Timeo montis et dona ferentes

Non posso che sospettare di un unanime accordo di tutte le forze politiche, sindacali e massmediatiche su un unico uomo. Cosa può spingere PdL, PD, stampa varia e variegata a convergere su un goveno tecnico se fino a qualche giorno prima pareva fosse una questione di vita e di morte, sull’orlo di una possibile rivoluzione civile? Cosa se non la promessa di non toccare assolutamente nulla dei loro privilegi? Se davvero Monti è lì per fare il tecnocrate antipolitica che ci salverà dal crollo totale, almeno questo è quello che traspare dai giornali, dai media e perfino dall’estero, perché tutti i privilegiati lo appoggiano?

Tutti i poteri forti lo appoggiano, anche quelli che dovrebbero soffrirne di più dalla sua presunta “accetta dei privilegi”. C’è di che sospettare di questo governo tecnico anche perché pare aver aumentato il numero di ultrà cattolici nel governo, giusto per compiacere il un altro potere forte dell’Italia, ovvero il Vaticano. Roba da vecchia DC insomma, tanto da far dire a Casini “Questa è la fine della diaspora DC”. E i tagli? Togliere un ministero per il federalismo per rimpiazzarlo da un altro sulla coesione (una barzelletta?)? A fronte di qualche taglietto simbolico per gli allocchi ci ritroveremo con reintroduzione dell’ICI, patrimoniale e chissà cos’altro. Tutti dobbiamo fare i (ulteriori) sacrifici giusto? Tutti a parte i soliti noti.

Advertisements

12 commenti

Archiviato in anticlericalismo, giornalismo di merda, Italia provinciale, libertarismo, politica

12 risposte a “Timeo montis et dona ferentes

  1. 1) Non tutti i partiti appoggiano Monti
    2) Paragonare il neonato governo a quell’orgia clerico-fascista è come minimo azzardato
    3) Mai ti avrei immaginato sulle stesse posizioni di Calderoli

  2. 1) solo la lega e di Pietro non lo appoggiano.
    2) non l’ho paragonato al governo precedente. Ho detto che ci sono più cattolici.
    3) siccome Calderoli non appoggia Monti e io non appoggio Monti se ne deduce che io sarei un leghista. Logica impeccabile.

  3. Spiegazione:
    – Monti riesce a fare il lavoro sporco di macelleria sociale preteso dall’Europa della banche = la colpa è di Monti;
    – Monti non riesce a fare il lavoro sporco di macelleria sociale e le banche ci cacciano dall’Europa = la colpa è di Monti.
    Comunque vada, i responsabili del disastro in cui ci troviamo la passano liscia.

  4. Engine

    Tecnicamente solo la Lega ha dichiarato di voler fare opposizione: IDV ha una posizione molto piu’ sfumata e in linea di principio non e’ una forza di opposizione al nuovo governo.

    Alcune delle perplessita’ di Fabristol sono anche le mie, e prevedibilmente, come lo stesso Fabristol, sono stato addittato come leghista o potenziale tale: mi sembra l’ennesima degenerazione della malattia partitocratica che affligge l’Italia, la divisione in tifoserie che impedisce qualunque vero confronto della cittadinanza, la consapevolezza viene annullata per conformarsi ai dettami che provengono dall’alto.

    E se non ti conformi sei leghista, comunista, pidiellino, bla bla bla. Junkie dimostra pienamente la difficolta’ di avere pensiero critico in merito a quello che sta succedendo: se non ti conformi, sei come Calderoli (che ritengo un insulto assai grave, pure se fosse rivolto allo stesso Calderoli).

    Mi trovo concordo con Lector nell’osservare il prossimo futuro come l’ennesima rivisitazione del Gattopardo: cambiera’ tutto, ma niente cambiera’. Chi e’ responsabile di tutto cio’ non paghera’ niente.

  5. Corrado

    L’unica cosa buona è che magari ci cacciano dall’Europa! Se poi ci cacciassero anche dall’Onu e dalla Nato sarebbe il massimo!

  6. Corrado

    E comunque da che mondo è mondo i responsabili non pagano.
    Anche con Mani Pulite ha pagato solo il solito capro espiatorio e quelli che poi dopo essere stati distrutti politicamente, socialmente e psicologicamente si sono sentiti dire solo “Ops… ehm, abbiamo sbagliato!”
    Tutti i grandi colpevoli, PCI in primis se la sono cavata con un’occhiataccia visto che i loro reati erano caaduti in prescrizione.

  7. Ti suggerirei di informarti su chi è Andrea Riccardi, e cosa ha fatto nella vita, prima di pensare che questo governo sia una pastetta furbetta.

