Le religioni intoccabili

Mi trovo a disagio nello scrivere questo post per ovvi motivi. Spero che non ci voglia un lungo preambolo per spiegare che quelli qui sotto sono solo esercizi di logica e che la mia posizione (nota a molti miei lettori abituali) è ben lungi dall’essere vicina ai cristianisti europei o di casa nostra.

Detto questo, davvero non riesco a dare le colpe di questa strage di innocenti in Norvegia a questo o a quel commentatore cristianista. In rete è un bombardamento continuo contro Allam, Ferrara, Fallaci, Borghezio e Pera, responsabili morali della strage. Siamo d’accordo, sono delle facce di c**** e le loro idee sono spesso estreme e avolte ridicole. Come ho già detto è un gioco pericoloso e che può portare a precedenti spiacevoli. Ed è una fallacia facilmente smascherabile nel momento in cui analizziamo questi fatti:

ogni giorno ci sono decine di attacchi terroristici al mondo che hanno matrice islamica. Dal 9 Settembre 2011 ad oggi si contano più di 17500 attacchi terroristici con decine di migliaia di vittime. Potremmo tranquillamente dire che la responsabilità morale di questi attacchi ricade su un singolo, unico straordinario testo chiamato Corano. E potremmo tranquillamente dire che i responsabili morali sono i migliaia di imam che propagano l’Islam in tutto il mondo e incitano quotidianamente alla violenza.

Non pensiate che il cristianesimo se la passi liscia sia in passato che oggi con gente che si ispira alla Bibbia per compiere guerre, stragi, stupri di massa di bambini o per imporre leggi liberticide. Sfido chiunque a superare questo test (senza barare con Google!) per vedere le differenze (?) tra Corano e Bibbia.

Eppure non ho mai sentito nessuno (a parte Richard Dawkins forse) chiedere di bannare Corano e Bibbia o di accusare gli intellettuali e chierici musulmani di essere responsabili delle migliaia di stragi nel mondo. A questo punto diventereste come Geert Wilders che chiedeva di bannare il Corano in Olanda perché fomentava violenza. Oops, ma Wilders è amico di Brievik!

A parte Malvino credo che pochi commentatori che in questi giorni se la prendono contro il movimento cristianista o anti-islamico chiederebbero di bannare il Corano o la Bibbia per gli stessi motivi.

Morale della favola è questa: le religioni sono intoccabili e attraverso di esse si possono compiere i più grandi crimini contro l’umanità e rimanere impuniti. Per le altre idee politiche o filosofiche c’è solo da sperare che qualche pazzo non le legga e le faccia proprie, altrimenti siamo nella merda.

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21 commenti

Archiviato in anticlericalismo, giornalismo di merda, Italia provinciale, spunti di lettura e scrittura

21 risposte a “Le religioni intoccabili

  1. ne ha di ragioni, Dawkins

  2. Perfettamente d’accordo con te.
    Ritengo però normale che a certi autorevoli pensatori nostrani venga rinfacciato quel che hanno detto in questi anni.
    Frattini di recente ha dichiarato che bisogna combattere l’ateismo e il materialismo, ti pare accettabile?
    Cosa possiamo ascrivere, quali pericoli concreti possiamo imputare a tali visioni del mondo?
    Anche questo è sbagliato.
    Ora non si tratta di combattere un’ingiustizia con un’altra ingiustizia, ma non è poi male far notare loro che se le idee atee, laiche (loro le chiamano laiciste) e/o materialiste sono pericolose, non si vede perché non dovrebbero essere considerate tali anche le loro idee violentemente anti-islamiche.
    Lo so, è comunque sbagliato, ma stavolta mi sta bene così.
    Sono tornato…

  3. Per Ciamau

    Ma su questo non c’è dubbio! Io sono il primo che con questo blog mi occupo di denunciare le quotidiane cazzate dei ferrara, dei pera ecc. Ma una cosa è combatterli sul piano politico e delle idee, un’ altra appunto è rendersi coresponsabili di una strage creata da un singolo pazzo.

