Su due trasmissioni di successo britanniche

Inside the medieval mind è una serie della TV britannica che si concentra sul medioevo, non tanto dal punto di vista storico ma dal punto di vista psicologico. In ogni puntata viene descritto un comportamento medioevale da analizzare, amore, guerra ecc. L’ultima che ho visto mi ha molto colpito perché parlava del culto delle reliquie. Il presentatore ci spiegava che nel medioevo i santi dopo la morte venivano fatti a pezzi e quest’ultimi distribuiti, venduti, rubati in tutta Europa per il culto delle reliquie. Dita, capelli, sangue, teschi, mandibole, lembi di vestito qualsiasi cosa appartenuta al santo veniva venerata. Ne parlavano come se fosse la cosa più curiosa e aliena del mondo, come quando ci mettiamo a discettare dei sacrifici umani tra i Maya. Come se solo degli uomini semplici ed ignoranti del medioevo potessero credere che i superpoteri del santo potessero conservarsi nelle sue reliquie.

Che tristezza.

Mi sono reso conto che dal medioevo ad oggi in Italia non è cambiato assolutamente niente. La trasmissione l’avrebbero potuta chiamare Inside the italian mind e non avrebbero dovuto cambiare una singola scena o parola.

***

Meet the romans, invece presentata dalla reincarnazione di Maga Magò Mary Beard– la quintessenza dell’inglesità- ci porta a scoprire il mondo delle tombe e degli epitaffi romani. La cosa curiosa che mi ha fatto molto pensare – e che ho sempre saputo fin dal liceo ma non avevo ancora connesso con le pratiche odierne – è che i romani scrivevano nelle lapidi in prima persona, come se quelle parole le avesse scritte il morto subito dopo la morte, descrivendo la propria vita. Una sorta di sommario in forma di tweets sulla pietra per i posteri. Cose del tipo (inventato ora da me): “Proserpina: avevo le trecce bionde e spesso mi comportavo da discola ma alla fine ero una brava bambina. Non piangete ma brindate col vino alla vita. Il fuoco mi uccise, avevo 10 anni.”

E così via, con descrizioni anche minuziose delle vite dei defunti. E’ grazie a queste lapidi che sappiamo tantissimo anche delle persone comuni della Roma antica, dei loro mestieri e del modo in cui sono morti. Questo è in netto contrasto con le lapidi moderne in cui:

1) le iscrizioni sono in terza persona.

2) non riguardano la vita del morto ma ciò che gli aspetta in futuro.

3) santi e divinità vengono menzionati per intercedere con la salvezza dell’anima mentre nelle lapidi romani non vi è quasi mai traccia di menzioni di divinità.

4) non viene quasi mai menzionata la causa della morte. Nelle lapidi romane invece fa parte del canone.

Da tutto ciò la Maga Magò della trasmissione del futuro Meet the 2012 humans potrebbe pensare che:

1) la ricerca sulle lapidi dei cimiteri di quegli anni è inutile perché non ci dice niente della vita o della morte dei defunti.

2) gli umani del 2012 vivevano continuamente pensando alla difficoltà di raggiungere l’aldilà e l’unico modo per ottenere quel traguardo era attaccare una figurina di plastica con l’effige di un santo. Un po’ come i greci che mettevano una moneta in bocca al morto per pagare il passaggio sull’Acheronte. Ognuno ha i suoi metodi, un tempo si usavano le monete d’oro, oggi le figurine.

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5 commenti

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5 risposte a “Su due trasmissioni di successo britanniche

  1. Berto

    Gli Italiani sarebbero fermi al medioevo perchè venerano le reliquie.
    Gli Inglesi, invece, che tutti gli anni organizzano una processione in cui una vecchia signora con lo strascico bordato di ermellino lungo tre metri, una corona tutta tempestata di enormi brillocchi multicolori e uno scettro col pomo dorato, seduta su un trono decorato di leoni dorati legge un proclama in cui annuncia quello che farà il “suo” governo, LORO sono moderni… Bah.

  2. Ultramoderni. Infatti almeno loro non pensano che il corrispettivo della regina che siede a Roma identica alla tua descrizione- impomatata e con lo strascico bordato di ermellino- sia il rappresentante di un dio in terra.

  3. Berto

    Prevedevo questa risposta: peccato (1°) che la “Regina” di Roma non è il mio capo di stato, quella d’Inghilterra lo è per i Britannici, i Canadesi, gli Australiani e gli isolani delle Falkland. E (2°) “rappresentante di Dio” forse no, ma “Capo della Chiesa Anglicana” e “Defensor Fidei” senza dubbio sì.

    P.S, Il Papa con l’ermellino preferisce bordarsi il berretto (pardon, camauro!) 🙂

  4. Ma soprattutto che cavolo ce ne frega di quello che fanno gli inglesi quando io stavo criticando gli italiani in questo post? Mi ricorda quando critico Berlusconi e c’è sempre qualche coglione che viene fuori e mi dice “Eh ma la sinistra invece.”
    Facciamo così: è vero, gli inglesi vivono nel medioevo e sono i più medioevali del pianeta. Contento?
    Ora, questo cambia qualcosa sul fatto che ci sono milioni di rincoglioniti nella penisola italica che baciano le falangi mummificate di uomini morti centinaia di anni fa pensando che la magia si possa infondere dalla carne putrefatta alle loro labbra?

    Ogni volta, ogni singola volta che critico qualcosa degli italiani qualcuno nei commenti salta fuori a dirmi “Eh ma gli inglesi!” “Eh ma quelli sono peggio.”
    Sempre così, per qualsiasi cosa, come se il fatto stesso che io abiti qui mi renda il sostenitore di questa cultura, il defensor fidei della britannicità, e sotto sotto un traditore della madre patria. Non me ne frega un cazzo se gli inglesi sniffano le mutande della regina.
    Il tema del mio post è la necrofilia. STOP. Se non ti piace che parlo male della necrofilia ti puoi appellare al TAR del Lazio.

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