Archivi del mese: ottobre 2011

La miglior sintesi sulla sinistra italiana

“[…] Anche i democratici, non li invidio davvero… Cosa stanno li a fare? E’ come giocare a Risiko quando ti sono rimasti due carrarmatini in Jacuzia e gli altri giocatori hanno già preso tutti i continenti. Sai che non puoi vincere, te ne vorresti tornare a casa, ma sei costretto a restare altre due ore per fargli finire la partita.”

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Foreste di cemento armato

Non ci crederete mai ma ho nelle bozze un post che avevo scritto una settimana fa dopo il mio ultimo viaggio in Liguria. Mi chiedevo come fosse possibile costruire le case o interi paesi in Liguria sui costoni delle montagne, di fronte a canali in cemento e continuare a farlo nonostante tutte le conoscenza moderne sulla idrogeologia. Me lo chiedevo mentre ero a Bolzaneto, un paese vicino a Genova costruito su canali e costoni di montagne argillose. Nello specifico mi chiedevo come fosse possibile continuare a costruire case nuove in quel paesaggio “sovietico”. Così definivo Bolzaneto: un groviglio di cavalcavia in cemento armato, case dalla curiosa architettura sovietica e un senso di solitudine da società postatomica. Ho visto operai che finivano di costruire una casa sul costone di una montagna col 60% e più di pendenza a ridosso di un profondo torrente con le sponde cementificate. Una strada così ripida e scavata così artificialmente sulla montagna che gli abitanti delle case lì costruite (come hanno fatto a costruirle?) si erano ingegnati nel costruire dei balconi in cemento armato sospesi nel vuoto pur di avere spazi per i parcheggi. Prendo la macchina e in mezz’ora mi trovo fuori dalle montagne nelle pianure che portano a Pavia. Mezz’ora di macchina in un ambiente ideale per costruire una casa. Ma per qualche assurda ragione irrazionale c’è ancora qualcuno che vuole costruire case nuove tra i tentacoli di cemento armato “sovietici” di Bolzaneto. Ci sono posti che sono isole prima ancora che geografici, mentali.

 

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Alcune letture interessanti (finalmente)

OK, poco tempo fa me l’ero presa con l’assenza di cose interessanti sul web. Ho trovato qualcosa da linkare finalmente, anche se due sono autoreferenziali (perdonateil narcisismo):

1) “Insomma, siamo sicuri che lo invitino così di rado in tv perché il Regime lo teme? Siamo proprio sicuri, amici radicali, che, se i sondaggi vi danno allo 0,4%, la colpa sia del fatto che in tv Marco Pannella si veda troppo poco? Io penso sia il contrario.” Condivido quello che dice Malvino. Senza Pannella i Radicali non esisterebbero, con Pannella non esistono. Punto. Aspettiamo quel giorno.

2) Anche se fate logout da Facebook, il browser comunicherà a Facebook in quali siti siete andati tramite i cookies. Scary eh? What about that Big Zuckerberg Brother?

3) Davvero Obama ha voluto ritirare le truppe dall’Iraq entro Dicembre? O forse era un piano di Bush già firmato con il govenro provvisorio irakeno e invece Obama voleva ancora mantenerle? Le cose che i media europei non vi dicono.

4) Un giorno di (stra)ordinaria assenza di coercizione nel Regno Unito.

5) Noi crediamo nel mercato libero, non nel capitalismo.

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Una morte triste per una credenza ancor più triste

Al contrario di quanto riportano i giornali non si può morire di omeopatia. l’acqua infatti non ha mai fatto male a nessuno. Invece si può morire di stupidità, quello sì. Dare una tisana al finocchietto (questa non è omeopatia ma l’omeopatia c’entra, leggete dopo) a un bambino di 4 anni con una gastroenterite è un crimine. Soprattutto nel momento in cui il padre che gliela dà è un medico o sedicente tale. Un crimine doppio perché il padre conosceva i sintomi ma ha deciso di non utilizzare alcun farmaco né di portarlo da un medico per un bambino ” in evidente stato di malnutrizione, pancia gonfia, capelli e ciglia bianche, ecchimosi sugli arti inferiori” e con dermatite su tutto il corpo. Dall’autopsia si è poi scoperto che è morto di polmonite non curata. Perché l’omeopatia c’entra? Perché il padre fa parte di una nuova branca dell’omeopatia, la omeosinergetica (un mix di omeopatia, psicoterapia e un pizzico di religione orientale) e presidente onorario dell’Amos, l’Accademia nazionale della medicina omeosinergetica. Un nuovo tipo di omeopatia che considera la malattia come una disarmonia comportamentale del vivere da sostituire con la “benattia”. L’omeopata interviene sulla malattia psicologicamente, religiosamente (riferimenti all’anima, lo spirito che si rifiuta di guarire e ai Veda) e omeopaticamente con farmaci diluiti. Ha studiato la medicina omeosinergetica e l’agopuntura per 25 anni. Non abbastanza per salvare il figlio.

