La fine dell’illusione

Che siate carnefici o vittime di questi tempi vi toccherà una accurata e fine analisi della vostra vita da parte dei giornali. Qualsiasi cosa abbiate scritto su internet vi verrà  rivoltata contro anche dopo la vostra morte. Foto, frasi, blog, FB, chat. Tutto contribuirà a costruire una biografia perfetta da buttare in pasto ai giornali.

Per esempio: vi piace giocare ai videogiochi, magari quelli come Call of duty modern Warfare? Nessun problema: sarete bollati come amanti delle armi e violenti. Siete cristiani o musulmani? Qualsiasi vosta azione sarà quindi una prova del vostro fondamentalismo cristiano o musulmano. Siete biondi e con gli occhi azzurri? Suprematisti ariani! Pensate che non esista un paese in cui musulmani e non-musulmani abbiano convissuto pacificamente? Siete antimusulmani e la strage che avete appena fatto l’avete ovviamente dedicata alle vittime dell’11 Settembre.

Prego di non essere mai coinvolto in qualsiasi fatto di cronaca, ma se mi capitasse i giornalisti direbbero di me che sono satanista perché ascolto metal, fondamentalista antireligioso per i miei post anticlericali, violento perché gioco con la Pleistescion 3, estremista di ultradestra perché sono libertario. Per non parlare di quelle foto compromettenti su FB in cui…ops… questa non dovevo dirla.

A conclusione della mia fine analisi dei fatti di Oslo vi lascio con questa domanda: può davvero l’atto isolato di un uomo pazzo far finire “un paradiso scandinavo”. A giudicare dai titoli dei giornali la Norvegia era un paradiso fino a ieri e ora sembra l’Iraq. “La fine di un’illusione” titola Il Giornale. Illusione? Che illusione?

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14 commenti

Archiviato in giornalismo di merda, Italia provinciale, tristezze

14 risposte a “La fine dell’illusione

  1. Vincenzo

    La repubblica dice: “s’infrange il sogno del paese felice”
    http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/23/news/sofri_norvegia-19494051/?ref=HREA-1
    va bene che ci vuole la liberta’ di informazione ma a spesso i giornalisti sparano solo ilazioni …

  2. Kirbmarc

    Sinceramente non è che mi importi molto della character assassination nel caso del pazzo norvegese, visto che ha ucciso un’ottantina di persone. Che sia cristiano, nazista o vattelapesca non è il genere di persone che mi suscita simpatie, per quel piccolo particolare che non è un’illazione dei giornali, vale a dire l’omicidio di massa.

    Mi preoccupa di più la parola “terrorismo” nei commenti di Obama e David Cameron. I giornali scrivono cazzate per vendere qualche copia in più (scopo legittimo), i governi usano questi fatti di cronaca per privarci di quelle poche libertà che ci sono rimaste e finanziare metodi più efficenti per sorvegliarci.

  3. Per Vincenzo

    Sì, non capisco questa cosa del paese felice. Una visione un po’ distorta secondo me. Non è che avere petrolio e stipendi altissimi con servizi ottimi ti facciano dimenticare 9 mesi di gelo e neve…

    Per Kirbmarc

    OK, di certo non sto simpatizzando per lo stragista. Ma è per dire che ormai che tu sia innocente o colpevole l’identikit viene inventato dai giornalisti in base a FB.

  4. Aggiungo: meno male che non ho facebook!

  5. Per Kirbmarc

    c’è un modo per contattarti in privato tramite e-mail? grazie

  6. Kirbmarc

    Sì, manda pure una mail a johnsilenceitAThotmail.it. (AT ovviamente è la chiocciolina, eliminata per evitare programmi di spam 😉 ).

  7. Dicono che nella rete c’è tanta spazzatura, nei giornali invece c’è l’oro colato…

  8. Non esistono più giornalisti, solo giornalai!!!

  9. “Non è che avere petrolio e stipendi altissimi con servizi ottimi ti facciano dimenticare 9 mesi di gelo e neve”
    Un mio conoscente vive e lavora in Norvegia da anni.
    Secondo lui, è una m ….. di posto.
    Non ho sentito nessun giornalista inferire la pazzia del nostro dal fattore climatico, che pare essere la causa del più alto tasso d’alcolismo dell’intera Europa occidentale. Troppo banale, non fa notizia.

