The Dark Knight Rises – recensione (più seria e con qualche considerazione sociologica)

Visto che il post di ieri è stato scritto un po’ di getto sulla scia di una delusione totale scriverò qualche commento più approfondito qui. Premetto che non pubblicherò i soliti commenti da bimbominkia quindi cercate di essere più raffinati se volete discutere pacatamente del film in questione.

The Dark Knight Rises (TDKR) è l’ultimo capitolo della trilogia di Nolan su Batman. Un Batman, impersonato da Christian Bale più oscuro e adulto rispetto ad altri tentativi precedenti (basti pensare al Batman di Tim Burton). Ma se il film ci dà l’impressione di essere un film d’alto livello questa è solo una visione superficiale condizionata dall’hype continuo e dalle aspettative di massa. In quest’era di massificazione globale basta pubblicizzare un film come se fosse il capolavoro dell’anno per renderlo automaticamente tale. Questo lavaggio del cervello di massa si basa sui comportamenti di conformismo già noti alla psicologia moderna. L’esperimento sul conformismo di Asch mi aiuta a spiegare cosa succede in questi casi:

Nell’esperimento di Asch c’è una vittima e tutti gli altri sono complici. Vengono mostrate figure e forme geometriche e tutti rispondono in maniera sbagliata e la vittima costringe se stessa ad affermare la stessa cosa sbagliata e si autoconvince che quello che pensava fosse vero è sbagliato.

Pochi sono in grado di dissentire da un giudizio massificato anche quando oggettivamente errato. Ci vogliono le palle per dire che il Re è nudo, per dire come Fantozzi che la “Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”, bisogna avere una personalità fuori dal comune per dire tutto quello che gli altri sotto sotto pensano ma non osano dire.

E così TDKR è un capolavoro, nonostante la maggior parte delle persone non abbia capito un fico secco della trama; nonostante quello che il cattivo e Batman dicano non si senta o capisca dietro le loro maschere (vere come quella di Baine o finte come la voce gutturale da tabagista di Bale); nonostante tutti al cinema stessero dormendo o sbuffando; nonostante i buchi della trama lo rendano infantile e incomprensibile. Nonostante tutto questo l’uomo medio, un essere intercambiale che ormai si nutre di giudizi altrui massificati e ingegnerizzati per l’uomo medio, uscirà da quel cinema con ancora il sonno negli occhi, con quelle domande nella sua mente non risposte del tipo “ma chi era quel personaggio lì?” o “cosa ha detto Batman in quel momento e perché avrei dovuto ridere?” – per cui non avrà mai coraggio di chiedere spiegazioni altrimenti si sentirà “un po’ scemo” – e dirà: “Il film è bellissimo, un capolavoro!” E gli amici intorno annuiranno come nell’esperimento di Asch, nonostante abbiano avuto le stesse sensazioni e le domande non risposte del primo. E tutto questo si rafforzerà nei mesi successivi quando, spinti dalla stessa massificazione che li portò al cinema, DOVRANNO comprare il BluRay in Edizione Limitata che lasceranno a prendere polvere insieme al resto della collezione di BluRay comprati per le stesse ragioni.

Un film cervellotico, che fa finta di essere un film con significati profondi, che si atteggia a capolavoro quando ha buchi vergognosi nella trama, che risulta incomprensibile (come quei film d’autore francesi degli anni 70 o come appunto la Corazzata Potemkin; “l’occhio della madre!” si trasforma in “la voce di Batman!”), che prende per il culo gli spettatori dandoti l’impressione di stare a guardare qualcosa che ha un senso per quasi 3 ore. Ecco, è questo che mi dà fastidio dei blockbuster moderni: la presa in giro pensata e razionalizzata a puntino. Già ce li immaginiamo gli scrittori e i registi nei loro uffici:

“Ma come facciamo a far tornare Batman dall’India (o dove cazzo era) e a farlo entrare in una città assediata da 5 mesi?” “Niente, lo fai apparire in giacca e cravatta dal nulla. La gente non si fa queste domande, accetta e basta.”