  8. So benissimo chi è Andrea Riccardi, grazie.

  9. Credo che Lector abbia colto nel segno il problema: con Monti tutti se ne lavano le mani e tutte le cose che avrebbero dovuto fare gli altri governi potranno essere fatte da lui, nel bene e nel male. Un’altra dimostrazione del fatto che la democrazia non funziona e ha fallito miseramente un’altra volta. I governi eletti da una minoranza della popolazione non risolvono nulla se non i loro interessi. L’illusione della democrazia è molto più potente di quella della monarchia che deriva dal volere divino. La democrazia fa credere ai cittadini di essere in grado di poter contare qualcosa come singoli.

  10. Se sai chi è Riccardi, sai anche che non ha alcun interesse a fare da foglia di fico a qualche banchiere in cerca di una nuova verginità o a qualche potere forte dell’economia che vuole condizionare il governo.

  11. Ma chi ha mai parlato di banchieri nel post?

  12. Da Dagospia http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-intorno-alla-culla-sorridono-in-molti-perch-il-governo-monti-la-quadratura-del-32195.htm

    È stato un parto lungo e sofferto, ma alla fine il bambino del nuovo governo è venuto alla luce con un taglio cesareo che ha messo fine al travaglio dei partiti e delle prime donne impegnati nel gioco dei veti incrociati e nella rivendicazione dei meriti professionali.
    Mario MontiMario Monti

    In genere per il cesareo l’anestesia dura 20 minuti, ma nella sala parto del Quirinale ci sono volute quasi due ore e mezzo per chiudere l’organigramma di un governo tecnico che più tecnico non si può. A prolungare l’attesa dei giornalisti e delle televisioni di mezzo mondo pare che sia stata tra le altre cause l’impuntatura di Piero Giarda, l’uomo dalle orecchie a sventola che è stato sottosegretario al Tesoro dal ’95 al 2001, e che in nome di questa esperienza ha rivendicato a tutti i costi la nomina a ministro.
    PIERO GIARDAPIERO GIARDA

    Alla fine il longilineo Giarda l’ha spuntata, e il tandem Napolitano-Monti l’ha infilato tra i ministri senza portafoglio insieme a Enzo Moavero Milanesi, al super prodiano-casiniano di Bologna, Piero Gnudi, al “comunista” Fabrizio Barca, e al pio Andrea Riccardi, il patron della Comunità di Sant’Egidio.

    Intorno alla culla dove il bambino comincia a vagire sorridono in molti perché la combinazione che nasce sembra la quadratura del cerchio, un’operazione geometrica che riesce a mettere d’accordo i centri di potere più forti d’Italia.
    monti-napolitanomonti-napolitano

    Un sorriso a labbra strette ce l’ha anche Giorgio Napolitano che è riuscito a piazzare alla Difesa Giampaolo Di Paola, un ammiraglio di 67 anni nato a Torre Annunziata che ha avuto ruoli importanti alla Nato ed è stato Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 2004 al 2008. Bisognerebbe entrare nelle segrete faide delle istituzioni militari per capire la ragione che ha sacrificato all’ultimo momento l’addetto militare del Presidente, Mosca Moschini. Ma se Napolitano ha dato il suo benestare è evidente che le spade sono rimaste nel fodero.

    Tra i parenti che sostano davanti alla sala di chirurgia del Quirinale sprizza gioia Gianfranco Fini. La nomina dell’ambasciatore d’Italia a Washington, Giulio Terzi di Sant’Agata, rappresenta una sua vittoria anche se fa storcere il naso a quei diplomatici della Farnesina che fino a ieri sera tifavano per Salleo e Castellaneta.
    ENZO MOAVERO MILANESIENZO MOAVERO MILANESI

    Il diplomatico neoeletto è un bergamasco con una lunga carriera alle spalle che si è guadagnato la stima degli ambienti del Dipartimento Americano anche per il tratto aristocratico e per il lignaggio di famiglia. Nemmeno la vicenda complicata del suo divorzio, che ha visto l’ex-moglie andare in giro per i salotti di Washington sostenendo di essere la vera ambasciatrice, ha compromesso il profilo di questo 65enne bergamasco che per sei anni ha rappresentato l’Italia alle Nazioni Unite.
    PIERO GNUDIPIERO GNUDI

    A sorridere è anche Rutelli che è riuscito a mettere un chip sulla nomina di Francesco Profumo, l’ingegnere e professore di Savona che a metà agosto è stato nominato presidente del Consiglio Nazionale della Ricerca. Stiamo parlando di un tecnico che ha cominciato la sua carriera all’Ansaldo di Genova, poi si è trasferito al Politecnico di Torino diventando Rettore, e vibra per la politica al punto tale che nella battaglia per la successione al sindaco Chiamparino aveva messo il suo nome sul piatto pensando di raccogliere i consensi del Pd.
    ANDREA RICCARDIANDREA RICCARDI

