Se oggi fosse l’ultimo

Quante volte ci siamo chiesti che cosa faremmo se dovessimo scoprire che la nostra morte è imminente. Un medico che vi dice: “Mi spiace ma lei ha soltanto due mesi di vita.”. E lì a pensare a tutte le cose che si farebbero in quei pochi giorni rimanenti. Viaggi, ultime cene romantiche, donazioni ad amici e parenti stretti, magari un piccolo diario da lasciare ai posteri, e immancabili le indicazioni per il proprio funerale. Nella realtà forse non avverrà quasi mai così, alcuni si chiuderanno in una depressione senza via d’uscita, altri diventerebbero aggressivi, altri ancora si ritirerebbero nelle braccia di qualche religione fino a qualche giorno prima ignorata o perfino sbeffeggiata.

Ma quello che voglio fare è soffermarsi su quello che vorremmo fare se ipoteticamente il pensiero della morte ci sfiorasse alla domanda: “Cosa faresti se scoprissi che oggi è il tuo ultimo giorno di vita?”

Se cambiassimo qualcosa in quella domanda? Per esempio le risposte a questa domanda possono drasticare cambiare se cambiamo quel “tuo” con “nostro”. “Cosa faresti se scoprissi che oggi è il nostro ultimo giorno di vita?”

Se scoprissi che domani un meteorite cadrà sulla Terra spazzando via l’intera umanità per esempio? Nel racconto di Bradbury “The last night of the world” si ipotizza proprio questo e i personaggi non fanno assolutamente niente, anzi dire “niente” sarebbe sbagliato. Semplicemente continuano la vita di sempre anche se sanno che sarà l’ultimo giorno della loro vita sulla Terra.

Ci ho pensato molto a questo diverso comportamento. Cosa farei se sapessi che tutti gli uomini insieme a me moriranno? Mal comune mezzo gaudio, si dice. E forse è proprio così. Sapere che tutti gli altri insieme a noi moriranno ci rende quasi insensbili alla morte. Nessuna preparazione, nessuna isteria. E’ come se non fosse la morte di per sé a farci paura ma il fatto che il resto del mondo continui senza di noi dopo la nostra morte.

E’ proprio questo il punto: non ho paura della morte ma non sopporto che il mondo continui senza di me. Ma se viene nell’abisso con me, be’ allora non è poi così male.

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7 commenti

Archiviato in spunti di lettura e scrittura, viaggi

7 risposte a “Se oggi fosse l’ultimo

  1. Avevo prospettato anch’io questa ipotesi, un paio d’anni or sono:
    “SE BOB GIACOBBO AVESSE RAGIONE?”.
    Devo dire che il post ha avuto un discreto successo in termini d’interventi.

  2. Emanuele

    Anch’io ero giunto a questa conclusione anni fa, ma l’ho pensata per me, in realtà non so quanto possa valere per altri.
    Comunque un metodo pe ridurre il “disappunto” per la propria morte mentre il mondo va avanti potrebbe essere quello di diventare immortali. Lasciare qualcosa dietro di sè che venga conservato nella memoria collettiva. Michelangelo è morto ma tutti lo conoscono. Un Domenico di Francesco qualsiasi, suo contemporaneo, non lo ricorda nessuno.

    Comunque se fosse l’ultimo giorno della vita umana sulla terra penso che mi dedicherei a qualcosa di più divertente del solito tran tran.

  3. io qualche giorno fa mi sono immaginato comparire in cielo i 4 cavalieri dell’apocalisse rappresentati esattamente come l’iconografia e tutto il mondo che vede sti cavelieri e sa che è la fine del mondo e che avverrà letteralmente come è descritta nel libro… e io che urlo “PRESTO PORTATEMI DA UN CONFESSOREEEEE”

  4. Giacobbo vicedirettore di raidue.

    Pazzesco.

  5. non ci avevo pensato mai. probabilmente hai ragione, anche perché chi vorrebbe sopravvivere a tutti gli altri? una solitudine di quel genere sarebbe peggiore della morte, no?

  6. andrea

    a berlino , poco prima dell’entrata dei russi , dice la leggenda che trombassero tutti come ricci….
    siamo pur sempre animali

  7. diegod56

    un giorno? magnifico!

    ascoltare buona musica, i vecchi vinili, senza neanche il problema di rimetterli a posto

    certo, se muoiono anche gli altri è come non morire, giacchè nessuno potrà pensare che sei morto:
    la morte, esiste solo se c’è la vita

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