“Ma come facciamo a giustificare le decisioni dei cattivi che hanno la possibilità di uccidere Batman due volte ma non lo fanno mai?” “Niente, basta dire che è un capolavoro e la gente lo accetta.”

“Ma come facciamo a far credere che 500 poliziotti seppelliti vivi per 5 mesi possano uscire da un buco perfettamente sbarbati e freschi pronti a combattere il crimine?” “Niente, li fai uscire sbarbati e freschi.”

“Ma come si può giustificare che due eserciti a confronto armati di AK47, cannoni e granate poi si possano picchiare stile Bud Spencer nella rissa al saloon?” “Niente, le armi scompaiono dalle loro armi nel fotogramma seguente e si prendono a ceffoni come Bud Spencer.”

E così via all’infinito, senza senso e con un sospettoso prurito massificato al sedere che tutti faremo finta di non sentire. “Ma non è che Nolan mi sta prendendo per il culo?” No, impossibile! Tutti dicono che è un capolavoro!

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28 commenti

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28 risposte a “The Dark Knight Rises – recensione (più seria e con qualche considerazione sociologica)

  1. kenny

    Questa è la prima recensione negativa del film che leggo, eppure è anche quella che più mi ha invogliato ad andare al cinema. Non ho ancora visto il film e quindi non mi esprimo sulla sua qualità, ma concordo con te nell’affermare che molta della gente che vede film “impegnati” come questo e li considera dei capolavori senza capirci molto; vedremo come sarà la situazione quando la polvere si poserà, visto che per adesso i giudizi sono molto omogenei nel’affermare che si tratta del migliore della trilogia. Comunque il tuo blog è molto interessante e ti sei guadagnato un fan 🙂 P.s. Come hai fatto a vederlo in anticipo? Copia pirata? Vivi all’estero?

  2. Vivo all’estero e ho la fortuna di vedere tutti i film in anteprima. Comunque esistono altre recensione negative in giro ma sono poche.

  3. Non l’ho ancora visto, comunque secondo me anche il precedente Batman di Nolan era ampiamente sopravvalutato. Ogni scena che riguardasse Joker/Ledger era da antologia, ma per il resto? Trama confusa, chiacchere pseudo-filosofiche di dubbio interesse, sequenze di azione non così memorabili. Tutto sommato molto meglio il primo (Batman Begins), trattato così così dalla critica, che aveva meno pretese ma una sceneggiatura che non perdeva un colpo.
    La cosa più deprimente è che si consideri Nolan un grande autore, neanche fosse Scorsese, quando invece è tutto sommato un buon mestierante a cui sono state affidati script più o meno genialoidi.

    Detto questo, sono molto contrario al filone “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”. La corazzata Potemkin NON è una cagata pazzesca, è un capolavoro, e non è ASSOLUTAMENTE incomprensibile. Il linguaggio cinematografico ha molte risorse, non è semplicemente narratativo. La trama è lineare, ma il montaggio aggiunge significato a quanto viene mostrato, in una maniera che ha fatto scuola (da Orson Welles ai film di intrattenimento). Così come i film di Bunuel, Lynch e Fellini, per esempio, non sono dei pasticci confusi a cui il senso viene dato da critici snob (come si sente dire), ma racconti chiarissimi che semplicemente seguono una logica diversa da quella del racconto tradizionale, e che possono essere fruiti tranquillamente da uno spettatore non particolarmente acculturato – basta che metta da parte i suoi preconcetti.

    Inception o il Cavaliere Oscuro non sono difficili da seguire perchè troppo cervellotici o intellettuali, ma semplicemente perchè la sceneggiatura non è costruita adeguatamente.

  4. emax

    a proposito del comportamento degli sceneggiatori… mai visto Boris?