  4. Ho letto questo tuo post dopo aver già dato – credo – una risposta (http://malvinodue.blogspot.com/2011/07/fjordman.html) ai questi lodabili scrupoli. Se consenti, la questione non è dimostrare l’indimostrabile, e cioè che certe opinioni (sempre legittime come tutte le opinioni) producano certi atti (incontestabilmente illegittimi), ma di stabilire quanto questa indimostrabilità del nesso causale (sul piano penale, ma anche su quello culturale) sia sfruttata a fini (oggettivamente) illiberali: per un pazzo che si sente in missione per conto di Dio – quale sia il suo Dio – c’è sempre un rappresentante ufficiale di quel Dio che è pronto, secondo la bisogna, a lodare o a condannare a quella pazzia; e ho scritto che il modello della “strategia della tensione” torna utile anche a chi faccia formale professione di tolleranza (http://malvinodue.blogspot.com/2011/07/la-strategia-della-tensione.html). La responsabilità penale rimane personale e il reato di istigazione a delinquere è sostanzialmente indimostrabile, nel nostro caso. Ma allora anche nel caso dell’imam che esorta al martirio. Il fatto è che, come Dawkins, ritengo che i monoteismi siano alleati anche quando si combattono e, come dimostra il caso Breivik, fanno sempre più spesso vittime tra quanti non sarebbero disposti a morire per quel Dio o l’altro. “If we extend unlimited tolerance even to those who are intolerant, if we are not prepared to defend a tolerant society against the onslaught of the intolerant, then the tolerant will be destroyed, and tolerance with them. We should therefore claim, in the name of tolerance, the right not to tolerate the intolerant” (Karl Popper): non ci crederai, ma lo sottoscrive anche Breivik.

  5. Sarò banale ma in questi giorni non ho potuto fare a meno di pensare all’uomo dei Marshmallow in Ghostbuster I …

  6. Snem

    Si parla solo di responsabilità morale, e secondo me quanto sta accadendo è solo il rovescio della medaglia: se quegli argomenti fanno prendere voti dai fanatici, allora fanno piovere anche critiche quando uno di questi fanatici fa un massacro giustificandolo con quegli stessi argomenti.
    Non a caso oggetto di tali critiche (sono solo critiche e nient’altro) sono solo i politici e non filosofi o persone comune. In quanto rappresentanti di “molti”, i politici sono obbligati a dare chiarimenti sul loro pensiero (spesso arrampicandosi sugli specchi per allontanarsi dal pazzo di turno) e condannare la violenza.

  7. Per Luigi

    ok in questo commento e nell’altro post ti sei spiegato meglio.

    Per Junkie

    O_0 non l’ho capita.

    Per Massimiliano

    La tua è una impostazione usata tipicamente in passato e tuttora dalla sinistra: le responsabilità sono della società, non dell’individuo. Se qualcuno è malvagio, pericoloso o povero è perché la società lo ha reso così. Mi spiace, non seguo questa linea di pensiero, anzi sono agli antipodi.

    Per Snem

    Sì, ma nessun politico mi sembra ha mai incitato alla violenza in qeusto caso (a parte qualche leghista con la storia di prendere a fucilate gli immigrati). E ripeto, fino a divetnare indigesto, gli imam che chiedono di decapitare Geert Wilders sono liberi e tranquilli per Londra. Mentre Wilders non può neppure andare in giro per l’Unione Europea come un qualsiasi cittadino europeo.

  8. Ti ricordi cosa dice Dan Aykroyd quando arriva il marshmallow man? Anche la cosa più innocua può essere usata per arrecare morte e distruzione 🙂

    (l’ho detto che sarei stato banale)

  9. Snem

    @Fabristol
    “nessun politico mi sembra ha mai incitato alla violenza”
    Infatti stiamo parlando di responsabilità morale, e l’incitazione alla violenza è un reato penale. La differenza è tanta. Comunque non mi sembra vogliano arrestare Wilders, al massimo tentare di arrestare il suo populismo con le critiche.
    “Gli imam che chiedono di decapitare Geert Wilders sono liberi e tranquilli per Londra.”
    Non ci credo. Se lo avessero detto letteralmente, sarebbe stato considerato un reato. Forse sono liberi in attesa di giudizio? 😉 E poi i fanatici non sono mai tranquilli, e questa per me già è una condanna.

    Un commento interessante: http://www.presseurop.eu/it/content/article/797701-se-il-populismo-tira-troppo-la-corda

  10. Per Snem

    Nessuno si scandalizza qui se un imam urla con un altoparlante in piazza di fronte alla polizia che bisogna decapitare chi insulta l’Islam. Ma se qualcuno come Wilders si azzarda a dire che il Corano è un libro violento allora si scatena l’inferno.

