Diamo un taglio alla pratica della mutilazione genitale maschile

Pensate ad un popolo di una remota isola del Pacifico che per tradizione taglia la prima falange del mignolo di ogni bambino appena nato. Secondo gli antropologi questo rappresenterebbe una mutilazione rituale per far entrare il piccolo nella comunità. Le scritture parlano chiaro su questo punto: “Taglierai la fine del quinto dito alla tua progenie come offerta al dio della montagna.”. Nessuno, credo, nei paesi occidentali accetterebbe questa pratica come umana. Anzi, la gente parlerebbe di pratica bestiale, barbara, incivile, esattamente come lo si fa ora per la mutilazione genitale femminile in certi paesi musulmani.

Ma per milioni di ebrei e musulmani nel mondo la mutilazione del prepuzio dei bambini è pratica normale e nessuno sembra protestare. Non esistono leggi contro la mutilazione consenziente di un adulto, ma ne esistono contro la mutilazione forzata dei minori. Ma ovviamente il rito è parte integrante  di due grandi religioni. Leggasi “intoccabili”.

Finalmente qualcosa sta cambiando nel mondo e un paio di referendum a San Francisco e Santa Monica in California potrebbero cambiare il corso della storia. Se il Sì dovesse passare ebrei e musulmani non potranno più circoncidere i propri bambini, perché questa verrà considerata come mutilazione di un minore. Ovviamente le comunità ebraiche e quelle musulmane sono insorte perché il divieto di mutilare un minore rappresenterebbe un attacco alla loro libertà religiosa. Già la loro, non quella del bambino.

Più strana invece è la protesta dell’arcivescovo cattolico George Niederauer che difendendo la categoria dice che il divieto rappresenterebbe “un’ingiustificabile violazione dei santuari della fede e la famiglia”.

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29 commenti

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29 risposte a “Diamo un taglio alla pratica della mutilazione genitale maschile

  1. Vaaal

    non mi interessa decidere la mia posizione, non ne ho una, sono qui giusto per testare qualche spunto interessante:
    se si accetta che i genitori possano mutilare i propri figli allora anche, ovviamente, la mutilazione religiosa è consentita.
    La cosa è abbastanza orribile, quindi viene da pensare di vietare la mutilazione.
    A questo punto potrei obiettare che, se vietiamo la mutilazione, dovremmo vietare la scissione del bambino con il cordone ombelicale. Secondo diversi significati (meno accettabili, ok) di mutilazione, si potrebbe vietare il tagliare le unghie al bambino o di tagliargli i capelli o cose del genere. Ricordando che mi riferisco a bambini che non possono esprimere opinioni perché troppo piccoli, e tornando a concetti di mutilazione più sensati: se un bambino avesse un cancro in un arto, e con una certa probabilità piuttosto alta questo cancro potrebbe ucciderlo, e l’unica soluzione fosse amputare il braccio, i genitori potrebbero o meno avere il diritto di mutilare il bambino?
    [appunti: questo è fatto per il proprio bene. Non puoi dimostrare che l’inferno ebraico non esiste. Anche la mutilazione genitale potrebbe essere intesa per il suo bene].

  2. alla fine basterebbe concedere al bimbo una volta adulto di fare causa ai genitori.

  3. Gabriele

    Ma, sai, da circonciso (quindi credo di sapere di che si sta parlando) penso che sì, abbia ragione la comunità ebraica a protestare: è tutto, troppo fuori proporzioni. E spesso si calca la mano, non farà piacere sentirselo dire e non è certo il tuo caso, per antisemitismo puro e semplice.

    Non mi pare che si possa definire in alcun modo come una “violazione dei diritti umani”, o una “mutilazione genitale”: non c’è paragone con il taglio di una falange o con le vere mutilazioni genitali (infibulazione, scissioni e simili, quelle davvero violazioni dei diritti umani), che influenzano significativamente e in modo negativo la qualità di vita.