  5. francesco

    Il fatto che hai recensito un film che deriva da un fumetto nn ti dice nulla……..ti dovrebbe far capire che la massa non vuole sapere perche i poliziotti sono usciti con la barba o senza o perche batman non viene ucciso se si ha la possibilita di farlo in piu occasioni anche perche poi lo spiega perche non lo uccide……..cmq la gente dovrebbe andare al cinema pensando che e un film che deriva da un fumetto ed almeno nei film lasciamo spazio all’immaginazione ed anche se la vita reale e dura almeno nei film lasciamo che i buoni vincano senza troppe spiegazioni…io batman lo visto e mi e piaciuto tanto i dialoghi sono da capire forse non tutti sanno che e una trilogia e quindi alcune recensioni dovrebbero partire dall’inizio e non dalla fine…il significato nel film e solo uno che alla fine vince sempre il bene sul male e questo per molte persone oggi puo risultare irreale…e il film di batman che ti aspettavi…

  6. Per Cachorro

    concordo: Batman Begins era molto meglio e The Dark Knight era lo stesso molto confuso e con dialoghi pseudofilosofici. Sul La corazzata Potemkin, ovviamente non l’ho visto e l’ho usato solo in riferimento alla mitica scena fantozziana. 🙂

  7. DAm

    Secondo me un film così pubblicizzato e così tanto famoso prima ancora di uscire nelle sale, è inevitabile che accolga anche reazioni negative; essenzialmente siamo in tanti e dopo un po’ non è più mainstream dare un voto positivo. In ogni caso non è una critica perchè non sono ancora riuscito a vedere film ma mi sembra strano che il regista di memento abbia creato un film pieno di buchi di sceneggiatura e montaggio.
    (per cachorro) scusami ma il tuo commento mi pare un po’ anacrostico, sai bisogna un po’ staccarsi da welles e cercare di dare un senso al cinema contemporaneo, un nuovo tipo di concezione del cinema, per forza flessibile come lo è nostra mente.

  8. Cragdo

    Premesso che non ho visto il film e quindi non esprimerò giudizi sulla tua recensione però guarda che il tuo discorso sui mass media non ha molto senso perchè la stessa creazione dell’ hype può rivoltarsi contro il film mi spiego: se ti presentano un film come il migliore del decennio poi lo guardi con aspettative troppo alte alla fine lo considererai un brutto film o comunque deluderà le tue aspettative perchè in fin dei conti non esiste la perfezione.
    E poi scusa l’ignoranza ma mi puoi fare un esempio di dialoghi pseudofilosofici in The Dark Knight?E poi un messaggio per Cachorro Quente che scrive:”Ogni scena che riguardasse Joker/Ledger era da antologia, ma per il resto? ” OK l’interpretazione di Ledger era fantastica ma guarda che le battute mica se le è scritte da solo e poi il trucco?Diamo dei meriti anche agli sceneggiatori (Nolan suo fratello e goyer) un personaggio incredibile come il Joker non ha funzionato solo perchè lo ha interpretato Ledger ma anche per le sue battute non credi?
    Poi fabristol perchè giudichi il precedente capitolo confuso? A me è sembrato lineare e con scene di alto livello come il prologo è il finale ad esempio e con dialoghi veramente interessanti.

