Sulla differenza tra il pianto dei bambini italiani e inglesi (e sui cani)

CS_20100304_barking dog2Da quando sto qui in UK ho sentito molto raramente un bambino inglese piangere. Molto raramente. E invece basta tornare in Italia per sentire marmocchi che piangono per qualsiasi cosa: perché cadono, perché vogliono qualcosa, perché i genitori li sgridano ecc.

Se un bambino cade in Italia la madre lo prende a ceffoni, qui in UK non succede nulla. Esatto. Assolutamente nulla. La madre sorride o al massimo lo aiuta a risollevarsi, se non l’ha già fatto di suo. Fango, sporcizia, acqua, pozzanghere, animali, possono toccare qualsiasi cosa senza che il genitore dica qualcosa. Se vuole qualcosa la madre gli parla in modo chiaro e razionale senza sbottare e gliela offre oppure no. Non esistono scenate in strada con bambini che vengono trascinati in giro. Non esistono sculacciate.

Ora, sembrerà non collegato ma vorrei dire qualcosa anche sui cani. Dopo due anni nel mio appartamento ho scoperto di essere circondato da decine di cani nelle case intorno. Ma non li ho mai sentiti abbaiare. In Italia i guaiti notturni sono un classico e ogni volta che si passa di fronte ad un giardino è tutto un abbaiare continuo. Chiunque abbia avuto un cane sa benissimo che il suo abbaiare è spesso correlato al momento di agitazione o alle discussioni in famiglia.

Credo che ci sia una correlazione tra pianto dei bambini, comportamento dei cani e il comportamento british. Semplicemente gli inglesi non vanno in escandescenze, non urlano per la minima cosa, il tono della voce è basso e rispettoso e ad ognuno vengono lasciati il proprio spazio e indipendenza.

Conseguenza di questo atteggiamento è che i bambini vivono in serenità senza un adulto che gli sta sempre appresso e che urla in continuazione, i cani lo stesso sono calmi e non abbaiano. Insomma se i bambini e i cani italiani piangono così tanto è forse a causa della cultura dell’urlo, della voce alta, della continua invadenza nella sfera degli altri individui (siano essi umani o animali). Se fosse così dovremmo trovare una correlazione tra misura dei decibel, paesi di provenienza e livelli di stress. Tipo a Napoli i bambini e i cani dovrebbero essere continuamente in agitazione e con livelli di stress altissimi mentre, che so, a Stoccolma dovremmo trovare i bambini e i cani più calmi del pianeta.

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9 commenti

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9 risposte a “Sulla differenza tra il pianto dei bambini italiani e inglesi (e sui cani)

  1. Come si concilia questa visione perfettamente aderente al nostro immaginario collettivo del popolo inglese con i chav?

  2. Ma i chav sono solo una parte della popolazione inglese, la non-working class. E poi rispetto ad un italiano il tono della voce è basso perfino nei chav. 😉

  3. grafite660

    Non mi sembrano molto tranquilli i chav mentre sfasciavano le città inglesi. Inoltre i crimini violenti, omicidi compresi, sono parecchi più alti in UK che in Italia. Avendo anche vissuto un po’ in Scozia, non mi pare un paese tanto tranquillo.

  4. grafite660

    *Non mi SEMBRAVANO*

  5. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 04.01.13 « alcuni aneddoti dal mio futuro

  6. Emanuele

    Sarà perché sono così autocontrollati che gli il weekend si sfasciano di alcolici e ogni tanto vanno a fare qualche guerra in giro per il mondo? 🙂

  7. Dave

    Tra i tanti pregi del popolo inglese quello del good parenting lo terrei proprio per ultimo.

  8. Paolo

    Comunque l’altro giorno a Barnard ho visto una scena che in Italia non la vedresti fare nemmeno dall’ultimo dei bifolchi. Ad un bambino piccolo è caduto il ciuccio dalla bocca sul marciapiede, il ciuccio è stato anche semi calpestato dai passanti, ma ciò non ha impedito al bambino di rimetterselo in bocca il tutto accompagnato da grandi sorrisi dei genitori. Noi siamo probabilmente esagerati sulla protezione dei più piccoli nei confronti di microbi e sporcizie varie, ma esagerare anche sul versante opposto mi sembrava eccessivo.

  9. Su questo non c’è dubbio, quella del ciuccio è comunissima, lo fanno tutti qui. Cade il ciuccio sul fango e l madre lo mette in bocca al bambino. Ma lo fanno anche gli adulti. Se cade cibo per terra lo mangiano comunque.

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