La forza del collettivismo

Un breve post natalizio che dedico a quei 30enni come me non ancora sposati o con figli, visto che molti di voi si ritroveranno intorno alle tavole imbandite per le feste insieme a decine di parenti.

Una delle cose più fastidiose delle mie brevi vacanze in Italia è quando le persone ti fanno le solite domande imbarazzanti tipo: “E tu quando te la trovi una ragazza?” oppure “E voi quando vi sposate?” o ancora “E voi quando avrete un bambino?” e se ne avete già uno vi chiedono “A quando il secondo?”. Tutto questo ovviamente di fronte ai genitori dell’uno o dell’altra giusto per rendere la cosa ancor più imbarazzante.

Le donne vecchie poi scrutano il corpo delle ragazze giovani in cerca di segni rivelatori e se non li trovano, forse per gelosia o cattiveria, le castigano di fronte alle loro madri. Ma la cosa non si limita ai vecchi visto che anche i giovani una volta sposati e con figli ti faranno con sorriso da veterano: “Adesso è il vostro turno eh!”  Magari anni prima venivano redarguiti dai vecchi e si sentivano frustrati allo stesso mio modo ora, ma il fatto stesso che hanno fatto quei “grandi passi” li rende immemori delle loro pene giovanili. Inutile poi far ritornare la memoria ai genitori quando anche loro venivano stressati dalla famiglia per le stesse cose e ora fanno lo stesso coi loro figli continuando la tradizione del “non farsi i cavoli propri” tutta italiana. Tra l’altro sono sicuro che molte coppie si sono lasciate proprio a causa di queste continue domande insistenti, a causa di questo fascismo soft del familismo italiano.

Nessuno si chiede se le persone a cui hai appena fatto quelle domande magari non vogliono sposarsi, oppure non possono o non vogliono avere figli*, o se ci sono problemi di relazione con i genitori della famiglia dell’altro partner. Nessuno si pone questi problemi, l’importante è farsi gli affari degli altri, costringere parenti, amici, vicini a fare quello che loro hanno già fatto e che è “normale” fare in una “società sana”. Perché alla fine è proprio questa la mentalità del collettivismo italiano, antropologico prima ancora che politico: le persone non hanno libertà di scelta e devono sottostare alla volontà collettiva che li vuole eterosessuali, sposati, con figli. La deviazione dalla norma è considerata scandalosa. E questo si ripercuote poi nella politica e sulla legislazione. Per fare una rivoluzione politica bisogna prima distruggere l’abitudine delle vecchie donne italiane di romperti il cazzo con queste domande imbarazzanti. E anche per i giovani: quando vi sposate o avete figli non andate in giro a imbarazzare quelli che non lo hanno (ancora) fatto. Il mondo vi ringrazierà.

*se vi viene voglia di fare la solita domanda “A quando un bambino?” ad una coppia fermatevi e contate fino a 5, poi chiedetevi: e se questa povera coppia non può avere figli? E se ci provano da anni e uno di loro è sterile? Perché devo infilare il dito nella loro piaga? Perché amplificare la loro sofferenza e magari contribuire all’implosione della coppia?

Annunci

15 commenti

Archiviato in anticlericalismo, fuck the system, Italia provinciale, libertarismo, tristezze

15 risposte a “La forza del collettivismo

  1. Dovremmo disertarle, queste riunioni familiari festive.
    (Con noi, dopo dieci anni, molti si sono arresi. Ma ancora ci sperano…)

  2. Va be’ comunque a me piace rivedere i parenti per le feste, soprattutto da quando sono all’estero. Ho sempre avuto un buon rapporto col natale (stranamente!) e con le rimpatriate coi cugini. Nel mio caso il problema sono i conoscenti o gli amici di famiglia, quelli che vedi una volta ogni morte di papa insomma, non i parenti stretti, ma posso capire che per alcuni il problema possano essere i parenti.

  3. Gianluca

    Alla faccia del post corto e natalizio! xD peró ti debbo ringraziare perché da bastardo almeno una volta l’ho fatto anche io. É un bene che tu me l’abbia fatto notare. Un vero e proprio regalo di natale 🙂

  4. Guest

    Fabri scusa se dò la stura alla cattiveria nella notte di natale poi…
    Ma te l´ordina il dottore di tornare in italia ?
    Perchè dal momento in cui prenoti il biglietto, anzi nel momento in cui si forma nella tua mente l´idea del ritorno, devi mettere in conto tutti questi discorsi e domande sciocche. Sono comprese nel pacchetto turistico e non puoi farci nulla…