  9. …. mmm …. Cachorro …. non dirmi che tu sei uno di quelli che adora i film iraniani con i sottotitoli. 😉
    In ogni caso, il merito principale dei vari Bunuel, Lynch e Fellini da te citati, secondo me, è quello di aver rotto degli schemi, di aver spezzato degli stereotipi imperanti almeno fino al loro intervento, permettendo approcci differenti e chiavi di scrittura diverse del mezzo cinematografico. Quel che risulta difficile è distinguere tra un vero genio e un mero epigono, che spesso nasconde la propria imperizia professionale con una pretenziosità insopportabile e nauseabonda. Ovviamente, si tratta di qualcosa che puoi apprezzare solo se ti avvicini al film con l’intento di ricercare ciò che Umberto Eco ha definito il “godimento estetico”, che rappresenta più o meno l’apprezzamento che un discreto latinista può esprimere per un testo di Cicerone o Tacito o un grecista per Senofonte o Euripide o, ancora, un melomane per un opera di Prokofiev.
    In ogni caso, sarò prevenuto, ma mi rifiuto di andare a vedere un film tratto da un fumetto cercandovi momenti di sublimazione estetica. Se ci vado, voglio solo vedere un buon film d’evasione: non concepisco neppure la possibilità d’un cretino che si mette in costume per “salvare l’umanità”da criminali del tutto improbabili e che poi dovrebbe pure avere un contenuto metatestuale d’ispirazione più o meno filosofica.

  10. P.S. In un film così chiedo solo al regista di farmi dimenticare per due ore la banalità della trama con una buona scenografia, effetti speciali accettabili, recitazione discreta.

  11. @Lector: assolutamente no! A me piace il cinema, e più spesso che no il cinema “da festival” (come dici tu, i film iraniani ecc.) non mi comunica niente. Semplicemente, quando qualcuno cita la famosa scena di Fantozzi sulla Corazzata Potemkin, avverto il rischio del qualunquismo. La distinzione tra cinema da intrattenimento e cinema d’autore è più labile di quanto si possi pensare: il Padrino è stato anche, e soprattutto, un blockbuster; Shining di Kubrick è tratto da Stephen King; Hitchock ha girato film d’azione e film basati su romanzetti pulp, e d’altra parte i film di Romero sugli zombie, per dire, sono molto più profondi di quanto si possa pensare. La saga di Nolan su Batman però vuole essere profonda e filosofica in maniera didascalica.

    @Cragdo: non volevo assolutamente ascrivere il merito delle scene con Joker a Ledger. Io non sono “anti-Nolan”: ho amato sia Batman Begins che The Prestige, altra sceneggiatura che non perde un colpo (e, lo dico en passant, film molto profondo sul rapporto tra arte e industria). Di fatto però ne “Il Cavaliere Oscuro” c’erano dei dialoghi sul ruolo dell’eroe che riuscivano a essere sia didascalici che confusi (e ce ne vuole), e Harvey Dent era un personaggio assolutamente poco memorabile.

  12. Per levare ogni dubbio: anche a me sono piaciuti Memento, Prestige, Inception e Batman Begins. Per fare un parallelo con un’altra trilogia mi pare che Nolan l’abbia fatta fuori dal vasino come accadde con Matrix. Troppo pseudofilosofico e ingarbugliato.

  13. Fin’ora ne sento solo parlare male… Rimango dell’idea che ad allungare troppo il brodo, alla fine ci rimane solo dell’acqua sporca.

  14. Corrado.

    Io sono dell’idea che SE andrò a vedere questo film, cercherò di vedere un bel film d’azione senza farmi troppe seghe mentali oppure finirò per buttare i soldi del biglietto e 3 ore di tempo come ho fatto(riguardo al tempo) con la prima serie di Game of Thrones.
    Si tratta di un fil tratto da un fumetto e invariabilmente deluderà gli amanti del cinema e quelli dei fumetti perchè darà per scontate alcune parti visto che non si può concentrare in un film ogni dettagli di un fumetto, e allo stesso tempo avrà un sacco di dettagli inesatti che faranno storcere il naso a chi ha letto il fumetto.

    Al giorno d’oggi ricordo ben pochi film memorabili. Il tanto decantato Inception a me ha lasciato freddo al punto da averlo mollato a metà.

