Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: l’H (non) alitata

Ho cominciato a capire che avevo problemi col suono H quando in Svezia, fresco fresco dai miei studi d’inglese in Italia, in un pomeriggio invernale di 6 anni fa dico: “I ate the snow.” “Ah, e che sapore aveva? A me è sempre piaciuto mangiare la neve.” mi dice la collega olandese. Ovviamente intendevo dire che odiavo la neve, H-A-T-E. Ma ho fatto il classico errore degli italiani: non riuscire a pronunciare e/o addirittura a distinguere il suono H. Quello fu l’inizio della mia lunga serie di figure di merda all’estero (grazie scuola italiana!).
Alcuni anni dopo ho cominciato a rendermi conto che avevo imparato perfettamente il suono H il giorno in cui non ho più capito gli italiani quando parlavano in inglese. E se non li capisco più io figuriamoci un inglese. Era una fredda giornata d’autunno (ho sempre voluto scrivere questo incipit) e stavo parlando con una ragazza italiana appena arrivata a Bristol insieme ad altri ragazzi internazionali. Dice che è iscritta al Dipartimento di Belle Arti (Arts) e da lì incominciamo a farle domande sulle arti, pittura, scultura ecc. Le sue risposte però sono evasive e confuse e ad un certo punto ci rendiamo conto che qualcosa non andava: era infatti iscritta a Cardiologia (heart).
Questi sono solo un paio di esempi della frustrazione iniziale che un italiano deve sperimentare sulla sua pelle. Il suono H non esiste nella nostra fonetica e di nuovo dovrebbe essere nella nostra bella lista di fonemi da leggere insieme al nostro alfabeto. Per pronunciare questo suono gli italiani si mettono semplicemente ad alitare mentre pronunciano le vocali, spesso distruggendosi i polmoni o ammazzando il vicino dopo aver mangiato spaghetti aglio, olio e peperoncino. Gli italiani pensano che sia semplicemente una vocale alitata e allungata fino a quando i polmoni vengono svuotati di tutta l’aria. In realtà il suono parte dalla gola (fricativa glottale sonora) ed è indipendente dalla vocale che segue. Per esempio in “hard” prima si pronuncia l’H con una sorta di “colpetto” che nasce in gola (bisogna lasciare un piccolo buco che lasci passare un “pacchetto” di aria) e poi si coordineranno le labbra e la bocca per formare la vocale, non il contrario. Quindi bisogna esercitarsi su questo “colpetto di gola” (scusate il termine!), non sulla vocale che segue.
Imparare il suono H è fondamentale e in un corso d’inglese serio si dovrebbero ripetere le parole con e senza H ad ogni lezione: ill-hill, ate-hate, hold-old etc. Gli esempi sono innumerevoli.
Ci sono alcune parole però dove la lettera H non si pronuncia e guarda caso sono quasi tutte quelle parole che vengono dal francese (!): hour, herb, honour, heir, honest. La sindrome da 1066 che ritorna. 😉
Esiste un trucco per scoprire se una parola si deve pronunciare con la H oppure no. Se l’articolo indeterminativo è a allora si deve leggere come H, se invece è an si deve leggere senza H. Vi sarete infatti sicuramente accorti che si dice an hour, non a hour. Per anni ho pronunciato hour con l’H. Ovviamente nessun insegnante d’inglese si è mai premurato di avvertirmi dell’eccezione. Poi mi sono reso conto che si diceva an hour mentre tutte le altre parole che incominciavano con H avevano a. Una veloce ricerca su internet mi ha svelato l’arcano e ora non smetto mai di avvertire i miei connazionali di questo errore.

Un’ultima curiosità: vi sarete sicuramente chiesti perché nell’alfabeto latino esista la lettera H. La risposta è che i romani e prima di loro gli etruschi avevano questo fonema esattamente come gli inglesi oggi*. Poi nel passaggio alle lingue romanze si è perso con la sola eccezione del rumeno che lo ha preso in prestito dalle lingue slave (superstratum slavico). Infatti parole latine come history vengono pronunciate con la H e questo ci dice che deriva direttamente dal latino (probabilmente di ritorno nel medioevo) non dal franco-normanno. Ma non historical che è forse una modificazione influenzata dal franco-normanno (ma questa è una mia congettura). Anche la pronuncia di hotel è spesso controversa a causa del francese. In molte parti del Regno si dice an hotel e la H è muta. Esiste poi il dialetto cockney tipico delle zone popolari di Londra Est che presenta il caratteristico h-dropping, cioè la scomparsa dell’H all’inizio delle parole. Un dialetto che è stato esportato anche in alcune parti degli USA e Australia.

*E, ma questa è solo un’altra mia congettura, in Toscana pare sia rimasta una traccia di questa eredità etrusca nell’incapacità di alcune zone di pronunciare la C: ecco al posto della C sembra che venga pronunciata una sorta di H aspirata.

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18 commenti

Archiviato in affascinante guida alla lingua inglese, quello che non vi hanno mai insegnato al corso d'inglese

18 risposte a “Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: l’H (non) alitata

  1. ma quanto mi piacciono queste tue lezioni!:)

  2. Grazie mille Andima! 🙂

  3. leppie

    Non avvicinarti MAI alle lingue semitiche, hanno più di un suono ‘h’.
    😛

  4. Mi si è aperto un mondo *_*

  5. Fondamentale anche questa lezione. Una domanda. Un amico che si spaccia per gran conoscitore dell’inglese mi ha sottolineato che le parole con ch che arrivano dal latino si pronunciano k , quindi per charity: karity e non ciarity come ho sentito anche da molti madrelingua. è vero o no?