    Gli italiani amano le gerarchie (e i gerarchi..) e per loro i passi
    fidanzata-sposare-figlio1-figlio2-figlioN sono come i gradi nelle arti marziali, primo dan, secondo dan eccetera…
    La vita nell´italietta è questa.
    Non ti chiederanno mai dettagli sul tuo lavoro, o sulla vita nel tempo libero in un paese estero.
    Tutte cose irrilevanti e a ben guardare superflue…

    Guest

  5. Non so come commentare.
    Per un verso concordo pienamente, soprattutto sul fatto che da noi ciò che non è conforme è riprovevole, tranne poi avere atteggiamenti “ribellisti” irragionevoli o con motivazioni inconfessabili.
    Per un altro verso, mi sembra che la tua reazione sia legata all’età, nel senso che trattasi di mancanza di tatto, di una certa dose di maleducazione, inevitabile in un paese dove l’ossequio è previsto solo per il potente o di fronte a una divisa, prendersela troppo mi pare eccessivo.
    Ma forse sto invecchiando 😉

  6. Per Mauro

    Dici così perché siamo a natale e siamo tutti più buoni. 😉
    A parte gli scherzi per me non ci sono grandissimi problemi visto che ho una relazione stabile eterosessuale con prospettiva di avere figli in un futuro (non vicino) ecc. (anche se le domande sul quando dovrò sfornare pargoli non le sopporto; è la mia vita e sono io a decidere se e quando), ma io mi immedesimo in quelli che non sono “fortunati” come me. Come nel caso dell’infertilità di coppia. Non vi immaginate cosa significa affrontare l’argomento bambini in una coppia che ha problemi di fertilità.
    E se quello che hai di fronte è omosessuale e l’argomento è tabù nella sua famiglia? Rischi di innescare conflitti pesanti per il solo gusto di aver voluto fare la battuta di fronte ai suoi genitori. Di fronte al tavolo per cena il padre dice: “Hai sentito cosa ha detto zia Uga? Perché non ti trovi una ragazza?”.

  7. E quando ti domanderanno; “In quale parrocchia tuo figlio fa il catechismo?” come se non ci sia alternativa. Già mi immagino la scena, con Fabri che diviene rosso di rabbia 😉
    Certe cose le si danno per scontate, mancando il rispetto per la libertà e la riservatezza altrui, in un paese falsamente religioso è il minimo che ti possa capitare.
    La stessa cosa per la questione dei figli, se non li fai che ti sposi a fare?
    Torno a darti ragione, ma non ci possiamo far nulla, se non rispondere, quando è il caso, per le rime, oppure è meglio farci sopra due risate.

  8. Grazie della tua sensibilità. Cazzo, ci vuole molto a pensare che se una coppia non ha figli vuol dire:

    1- magari non ne vogliono
    2- forse non possono
    3- ma saranno cazzi loro le loro scelte

    Noi abbiamo cominciato rispondendo che i bambini ci stanno sul cazzo. Che non è vero, ma dopo il primo impatto shock, smettono di chiedere.

    Devo dire che i miei genitori non mi hanno mai chiesto nulla, ma soltanto le persone “di contorno” si sono impicciate.

  9. Guest

    Visto ieri pari pari, e mi è tornato in mente il post…
    Mamma con figlia, continue domande della madre alla figlia lasciata dal fidanzato…
    La figlia, evidentemente abituata, rispondeva colpo su colpo, ma la conversazione era veramente irritante per tutti gli altri.
    A un certo punto volevo dire io alla madre “Ma ti fai un pò i cazzi tuoi o no ?”
    Tuttavia ho desistito per non turbare la quiete ed essere additato nuovamente come il disturbatore.

    Guest

  10. Werckmeister

    That’s Italy, folks….

  11. Snem

    D’accordo sul “bisogna farsi i fatti propri”, però la relazione causale con il collettivismo è una forzatura da ossessionati 🙂

  12. Ehh a mio parere è da questi comportamenti di base in una cultura che nascono le brutture politiche del novecento. Alla fin fine il socialismo si può ridurre a questo: tutti si fanno i cazzi di tutti. 😉

  13. Io spero ancora che ci sia qualcosa d’altro, qualcosa di diverso sia dal farsi individualisticamente i cazzi propri che dall’infastidire il prossimo.

  14. Giovanna

    Sappi che ti amo tantissimo per quello che hai scritto, che sono d’accordo totalmente con tutto quello che hai scritto, che hai scritto esattamente quello che penso anch’io e che non avrei potuto dirlo meglio di così.

  15. Grazie mille Giovanna! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...