Latte affare di stato e la superstizione della proprietà intellettuale

Due pezzi che ho scritto di là che potrebbero interessare un po’ tutti, anche quelli che non si rispecchiano nelle mie posizioni filosofiche/politiche:

1) il primo riguarda il latte, un alimento di cui si conosce poco la storia… recente. Un alimento imposto migliaia di anni fa dalle popolazioni nomadi germaniche su altri popoli e ora imposto attraverso le lobby del latte tramite i governi. Una mutazione genetica avvenuta 7000 anni fa in una tribù germanica ha plasmato la cultura e l’alimentazione mondiali indelebilmente.

Una sorta di fenotipo esteso su scala mondiale per un gene che se non fosse mai apparso avrebbe cambiato la nostra alimentazione. Come è possibile che la Sardegna, terra di formaggi, abbia una delle percentuali più alte di intolleranza al latte in Europa? Come è possibile che nei paesi in cui si consuma più latte le fratture da osteoporosi siano più alte?

Un post che vi aprirà anche gli occhi sugli alimenti etno-specifici. Quanto è stata importante la genetica nella scelta di certi cibi per certe popolazioni? Dovremmo forse fare delle diete etno-specifiche? Da leggere.

2) qual è la connessione tra il copyright e una popolazione africana che crede che fare una fotografia di un uomo gli possa rubare l’anima? Un post sulla moderna superstizione.

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4 commenti

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4 risposte a “Latte affare di stato e la superstizione della proprietà intellettuale

  1. Marco

    Molto interessante l’articolo sul latte, confesso che non ero a conoscenza della mutazione genetica.

  2. Emanuele

    Tempo fa avevo letto una intervista in cui una donna spiegava che il consumo di latte in età adulta era controindicato.
    Purtroppo non ricordo né il suo nome né la qualifica né i motivi che la portavano a fare certe affermazioni, mi pare che secondo lei per tutta una serie di motivi faceva aumentare il rischio di tumori o forse di degenerazione cellulare.
    Insomma, il punto era che agli adulti il latte non fa bene,

  3. Per Emanuele

    Credo che comunque non dobbiamo vedere tutto nero/bianco. Nel senso che non esiste tolleranza e intolleranza ma uno spettro di tolleranze diverse e questo dipende da due fattori: genetico ma anche legato all’abitudine. Nel senso che possiamo allenare il nostro organismo a tollerare sostanze. Infatti chi beve latte ogni giorno, nonostante l’intolleranza genetica sia alta riesce a vivere una vita normale se le quantità di latte sono contenute.
    Possiamo fare un parallelo con alcool deidrogenasi, l’enzima che riesce a digerire l’alcool. Un altro enzima che è presente a differenti concentrazioni a seconda della razza di appartenenza. Ma perfino nei caucasici se l’organismo non viene allenato al consumo di alcool l’enzima rimarrà sempre basso.

  4. junkiedolphin

    Sapevo che quella che viene comunemente “intolleranza al latte” sia in realtà intolleranza al lattosio. Per questo motivo formaggi e yogurt, che hanno scarso contenuto di lattosio, non sono un problema per chi è “intollerante al latte”. Cmq sì, la storia del lattosio è un classico esempio di gene-culture coevolution, argomento super interessante!

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