    L’unica cosa che mi ha fatto sorridere dei commenti precedenti è il fatto che in Batman il bene vince sempre sul male, commento che mi fa pensare che FORSE non si è capito bene nè l’andazzo della trilogia, nè il senso generale del fumetto. 🙂

    La Corazzata Potemkin è sicuramente stato un caposaldo della cinematografia ma non in quanto bel film tanto per il suo messaggio politico e rivoluzionario. Per il resto è un film decisamente noioso al pari degli iraniani sottotitolati e dei film d’autore alla Moretti.

  15. @Corrado: che un film annoi o meno è soggettivo. Capisco, si intende, definire “noioso” qualche film da festival lentissimo, fatto per compiacere un pubblico che si considera intellettuale, ma la Corazzata Potemkin è un film di propaganda, rivolto alle masse (dell’epoca), che ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico con l’uso innovativo del montaggio (peraltro tuttaltro che lento), influenzando tutti i grandi registi dell’epoca e in ultima analisi il cinema nel suo completo. Dire che è importante per il “messaggio rivoluzionario” vuol dire non avere idea, con tutto il rispetto, anche perchè il suddetto messaggio non era assolutamente innovativo neanche negli anni ’20. Poi, ovvio che oggi qualsiasi film MUTO rischia di annoiare, ma ti invito a riguardare quella che forse è la scena più famosa della storia del cinema (http://www.youtube.com/watch?v=Ps-v-kZzfec) e dirmi se la paragona al proverbiale “film iraniano sottotitolato”. E’ una sequenza che colpisce ancora oggi, ma soprattutto è una scena d’azione, esattamente come Joker che fa saltare in aria un ospedale. Rimanendo ad Ejsenstein, lo sapevi che Mel Gibson per Braveheart si è ispirato ad Alexander Nevsky (http://www.youtube.com/watch?v=B2YYfjpphMU&feature=related) (per non parlare di Kurosawa citato in qualsiasi film hollywoodiano con guerrieri a cavallo)?

    Ho fatto questo lungo excursus OT solo per sottolineare che la distinzione tra “film d’autore” e “film d’intrattenimento” è molto più sottile di quello che si possa capire, e che un certo qualunquismo (“Quando vado a vedere il film di Batman non voglio farmi seghe mentali”) impedisce di godere qualsiasi film, di azione o meno. Poi non dico che uno per forza debba farsi una cultura del cinema anni ’20, ma almeno rendersi conto della complessità del linguaggio e del repertorio culturale che sfrutta qualsiasi film.

  16. PS la locuzione “perdere tempo” vicino alla frase “la prima serie di Game of Thrones” è una bestemmia.

  17. @–>Corrado
    Si possono fare dei bellissimi film, senza per questo essere noiosi:
    “L’ultimo imperatore”, “Novecento”, “Il Padrino I e II”, “Il signore degli anelli”, “Collazione da Tiffany”, “Matrix I”, “Alien I e II”, “Terminator I”, “Predator I”, “Amici miei I e II”, “Mezzogiorno di fuoco”, “Per un pugno di dollari”, “Quei bravi ragazzi”, “Carlito’s way”, “Scarface”, Taxi Driver”, “Pulp fiction”, “Kill Bill” e molti molti altri.
    Il cinema o lo si sa fare, e il pubblico infine ti premia, checché ne dicano i critici, o non lo si sa fare e rimane solo un costo a carico della comunità.

  18. Corrado.

    @Cachorroquente: seghe mentali inteso come confronti tra film e libro\fumetto da cui è tratto.
    La prima serie di GOT a me non è piaciuta per due motivi: il primo è che ci sono tantissimi buchi e cose che dovresti intuire libri dopo, ti vengono sputtanate subito. il secondo motivo è legata ai dettagli: laddove posso chiudere un occhio su una scena o una parte che venga tagliata per i costi o tempi eccessivi(mi viene in mente Bombadil in SdA.. avrebbe aggiunto minimo 40 minuti in un fil già lunghissimo), in GOT si perdono in dettagli tanto semplici da mettere in opera(una tintura dei capelli, delle lenti a contatto dei capelli rasati, quanto fondamentali per la trama.

