Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: il maledetto th

Cari affezionati ascoltatori, ecco che riprendiamo la fortunata serie “Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese”. Per le altre puntate potete andare qui, qui, qui e qui. Ne approfitto per dire a tutte le maestrine d’inglese che continuano a commentare nei post precedenti che non me ne importa un fico secco delle vostre abilitazioni ufficiali, lauree quinquennali e master, timbri, timbrini e 5 mesi di college a Cambridge. Non sono quei foglietti a darvi autorità ma l’esperienza su campo e soprattutto capire che l’italiano medio ha esigenze diverse da altri tipi di studenti.

Oggi parleremo del digrafo th, che gli italiani raramente riescono a pronunciare bene. Ma questa volta siamo in buona compagnia. L’insegnamento di una lingua deve essere come l’accoppiata diagnosi-cura del medico: bisogna diagnosticare la malattia (la lingua madre di appartenenza) e dare una cura adeguata (una lezione specifica per quel tipo di madre lingua). Ecco perché i corsi d’inglese in Italia non servono a nulla: perché sono fatti e pensati da autori di Oxford per i madrelingua, non per gli italiani. Quasi tutti i popoli delle lingue più diffuse hanno grossi problemi con questo suono. I tedeschi per esempio sono lo zimbello degli inglesi da questo punto di vista. “Ze pen is on ze table.” O come in un famoso e spassosissimo commercial “What are you sinking about?” del video qui sotto.

Gli spagnoli e i greci se la cavano abbastanza bene, complice l’uso di suoni simili nelle loro lingue (per lo meno nel madrileno e nel castigliano standard la pronuncia della c è simile a quella del th; per i greci la pronuncia della theta). I francesi sono simili a noi invece: non riuscendo a pronunciare th utilizzano t, f o v.

Ma come diavolo si pronuncia questo th? Per essere completamente padroni di questo suono senza doverci pensare ogni volta ci vogliono anni. Questo suono è così complesso che perfino i bambini di lingua madre inglese lo imparano come ultimo intorno ai 5-6 anni d’età. Addirittura ci sono regioni dell’anglosfera (paesi del mondo dove si parla inglese) in cui non si pronuncia correttamente confondendo per omofonia il suono th con f o v, esattamente come gli italiani.

Quello che dico sempre ai miei studenti immaginari è: fate finta di avere un pelo o un pelucchio sulla punta della lingua e cercate di  sputarlo via in maniera cortese, come se foste al teatro o ad una riunione. La punta della lingua deve stare tra gli incisivi appena separati e le labbra devono aprirsi per emettere un suono a metà tra la effe e la ti. Col tempo l’effetto “sputo” svanirà e vi sembrerà naturale.

Non bisogna avere alcuna vergogna nell’esagerare questo suono. Tirate fuori la punta della  lingua completamente, mettetela tra gli incisivi e pronunciate una effe. La punta della lingua si deve vedere. Anzi più è teatrale più farete la parte del “posh english”. Gli inglesi inoltre quando vogliono sottolineare una parola con connotati negativi esagerano con la fuoriuscita della lingua come in filthy, o loath. Guardate questo video e soprattutto a 0:19 come la lingua dell’attrice esca fuori tra le labbra.

Oppure qui. Guardate come la lingua esca fuori tantissimo dalle labbra quando pronuncia “nothing” e “anything”. In questa situazione l’attrice voleva sottolineare quella parola per enfatizzare che non ha visto proprio “niente”.

Nel fermo immagine che ho preso da questo video di Lost si vede la stessa attrice che pronuncia “three o’clock in the morning”. Guardate quanto la lingua è fuori dalle labbra. Questo è normale in certe situazioni e a mio parere gli studenti dovrebbero esercitarsi così.

Di nuovo, non mi ricordo di una lezione apposita su questo suono nella mia esperienza scolastica con quasi dieci insegnanti. Io farei almeno due lezioni solo per esercitare gli studenti con questo suono. Tipo pronunciare a ripetizione: heathen, sixth, haywards heath (così si esercitano con l’uso di h e th). E poi ogni volta che si entra in classe “Good morning professor sixth heathen haywards heath” da pronunciare velocissimevolmente.