    Dire che la circoncisione oggi sia praticata per via dei legami con le due religioni mi pare non vero o non completo, perché negli USA e in molte altre nazioni – per varie ragioni igieniche e sanitarie, tra cui il contributo alla prevenzione delle varie STD (chi fa ricerca per contro l’HIV ucciderebbe per avere un vaccino dall’efficacia anche soltanto pari a quella, non certo completa ma secondo l’OMS molto significativa, della circoncisione, che non è neppure necessario rinnovare!) – una grandissima maggioranza dei cittadini e una grande percentuale dei nuovi nati è circoncisa, non solo le minoranze religiose.
    Genitori snaturati? Non credo =)

    C’è poi da dire che non ho visto nessun bambino dare il consenso informato per i vari vaccini, né nessuno protestare per qualche presunta “violazione” dei diritti umani dei vaccinati – quasi tutti noi.

    Quando si parla di circoncisione, il massimo delle argomentazioni contrarie che ho sentito è che il rapporto costi/benefici non è secondo alcuni sufficiente per farla diventare una procedura di routine. Ma da qui a dire che sia disumana, ne corre…

    Ci sono vantaggi come svantaggi e rischi, penso che alla fine stia ai genitori fare una scelta consapevole.

  4. Gabriele

    p.s.: rileggendomi, il tono del commento può essere poco chiaro, non voglio sembrare polemico o altro quando l’intenzione non era quella =)

    seguo i tuoi blog da un po’, anche se non ho mai commentato, e devo ringraziarti di varie letture/idee che mi hai fatto scoprire.

    Un saluto!

  5. Per Vaal,

    mi pare che gli esempi delle unghie, dei capelli e del cordone ombelicale siano un po’ campate per aria. Unghie e capelli ricrescono, il prepuzio no. Secondo, non tagliare unghie e capelli rappresenterebbe un problema igienico e sociale non indifferente. Sul cordone ombelicale vabbé mi pare ridicolo visto che se ne va da solo dopo un paio di giorni.
    Sul cancro al braccio rigirerei la domanda: tu lasceresti morire tuo figlio perché pensi che debba decidere solo dopo 18 ani se tenersi il braccio oppure no?
    Altra domanda: se qualcuno ti legasse al letto ora da adulto e ti tagliasse il prepuzio perché è per il tuo bene, ovvero non andrai all’inferno.. Cosa faresti? Credo che un libertario abbia solo una risposta a questo interrogativo.

    Per Astro

    Interessante posizione: ti taglio un braccio da piccolo e poi solo quando sei adulto puoi denunciarmi.

  6. Per Gabriele

    questa giustificazione della circoncisione come pratica igienica la sento da tanti anni e fa un po’ sorridere: mi sembra come quando i cattolici difendono il crocifisso per una questione di tradizione simbolica. Se fosse così 5 miliardi di bambini non circoncisi sarebbero tutti infetti. Mi pare che la medicina moderna possa darti garanzie migliori di un taglio al prepuzio. Insomma stiamo nel campo religioso e lasciamo da parte le giustificazioni antropologiche che lasciano il tempo che trovano. Ebrei e musulmani tagliano il prepuzio perché è un rito religioso non igienico. Sulla pratica della circoncisione “laica” la conosco ed è praticata nei paesi del sud degli USA soprattutto. Che dire: è un fatto culturale e tradizionale che va oltre il campo religioso. Ma anche l’elettroshock all’inizio del 900 era pratica diffusa per qualsiasi caso psichiatrico… (ora viene usato solo in casi eccezionali).
    Le stesse cose che hai detto tu potrebbero essere dette dai genitori musulmani (anche se la pratica è premusulmana) delle bambine. In fondo è per il loro bene e ci sono vantaggi come svantaggi. La scelta consapevole ricade sui genitori.
    Gli svantaggi: nessuno parla degli svantaggi. Per prima cosa il povero circonciso non può più tornare indietro e la sua pelle non ricrescerà mai più. Il glande si cheratinizza e perde sensibilità. Vita sessuale può essere compromessa e il rischio di infezioni e cheratizzazione della cicatrice nei primi giorni dopo il taglio (specie se tradizionale con taglio fatto dai denti del rabbino) è alto.