    Da Bologna arrivano alla clinica del Quirinale grandi mazzi di fiori. Li ha ordinati di gran corsa Flavia Prodi, la moglie del Professore che piazza due pedine di diverso valore: la prima è quella di Piero Gnudi, l’ex-presidente dell’Enel che entra nel governo con la delega per il Turismo e lo Sport, una pratica per lui (eternamente pallido) assolutamente sconosciuta. Ben più importante e significativo è l’entreè di Paola Severino, uno dei più noti penalisti italiani.
    1 ammiraglio giampaolo dipaola1 ammiraglio giampaolo dipaola

    Questa avvocatessa napoletana dall’aria simpatica dieci anni fa è riuscita a entrare addirittura nella classifica dei manager pubblici più ricchi. Già nel ’98 dichiarava al fisco ben 3,3 miliardi di lire, frutto di un lavoro intenso che l’ha portata a difendere nel corso degli anni Romano Prodi nel processo Cirio e altri personaggi importanti come Francesco Gaetano Caltariccone, Cesarone Geronzi, oltre ad aziende come Fininvest, Telecom, Eni. La neo-ministra insegna alla Scuola dei Carabinieri e fino al 2007 è stata preside della Facoltà di Giurisprudenza della Luiss dove ancora adesso ricopre l’incarico di pro-rettore.
    Giulio Terzi di Sant AgataGiulio Terzi di Sant Agata

    Nel suo curriculum c’è anche una curiosa performance da attrice perché nel 2003 ha recitato al Festival dei Due Mondi di Spoleto insieme a Tonino Di Pietro che impersonava l’accusa nei confronti di Marat mentre la Severino faceva la parte dell’assassina Charlotte Corday. E negli anni successivi si è ripetuta sul palcoscenico prendendo le difese di Galeazzo Ciano e di Galileo Galilei. Adesso l’aspetta il teatro più grande e drammatico del ministero della Giustizia con le luci accese sulle sorti e sui processi dell’ex-Presidente Patonza.
    GIANFRANCO FINIGIANFRANCO FINI

    Un’altra donna salirà ai piani alti del ministero dell’Interno e metterà la sua mole (piuttosto massiccia) sulla poltrona di Roberto Maroni. È Anna Maria Cancellieri, la nonna e madre con la vocazione del commissario che è stata spedita a Parma per mettere ordine dopo aver percorso le prefetture di mezza Italia. Dicono che sia vicina all’Udc e a Pierfurby Casini, un altro dei parenti che nella sala d’attesa della clinica del Quirinale si frega le mani per averle messe su uno dei centri di potere nevralgici.
    FRANCESCO PROFUMOFRANCESCO PROFUMO

    Godono anche alla Banca d’Italia, dove non hanno mai creduto alla nomina di Fabrizio Saccomanni e tanto meno a quella dell’incazzoso Lorenzo Bini Smaghi, e si felicitano per l’inserimento nella lista di Fabrizio Barca, un economista apprezzato per le sue ricerche sul capitalismo italiano che ha lavorato nel servizio studi di via Nazionale senza essere mai bollato dal pedigree di famiglia “comunista”.

    Mentre le infermiere con l’aiuto dei corazzieri del Quirinale stanno vestendo il governo neonato prima del giuramento delle ore 17, dal Colle si sentono le campane di San Pietro. Il Vaticano ha ben ragione per godere di questa operazione geometrica che è riuscita a infilare tre personaggi di suo gradimento. Scontata era la nomina del rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, anche se le Guardie Svizzere avevano puntato qualche euro sul dicastero dell’Istruzione mentre la scelta finale è andata sulla Cultura.
    FRANCESCO RUTELLIFRANCESCO RUTELLI

    Meno sicura è stata fino all’ultimo momento la designazione di Renato Balduzzi alla Salute; comunque per Bagnasco e per le porpore d’Oltretevere va bene così perché questo Balduzzi, sconosciuto ai più, è un bel cattolicone nato a Voghera nel ’55, nel cuore di Rosy Bindi, sposato con tre figli, che oltre a una cultura giuridica ha una forte attenzione per l’Azione Cattolica e per i movimenti ecclesiali che avranno il compito di difendere la vita.
    FLAVIA E ROMANO PRODIFLAVIA E ROMANO PRODI

    La terza pedina piazzata dal Vaticano è Andrea Riccardi, il patron di Sant’Egidio con la sua aria da fratacchione che è stato uno dei protagonisti del famoso convegno di Todi. E qui bisogna fermarsi perché forse la data di nascita da mettere sulla carta di identità del bambino nato oggi al Quirinale alle ore 13,25 non è la giornata di oggi bensì quel 17 ottobre che ha visto il cardinal Bagnasco raccogliere in un convento un centinaio di persone che hanno deciso la fine del governo.