Nella mia esperienza poi gli italiani pronunciano il suono th come t o v quando si trova all’inizio della parola (the, their, them ecc.) mentre quando si trova alla fine come una f (bath, both, month). Quando si trova invece in mezzo come una d (father, mother, brother). Quindi, qui un buon insegnante d’inglese non si deve limitare ad insegnare il suono th. Deve anche operare in maniera distinta come un chirurgo a seconda delle parole. Deve correggere e far esercitare gli studenti in base alla posizione del th nella parola perché gli studenti italiani tenderanno a scambiare i vari suoni a cui sono familiari -t, v, f e d- con il th.

Alla prossima!

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11 commenti

Archiviato in affascinante guida alla lingua inglese, quello che non vi hanno mai insegnato al corso d'inglese

11 risposte a “Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: il maledetto th

  1. Mah, io in un brano come Mother dei Pink Floyd continuo a sentire il th di “mother” pronunciato simile ad una D e quello di “think” come una F…

  2. No dai si sente. Il brano è un po’ vecchio e la qualità dell’audio è un po’ bassa ma si sente

  3. Non dimentichiamo che ci sono in inglese due pronunce diverse per “th”: una come in thick e l’altra come in than.

  4. Per Laperfidanera

    Non lo sapevo. Qual è la differenza?

  5. Scusa, rispondo solo oggi. La differenza la senti da te pronunciando correttamente le due parole: la prima viene pronunciata con il suono simile alla “f”, nella seconda pare più una “d”, come anche in “that” (vedi sopra il commento di Davide). Se guardi bene in un dizionario, la TH di THINK viene segnata col simbolo θ, quella di THAT con il simbolo ϑ (se ho copiato giusto). Guarda, faccio prima a copiarti tutto questo:
    2. Θ è il suono sordo o aspro del th inglese. Per pronunciarlo si appoggi la
    punta della lingua contro i denti inferiori e si cerchi di pronunciare la s si
    soldato: il suono tra t ed s che ne esce è quello del th sordo o aspro.
    thank, ringraziare thick, folto think, pensare
    Θænk Θik Θink
    3. ϑ, è il suono sonoro o dolce del th inglese. Per pronunciarla si chiusa la
    punta della lingua fra i denti e si cerchi di pronunciare la z: il suono che
    ne esce, fra de z, è quello del th sonoro o dolce.
    This, questo that, quello
    ϑis ϑæt

  6. In effetti ora che ci penso la pronuncia suona leggermente diversa!

  7. Oggi ho chiesto al collega inglese riguardo alla differenza e ha strabuzzato gli occhi. Quando si è madrelingua difficlmente ci si accorge delle eccezioni alle regole o perfino delle regole di una lingua. 😉

  8. Mi sento rassicurato, per me sono pronunciati rispettivamente fink e dat ;)!

  9. I due suoni di th, /θ/ (teeth, think, three) e /ð/ (this, there, other), sono il primo voiceless e il secondo voiced. Nel voiced se si appoggia la mano sulla gola, in corrispondenza delle corde vocali, si avverte una vibrazione, nel voiceless invece no. Altro modo sperimentale per cogliere la differenza è mettere un foglio di carta davanti alla bocca quando si pronuncia il suono, con il voiced il foglio non viene piegato, mentre con il voiceless sì. Quindi il voiceless butta fuori molta più aria, mentre il voiced è più vibrante.
    Per la pronuncia corretta dei suoni inglesi mi hanno aiutato molto dei video che ci sono sul sito della BBC, di seguito i link per i due suoni /θ/ e /ð/:
    http://www.bbc.co.uk/worldservice/learningenglish/grammar/pron/sounds/con_voiceless_6.shtml
    http://www.bbc.co.uk/worldservice/learningenglish/grammar/pron/sounds/con_voiced_6.shtml
    Il corso fonetico della BBC mi è piaciuto così tanto che ci ho fatto un corso su memrise.

  10. Molto interessante Procellaria. grazi enon lo sapevo! 🙂

  11. AlexandraL01@outlook.com

    Stavo per rispondere esattamente quello che Procellaria ha scritto. Sono due fonemi ben distinti e, come molti altri, dipende dal fatto che siano voiced o voiceless. Chiamarlo “th” non vuol dire nulla.
    Vi consiglio per migliorare la pronuncia e capire meglio la fonetica dell’inglese di studiare la Phonemic Chart e scaricare l’ app Sounds di Macmillan Education. Io la uso in classe con i miei studenti ed è molto utile.

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