Archivi del mese: novembre 2011

Un altro sogno cinematografico

Mi risveglio sdraiato su un campo di cenere. Una distesa di cenere scurissima per chilometri e chilometri. Un campo delimitato solo dagli scheletri di alti palazzi dello stesso sconsolante colore. Mi trovo in una città abbandonata, postapocalittica. Non riesco ad alzare la testa e non ricordo perche’ sono qua e dove mi trovo. Mentre aspetto un pezzo di terreno di fronte ai miei occhi si alza lentamente. Un guscio scuro solleva lo strato di cenere e una testa metallica fa capolino. Sembra la testa di un enorme tarlo con piccole antenne e mandibole. Si erge dal mare di cenere come il periscopio di un sottomarino. All’inizio mi ignora e scruta l’orizzonte verso tutte le direzioni, poi fissa il suo sguardo su di me.

“Bentornato.”

La voce e’ metallica e distante come se provenisse da un megafono sopra uno dei palazzi. La cosa comunque non mi meraviglia.

Un millepiedi di rame. Un millepiedi di un paio di metri e dai movimenti meccanici segue la curiosa testa di tarlo. Mi rendo conto che mi sono alzato in piedi e che ora sto camminando affianco alla bestia. I miei piedi affondano sulla cenere e per un attimo penso che il millepiedi abbia trovato l’unica soluzione tecnica per camminare su questo mondo.

“Dove ci troviamo?” chiedo.

“Piu’ che dove, quando ci troviamo.” La risposta sibillina mi fa salire un brivido lungo la schiena.

I ricordi affiorano man mano che cammino. Ero su una barca con la mia famiglia proprio qui su questo canale, che poi e’ diventato una strada di una citta’ e ora e’ solo un fiume di sterile cenere. Calpesto i resti di vari scheletri che affiorano dalla cenere. Capisco di trovarmi di fronte ai resti della mia famiglia perche’ trovo la scarpetta della mia sorella minore ancora attaccata ad un piede fatto ormai di ossa.

Nel frattempo il millepiedi e’ sparito dal mio fianco. Ora sta scalando una piccola collina lasciandosi dietro una nuvola grigia. Lo seguo e arrivo sulla sommita’ della collina dove si trova una casa in legno perfettamente conservata e a giudicare dal suo unico occupante ancora abitata nonostante la distruzione intorno. Entro nella casa e l’uomo di mezza eta’ che mi accoglie non e’ sorpreso di vedermi. Mi pare di averlo gia’ visto, di conoscerlo bene. Mi offre da bere e mi fa vedere le sue sculture. Sono delle conchiglie dalle forme inusuali che sembrano di porcellana ma sono scolpite sulla pietra. Gli chiedo di insegnarmi la tecnica per scolpire in quel modo e cosi’ passano le ore, forse i giorni. E la citta’ abbandonata e il millepiedi e la ragione del mio essere li’ in quel luogo e in quel tempo scompaiono dalla mia mente.

Poi un flash improvviso, tutto scompare e mi ritrovo di fronte ad un bambino. Gli sto insegnando a scolpire nella stessa maniera che ho imparato da quell’uomo. Il bambino, mio figlio, mi chiede: “Papa’, chi ti ha insegnato a scolpire in questo modo?”

“Tu stesso, fra 50 anni.”

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Una serata a bruciare croci, papi e altri simboli papisti

Scusate per l’assenza ma ieri ero indaffarato a bruciare l’effige del papa. 😉

Sono stato a Lewes, una città nel Sussex nel cuore della vera Inghilterra, dove ogni anno si celebra il più grande Bonfire Night del paese. Sul perché si celebri questo giorno rimando a questo post dell’anno scorso (giusto per non rimanere inorriditi dal titolo di questo post). Lewes celebra il 5 di Novembre (forse il giorno nel quale più si celebra la britannicità di quest’isola) per tante ragioni: per bruciare il fantoccio di Guy Fawkes e del papa ma sopratutto per commemorare i suoi martiri che furono arsi vivi durante le persecuzioni di Maria la Sanguinaria (Bloody Mary). In breve, dopo il regno di Enrico VIII seguì alla successione del trono Maria I d’Inghilterra, cattolicissima e desiderosa di riportare il Regno Unito nelle braccia aperte del papa. Ordinò quindi il massacro di 280 tra preti e laici protestanti condannandoli al rogo, vivi ovviamente com’era d’uso contro gli eretici. Le persecuzioni mariane imperversarono soprattutto qui nel Sussex e Lewes commemora da quel giorno i suoi 17 martiri trasportando 17 croci con i loro nomi per le strade della città. Le sfilate coinvolgono l’intera popolazione divisa in sei contrade (Bonfire societies) che competono per il migliore falò. Falò in cui vengono bruciati i fantocci di Guy Fawkes a spesso del papa. Questa nasce come una festa religiosa, nazionalista e di ribellione. Certo, ormai si tratta di una festa secolarizzata e con centinaia di migliaia di turisti (e fiumi di birra), ma tuttora gli organizzatori delle contrade mantengono ancora alto lo spirito antipapista. Di seguito alcune delle foto che ho fatto ieri.

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Imprevedibile?

Davvero? Allora oggi faccio il veggente: dico a tutti quelli che abitano ad Assemini e Capoterra, vicino a Cagliari, di salire sui piani alti. Non andate negli scantinati.

E se non è oggi, sarà domani, se non è domani sarà il prossimo anno.

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Come la vedo io

Una minoranza di persone attraverso vari stratagemmi psicologici e con l’uso della forza (il monopolio della forza) ha rubato metà della vita al resto della popolazione per decenni dando ad alcuni piccoli privilegi per fargli credere che il furto perpetrato per decenni fosse per il loro bene e accogliendo altri nella cerchia dei succhiasangue. Ovviamente la cerchia è diventata troppo grande e ora questi parassiti si ritrovano con l’organismo ospite che sta morendo.

A questo punto altri parassiti cercano di aiutare l’organismo ospite dandogli altro cibo (è come vedersi allo specchio, sanno che capiterà anche a loro) ma anche i parassiti devono mangiare e così l’organismo pur ricevendo nutrimento continua a perire a causa di banali leggi della fisica: se togli più di quello che si produce l’equilibrio si rompe. Spesso gli animali parassitati si abbattono per evitare che i parassiti infettino altri organismi.

Ma questo è solo quello che vedo io.

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