  11. Snem

    Video interessanti, li ho visti interamente. Estremisti, fanatici, possono farlo solo perché le stesse leggi che vorrebbero distruggere lo consentono. Abusano del sistema. Ci hai fatto caso che i cartelli sono “generici”? Non ci sono nomi o cognomi, ma indeterminati “chi insulta”, “tutti”, “occidente”, “la Francia”, ecc… Ci sarebbe il nome di una sola persona su quei cartelli e sarebbero stato un reato. E non è necessario che sia quello di Geert Wilders… Sono consciente che può sembrare un cavillo, però è la differenza tra legale e morale che conta, infatti stavo parlando di responsabilità morale e penale. E’ il nucleo dei miei commenti.
    Quando c’è qualcosa di penalmente rilevante accade questo: “his organisation has been dismantled in june 2010 for incitment to terrorism”
    La legge c’è. Questi fanatici stanno ben attenti a non andare pubblicamente oltre la parola… abusando dei propri diritti: non a caso l’unica violenza fisica che ho visto nei video è la rissa durante la manifestazione della English Defense League con i poliziotti.
    Secondo me quello che ho visto è un problema di amministrazione del territorio e di abuso della “libertà” che come sai non può valere solo per alcuni. Non si combatte il fanatismo con altro fanatismo.

    “Nessuno si scandalizza qui se un imam urla con un altoparlante in piazza di fronte alla polizia che bisogna decapitare chi insulta l’Islam.”

    Non è vero. Si scandalizzano, ed in molti. Mi scandalizzo: è un fanatico, per me bisognerebbe internarlo per un trattamento psichiatrico coatto (non si può?). Però preferisco veder gridare un pazzo in più, che perdere il freedom of speech.

    “Ma se qualcuno come Wilders si azzarda a dire che il Corano è un libro violento allora si scatena l’inferno.”

    Prima di tutto, Wilders è un politico, un rappresentante pubblico. La differenza è enorme. Wilders può promuovere leggi, e se queste leggi sono discriminatorie allora riguardano tutta una categoria di persone che siano fanatici o no. Perché non promuovere leggi contro i fanatici (invece che i musulmani)? Perché è più semplice identificare i problemi sociali con un gruppo, perché i fanatici ci sono da tutte le parti, perché chi decide chi è fanatico avrebbe un potere enorme.

    Chiunque può criticare il Corano, chiunque può criticare Wilders. Non è reato in democrazia, nessuna responsabilità legale. Però nessuno può pretendere di non avere la responsabilità morale di quello che dice.

    Comunque non mi sembra che per il problema di Wilders con il Corano (?) si sia scatenato l’inferno: credo sia ancora lì, nonostante le critiche.
    E’ la forza della democrazia 😉

  12. Wilders è stato portato in tribunale più volte per avere espresso le sue idee e per la prima volta nella storia uno stato della UE ha negato l’entrata di un cittadino europeo senza fedina penale con l’unico pretesto di “non essere gradito”. Una cosa abbastanza grave, mi immagino. E’ la forza della democrazia.
    I politici sono cittadini come gli altri e come tali lo sono di fronte alla legge. Il partito li può espellere, il parlamento pure ma di fronte alla legge sono identici a tutti gli altri.

  13. Snem

    E’ stato condannato? Se c’è una denuncia è fisiologico che si vada in tribunale, è li che si decide se c’è reato. E’ la democrazia. 🙂

    Ti riferisci a questo episodio (da wikipedia)?
    “Wilders was banned from entering the United Kingdom between 12 February 2009 and 13 October 2009 by the Labour government, the Home Office saying his presence would be a “threat to one of the fundamental interests of society”.[17] The ban was overturned after Wilders appealed[18] and he visited the UK in October 2009,[19] and again in March 2010 to show his film.”
    A me sembra che le ragioni c’erano: primo UK non fa parte dell’area Schengen, secondo Wilders andava sostanzialmente a provocare. E poi sembra che anche questa volta il diritto ha prevalso ed hanno concesso a Wilders di andare in UK. Sempre perché UK è una democrazia. 🙂

    Non credo che Wilders abbia avuto un trattamento “speciale” da parte delle autorità, anzi, credo che proprio per il suo status di rappresentante pubblico ha potuto cavarsela in tribunale facilmente. Fosse stato anonimo, forse non se la sarebbe cavata tanto rapidamente… purtroppo.