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Il teatro delle merde

In questi giorni di festante gioia per le strade libiche (almeno per chi ha vinto) non ho potuto non pensare agli alleati e amici italiani del Colonnello. Ho cercato di immedesimarmi in Berlusconi che fino a qualche mese fa lo considerava amico fraterno; in Frattini che lo definiva “modello di democrazia per il mondo arabo”; nelle gheddafine che per una manciata di euro si facevano bella mostra nelle sue tende di fronte a lui e si convertivano all’Islam. Adesso che è tutto finito Gheddafi non è più un amico, Frattini ci dice che è una vittoria del popolo libico e ovviamente dell’Italia che lo ha bombardato, le gheddafine cercano un altro potente col portafoglio aperto e fanno spallucce. Ho cercato di immedesimarsi in queste persone ma non ho potuto fare altro che sentirmi una merda e niente più.

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L’inedito estintore

Non ci voleva un genio per capire dove il governo voleva andare a parare. Far distruggere la città per poi invocare leggi più restrittive. Maroni è più fine di Cossiga. Quest’ultimo aveva la bavetta alla bocca con la sua ricetta “manganelli e infiltrati”. Maroni preferisce tenere un ruolo istituzionale più ponderato ma non per questo meno violento.

Maroni parla di una “inedita forma di terrorismo urbano”. Inedita forma di terrorismo urbano. Tente a mente questa frase. Fa parte di quelle frasi che verranno usate in futuro continuamente.

Io non so che fine ha fatto la memoria degli ultracinquantenni in questo paese, ma perfino io che sono nato nel 1981 so che aria si respirava negli anni 70. “Inedito” per descrivere quello che è successo sabato scorso mi pare una cazzata. A meno che Maroni all’epoca non fosse ancora nato. Negli anni 70 gli studenti andavano in giro con pistole e molotov, perfino in classe. Gente che leggeva letteratura e saggistica marxista a colazione.

Quelli di Sabato leggono Fabio Volo, si rifanno le sopracciglia dalla cugina estetista, a malapena riescono a tenere su i pantaloni perché vogliono mostrare la mutanda D&G (guardate lo slancio de Er Pelliccia quando lancia l’estintore, le mutande gli arrivano al ginocchio; un rivoluzionario anni 70 manco ce li aveva le mutande perché era troppo borghese), tra un sanpietrino e l’altro guardano lo status su Facebook.

Quello che è successo Sabato è ordinaria amministrazione in Italia. Ordinaria, normale, ripetitiva routine da 40 anni a questa parte. Tutti sapevano. Tutti aspettavano. I ragazzi pacifici e quelli violenti, le TV e i giornali, i vecchi seduti al bar e i bambini all’asilo. La polizia e i carabinieri, il governo e Maroni. Tutti sapevano e avevano già preparato tutte le frasi fatte nei loro fogliettini per il giorno dopo:

Manifestanti: “Noi siamo pacifici sono i black block i violenti.”

Sindacati: “Bisogna condannare questa deriva…”

Sinistra: “Bisogna condannare la violenza…”

Destra: “Leggi più dure!”

Di Pietro: “Leggi più dure!” (Ah no, destra l’ho già ripetuto vero?)

Governo: “Repressione e controlli.”

Gente al bar: “Tanto poi li scarcerano in due giorni”

Giovanardi: “E’ la droga il problema. Erano tutti drogati!”

Black Block: “Volevamo spegnere l’incendio!” (Ah no questa l’hanno improvvisata sul momento tra uno spinello e l’altro)

Notare poi quella parolina: terrorismo. Lo spauracchio del ventunesimo secolo.

Un tempo c’erano i giacobini, poi gli anarchici, poi i comunisti, ora i terroristi. Spero che i prossimi siano i Teletubbies.

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