ha perso. Il PD sosteneva Pisapia, che aveva battuto un candidato del PD alle primarie di coalizione, essendo le primarie una pratica introdotta dal PD. Cota alla regione ci andò al posto di qualcuno del PDL, unica differenza la selezione nelle segreterie: eppure nessuno ha detto che Berlusconi perse in Piemonte.

    Il PD può anche perdere ipoteticamente il 5%, ma se fa vincere gli alleati è una vittoria, mentre se fa anche perdere gli alleati allora sì che è una sconfitta.

    A mio avviso il dato più importante per il PD è il crollo netto al sud e una tenuta, persino leggerissima ripesa, al nord.

  17. Frank77

    Spiace dirlo ma la tua è la peggiore analisi politica che ho letto.
    Persino Verdini è stato più obbiettivo.

  18. Per Frank77

    il mio post voleva solo far capire che Pisapia non ha fatto un exploit, anzi ha preso l’1% in meno rispetto alle passate elezioni comunali! Il vero dato da considerare è la diminuzione del numero di voti del PdL, dato da Fli, lega contraria ecc. Se la Lega e CL si comportano bene al ballottaggio la Moratti ce la può fare. Non me lo auguro ma ce la può fare. E, come dice Malvino in un post di qualche giorno fa, tutto questo non si riflette sulle elezioni nazionali come tutti a sinistra pensano. Qualcuno parla perfino di fine del “berlusconismo”. Su andiamo!

  19. @ Fabristol

    Non so perché insisti nel sostenere che Pisapia abbia preso l’1% in meno: ha preso l’1% in più e questo dato si rafforza nell’ottica in cui significa che i girllini non hanno tolto un solo voto alla sinistra, ma tutto a destra (o altrimenti si sostiene che i grillini hanno tolto voti a sinistra, ma la sinistra ha compensato andando molto meglio di allora, di almeno circa quattro punti; certamente non si possono affermare le due cose insieme, che abbia perso in termini assoluto e che “in più” abbia ceduto voti ai grillini).

    Sono d’accordo anche io che la Moratti ce la può ancora fare, anche se per motivi diversi da quelli che illustri (per esempio, ritengo che un astensionismo corposo la favorirebbe). Tuttavia questa è una condizione necessaria per la tenuta del patto PDL-Lega: cioè, se la Moratti dovesse invece perdere, sarà un bel problema politico anche a Roma, mentre se dovesse vincere non sarà un dramma così grave dall’altra parte.

    Vorrei anche illustrare cosa sarebbe accaduto a parti invertite: una sconfitta netta del centrosinistra in una città roccaforte, la più grande di tutte quelle che andavano al voto, dove secondo le previsioni avrebbe dovuto vincere al primo turno. Tutti sarebbero stati ad analizzare come la sinistra politica, anche quella nazionale, sia sempre più allo sbando, non abbia più un timone e un’identità, sia finita, non sia più forza credibile, eccetera. Non capisco perché quando una debacle viene subita da Berlusconi si debba sostenere che il PDL goda della salute di sempre. Anzi, direi che forse è vero, ma è vero da entrambe le parti: anche la sinistra non è per niente finita, è la stessa da decenni e resterà lì e forse tornerà al potere senza essere minimamente cambiata. E se anche lo vuoi chiamare “pareggio”, allora sì: il pareggio di Piasapia dimostra che la sinistra è esattamente dov’era cinque anni fa, quando era ancora ritenuta più che credibile avversaria del centrodestra.

  20. @–>Paolo De gregorio
    “la sinistra è esattamente dov’era cinque anni fa, quando era ancora ritenuta più che credibile avversaria del centrodestra.”
    Forse intendevi dire:
    “la sinistra è esattamente dov’era cinque anni fa, quando era ancora ritenuta più che credibile alleata del centrodestra.”

  21. @ lector

    Sì, certo, forse: però i più la ritengono avversaria. Come si sa, opinione di maggioranza non è sinonimo di verità. In ogni caso non è mai abbastanza alleata secondo i gusti di Berlusconi: c’hanno provato in tutti i modi a recitare nelle vesti di suoi nuovi amici “craxiani”, ma niente, quello irriconoscente li attacca sempre tutti.

  22. Per Paolo

    Se è come dici tu mi scuso. Avevo capito che aveva preso l’1% in meno non in più, anche se questo non cambia molto per me 😉
    Comunque non vedo l’ora che arrivi il ballottaggio così capiremo come voteranno grillini, fli e udc. E se la Lega sarà fedele soprattutto 🙂

  23. leppie

    Se vuoi ti presentiamo i cagliaritani… Uno a uno. 🙂

  24. Kirbmarc

    I dati sembrano darti torto, fabri….