    @lector: mai detto il contrario. Ma accanto a questi ci sono anche dei film senza impegno che si possono vedere senza aspettarsi il film del secolo o solo per passare alcune ore divertenti e per fare questo, quando si tratta di film tratte da un’opera tratta da un libro o un fumetto, a volte bisogna tapparsi il naso e digerire i dettagli non proprio aderenti all’opera originale e alcune libertà.

  19. Per quelli che fanno sempre riferimento alla giustificazione “Eh ma è tratto da un fumetto! cosa pretendi?” Che fa il paio con “Ma è fantascienza!” (che per molti è sinonimo di stupidaggine o di fantasia). Per prima cosa fumetti e fantascienza non sono necessariamente distanti dalla realtà e la maggior parte delle volte nella fantascienza si rispettino le regole della fisica e della plausibilità. Secondo, Nolan vuole vendere la saga di Batman come qualcosa di REALE e plausibile ma fallisce miseramente. Preferisco il Batman di Burton che fa un film futtemesco e centra l’obiettivo. Nolan vuole fare un Batman impegnato ma riesce solo a fare una scazzottata stile Bud Spencer solo per inserire un po’ di Kungfu nel film.

  20. @Corrado: la saga “A song of fire and ice”, e il mondo che descrive, sono come la Terra di Mezzo di Tolkien, solo quattro o cinque volte più complessi. Il telefilm non poteva adattare tutto, e va apprezzato come prodotto a se stante. Se di fronte a una serie così ben girata, ben recitata e intelligente ti sconvolgi perchè un personaggio ha i colori dei capelli diversi dal corrispettivo del romanzo… e i “buchi” sono semplicemente dei passaggi che non vengono spiegati e sono invece lasciati all’intelligenza dello spettatore (questo le migliori serie HBO lo fanno sempre, vedi The Wire e i Sopranos), io ho letto i romanzi solo dopo la fine della seconda serie e non ho avuto comunque problemi a comprendere la trama.

    @Fabristol: la cosa paradossale e che i film di Batman di Tim Burton, appunto “fumettistici” (anche secondo me molto belli), sono sempre stati poco amati dai fanatici di fumetti in quanto poco aderenti al Batman disegnato… però possiamo mettere tutti d’accordo, seguaci di Burton e di Nolan, nel dire che il peggio sono i due film di Schumacher (a meno che non siano stati pensati come parodia del Batman televisivo anni ’60, in tal caso sono genaili).

  21. “Preferisco il Batman di Burton che fa un film futtemesco e centra l’obiettivo.”
    E’ esattamente quello che intendevo dire io.

  22. Corrado.

    @Cachorro: quanto dici tu è compatibile con quanto detto. GOT va guardato senza seghe mentali sull’aderenza ai dettagli del libro.
    Anzi… non avessi letto i libri sicuramente anche io sarei del tuo parere. Si tratta di una serie ben recitata e girata.

    Non dubito che uno spettatore smaliziato capisca la trama anche coi buchi narrativi. D’altra parte se mi invitano a pranzo dicendomi che sarà ben cucinato e poi mi fanno due uova fritte, la pancia me la riempio lo stesso. riguardo ai dettagli beh… forse in una qualunque altra serie dettagli come occhi e capelli non sono importanti, ma considerato che tutta la storia parte dal colore dei capelli di Robert e di Cersei, e che molti altre trame sono basate su dettagli simil (occhi dei Targ, somiglianza tra Ned e Jon etc etc) sarebbe come dire che in fondo siccome è recitato bene, nel film del SdA frodo poteva portare l’Unica Coppa e non sarebbe stato poi male. O magari Aragorn avrebbe dovuto farsi riforgiare l’Ascia che fu Rotta. Dopotutto sono pochi dettagli e i fim sono girati e recitati bene.
    No, mi spiace. Sono i dettagli che separano i bei film dai capolavori.
    Senza la bandiera rossa sulla Corazzata Potemkin, il film, seppur bello, non sarebbe stato certo un caposaldo come lo è stato.