  7. Gabriele

    Beh, oddio, come dicevo, mi sembra eccessivo mettere sullo stesso piano una cicatrice con una vagina distrutta o l’elettroshock (e va bè, la lobotomia, già che siamo), sarai d’accordo. Dello strappo con i denti non parlo, è orribile; mi riferisco alle operazioni di routine ripetute su milioni di persone negli ospedali USA e di tutto il mondo.

    Per gli effetti sulla salute, non che dirti, non sono medico; perché i 5miliardi di bambini non circoncisi dovrebbero essere infetti? Ti ho riportato la posizione dell’OMS, secondo cui dagli studi una protezione emerge (certo non del tutto affidabile, ma più di un inesistente vaccino; in molti paesi africani dove i rischi di HIV sono più alti dei nostri i piani di circoncisione come mossa per la salute pubblica sono sostenuti dall’OMS, che non è hannibal lecter ).
    Certo, un conto sono il Botswana o il Sudafrica e un altro l’Italia o gli USA; qui i benefici sarebbero molto minori, quindi di programmi simili è logico non ce ne siano.
    http://www.who.int/hiv/topics/malecircumcision/en/index.html

    Che poi si tratti di una scelta fatta dai genitori per i bambini, siamo d’accordo ma è un altro discorso; lo sono anche i vaccini, la scelta di una scuola particolare es. steineriana, l’educazione religiosa, le aspettative sul figlio undicenne violinista e avvocato da adulto. Sono questioni problematiche, ma per adesso nessuno le chiama violazioni dei diritti umani. Penso che il nocciolo della questione stia qui.
    Che facciamo per questi casi?

    Sto estremizzando, ma sinceramente penso che la vita e la ragione di un bambino sia rovinata più da genitori che inculcano nei figli idee strane su ostie, profeti e diavoli che da un intervento totalmente ininfluente sulla qualità di vita. Eppure i diritti umani li tirano in ballo, credo a torto, solo per il secondo caso.

    Un saluto =)

  8. non ho capito perchè la circoncisione dovrebbe essere più simile al taglio di un braccio che al taglio del cordone ombelicale, sminuisci da un lato ed ingigantisci dall’altro.

    non dico che la circoncisione sia un inezia, dico che permettere la causa civile da adulto mi sembr aun buon compromesso, io non vedo le file di ebrei atei fare le manifestazioni oceaniche per il torto da loro subito, evidentemente non è così grave, ma se la causa civila fosse permessa, e una certa giurisprudenza tendesse a dare cospicui risarcimenti ci si penserebbe due volte prima di praticarla, o magari si passerebbe a forme di circoncisione meno invasive e più civili (invece che tutto il prepuzio solo la parte in eccesso per esempio, a me sembrerebbe un compromesso accettabile)

    inoltre chi la pagherebbe la polizia per fare le retate ai circoncisori, chi paga il mantenimento dei figli (che li ridai al genitore che gli ha “praticamente tagliato un braccio”?, no li prendi e li mantieni) io? Famo che lo paghi tu 🙂

    mentre invece sono disposto a pagare retate della polizia per mandare al gabbio i tagliatori di braccia, non so tu.
    p.s. comunque i rabbini che staccano i denti a mozzicchi come dici te non esistono.

  9. @gabriele, i bambini di 8 giorni però non è che hanno una vita sessuale particolarmente intensa da prendersi l’hiv

  10. Per Astro

    secondo i rabbini che lo fanno la pratica è quella chiesta dal Talmud. E devi pure succhiare… così dice lui

  11. Per Gabriele

    Non capisco questo punto: cucire le labbra vaginali è brutto, tagliare il prepuzio va bene. Qual è il limite della mutilazione? Dov’è il limite tra un organo intero e uno mutilato? Perché consideriamo il taglio del prepuzio come positivo, mentre il taglio del lobo delle orecchie come negativo? Perché non eliminare altri parti del corpo? Se un giorno Scientology ordinasse ai suoi membri di tagliare il lobo delle orecchie ai propri figli cosa penseremmo?
    E’ una pratica assurda che non ha alcuna giustificazione razionale. La penso come Hitchens:

    Sull’educazione e istruzione: io sono dell’opinione che ogni tipo di istruzione rappresenti una coercizione per principio perché il genitore non fa altro che riempire una lavagna vuota e lo fa a sua discrezione nel bene e nel male. Su questo non si può fare niente, è naturale. Ma una persona da adulto potrà sempre cambiare idea e credere in qualcosa di diverso rispetto a ciò che è stato inculcato dai genitori. Il prepuzio non potrà mai più ricrescere. Quello che mi spaventa è il fatto che è una pratica che lascia un segno definitivo e l’adulto non può cambiare idea.