  6. Assolutamente no Enrico! Charity si pronuncia ciariti e credo che venga dal francese. Credo che il tuo amico intendesse le parole che derivano dal greco come chemist e chemistry, orchestra, ecc. Di nuovo sapere quali parole provengono dal francese aiuta.

  7. Ora che ci penso architect si pronuncia come k. Ora sono fuori casa ma appena Ho tempo controllo! 😉

  8. ” Un amico che si spaccia per gran conoscitore dell’inglese mi ha sottolineato che le parole con ch che arrivano dal latino si pronunciano k , quindi per charity”

    Questo è dovuto a un grosso equivoco degli inglesi che chiamano “latin words” parole che in realtà originano dal greco (e che però sono state acquisite dal latino nell’ambito del gergo scientifico), ad esempio molti termini medici, come “cheloid” (dove la “ch” si pronuncia “k”) o “chorea” (come nella corea di Huntington, una malattia neurologica). Charity, che venga dal latino “caritas” o, più probabilmente, dal termine corrispettivo francese, si pronuncia con la “c” morbida.

  9. Mi sento di spezzare una lancia a favore della categoria: anche gli insegnanti di inglese più cani che conosco sanno pronunciare la /h/ e insegnano a farlo, almeno dalle medie in poi. Tra i tanti problemi degli studenti che mi arrivano all’università dopo le scuole superiori devo ammettere che quello della pronuncia di /h/ è limitato rispetto ad altri. Quindi più che un problema endemico del paese o della scuola italiana potrebbe essere una carenza del tuo insegnante, no?

    Poi andrei cauto nel dire che tutte le parole di origine franconormanna hanno la h muta. Le parole con la “silent h” in inglese sono un gruppo minuscolo e sì, derivano tutte da quella matrice, ma non è vero il contrario, ossia che se una parola di origine franconormanna ha un’acca questa debba essere necessariamente muta: difatti si pronuncia in parole come mayhem, havoc, herald, harass e in tutte le altre provenienti dalle lingue classiche ma passate all’inglese tramite il francese (come history, horizon, habit ecc.). Historical è una semi-eccezione, ma molto recente e, tra l’altro, le dizioni più conservatrici prescrivono ancora di dire “a historical”. Per herb invece la h è muta solo in inglese americano, ma nella maggior parte delle altre varietà si pronuncia.

    Ultimo appunto importante /h/ è una fricativa glottidale sorda (non una *glottale sonora). Ci sarebbe anche un discorso sulla fricatività di questo fono che tradizionalmente veniva classificato in questo modo, ma non mi dilungo oltre.

  10. Jadran, ho avuto 5 insegnanti e nessuno me lo ha mai spiegato come ho fatto io con questo post. Tutti gli italiani che incontro qui all’estero hanno grossi problemi con il suono H. Forse qualche problemino c’è, che dici? 😉

    Per quanto riguarda la regola dell’H muta ovviamente esistono le eccezioni. Ho solo dato una regola generale che funziona nella maggior parte dei casi. Non sono un esperto e cerco solo di aiutare chi si trova come me nella stessa schifosa situazione di dover fare figure di merda ogni giorno a causa di un pessimo insegnamento nella scuola italiana.
    🙂

  11. Per Emiazz

    sì che mi interessa tant’è che l’avevo messo tra i preferiti per poi trovare il tempo di tradurlo in italiano. 😉

  12. Grazie per il chiarimento , finalmente la so giusta. Certo che l’h alitata, se sei in Francia e con l’aglio che gira sulle tavole è un problema comunque.

  13. “in Toscana pare sia rimasta una traccia di questa eredità etrusca nell’incapacità di alcune zone di pronunciare la C: ecco al posto della C sembra che venga pronunciata una sorta di H aspirata”

    il suono è simile, ma è difficile da riprodurlo quando è all’inizio di una parola. E’ l’errore che fanno molti quando tentano di imitare la parlata toscana, non si aspira la c con cui inizi una frase. Es Cocomero è Cohomero, non Hohomero. Chiaro no? 🙂 Però mi è capitato di pronunciare “because” alla fiorentina (sono di Firenze), facendo sbellicare dalle risate i presenti.

  14. Mirko

    Non togliamo niente agli Inglesi e niente agli Italiani. Esistono anche gli inglesi che fanno le figure di merda in Italia . La verità è che sono entrambe due capolavori di lingue essenziali del mondo. Musicalmente l’ inglese è la più ritmica l’ italiano la più melodica. Vanno bene così .

  15. Sarah

    Utilissimo! grazie mille! 🙂

  16. aldo

    qualcuno dei vecchi ha mai letto un articolo degli anni 60 in terza pagina del corriere della sera sulla pronuncia della h inglese? autore inglese o americano molto ironico e spassoso. mi piacerebbe rileggerlo.
    aldo

  17. caterina

    Ciao!
    senti sei bravissimo.
    non le fai piú queste lezioni? mi dai la tua mail che ti chiedi mille cose? in effetti sto facendo corsi d’inglese,alla wall street e serve poco a niente. ti ringrazio

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