    E poi ripeto… fosse stato un qualcosa di oneroso sotto qualunque punto di vista, l’avrei pure capito… ma sono dettagli tanto fondamentali quanto semplici da mettere in atto. in sardo si dice “po tresi arrialisi de pibiri ci perdisi sa cassola” (Per tre lire di pepe ti sei rovinato il pranzo).

  23. Andrea

    Ecco qui la mia umile impressione
    1 stiamo parlando di Batman e se qualcuno si sorprende per una cosa del genere vuol dire che nn conosce poi così bene il personaggio
    2 Bane vuole che Batman veda la sua città rasa al suolo senza poter salvarla
    3 i vestiti sono logori e sporchi anche se nn mi sono concentrato a veder le facce dei poliziotti quindi nn ho intenzione di cercare di smentirti
    4 l’esercito della polizia è quasi completamente disarmato e di conseguenza carica gli avversari ( che sono in minoranza numerica e per quanto bene armati )

    Concordo con te per il discorso sull’esperimento di Asch!
    In ogni caso il film risulta di facile comprensione se si ha visto quelli precedenti.
    Nn penso che questo sia il capolavoro di Nolan però personalmente mi è piaciuto e nn xkè lo dicevano i miei amici visto che a tutti loro nn ha fatto schifo

  24. Andrea

    Penso si capisca lo stesso dal contesto, ma a scanso di equivoci nell’ultima frase che ho scritto c’è un errore di battitura: intendevo scrivere che il film nn è piaciuto a nessuno dei miei amici

  25. Mattia
    Sono d’accordo con l’autore dell’ articolo! I due film precedenti mi erano piaciuti, erano anche abbastanza fedeli alla figura di Batman che si conosce nei fumetti, ma questo è un susseguirsi di imprecisioni. Poi una cosa mi lascia molto perplesso, ma il Venom che serve a Bane per essere quella potenza che è, dove lo hanno lasciato? In più spesso nei fumetti lo si sente parlare con cadenza latina (spagnolo, portoghese non so) anche questo caratterizza un personaggio, qui se lo sono dimenticato? E la scazzottata finale è veramente il top del ridicolo, armati di armi automatiche iniziano quasi ad usarle come bastoni e nel mezzo di quel casino i due protagonisti si affrontano indisturbati! Perchè gli sceneggiatori non si documentano un po’ e prendono ispirazione dai fiumi di inchiostro epici che sono a loro disposizione negli albi a fumetti? Anche Talia che alla fine sembra morire è un incongruenza rispetto al Batman dei fumetti! Se volevano veramente concludere il capolavoro di cavolate, potevano semplicemente far morire Batman nell’esplosione finale mettendo una vera pietra tombale sulla trilogia che fino ad ora mi aveva entusiasmato. Peccato veramente, Mi sembrava una sceneggiature che voleva unire Terra di Nessuno, La figlia del Demone, Knight falls e Dark Knicht Returns, tutto messo insieme in un bel minestrone senza senso e per ultimo mi chiedo ma se ormai il mondo intero ha scoperto l’identità di Batman tutto il fil che senso ha? Di solito nei fumetti quando succedono cose simili deve succedere qualcosa di altrettanto eclatante per tornare indietro, tipo GL che fa a tutti il lavaggio del cervello con l’anello, come in Justice di Alex Ross e soci (un capolavoro se non lo avete letto). Scusate lo sfogo ma la delusione è molta!!! Ciao a tutti

  26. Steven

    Un’applauso per questa recensione sono andato a vedere il film al cinema e stato penoso privo di alcun senso logico , sono rimasto sconvolto perche bene o male gli ultimi 2 film non erano proprio da buttare ma questo e proprio da bruciare! molto deludente