  12. quelal della metzizà la sapevo, ma sapevo che era solo risucchio (comunque non esiste, cioè ci saranno 2 tre persone al mondo che la faranno magari, ma è come dire che i cattolici integralisti a pasqua si crocifiggono perchè nelle filippine c’è la gente scema che lo fa) comunque mo me vedo il filmato, mi informo ed eventualmente le faremo sapere.
    n.b. per l’ebraismo ortodosso, in genere, la carne e il sangue sono tabù, l’uomo non è kosher e il sangue tantomeno, quindi è un po’ difficile conciliare queste cose col masticare carne umana e seangue da un umano vivo.

  13. Io sapevo che era praticata da alcuni gruppi ortodossi in Israele. Ovviamente non è mainstream né tantomeno la si trova comunemente in USA.

  14. vaal

    mi pare che gli esempi delle unghie, dei capelli e del cordone ombelicale siano un po’ campate per aria. Unghie e capelli ricrescono, il prepuzio no.
    ————-
    l’esempio di unghie e capelli è applicabile solo se parlavamo di “agire sul corpo del neonato quando esso non può esprimere consenso o dissenso”. La mutilazione rientra in questo gruppo, quindi ho capito che per te SI PUO’ agire sul corpo del figlio, ma non sempre. Sembra che un tuo criterio di differenza sia: “se la parte tagliata ricresce, allora puoi mutilarla”.
    D’altro canto per il cordone ombelicale utilizzi ancora un altro criterio: “se la parte tagliata prima o poi scompare da sola, allora puoi tagliarla”.
    Mi sembrano tanto delle differenziazioni aggiunte semplicemente per giustificare una pratica a cui sei abituato e a cui sei favorevole contro qualcosa che ti ripugna, forse solo per la scarsa abitudine ad essa.
    Comunque queste due proposte non sono importanti, ma la mia terza mi sembrava decisamente più interessate:

    ——-
    Sul cancro al braccio rigirerei la domanda: tu lasceresti morire tuo figlio perché pensi che debba decidere solo dopo 18 ani se tenersi il braccio oppure no?
    ——————–
    Ho per l’appunto specificato che la morte dell’ipotetico bambino con problemi al braccio non era CERTA in caso di non amputazione, così come non è certa l’esistenza dell’inferno. Provo a metterla più chiaramente:

    Immagina una religione dove si crede che ai neonati si deve tagliare il mignolo, pena l’inferno dopo la morte.
    Sei capace di giustificare la mutilazione del braccio per il bambino ipotetico di prima e di negare la mutilazione del mignolo per i nati sotto questa religione? In che modo?

    —–
    Altra domanda: se qualcuno ti legasse al letto ora da adulto e ti tagliasse il prepuzio perché è per il tuo bene, ovvero non andrai all’inferno.. Cosa faresti? Credo che un libertario abbia solo una risposta a questo interrogativo.

    questa domanda è irrilevante, non stiamo parlando di persone che possono esprimere il loro dissenso o meno, ma di bambini incapaci di comunicare cosa vogliono.

    Ci tengo a dire che non sono di certo a favore di mutilazione di infanti. Non sono neanche contrario. Sto solo ragionando.

  15. Questione interessante e spinosa.

    Per rispondere variamente a Gabriele e Vaaal.
    Al primo: credo che dal punto di vista scientifico medico questa storia dei benefici della pratica siano in parte o del tutto indimostrati. In caso contrario, la circoncisione comincerebbe ad essere proposta a tutta la popolazione adulta (il fatto che non avvenga fa perlomeno pensare che i benefici non compensino i costi, vedi rischio di minore sensibilità nella sfera sessuale). Credo invece che si sia tentato di giustificare questa pratica dimostrandone una ancora non condivisa se non fantomatica utilità.

