Film storici del futuro

Ogni volta che vedo un film storico degli anni 50-60, come tutti del resto, mi metto a pensare a quanto improponibili sarebbero oggi con tutti quei fondali in polistirolo, le dive e i divi così anni 50 nonostante cerchino di rappresentare la Roma del primo secolo, le battaglie fintissime ecc. Ci sentiamo tanto superiori noi del presente quando guardiamo questi film ama cosa penseranno i nostri figli o nipoti dei film storici della nostra era fra 50 anni?

Kung fu in qualsiasi era rappresentata e in qualsiasi continente, attori afroamericani a qualsiasi latitudine e civiltà, pettinature odierne anche per la Roma del primo secolo ecc. Non c’è niente da fare: non esiste un film storico che possa rappresentare fedelmente un’epoca passata senza dover rappresentare anche l’epoca in cui è stato girato.

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4 risposte a “Film storici del futuro

  1. Beh, su quelli hollywoodiani siamo in linea di massima d’accordo, ma ci sono degli ottimi film d’ambientazione storica (pochissimi, in realtà) il cui tentativo di rappresentare fedelmente il passato può dirsi ragionevolmente riuscito, magari con qualche piccola ingenuità, ma chi non ne fa? Te li cito: “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi, “Alatriste, il destino di un guerriero” dello spagnolo Agustín Díaz Yanes, lo splendido “Master and Commander” di Peter Weir, “Mongol” di Sergej Bodrov, “Luther” di Eric Till.
    Il fatto è che a Hollywood e alle grandi produzioni in genere, non interessa nulla riscostruire la storia, ma solo fare spettacolo. Per quel che mi riguarda, quando vedo errori pacchiani come quelli de “Il gladiatore” o “L’ultima legione” o le macchine d’assedio che sembrano lanciare missili Scud, come nel film “Le crociate” di Ridley Scott, al di là delle altre porcherie che non sto qui a citare, non riesco proprio più a guardare il film.

  2. P.S. Non c’entra che alcuni dei film che t’ho citato sono tratti da saghe moderne o contemporanee d’ambientazione storica, non a fatti reali. Io parlo di “rappresentazione” fedele, per quanto può esserla, del passato in cui tali saghe sono ambientate.

  3. Quello che io chiedo a un film storico è verosimiglianza, non realismo. Cioè la rappresentazione di un mondo coerente, senza marchiani anacronismi, ma anche con caratteristiche non banali nè stereotipate che diano allo spettatore la sensazione del passaggio del tempo.

    Penso ad esempio alla serie “Rome” dell’HBO: non tutto sarà fedelmente ricostruito, ma mostra aspetti dell’antica Roma che sono tagliati fuori dalle rappresentazioni classiche (ad esempio i riti religiosi domestici, con i sacrifici e le maschere degli antenati…).

    Penso che tra gli esempi peggiori ci sono invece “Il gladiatore” ma soprattutto “Braveheart”, dove la realtà è stata stravolta ai fini di una rappresentazione fortemente ideologica di guerrieri celti semiselvaggi che combattono contro i crudelissimi inglesi.

  4. Uno dei limiti maggiori dei film c.d. “storici” è costituito dai dialoghi. Spesso, sono messi in bocca ai personaggi concetti e idee sviluppatesi solo vari secoli dopo rispetto al periodo rappresentato. Sono gli errori più difficili da individuare, perché oggi (per fortuna) non siamo più abituati a pensare come un uomo del medioevo o del tardo impero, ad esempio.

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