    Quello è il giorno in cui Santa Madre Chiesa ha scoperto le sue carte e come nel film di Moretti ha fatto una partita di pallavolo con una schiacciata memorabile sulla testa di Berlusconi che ha spalancato le porte alla “svolta”. Lasciamo perdere il Bilderberg, la Trilateral e la famigerata Goldman Sachs perché nel convento umbro i fratacchioni hanno messo una croce su 17 anni di governo inconcludente e libertino. E quella croce è stata l’ipoteca più seria e definitiva sulla lunga stagione berlusconiana.
    PAOLA SEVERINOPAOLA SEVERINO

    Che fosse la sede giusta l’ha capito prima di tutti Corradino Passera, il 57enne banchiere comasco che esce dalla sala parto del Quirinale come il vero trionfatore. Il carico di incarichi che gli è stato messo sulle spalle attraverso la gestione del ministero dello Sviluppo e delle Infrastrutture, è stato sottolineato giustamente da Monti con parole che mettono l’ex-amministratore di IntesaSanPaolo al centro dell’attività di governo.
    CESARE GERONZICESARE GERONZI

    Per quello che si è capito nelle ultime ore pare che Corradino si fosse dimostrato disponibile a occupare la poltrona di Giulietto Tremonti e avesse messo come condizione di non spacchettare il ministero dell’Economia per poter controllare tutte le leve del potere economico e finanziario. Monti ha tenuto per sé questo incarico e ci metterà la faccia per dialogare in prima persona con Draghi, Bruxelles, il Fondo Monetario e le altre sedi internazionali dove si deve decidere la sorte dell’Eurozona. A Passera si attribuiscono deleghe imponenti che pesano tanto quanto il ministero dell’Economia e faranno diventare sicuramente un pallido ricordo le sterili gestioni di Paolo Romani e del suo predecessore con vista al Colosseo, Sciaboletta Scajola.
    IL PREFETTO ANNA MARIA CANCELLIERIIL PREFETTO ANNA MARIA CANCELLIERI

    Quella del banchiere è stata una marcia d’avvicinamento che è cominciata probabilmente a Pechino durante il viaggio di nozze compiuto a giugno con la moglie Giovanna Salza. Da quel momento Corradino ha iniziato il suo affiancamento al potere vero, quello che ha l’epicentro in Vaticano e consentirà di far dimenticare il salvataggio dell’Alitalia, il fallimento dell’operazione Parmalat e l’intreccio di interessi con il compagno di merenda, Luchino di Montezemolo (titolare di quella Ntv dove IntesaSanPaolo ha messo i soldi).
    Rosy BindiRosy Bindi

    Alte grida di gioia si sono alzate dalla cordata degli amici che lega il banchiere al presidente della Ferrari e ad altri personaggi come Malagò, Paolino Mieli e Flebuccio De Bortoli, il direttore del “Corriere della Sera”, che esce da tutta la vicenda come il generale Patton dell’informazione. A piangere e a dolersi saranno probabilmente in queste ore Ezio Mauro l’altro Mauro di cognome Moretti che si ritroverà a dover fare i conti con Passera, e quell’Alessandro Profumo che con la sua precipitosa adesione al Pd e le multe a Unicredit si è tagliato i coglioni come Origene.
    passerapassera

    A questo punto Dagospia pagherebbe un milione di dollari per vedere la faccia di Abramo-Bazoli, il padre-padrone di IntesaSanPaolo che dopo aver messo in orbita Romano Prodi, adesso dovrà scendere a Roma per dialogare con il suo bracciodestro da impari a pari. Già corrono le voci che l’arzillo vecchietto vorrebbe sostituire Corradino con Gaetano Miccichè, ma questa è una storia che interessa domani e forse dopodomani.
    Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca MontezemoloCorrado Passera, Giovanna Salza, Luca Montezemolo

    Sull’asse Monti-Passera si riscatta infine l’immagine della Bocconi, la madre di tutti i sapientoni, che secondo osservatori troppo precipitosi sembrava dovesse occupare le poltrone dell’intero governo. In questo asse c’è posto anche per Tonino Catricalà, il magistrato calabrese che con le sue fornicazioni e frequentazioni nel Palazzo, diventa il Gianni Letta della situazione.

    Il bambino è nato, la messa è finita, e i 12 apostoli del governo del Presidente adesso devono dimostrare che i tecnici non sono un equivoco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...