  10. Continuano a chiamarlo fondamentalista cristiano nonostante nel suo scritto dica chiaro e tondo che è non credente: As a non-religious person, but still one that acknowledges and respects the impact of Judeo-Christian thinking on Western culture, I have warned against naive Christian compassion[1] related to Muslim immigration, as well as a disturbing tendency among too many Christian organisations to ally themselves with Muslims, for “religious values” and against Israel. But frankly, the most useful allies Muslims have in the West more often than not tend to be found among the non-religious crowd.

    p.s.
    Comunque saranno guai per il proprietario di Gates of Vienna ora: il killer di Oslo leggeva quel blog e riporta ampi stralci dei post e delle discussioni nel suo testo di 1500 pagine.

  11. menomale che non e`successo in Danimarca allora, se no ci scappava la citazione amletica di sicuro. Della Norvegia a parte gli adoratori di Odino, il Black Metal e qualche oltranzista neonazista che vive sui fiordi non credo che i giornalettari italiani sappiano molto. Del resto solo in Italia si puo´discettare apertamente(su testate nazionali) sulla fisiognomica dei presunti assassini (guarda il caso Scazzi, o Sollecito) se hanno gli occhi azzurri notoriamente ferini e malvagi,o quanti muscoli muovono parlando. Il giornalismo italiano e`ridicolo.

  12. “Continuano a chiamarlo fondamentalista cristiano nonostante nel suo scritto dica chiaro e tondo che è non credente”

    Probabilmente temono l’ira di Giuliano Ferrara se dicono che è un ateo devoto…
    Comunque al di là del penoso lavoro dei giornalisti, non starei a minimizzare il profilo politico e ideologico dell’assassino in questo caso nascondendosi dietro alla follia.
    Autocito quello che ho scritto in un altro blog:

    (…) le idee che l’attentatore ha esposto nel corso della sua precedente carriera non erano diverse da quelle che si leggono ogni giorno sul Giornale o che vengono portate avanti dai partiti euroscettici/anti-immigrazione di tutto il nord-europa (tipo il Partito del Congresso in cui militava). Nessun conservatore ha plaudito al suo gesto, però, quando si pensava ancora si trattasse di un attacco di Al Qaeda, i commentatori del Giornale celavano a malapena la soddisfazione che fosse stato colpito un paese “buonista-pro integrazione-socialista” (vedi qua: http://mazzetta.splinder.com/post/25228256/i-complici-italiani-del-terrorista-norvegese), un po’ come tanti terzomondisti o islamici “moderati” dopo l’11 settembre. I cristiani fondamentalisti (anche se il tipo, a quanto pare, era più un “ateo devoto”) molto difficilmente prendono le armi, ma cosa succederà se per la crisi economica si inasprirà e la disoccupazione aumenterà, come prima della Seconda Guerra Mondiale?

    Io sono un difensore estremo della libertà di parola, non voglio dire che Belpietro o la Nirenstein debbano auto-censurarsi. Però non si può neanche estraniare l’azione di quello che sicuramente era un folle da un clima di paranoia anti-islamica che spesso è sproporzionato al problema (esistente, si intenda) della convivenza con il mondo islamico.

  13. Guest

    A dir la verità non ho seguito più di tanto il caso; l´unica cosa che ho notato immediatamente è che il tg3 o anche il tg4 avevano delle immagini di buona qualità, cosa che potrebbe avere chiunque con un ricevitore satellite free, mentre al tg serale di raiuno, che sarebbe la rete ammiraglia, i filmati erano gli stessi ma orribilmente squadrettati, tipo cellulare infimo che un cinese non comprerebbe, oppure da youtube agli albori. Perchè ? Alla rai, da dove ca..o le prendono le immagini ? Possibile che fra millemila persone stipendiate non ce ne sia uno meno inetto degli altri ?

  14. Il servizio del Tg1 sui videogame potrebbe essere più pericoloso che un colpo di pistola: scegliere di raccontare che chi gioca a Call of Duty è potenzialmente più pericoloso di chi non gioca, vuol dire davvero fare terrorismo dell’informazione. E’ una questione di responsabilità sociale dei media…

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