    Da parte mia non la elevo al pari dell’infibulazione, perché probabilmente non ha torto chi sottolinea che parliamo di una cosa meno grave. Ma questo non la legittima automaticamente.

    Per quel che riguarda Vaaal, io non credo che gli esempi tengano. Le unghie una volta si consumavano da sole. Non è escluso che il cordone ombelicale venisse reciso a morsi. Sono mutilazioni fisiologiche (discutibile anche chiamarle così) che ci siamo meramente ritrovati ad operare con modalità imposte dal nuovo stile di vita. Bisognerebbe trovare qualche animale al quale si consuma o cade il prepuzio col tempo per poter mettere le cose sullo stesso piano.
    Perché non lasciare esclusivamente all’adulto la facoltà di privarsene liberamente una volta con tutte, come già si fa per altri interventi accessori (e si pensi ora alla chirurgia estetica e alle nuove leggi)?

    Mi lascia molto perplesso anche la considerazione sull’amputazione del braccio: dici, non abbiamo la certezza che morirà di tumore come non l’abbiamo sulle regole dell’inferno. Beh, mi sembra una china pericolosissima da far intraprendere ad una società moderna: a questo punto posso decapitare qualcuno perché tanto mica è certo che morirà o che sia veramente morto, e guai perciò a condannarmi. Ma la società si dà, o dovrebbe darsi, delle regole razionali, di buon senso e basate su fatti verificabili, certamente non basate né sulla filosofia, sulla religione o sulle potenzialità meramente astratte.

  16. il dibattito già lo state facendo.
    ed è piuttosto interessante.

    mi limito ad evidenziare come questa tua semplice contestazione libertaria ad una praticazione di mutilazione fisica imposta da mnodelli tradizionali patriarcali susciti un dibattito tanto accesa anche in ambito libertario.
    esistono tabù anche laddove non te l’aspetti per alcuni temi e per alcuni soggetti(o meglio vittime della violenza)

  17. vaal

    @paolo de gregorio
    dice che il cordone è una mutilazione fisiologica che “ci siamo trovati ad operare con modalità del nuovo stile di vita”. E’ proprio quello che dico anche io: l’unico motivo perché qualche blogger non scrive un post sulla mutilazione orribile del cordone ombelicale nei primi mesi di vita di un bambino innocente (che magari da grande avrebbe desiderato tenersi il cordone per tutto il tempo possibile, finché non fosse caduto da solo) è che la pratica è socialmente accettata, non discussa, ammessa senza alcun problema. Razionalmente non mi sembra che le differenze siano molte:
    razionalmente il problema cade nell’ambito della domanda: possiamo mutilare o no un individuo che non può esprimere consenso? Possiamo farlo per il suo bene? Possiamo stabilire quale è il suo bene? E se NON mutilandolo non stiamo facendo ciò che desidererebbe?


    Beh, mi sembra una china pericolosissima da far intraprendere ad una società moderna

    l’alternativa è credere che la scienza, in un dato momento, abbia delle risposte assolute, oggettive e COARTIVE. Il punto è che non è così, e mi sembra che anche questa china sia decisamente pericolosa.


    a questo punto posso decapitare qualcuno perché tanto mica è certo che morirà o che sia veramente morto

    stiamo sempre discutendo di esseri che non possono esprimere il loro parere. Penso che siamo d’accordo che, nel caso potessero farlo, questo parere va al di sopra delle altre considerazioni.
    Discorso estremamente interessante 🙂

  18. vaal

    la parola “coartive”, che mi sono premurato di mettere in maiuscolo nel post precedente, probabilmete non esiste.