  27. Coffey

    Sono capitato su questo blog cercando una recensione del film dopo averlo visto, per vedere che cosa pensavano altre persone di questo nuovo e ultimo capitolo del Batman di Nolan. La struttura del ragionamento di Fabristol non fa una grinza: di questo film – attesissimo e pompato a tutto spiano – non si può impunemente dire che sia “una cagata”, essere contro corrente è difficile e scomodo; sono d’accordo. Nondimeno, sono gli argomenti tirati in ballo che mi hanno lasciato perplesso: siamo sicuri che “la posta in gioco” per film del genere sia una la coerenza interna del film e una sceneggiatura senza difetti? Voglio dire con questo che certi film (e questo sicuramente) sono fatti per intrattenere il pubblico e fare in modo che quest’ultimo “faccia il tifo” per uno degli eroi mascherati più amati e “incongruenti” di sempre (Batman è un buono, ma è anche incazzato e spietato). Immedesimarsi e – perchè no – sentirsi anche un po’ nel costume di Batman (mai così UMANO) vale il costo del biglietto, per quanto mi riguarda. E’ come se fosse una parte non scritta del contratto che lega il regista, gli attori e il pubblico; e lo si deve sapere prima di andare a vedere un film del genere. Questo Batman intrattiene, e lo fa bene. In questo fa decisamente centro secondo me: si va al cinema a vedere Batman per godersi l’eroe mascherato “fare il culo” ai cattivi, per tornare bambini e ricordarsi di quando NOI speravamo di essere Batman un giorno (o almeno così era per me quando leggevo i fumetti, e forse tanti capiranno che intendo). DOPO le due ore e passa trascorse al cinema si può pensare al prossimo film da vedere. E se sarà un film diverso, allora saranno diverse anche le “richieste” fatte al film: coerenza logica interna, sceneggiatura impeccabile, “significati profondi” eccetera…ma non lo si può chiedere a questo, è una richiesta “illegittima”. Le cose che ho citato (cercando di seguire quelle nel ragionamento di Fabristol) le vado a cercare altrove, non in Batman.
    Per quanto mi riguarda, non posso che elogiare il lavoro di Nolan & C. Dopo le scemenze di Schumacher questo Batman è una boccata d’aria fresca! Credo che tutto il cast sia all’altezza, così come scenografi e la colonna sonora, tutto rende questo film un pacchetto concepito (e ben realizzato) all’unico scopo di intrattenere, nonostante il tono nel complesso drammatico del film. Bale è il miglior Batman di sempre (e lo sarà ancora a lungo), buono e incazzato allo stesso tempo. Anche in questo, la trilogia supera tutti i film di Batman che l’hanno preceduta. Tim Burton aveva affidato il compito a Keaton (uno con la faccia da bambino): tanto ha fatto che il protagonista del primo film era praticamente Joker (quello infatti era IL Joker); lascio perdere Kilmer, belloccio quanto impacciato. Su Clooney…non dico niente, perdo la capacità di scrivere in italiano se penso a quel batman (volutamente minuscolo).
    Venendo alla storia in sè, questo cast e questo regista hanno dato vita a qualcosa che nel giro di tre film ha un inizio (è la prima volta che vedo inscenata la nascita del Batman) e una fine senza perdere in intensità e dove il protagonista è proprio lui, BATMAN, non i suoi nemici! Non è un film che si possa vedere preso singolarmente, ma anzi ha senso solo se inserito alla fine del percorso di Bruce Wayne/Batman. Ed è una DEGNA conclusione per il nostro Batman.

  28. alessandro

    l’ho visto da pochi giorni e devo dire che a me è piaciuto molto nonostante tutto, avrei preferito però che nolan analizzasse più nel profondo la crisi di bruce/batman. La fine mi ha commosso, non sono normale lo so, ma è successo.