  25. Quei coglioni della Lega e del Pdl sembrano darmi torto! Praticamente nelle ultime due settimane si sono dati la zappa sui piedi da soli.
    Ovviamente sono contento del risultato, se rimane così.

  26. Adesso sarà interessante come si comporterà Berlusconi. Purghe, rimpasti o chissà cosa si inventa quello là!

  27. Eh, però non si può dire di saper prevedere cosa voterà la gente, ma non saper prevedere cosa diranno i politici per farsi votare…
    Anzi, che stessero in una fase di rimbambimento maggiore del solito a me pareva abbastanza chiaro…

  28. Eh vabbé le cose non sono andate come avevo previsto.
    Non ho alcun problema ad ammettere gli errori.
    Quello che volevo dire però e ripeto è che sono mancate le forze leghiste e cielline che hanno fatto solo fuoco amico. Insomma i milanesi non si sono risvegliati da un giorno all’altro di sinistra e il berlusconismo non è stato ancora sconfitto. Secondo me la sorpresa più grande è Cagliari perché dopo 20 anni di dominio incontrastato un giovane di Vendola è riuscito ad espugnare il bastione cagliaritano, una cosa che nessuno era mai riuscito a fare. Saranno guai ora per gli affari delle famiglie bene e dei commercianti cagliaritani!

  29. Mi sembri davvero troppo preoccupato 😀
    Vedrai che se la caveranno benissimo anche a Cagliari.
    Non pensare che basti un voto per sistemare tutto, ma dopo anni di batoste un segnale del genere è puro ossigeno per chi ha ancora speranza.
    Mi ero astenuto dal fare pronostici e ben mi guarderei dal salire su carri di vincitori qualunque siano. L’unico auspicio è che nel centro sinistra (PD ed affini) abbiano finalmente capito (ok sono un inguaribile ottimista) che l’elettorato va “conquistato” e non inseguito!!!!
    Un Sorriso

  30. Emanuele

    A me sembra che alla fine c’è solo una certezza: i voti non si spostano. Chi è di destra vota destra, chi di sinistra a sinistra. Quello che cambia è l’astensione e i diversi modi in cui destra e sinistra si presentano, ora uniti, ora divisi in 2 o 3 o 4 partiti ecc.
    Interessante notare che a Milano ha vinto un candidato vendoliano mentre a Napoli i vendoliani sono rimasti fuori.

  31. @ Emanuele

    A me sembra che alla fine c’è solo una certezza: i voti non si spostano“.

    È curioso che gli studi degli istituti statistici mostrino che ad ogni elezione ci sia un buon terzo o quarto dell’elettorato che ha cambiato partito o schieramento, anche qualora le percentuali non si fossero mosse di un punto. Ma non sarà che questo ritornello è una delle tante leggende metropolitane?

    Io al contrario tendo a credere che le correnti politiche si spostino laddove si fiuta di poter avere uno spazio proprio, come un sistema alla ricerca di un equilibrio locale. In alcuni paesi gli schieramenti antagonisti sono due schieramenti di centrodestra, in altri sono due schieramenti di centrosinistra, in altri (maggioritari) sono tradizionalmente centrodestra e centrosinistra (o popolari e socialisti). I democratici americani e i laburisti inglesi hanno proposte e linee che da noi sarebbero liberali di destra, etc… Questo perché una nostra sinistra lì crollerebbe al primo scrutinio.
    A queste macro posizioni si associano poi spostamenti di preferenze talvolta micro talvolta repentini, che fanno sì che in ciascun luogo e tempo i due schieramenti si aggiustino (talvolta con ritardo) su posizioni tali che mirino sempre all’incirca al fifty-fifty. Secondo me non è tanto l’elettorato che resta fisso, quanto i partiti a spostarsi dove tira il vento, o comunque ambedue le cose e non una sola, ma non sempre in modo sincronizzato. Certo, poi ti viene fuori il caso De Magistris che, direi anche per fortuna, ogni tanto squaderna un po’ tutto.

    “Interessante notare che a Milano ha vinto un candidato vendoliano mentre a Napoli i vendoliani sono rimasti fuori”.

    Esattamente: è curioso nell’ottica in cui si sposa l’assunto di partenza che i voti non si spostano mai, altrimenti questo fatto è normalissimo, se è vero che una grossa massa di elettori è pronta a spostarsi di volta in volta.

  32. Emanuele

    Mi riferivo a Milano e Napoli.

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