  19. @ Vaaal

    Bade bene che io ho parlato, non a caso, di buon senso, ragionevolezza e verificabilità dei fatti, non di scienza né di verità assolute. Il mio criterio si applica pacificamente anche a contesti ciscostanziali che di scientifico possono non avere nulla, per esempio in campo giuridico quando ogni giorno i giudici sono chiamati (e possono talvolta sbagliare) a valutare situazioni inedite che non sono scritte per esteso nelle leggi, ma che da queste devono farsi in qualche modo derivare. Il contesto in cui ha agito il giudicato va valutato secondo principi di ragionevolezza e non di mere e infinite potenzialità astratte (nel qual caso la legge cesserebbe di essere).

    Bada anche bene che qui non stiamo parlando delle legittime, se non altro perché inevitabili, personali convinzioni di un genitore, ma delle regole condivise e codificate dalla società: un genitore può essere quanto desidera convinto intimamente, e più di ogni altra cosa, che amputare il braccio sano del figlio (persino ucciderlo) sia assolutamente necessario perché Dio gli è apparso nel sogno e ne ha annunciato la morte o eterna sfortuna in caso contrario; e al contempo essere molto meno convinto da un medico che ne predice la morte per via di un banalissimo tumore scientista. Ma non è il grado di convinzione del genitore che noi dobbiamo valutare, è quello collettivo. Credo che concordiamo quasi tutti nel dire che amputare il braccio sanissimo del figlio piccolo possa configurare reato o violenza, anche se si è mossi da convinzioni personali radicate, mentre amputarlo per salvargli la vita (secondo scienza, medicina e coscienza) sia legittimo se non addirittura doveroso, nonostante tutti concordiamo che siamo in presenza di una valutazione fallibile.

    A mio parere questo è bene che avvenga, anche perché (per ritornare al tuo esempio) c’è comunque una netta distinzione tra ciò che è poco o molto probabile e ciò che è astrattamente certo: guadagnarsi o far guadagnare il paradiso con una mutilazione può anche essere individualmente dato per certo, ma è un astratto, mentre che il bambino possa sopravvivere al tumore anche senza amputazione è possibile ma poco probabile, soggetto comunque a quantificazione. Una valutazione di buon senso io dico (al contrario dell’appunto che mi rivolgi) che deve potersi servire di un calcolo esplicito delle opportunità, delle possibilità e delle probabilità e sarà certamente una migliore approssimazione e mai una certezza assoluta. Se cade questa quantificazione pragmatica e approssimativa delle possibilità è probabile che stiamo valutando un assolutismo, che è bene che rimanga fuori dalle determinazioni legittimabili. Il mio esempio voleva solamente sottolineare questo: che nel momento in cui si legittima un’azione perché il suo benificio non è in astratto dimostrabilmente falso, allora ogni azione dovrà potersi considerare legittima, anche la più nefanda.

  20. laperfidanera

    Per quanto riguarda il taglio del prepuzio, non entro in merito. Io sono contraria, ma sono contraria anche ai piercings, alla foratura dei lobi delle orecchie ecc., non faccio testo.
    Sul taglio o meno del cordone ombelicale però permettetemi di dire la mia (si vede che siete tutti uomini). Il cordone ombelicale da un lato è attaccato al neonato, ma dall’altro è attaccato alla placenta, che viene espulsa naturalmente alla fine del parto: pensate logico che si lasci attaccato al neonato questo ‘pendaglio’ finché cada da sé? il cordone, che è ‘gelatinoso’, al contatto con l’aria fin dai primi momenti inizia a disseccarsi, tagliando il collegamento dei vasi sanguigni con la placenta, per cui diventa superfluo, e il processo di disseccamento continua per circa 8-10 giorni, finché si stacca naturalmente, lasciando la ‘cicatrice’ dell’ombelico. Quello che è discutibile è che venga tagliato immediatamente, perché in caso di necessità del neonato (per esempio, scarsa ossigenazione) potrebbe garantire ancora quel minuto o due di rifornimento da parte della placenta, prima che si stacchi. È chiaro che si tratta di una pratica instaurata dai medici per propria comodità, mentre la cosa naturale sarebbe lasciare il cordone intero fino all’espulsione della placenta. Scusate questi particolari, ma non credo siano più repulsivi delle vostre descrizioni di circoncisioni … a risucchio!