    Personalmente, credi che Wilders sia un fanatico? Un populista? Perché fai differenze tra l’estremismo dell’imam dei tuoi video e quello di Wilders? Non credi che bisogna combattere entrambi, tutti gli estremismi?

  14. Gli attentati e le guerre sono causate dalla religione o da interessi economici. Sarebbero da bannare tutte le religioni, che sono l’oppio dei popoli. Ci sarebbero ancora guerre per l’economia ma ce ne sarebbero di meno.

  15. vietiamo anche i libri di dawkins in caso, guarda gli atei che cazzo hanno fatto in giro per il mondo: cambogia, vietnam, corea del nord, europa orientale.

  16. Per Astro

    Nessuno ha detto di vietare il Corano né i libri degli atei.

  17. ma scusa lo hai detto tu stesso sul post che lo ha detto dawkins 🙂 (oltre al commento sopra il mio)

  18. Ma Dawkins non mi rappresenta per niente e l’ho nominato solo per far capire la stupidità del ragionamento libro=violenza=bannare

  19. no ma infatti non è che ce l’avevo con te eh.era un pensiero che mi girava in testa da un po’, credo imbattendomi in qualche citazione di sam harris, e che il commento di escort mi ha riportato alla mente.

  20. Come scrisse Breivik nel suo manifesto, per 20 musulmani che piazzano bombe, ce ne sono 80 che sono moderati, quindi se c’e’ un Islam moderato non e’ detto che il Corano in se sia il problema, o qualsiasi altro testo soggetto a interpretazione
    Sull’altra sponda pero’ i Wilders, Spencer e Geller hanno una faccia sola

  21. Mi ero perso questo post, chissà se mai nessuno lo leggerà, ma lascio un commento. Sui due pesi due misure sono d’accordo, spesso si riservano critiche al cristianesimo e cattolicesimo odierni per poi risparmiarle all’Islam.

    In questo caso, memore anche di quanto commentato in giro, penso che tra le altre cose si critichi un rovesciamento della faccenda, di chi nega che Breivik sia cristiano o abbia espresso idee “politiche” contigue o sovrapponibili a quelle dell’integralismo cristiano. Prima si chiarisce questo punto meglio è per tutti: Breivik ha sposato certe ideologie (diciamo atee-devote?); dopodiché il dibattito se abbia agito per queste resta tutto aperto, ed è comprensibile la posizione di chi nega questo nesso.

    A me ora vengono in mente i casi in cui di tanto in tanto in US succede che un pazzo fanatico uccide un ginecologo abortista. Ora, è vero che i fanatici religiosi non professano l’uccisione dei medici abortisti. Tuttavia, i più incalliti parlatori certamente asseriscono che nel mondo gli aborti causano milioni di omicidi di individui innocenti. Se un tale è convinto della verità di questa asserzione, che ci sono medici che uccidono milioni di persone, beh, si potrebbe dedurre che imperativo morale potrebbe erisultare fermare queste stragi nel miglior modo possibile, e in assenza di altre vie l’eliminazione. Quando invece qualcuno (per fortuna meno spesso di quanto sarebbe “logico” attendersi) prende alla lettera questa metafora, ci crede, e spara perché gli appare il minore dei mali, allora si dice che era un folle criminale.

    Nel fatto in discussione qui, si parlava di scontro tra civiltà, ma nondimeno i pensatori in questione non fanno mistero, sovente, di ritenere il problema una questione di vita o di morte, di pura sopravvivenza (non era questo il punto di vista della Fallaci?). Le cose sono due: o loro stessi affermano che le loro idee radicali non vadano prese sul serio, essi parlano per metafore, oppure affermino che non si debba comunque contrastare questi pericoli con la forza. Altrimenti diventa più difficile esaurire tutta la questione come il gesto di un folle.

    Certamente la responsabilità resta individuale. Certamente non si può escludere che Breivik avrebbe potuto trovare altri pretesti, in assenza degli scritti di cui era cultore, perché tutto si è sempre svolto nella sua testa comunque omicida. Certamente non è del tutto realistico sostenere che egli abbia agito in quanto cristiano. Non porsi il problema, però, del messaggio che si può inavvertitamente avere lanciato non è una scelta molto sana.

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