  21. Valeria

    …a proposito del cordone ombelicale… mai sentito parlare della cosiddetta Lotus Birth? C’è tutto un movimento che spinge per, appunto, smettere di tagliare via il cordone e la placenta alla nascita, cosa che potrebbe essere causa di traumi, e di lasciarli attaccati al neonato finchè non cadono da soli.

    http://www.lotusbirth.it/leggere.html

  22. Scusate, ero impegnato negli ultimi giorni. Non voglio aggiungere altro. Mi piace la discussione che ha preso piede. Continuate pure 😀

  23. Possiamo pure vietarglielo, ma temo servirà a poco… 😦

  24. E’ pazzesco come l’animale umano trasfonda il suo “bisogno sociale d’appartenenza” in pratiche autolesioniste che trascendono l’inverosimile. Se non è la religione, è la politica o la musica o altro …

  25. per coerenza vietiamo anche le nascite, pensate a tutti i problemi che crea il parto, forse a volte peggiori della circoncisione (pensate se è necessario un cesareo).

  26. Ovviamente mi fa orrore anche il piercing, e dal punto di vista squisitamente libertario hai ragione. Tuttavia si dice (anche se non ho prove) che abbia vantaggi salutistisci. D’altra parte molte pratiche (digiuno, divieto certe carni in certi luoghi) nascono da ragioni salutistiche imposte poi all’eccesso dalla furia religiosa. Mi dicono anche che la minor sensibilità che segue sia una benedizione per molti eiaculatori precoci. ahahahahah

  27. GlandeCappello

    Da laico pressochè ateo posso dire che sono discretamente soddisfatto del mio pisello circonciso.

    Per tanti motivi, che non sto qui a elencare, non cambierei mai con un pisello incappucciato.

    Curiosamente penso anche che se non me l’avessero fatto da bambino il “lavoretto” ora starei a difendere tesi opposte…

  28. Snem

    Postato da karwei | 20/06/2011
    qui http://route66.corriere.it/2011/06/new_york_il_coraggioso.html

    La circoncisione e` solo una delle Americane “curiosita`” testarde come la corrente a 110V, le vecchie reti cellulari incompatibili fra loro e con il resto del mondo o l’assenza di IVA tra le imposte (o VAT che dir si voglia), caso quasi unico al mondo.

    E` vero che la circoncisione ha origini religiose, e` un fatto che un gruppo etnico/religioso che la pratica ha molto potere e influenza in America, al punto che avrebbe potenzialmente potuto convincere un intera nazione a praticarla. E` anche vero che il pene circonciso e` stato un segno identificativo nefasto durante gli anni bui della seconda guerra mondiale.

    Pero` quanto alla tanto sbandierata utilita` medico/igienica: a livello mondiale ben oltre il 50% degli specialisti puo` confermare che si tratta di panzane. Perfino medici specialisti Americani vanno sempre piu` convincendosi che un pene circonciso non solo non riduce ‘drasticamente’ il rischio di infezioni, ma lo aumenta lasciando parti sensibili scoperte, per cosi` dire. E riducendo la libido, secondo molti: e` forse questa una fonte d’aggressivita`?

    Qualunque ne siano origini e presunti vantaggi, in definitiva la circoncisione e` una mutilazione paragonabile (sebbene con conseguenze assai minori) all’infibulazione nelle donne ancora in uso in certi paesi arretrati.
    Solo che la moderna e rigida America e` riuscita a fare della circoncisione una pratica medica legale e di routine, sacra e intoccabile come nel solito conservatorismo estremo e polarizzante che siamo abituati a vedere da una certa parte dell’Atlantico.

    E` una routine che dovrebbe essere gradualmente eliminata e limitata ai soli casi clinicamente necessari, proprio come il parto cesareo ‘comodo’ di cui spesso si abusa in Italia.
    Ma da qui a renderla illegale d’un colpo, in maniera estrema appunto, ce ne passa. Certe volte bisognerebbe saper contestualizzare con un minimo di senso della misura. Da parte di tutti.

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